Quanto conosci i tuoi eroi? /2: Roberto Calderoli

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Debbo dirvi, amici miei, che la prima puntata della serie ha riscosso un successo a dir poco inaspettato: secondo i miei dati, infatti, le persone che si sono cimentate nel quiz su Luca Volontè sono state 2175. Solo quindici di voi, tuttavia, mi hanno scritto nei commenti il punteggio ottenuto: vi ricordo che sto tenendo i conti (tra qualche puntata pubblicherò una classifica provvisoria), che siete sempre in tempo a rispondere anche ai quiz precedenti e a scrivermi il vostro risultato nei commenti, e che il vincitore finale avrà diritto a un libro scelto da me. Quanto alla puntata di oggi, il protagonista è un altro pezzo da novanta: vi lascio in compagnia delle sue perle, con la raccomandazione di scrivermi il vostro punteggio in calce per partecipare all'assegnazione del premio finale. Che altro dire? Giocate, giocate, giocate. Ma a qualche centimetro dallo schermo, non si sa mai: questo è uno che si incazza di brutto...

C'è la pelle di un vecchio serpente appena uscito dall'uovo

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Ricevo, e volentieri (si fa per dire, visto il tenore della notizia) pubblico.

Torino, 04 giugno 2008
Vogliamo denunciare un grave episodio, accaduto questa mattina, di cui è stata testimone una Mediatrice interculturale di Moncalieri. Alle 08:30 circa, sul bus 67 (capolinea di Moncalieri), pieno di gente che a quell'ora è diretta a scuola o a lavoro, è salita una pattuglia della polizia, ha intimato a tutti gli stranieri di scendere, ha diviso maschi e femmine con bambini, ha chiesto il permesso di soggiorno.
Molte persone avevano con sé solo la carta di identità italiana, altri il permesso di soggiorno, altri ancora né l'uno né l'altro.
Tutto l'episodio si è svolto accompagnato da frasi quali : "non ce ne frega niente della vostra carta di identità italiana" , "è finita la pacchia", "l'Italia non è più il Paese delle meraviglie".
Gli agenti hanno fatto salire tutti gli uomini su un cellulare, solo un uomo marocchino, mostrando la carta di identità italiana, si è rifiutato di salire, chiedendo di che cosa veniva accusato e che avrebbe fatto riferimento al suo avvocato. Gli agenti l'hanno lasciato andare.
Nessuno dei passeggeri rimasti sull'autobus è intervenuto, anzi, molte delle persone presenti, anche sui balconi delle case intorno e sui marciapiedi, hanno applaudito.
Ci aspettiamo che venga fatta chiarezza e che non si ripeta mai più un simile episodio in un Paese che si dichiara civile e democratico.
ASSOCIAZIONE ALMATERRA

Videodediche /2

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Non finisce mica qua

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Pillola del giorno dopo/Associazione Coscioni: dalla mancata archiviazione emerga l'imposizione di coscienza

Dichiarazione di Alessandro Capriccioli e Josè De Falco, Membri di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica

L'Associazione Luca Coscioni prende atto con interesse della richiesta di nuovi accertamenti da parte del GIP di Roma Claudio Mattioli, in relazione al procedimento contro tre medici romani del Policlinico Umberto I e del San Giovanni, denunciati da una donna cui avevano negato la pillola del giorno dopo.
Ci si augura che il rigetto della richiesta di archiviazione, finalizzato ad un ulteriore approfondimento dei fatti, dimostri che il comportamento di medici e paramedici, ispirato ad una dichiarata "obiezione di coscienza" per un farmaco che non è abortivo ma contraccettivo, configura in realtà una vera e propria "imposizione" della propria coscienza su quella altrui, e si risolve nell'illegale mancata erogazione della contraccezione di emergenza a danno della salute delle donne e della loro libertà di scelta.
Per questo, e allo scopo di evitare che il rispetto delle decisioni sulla maternità debba essere rimesso alla discrezionalità delle aule giudiziarie, l'Associazione Luca Coscioni ribadisce la necessità di abolire l'obbligo della ricetta per la contraccezione d'emergenza, e di far sì che la pillola del giorno dopo divenga un normale farmaco da banco, come avviene in molti paesi europei e negli Stati Uniti.
Le iniziative per l'abolizione della ricetta proseguono in tutta Italia con tavoli di raccolta firme e contestuale prescrizione del farmaco a scopo preventivo da parte dei medici dell'Associazione.

Libertà vigilata

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Ora, io non so che intenzioni abbiano i genitori del piccolo Davide Marasco, nato con la Sindrome di Potter e attualmente ricoverato presso l'Ospedale Pediatrico «Giovanni XXIII» di Bari; magari vogliono davvero che prosegua le terapie, e se così fosse, essendomi pronunciato sin dall'inizio sulla necessità che siano loro a scegliere, non avrei nulla da dire.
Cionondimeno, le indicazioni con le quali il Tribunale di Bari ha accompagnato il provvedimento che ha restituito loro la potestà genitoriale è un piccolo capolavoro di ipocrisia:

«Continuare a prestare la massima collaborazione nei confronti dei sanitari aderendo a tutte le indicazioni che saranno loro impartite, con l'avvertenza che in caso di inottemperanza potranno essere adottati nuovamente nei loro confronti provvedimenti limitativi della potestà genitoriale».
In altre parole, i termini della vicenda sono i seguenti: vi restituisco la potestà su vostro figlio, e quindi la libertà di scegliere cosa ritenete meglio per lui, purché scegliate come vi impongo di scegliere.
Il che equivale a dire che non ve la restituisco affatto, quella libertà, o meglio (peggio, per essere onesti, molto peggio) fingo di ridarvela, togliendomi di torno tutti i rompicoglioni che mi schiamazzavano intorno e al tempo stesso lascio sospesa la minaccia di togliervela di nuovo se non fate esattamente come vi dico.
E poi non venite a raccontarmi che in Italia non c'è la democrazia, eh?

Una cosa tra me e uno a cui voglio un gran bene

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Se potessi tornare indietro di vent'anni, cosa inciderei su una TDK120?
A occhio e croce, amico mio, la roba che ho messo qua sotto.
Certo però che fai dei sogni strani, eh?
Stai bene, Threepwood, e fatti sentire.
A.


Esemplificazioni dell'adagio "disse la vacca al mulo, oggi ti puzza il culo" /21

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Da un commento (anonimo, come da copione) al post precedente:

C'è poco da scherzare si tratta di un episodio triste e squallido.
Per dirla tutta, non è la prima volta che una scena di sesso si svolge in un confessionale, o dentro a una chiesa, o magari in sagrestia; solo che stavolta si trattava di un uomo e una donna, mentre di norma uno dei protagonisti è un prete, e l'altro un ragazzino (o una ragazzina, a seconda dei casi).
Per cui, amico mio, voglio venirti incontro: ammettiamo, per amor di discussione, che l'episodio sia triste e squallido.
Cionondimeno, converrai con me che c'è di peggio, o sbaglio?

Quante volte, figliuoli?

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Cliccare qua per gli scabrosi dettagli.

Esemplificazioni dell'adagio "disse la vacca al mulo, oggi ti puzza il culo" /20

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Ormai conoscete la storia: a Bari una madre e un padre, privati della loro potestà genitoriale da un Tribunale, sono costretti ad assistere impotenti all'agonia del figlio, che viene torturato con terapie invasive e dolorose senza avere alcuna possibilità di guarigione.
Non pare anche a voi che si debba essere incredibilmente cinici, per arrivare ad accusarli di incredibile cinismo?

Quanto conosci i tuoi eroi? /1: Luca Volontè

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Inizia con questo post un ciclo di quiz che propongo ai miei lettori: un po' per consentire loro di misurarsi con le frasi dei loro beniamini, un po' per verificare fino a che punto stiano attenti quando mi leggono. La prima puntata (come poteva essere altrimenti?) è dedicata a quello che considero il principale ispiratore di questo blog: senza di lui, ne converrete, avrei smesso di scriverci dentro da un pezzo. Quindi, amici miei, mettetevi alla prova, e se vi va scrivete il punteggio che avete ottenuto nei commenti di questo post: qualora decidiate di firmarvi, mi rendo sin d'ora disponibile a tenere aggiornata una classifica generale della manifestazione, al termine della quale sarà mia cura inviare al vincitore finale un premio scelto da me. Che altro dirvi? Giocate, giocate, giocate. E, naturalmente, pentitevi, miscredenti che non siete altro...

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