Vergogna proporzionale

L'IVA è un'imposta proporzionale: il che equivale a dire, in due parole, che colpisce nella stessa percentuale tanto i consumatori più ricchi quanto quelli più poveri.
Ne consegue che aumentare l'IVA di un punto percentuale sottrae cento euro l'anno a coloro che spendono diecimila euro l'anno per sopravvivere, e ne sottrae diecimila l'anno a chi può permettersi di spenderne un milione.
Non credo ci sia bisogno di spiegare per quale motivo dover dire addio a cento euro l'anno per chi campa con meno di mille euro al mese sia molto più gravoso che rinunciare a diecimila euro l'anno per chi può spendere cento volte tanto.
Ne consegue che aumentare l'IVA significa far pagare la crisi in modo più duro a chi se la passa peggio, in barba al principio di progressività, in base al quale chi guadagna di più dovrebbe essere chiamato a contribuire alle esigenze del paese in misura più che proporzionale rispetto agli altri.
Morale della favola: secondo me cercare di mettere a posto i conti aumentando l'IVA è una vergogna; e il fatto che i tedeschi, gli spagnoli o i marziani abbiano fatto altrettanto non modifica di una virgola la mia opinione.
Tutto qua.
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Questo post è stato pubblicato il 26 agosto 2011. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

14 Responses to “Vergogna proporzionale”

  1. gli spagnoli l'hanno aumentata? ma non stava certo al 20%, credo al 7. i tedeschi hanno un costo della vita simile al nostro ma con stipendi doppi

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  2. Ma non pensi che un simile aumento (non tutto è al 20%) potrebbe "perdersi" negli "arrotondamenti" dei prezzi? La fascia da 10.000 all'anno avrebbe un aggravio di 9 euro mensili, che sono sempre 9 in più di zero..., ma potrebbe valerne la pena.

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  3. Chiarissimo e non ci piove.
    A onor del vero pero', pur se iniquo, l'aumento dell'IVA è un tantinello piu' equo del taglio delle detrazioni tremontiano: quest'ultimo, infatti, oltre che non progressivo, è anche fortemente regressivo.

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  4. Tra l'altro e` anche un po' peggio di come dici, visto che l'IVA e` una tassa sui consumi, ed i consumi crescono meno che proporzionalmente con i guadagni (detto diversamente, chi guadagna pochissimo spende il 100% di quello che incassa, chi guadagna "mediamente" spende magari il 50% e accantona o reinveste il resto, chi guadagna miliardi non spende - in percentuale - praticamente nulla).

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  5. Condivido appieno e riflettendo,ma mica tanto,mi domando:quante delle persone che il potere lo gestiscono hanno vissuto anche un solo mese con meno di mille euro?Non si nascondano dietro un dito!Parlano di fare gli interessi del Paese,dei più deboli e blablabla,blablabla...fanno solo i loro e quelli dei loro amici.Gente come loro!

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  6. L'Iva è proporzionale a quanto acquisti: l'iva di un SUV e di una bicicletta sono proporzionali per via della differenza di prezzo.
    Sugli alimenti non mi pare ci sia l'IVA.
    Non so cosa ci facciano oggi con l'IVA, ma è una tassa nata per finanziare l'agricoltura: le famose quote latte, ma anche le quote per le vacche vaccine, ed altre amenità. La verità è che non importa se sei ricco o povero, basta che mangi carne e ci sarà sempre qualche vegetariano che pagherà per te. Viva la meritocrazia. Ma solo quando c'è da togliere agli altri o aggiungere per sé

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  7. In un'interessante articolo che ho l'onore di ospitare sul mio blog, Leonardo Maga affrontava proprio quest'argomento http://fpreloaded.blogspot.com/2011/06/colpire-tutti-per-favorire-pochi-la.html

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  8. Uhm.... qualcosa non torna.
    Allora se "puoi" spendere diecimila euro l'anno, pagherai 100 euro in più di tasse (ovvero avrai beni per 100 euro in meno).....
    Se puoi spendere un milione e ne spendi (spilorcio) 10.000 ti troverai lo stesso con cento euro di beni in meno (oppure li detrarrai dai tuoi risparmi)...
    La questione è che chi ha un milione non spende 10.000 e spesso (non sempre) ha altri benefici o mezzi al di la dell'acquisto "al supermercato".
    Le tasse proporzionali al consumo non sono di per se il male assoluto, dovrebbero di fferenziarsi per tipologia d'acquisto. I beni di lusso da quelli per lo studio, gli alimentari da quelli ludici.... ma il discorso è molto complesso ed in parte già affrontato anche dalla legislazione.
    Il problema vero resta l'evasione e l'elusione che al solito fa saltare qualsiasi principio di "uguaglianza".

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  9. Aumentando l'IVA la crisi non viene pagata in egual misura da tutti ma viene pagata di più da chi spende (in Italia) di più, che teoricamente dovrebbe essere chi guadagna di più, anche se non è detto.. il problema nasce quando "alcuni" si scaricano l'IVA impropriamente!

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  10. Vanno aggiunte ulteriori osservazioni:
    1) chi guadagna 1.000 euro al mese probabilmente non risparmia nulla: pertanto l'aumento dell'IVA si traduce in una riduzione della quantità di beni acquistati a parità di spesa sostenuta e non comporta maggiore gettito per lo Stato.
    2) chi guadagna 10.000 euro al mese probabilmente risparmia un bel po', nonostante consumi in valore assoluto più di chi guadagna meno di lui. In questo caso l'aumento dell'IVA si traduce in una moderata contrazione dei consumi (in termini di valore reale dei beni acquistati) e un complementare incremento delle spese (in termini di valore monetario impiegato e sottratto quindi al risparmio).
    3) relativamente al solo mercato interno, questa contrazione dei consumi si traduce in una contrazione dei redditi delle imprese e dei lavoratori autonomi/professionisti. Che pertanto avranno meno propensione al consumo e ridurranno ulteriormente i consumi e/o gli investimenti.
    4) se l'IVA aumenta ma le sanzioni per l'evasione fiscale restano immutate, diventa più conveniente evadere il pagamento dell'IVA.

    In sostanza, un aumento dell'IVA dell'1% determina un incremento del gettito IVA minore dell'1% che colpisce i redditi più bassi e i redditi fissi, favorisce l'evasione e deprime la domanda interna.

    Auguri a tutti.

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  11. Beh, no, se è proporzionale allora colpisce tutti in proporzione al consumo. Il ragionamento dovrebbe essere: un pover'uomo non può permettersi di comprimere i suoi consumi, così da continuare a spendere i suoi 10mila euro annui anziché 10mila + 100 (circa). Viceversa un ricco sì: rinunciare ad acquisti per 10 mila euro non dovrebbe essere un grosso problema.
    D'altro canto l'IVA ha un pregio particolare: tassando i consumi deve essere pagata anche da chi dichiara reddito zero, evadendo (anche se i metodi per evaderla esistono e come).

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  12. D'accordissimo. Prevedo:
    Aumento delle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese.
    Aumento dell'evasione.
    Aumento dei prezzi = contrazione dei consumi = un certo numero di esercizi commerciali costretti a chiudere.

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