Archive for aprile 2007

Indignazione gratuita

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In alcune carceri della California è possibile garantirsi un trattamento privilegiato rispetto agli altri detenuti pagando una cifra giornaliera variabile dai 70 ai 130 dollari; della notizia dà conto il Corriere di oggi, ponendo giustamente l’accento sull’iniquità di un sistema carcerario che premia i criminali facoltosi e viola apertamente il principio di equità.
E’ impossibile, evidentemente, non condividere la disapprovazione espressa dal Corriere; ma è altrettanto impossibile non sottolineare il fatto che che simili disparità sono presenti anche nel nostro paese: anche se, a quanto pare, nessuno avverte l’esigenza di denunciarle con la stessa intransigenza.
Non è un mistero, infatti, che solo le coppie abbienti possano permettersi un soggiorno all’estero per sottoporsi alle moderne pratiche di fecondazione assistita; che la possibilità di una morte dignitosa in caso di grave malattia sia riservata solo a chi è in grado di pagarsi il soggiorno in qualche clinica belga; che in talune regioni italiane perfino il diritto di interrompere la gravidanza, teoricamente garantito dalla legge 194, possa essere di fatto esercitato soltanto se si dispone del denaro necessario per un aborto clandestino.
Per queste disparità, evidentemente, nessuno ha tempo e voglia di stracciarsi le vesti.
Indignarsi per le carceri americane, in effetti, è molto più comodo: garantisce lo stesso la qualifica di difensore dei poveri, ma tiene al riparo da fastidiose critiche e da scomodi contraddittori.

Una sorta di indignazione gratuita, insomma, che non costa niente ed è alla portata di tutti.

Che sia questa, paradossalmente, una grottesca declinazione del principio di equità?

Disse la vacca al mulo...

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Dal Garzanti Online:

Sfacciataggine
s. f. l’essere sfacciato: essere di una sfacciataggine inaudita | azione sfacciata: che sfacciataggine, mentire in questo modo!
Sinonimi: impudenza, sfrontatezza, spudoratezza, insolenza, impertinenza, improntitudine, ardire.

Don Fortunato Di Noto, Presidente dell’Associazione Meter, si esprime sulla inquietante vicenda dell’asilo di Rignano Flaminio:

«Nove scuole su dieci, analizzate per casi giudiziari in 10 città italiane, hanno mantenuto un atteggiamento di incomprensibile difesa ad oltranza di dipendenti accusati di molestie sessuali, che andava ben al di là della ragionevole prudenza: sottolineiamo come tutti i casi giudiziari analizzati si siano conclusi con condanne, anche se solo due hanno superato, sinora, l’esame della Corte di Cassazione. (…) A Cosenza addirittura il dirigente scolastico della scuola elementare coinvolta (il bidello accusato di molestie è stato condannato a 3 anni di carcere sia in primo che in secondo grado) non solo non ha sospeso il dipendente, ma ha “ben pensato” di rivolgere l’invito ai genitori della piccola molestata di cambiare scuola. Solo la solerzia del magistrato inquirente ha fatto si che la rete omertosa impedisse di accertare la verità».

Se qualcuno ha ancora la forza di aggiungere che Don Fortunato Di Noto è un prete, che i preti sono i rappresentanti della Chiesa Cattolica nel mondo, che la Chiesa Cattolica continua a distinguersi per la determinazione con la quale sottrae alla giustizia ogni suo membro che si sia macchiato di pedofilia, si faccia pure avanti.
Io, che quella forza oggi non ce l'ho, mi limito a completare il proverbio del titolo: disse la vacca al mulo, oggi ti puzza il culo.

C'è forse bisogno di altro?

Intimidazioni calcistiche

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Nel giuoco del calcio (rigorosamente con la “u”, non scherziamo) il fallo di reazione viene punito immancabilmente con il cartellino rosso; non importa quale sia stata la provocazione, dice il regolamento: reagire in modo scomposto e violento costituisce un comportamento intollerabile, da sanzionare con fermezza e senza eccezioni, a prescindere dal presupposto che lo ha scatenato.
La regola, per essere onesti, non è priva di fondamento: ti sembra giusto dare una capocciata a un tizio, magari spaccandogli il sopracciglio con conseguente (e abbondante) sanguinamento in campo, solo perché costui ti ha dato un pizzicotto sulla guancia, ti ha mollato un calcetto sul polpaccio, ti ha sussurrato nell’orecchio che la tua fidanzata è una troia?
No, che non è giusto. E allora, dico sul serio, ben venga l’espulsione per chi non è in grado di controllare le proprie reazioni e mena giù botte alla cieca, lasciando l’avversario a rotolarsi per terra; e ben venga la squalifica, dopo l’espulsione, perché l’animalesco individuo, oltretutto, ha la colpa di lasciare la propria squadra in dieci, esponendola così a una possibile sconfitta, magari laddove si stava profilando una speranza, se non di una vittoria, almeno di un combattuto pareggio.

E’ tutto, qua, se si eccettua una breve postilla.

Che il provocatore sia, senza ombra di dubbio, un vigliacco bello e buono, questo si può dire?

«E’ un gesto intimidatorio, ovviamente, che si commenta da sé. D’altra parte, non si vuole enfatizzare oltre misura questo gesto irresponsabile, perché non è intenzione della Chiesa alimentare uno scontro che non è mai stato cercato e che è fuori pertanto dalle sue intenzioni e dalle sue azioni». (Angelo Bagnasco, da Zenit)

Meteorologia criminale

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Ai redattori del Quotidiano Nazionale: un minimo di delicatezza nell'accostare le notizie no, eh?

Col mio segreto

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Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

Eugenio Montale, Ossi di seppia, 1931

Tertium non datur

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Il portavoce della Diocesi di Genova Carlo Arcolao:

«I recenti episodi di minacce contro l’arcivescovo di Genova, monsignor Angelo Bagnasco, sembrano opera di frange molto piccole e psicologicamente labili. La maggioranza dei cittadini è con l’arcivescovo, che è amato ed apprezzato anche dalle forze politiche e dai rappresentanti religiosi della città. Le minacce arrivano da piccoli gruppi di autoesaltati che hanno come referenti solo se stessi».

Vediamo se ho capito: o mandi a Bagnasco un bossolo in una busta, oppure lo ami.
Quelli come me, che lo considerano un omofobo, un reazionario, un istigatore, e tuttavia non si sognerebbero di torcergli un capello nemmeno sotto tortura, non esistono.

Spiegatemi voi, adesso, chi è che sta cercando di radicalizzare il conflitto.

Paese mio, che stai sulla collina

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Giuseppe Betori, segretario della CEI:

«Garantire il matrimonio significa garantire il futuro del Paese».
Se per Paese intendeva il Vaticano, come dargli torto?

Minacce retrograde

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Il martirio è l'unico mezzo con il quale un uomo può diventare famoso senza abilità. (George Bernard Shaw)

Mi costituisco

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Lettura creativa

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Il Giornale di oggi commenta con sobrietà la fiction “La Squadra”, in cui, a quanto pare (seguo poco la TV), si ha l’ardire di mostrare una coppia omosessuale:

«In quella fiction l’omosessualità viene equiparata alla norma e così, quel che passa, è che una devianza viene sdoganata e il suo pervertito modello comportamentale equiparato alla affettività naturale tra uomo e donna. Ma gli autori del programma e i responsabili di rete ci diranno che tutto ciò è fatto per indurre a riflettere, per sensibilizzare. E così, sui programmi Rai si sensibilizza al furto, all’omicidio, al tradimento, all’omosessualità conclamata e alla pornografia».

Mi corre l’obbligo di precisare che, malgrado l’apparenza, l’articolo non intende affatto affermare che l'omosessualità sia una devianza o una perversione, né equipararla al furto e all’omicidio.
Come dite? A voi sembra di sì? Be’, allora vi consiglio di accantonare la vostra malafede anticlericale e di imparate a leggere, magari lasciandovi guidare da chi meglio di voi sa interpretare l’italiano.

Dicono che quelli della CEI organizzino dei corsi niente male.

Fuga britannica

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Il guaio è che soffro di buona memoria; per cui, dopo aver letto il Corriere di oggi, non ho potuto evitare di tirare le somme: le donne inglesi non si spogliano neanche per fare sesso, quando lo fanno fingono l’orgasmo, e negli intervalli tappezzano la casa di post-it recanti incarichi per il partner.

Si attende una ricerca che stabilisca quanti inglesi, durante l’ultimo biennio, siano svaniti nel nulla.

Premonizione capitale

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Di tanto in tanto succede che, colto da un irresistibile presentimento, mi rechi dal giornalaio per acquistare il Foglio, con l’ineffabile certezza che ci troverò dentro qualche memorabile cazzata.
Stamattina l’intuizione è più forte del solito, al punto da indurmi, nell’impossibilità di reperire nelle vicinanza un bancomat funzionante, a rinunciare al cornetto d’ordinanza e spendere in edicola l’unico euro che mi rimane in tasca.
La mia premonizione, manco a farlo apposta, trova una sorprendente conferma nella posta del direttore, in cui Giuliano Ferrara risponde così ad una lettera del portavoce italiano di Amnesty International Riccardo Noury:

«Apprezzo questo scoppio di realismo, da abolizionista molto tiepido, e le ricambio i cordiali saluti. Quanto al merito, siccome il veterotestamentario occhio per occhio non è acqua fresca, ed è in qualche senso la fondazione del diritto eguale, e conta almeno quanto Beccaria, esito a considerare una soluzione umanitaria che apprezzo addirittura un principio universale da imporre uniformemente a tutti».

Quando si dice un euro ben speso…

Sorpresa di mezzanotte

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Il sito di Militia Christi è di nuovo online.
E io che pensavo di averlo perso per sempre...
Mai, mai, mai disperare.

Illustrazioni anticlericali

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Marino, qualche giorno fa, aveva promesso di illustrare una mia fantasia anticlericalgastronomica: detto fatto, oggi mi sono arrivati i suoi disegni.
Sono splendidi, e non credo abbiano bisogno di ulteriori commenti: li pubblico sperando che il mio blog sia alla loro altezza. Cliccare per ingrandire. E ammirare.


L'orrore del quasi

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L’avvocato Naso, legale di una delle maestre accusate di violenze sui bambini dell’asilo di Rignano Flaminio:

«I bambini non sono testimoni credibili. I genitori sono convinti a torto di una violenza che non c’è mai stata. Se fosse tutto vero sarebbe terrificante. Se lo fosse. Ma nulla è vero, o quasi niente».

Niente di straordinario, dunque, se non fosse che c’è da preoccuparsi e da inorridire, davanti a quel “quasi”: come se lo spazio che esiste tra “niente” e “quasi niente”, in un caso del genere, spostasse di una virgola la gravità dell’accaduto; come se quello spazio, per quanto esiguo, rendesse la vicenda meno “terrificante”.

Suvvia, genitori, non è il caso di drammatizzare, in fondo non è successo quasi nulla: potete dormire sonni tranquilli.

O quasi.

Credere, obbedire, bloggare

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La curiosità mi ha colto dopo aver letto un fantastico post sulla vicenda: vuoi che il buon Grillo, che ieri rigurgitava maledizioni contro i pirati della strada, non abbia mai fatto cenno, in uno dei suoi comizi virtuali, all'incidente automobilistico che lo ha visto protagonista anni orsono?
Così sono andato a frugare nel suo blog, non tanto per cavarne, a mia volta, un post (quando le cose sono dette così bene non c'è costrutto a tornarci sopra), quanto per togliermi lo sfizio di verificare il tono prescelto dal profeta della blogosfera per raccontare l'accaduto.
Il post, ovviamente, c'era, e chi ne avesse voglia può leggerlo qua; io mi limito a segnalarne l'incipit:

Io, Beppe Grillo, ne ho piene le tasche di dovermi giustificare.
Oggi vi dirò delle cose su di me, sulla mia vita privata, su alcune illazioni.
Lo faccio oggi e poi basta.
Eccolo qua, il tono, neretti compresi.
Non è, a dire il vero, un tono da profeta.
E' un tono da duce, e gli adoranti commenti in calce hanno tutta l'aria di tante manine alzate.
Se avanza, seguitelo; se indietreggia, uccidetelo; se lo uccidono, vendicatelo.
Contenti loro...

Intervento transcerebrale

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Luca Volontè sul Resto del Carlino:

«L’ultima di Livia Turco è francamente esilarante. Il servizio sanitario pubblico dovrebbe farsi carico delle operazioni dei transessuali. La proposta viene da Vladimiro Guadagno, un signore che si ‘sente’ signorina e vorrebbe, non solo continuare ad andare nei bagni delle donne, ma pure aver il rimborso per le operazioni di lifting, di ingrossamento del seno, ditegli(*) zigomi etc. La signora Maria e sua figlia Filomena, invece non possono aver il rimborso per rifarsi né il seno, né il naso».

Non sarei tanto pessimista, Onorevole Volontè: stia pure certo che il trapianto (o l’impianto) del Suo cervello sarebbe interamente rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale.

Come tutte le prestazioni mediche da effettuarsi d’urgenza.

(*) Riporto fedelmente il testo: il refuso, "ditegli" anziché "degli", è roba sua.

Il rinculo delle spiegazioni

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Vincenzo Carpino, presidente dell’Associazione Anestesisti e Rianimatori Italiani:

«Noi siamo i medici della vita, della rianimazione, non ci stiamo a passare per la categoria dei medici che staccano la spina. Mi devono spiegare che ne è dell’articolo del Codice penale che condanna l’omicidio del consenziente e dell’articolo 17 deI Codice deontologico che vieta al medico, anche su richiesta del malato, di effettuare trattamenti finalizzati a provocarne la morte».

Mentre confermo a Carpino che l’omicidio del consenziente è tuttora previsto dall’articolo 579 del Codice Penale, lo invito a spiegare a sua volta se sia ancora in vigore l’articolo 32 del Codice di Deontologia Medica, che recita come segue:

«In ogni caso, in presenza di documentato rifiuto di persona capace di intendere e di volere, il medico deve desistere dai conseguenti atti
diagnostici e/o curativi, non essendo consentito alcun trattamento medico contro la volontà della persona, ove non ricorrano le condizioni di cui al successivo articolo 34»,

e se sia tuttora applicabile, inoltre, il successivo articolo 34 del medesimo Codice, a norma del quale

«Il medico deve attenersi, nel rispetto della dignità, della libertà e
dell’indipendenza professionale, alla volontà di curarsi, liberamente
espressa dalla persona. Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà in caso di grave pericolo di vita, non può non tenere conto di quanto precedentemente manifestato dallo stesso».

Chissà se i medici della vita e della rianimazione ci stanno, a passare per la categoria dei medici che ignora allegramente il codice deontologico…

Cinque libri (il rinculo)

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Non c'è che dire: Aioros è uno che riserva sempre qualche sorpresa.
Non faccio neanche in tempo a coinvolgerlo nel giochino dei 5 libri più importanti della sua vita, che lui li scrive e poi inizia un gioco nuovo: i 5 libri più importanti della vostra vita che NON avete letto.
Con preghiera, ovviamente, di far risalire la catena finché si può.
Mi presto volentieri e vi sibilo i miei:

  1. Lev Nikolaevic Tolstoj, Anna Karenina;
  2. Robert Musil, L'uomo senza qualità;
  3. Carlo Cassola, La ragazza di Bube;
  4. Umberto Eco, Il pendolo di Foucault;
  5. Borís Leonídovič Pasternàk, Il dottor Zivago.
Adesso, coerentemente con le istruzioni ricevute, vado all'indietro, e rigiro il gioco a Giulia, Petit Julie, Bleek, Galatea, e in più ci metto Rumoridigente.

Divertitevi.

Liberazione terminale

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Giovanni Nuvoli ha finalmente parlato, grazie al sistema informatico che gli è stato messo a disposizione: ha confermato di voler morire senza soffrire, alla faccia di quelli che si ostinavano a sostenere il contrario, e che da domani inizieranno a sproloquiare che non è in grado di intendere e volere e che la sua vita non gli appartiene.
Gli stessi che hanno torturato Piero Welby con determinazione chirurgica, facendo di tutto affinché rimanesse imprigionato nel suo corpo e accusando di omicidio gli unici che l’abbiano aiutato ad esercitare i suoi diritti.
Gli stessi che oggi, in coro, vanno blaterando che la Festa della Liberazione dev’essere la festa di tutti gli italiani.
Fingendo di non sapere che vi sono italiani ai quali la Liberazione non è concessa.

Nemmeno il 25 aprile.

Cinque libri

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Giulia mi coinvolge in un gioco: scrivi i cinque libri più importanti della tua vita e invita cinque amici a fare altrettanto. Si tratta di un gioco, evidentemente, o almeno così voglio interpretarlo, posto che se fosse una cosa appena più seria sarebbe il caso di restare un anno chiusi in casa a pensare, prima di poter scrivere una sola riga.
Quindi giochiamo pure, premettendo che limiterò la mia scelta alla narrativa (se nella vicenda fossero compresi i saggi sarebbe impossibile completare l'opera anche giocando), che non ho la materiale possibilità di scrivere l'incipit di ogni libro, come in effetti il gioco richiederebbe, e che mi limiterò all'elenco senza ulteriori commenti.
Faccio presente, infine, che sto scrivendo questo post all'una in punto del 25 aprile 2007, e che se lo riscrivessi tra dieci minuti la lista, con ogni probabilità, sarebbe una lista diversa:

  1. Raymond Carver, Cattedrale;
  2. Stanislav Lem, Solaris;
  3. Dino Buzzati, Sessanta racconti;
  4. Raymond Queneau, Exercises de Style;
  5. Georges Simenon, L'uomo che guardava passare i treni.
Detto questo, invito al gioco Ubik, Leilani, Aioros, Galatea e Calliphora.
Buon divertimento.

Foto di famiglia

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Stasera mi tocca la piscina.
Come mi succede sempre più spesso, preso dal lavoro non ho pranzato, e per coltivare l’ambizione di superare le quattro vasche devo preoccuparmi di mettere qualcosa di solido nello stomaco.
Il padrone della pizzeria al taglio proprio sotto al mio studio è uno di quelli che ha appende tutte le foto scattate con i personaggi più o meno famosi ai quali è capitato di entrare nel locale: foto regolarmente autografate, con tanto di dedica e sorriso imbecille d’ordinanza.
Mentre mando giù due euro di focaccia al pomodoro mi viene in mente un’idea stravagante: se ce l’avesse Ratzinger, una pizzeria, che foto troverei su quelle pareti? Mastico, fantastico e quasi mi sembra di vederle, quelle foto.

Eccola, la prima, scattata vicino a un bel mucchio di cadaveri mezzi nudi con la pelle olivastra, si direbbero indios; e poi, poco più a destra, una posa fugace accanto a una tipa carbonizzata su un fascio di legna; toh, guarda questa che carina, abbracciato a un inquisitore che mostra fiero il suo tavolaccio di strumenti; sulla parete accanto le foto sembrano più recenti, ecco quella insieme a una mammana, ferro da calza in mano e schizzi di sangue sulla maglia di lana grossa; questa invece è uno scatto in campo lungo, con un mucchio di cadaveri ammassati, magri magri e neri neri, forse morti di AIDS; e vogliamo parlare dell’incanto di quest’altra, con un sorriso chiaro e aperto e un ragazzo sullo sfondo che si allontana da casa con l’aria corrucciata e il passo effemminato? Ma dai, questa poi che bella, insieme a un tipo pieno di tubi nella pancia e con un respiratore attaccato alla gola; e questa di gruppo, una bella famiglia naturale e denutrita con una ventina di figli sull’uscio di una specie di capanna…

Potrei chiudere la fantasia con la foto insieme a un bambino, piccino e con il terrore nello sguardo; potrei scrivere che la pizza, guardandola, mi è andata di traverso; potrei dire che, davanti a questa foto, di scherzare proprio non mi riesce.

Ma sono o non sono un cinico relativista, cazzo?

Mando giù l’ultimo boccone, risalgo a studio che c’è da fare.

Tanto la foto è là, appesa.

Memoria vaticana

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Dalle news del Corriere.it:

SIRACUSA - Domani prende il via la "Giornata della memoria dei bambini vittime della violenza, della indifferenza e dello sfruttamento", che proseguirà fino alla prima domenica di maggio in tutta Italia e quest'anno anche in Belgio. L'iniziativa è stata promossa dall'associazione Meter di don Fortunato Di Noto. Sarà esposto un cartellone grande tre metri per tre, con centinaia di sagome bianche di bambini con una goccia di rosso sul petto; e verrà proiettato un film dal titolo "Olocausto silenzio. Che non accada mai piu'' per ricordare i bambini vittime degli abusi. (Agr)
La nota non chiarisce se il Vaticano parteciperà alla manifestazione in proprio o manderà direttamente un avvocato.
Penalista.

Orrori editoriali

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- Hai presente Anita, quella bionda che abbiamo conosciuto l'altra sera in discoteca?
- Chi, quella carina, che fa la giornalista?
- Proprio lei. Be', non ci crederai ma stamattina l'ho incontrata al bar: solo che era mora, faceva la sarta, era una specie di mostro e si chiamava Penelope.
- Maddai! Quando si dicono le coincidenze...

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Avevi ragione, Aioros: è proprio tornata.
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- Mi fa specie di te: di fronte a una notizia tanto drammatica ti pare il caso di star lì a sottolineare che sia stata scritta in un italiano indecente?
- Sì. A maggior ragione.

Perifrasi clericali

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Secondo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, l’aborto, l’eutanasia, la ricerca scientifica sugli embrioni e la pillola RU486 costituiscono espressioni di un terrorismo che «viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione, manipolando ad arte il linguaggio con espressioni che nascondono la tragica realtà dei fatti».

Amato, in buona sostanza, auspica che le cose vengano chiamate con il loro nome, per evitare che dei veri e propri atti criminali non vengano riconosciuti in quanto tali a causa delle infide circonlocuzioni utilizzate dai media per descriverli.

L’idea mi piace, e per dimostrare pubblicamente la mia adesione all’iniziativa chiarificatrice propongo di provvedere immediatamente alle seguenti sostituzioni:

  • “omofobia” al posto di “difesa della famiglia naturale”;

  • “maschilismo” al posto di “sacralizzazione del corpo femminile”;

  • “tortura” al posto di “tutela della vita fino al suo termine naturale”;

  • “genocidio”(*) al posto di “castità quale unico rimedio per sconfiggere l’AIDS”;

  • “sadomasochismo” al posto di “il cilicio è una pratica che appartiene alla cultura cristiana”.

Ha altre sostituzioni da suggerire, Arcivescovo?


(*) Originariamente il post recitava "omicidio": l'ho corretto dopo la pertinente osservazione di Alessandro Gwis nei commenti.

Scioglie la neve al sole

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«L'abrogazione mediante pillola del ciclo mestruale è parte di un pacchetto della contemporaneità offerto in saldo commerciale alle donne in nome del primato universale del corpo desacralizzato».

(Giuliano Ferrara, "Bisturi, aspiratori, pillole: il ciclo della salute femminile", da "Il Foglio", 23 aprile 2007).
«E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio
avevi dodici anni e nessuna colpa addosso:
ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio,
la tua verginità che si tingeva di rosso».
(Fabrizio De André, "L'infanzia di Maria", da "La buona novella", 1970).

Le antichissime del Corriere

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Dalle ultimissime del Corriere.it:

«In Inghilterra i servizi per le interruzioni di gravidanza sono nel caos: accade perche’ continua a crescere il numero dei medici che fanno obiezione di coscienza. Anche in Italia ci sono difficoltà, per lo stesso motivo. Soprattutto al Sud - tranne la Puglia - il fatto puo’ provocare il ricorso all’aborto clandestino».

Ma le ultimissime, dico, non dovrebbero essere delle novità?

Baci Rubati: Cicciobello si scusa

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Non è rimasto insensibile al grido di dolore. Come Vittorio Emanuele di Savoia di fronte all'appello degli Italiani, come Ratzinger di fronte ai sommessi sobsob dei bimbi del Limbo, come Brad Pitt quando Angelina Jolie frigna per avere un nuovo marmocchio in adozione, anche Francesco Rutelli non ha potuto esimersi dal rispondere all'accorato appello che la moglie, Barbara Palombelli, ha inviato ieri ai nostri blog.
Galatea e Metilparaben sono dunque orgogliosi di pubblicare, in esclusiva, la lettera di scuse di Cicciobello alla sua gentile consorte.

Cara Barbara, eccoti le mie scuse. Ero recalcitrante in privato, perché sono un cicciobello ma ho anche un mascellone mica da ridere. Sfidato in pubblico, la tentazione di mandarti a cagare è forte. Ma le resisto. Siamo insieme da una vita. Se avessi ammazzato qualcuno, a dire il vero, sarei già uscito di galera; ma tant'è. Le mie giornate sono pazzesche, lo sai. Inventarmi ogni giorno una scusa per giustificare il cilicio della Binetti, passarmi con pazienza il cerone sulla faccia, tenere in ordine i boccoli che mi crescono selvaggi sul capoccione: una vita sotto costante pressione. La responsabilità continua verso gli altri e verso di sè, anche verso una moglie che si è costretti a sopportare per non irritare l'ala clericale del partito, tutto questo apre lo spazio alla piccola irresponsabilità di un carattere giocoso e autoironico e spesso irriverente.

Ma la tua dignità non c'entra, la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando la mia bocca si avvicina fremente a quella di un bell'omone come Romano, nella bagattella di un momento. Ma la lingua, no, credimi, non l'ho tirata fuori.

Scusami dunque, te ne prego, e prendi questa testimonianza pubblica di un orgoglio privato che cede alla tua collera come un atto d'amore. Uno tra tanti. Un grosso bacio.

Cicciobello tuo.

Intercettazione clericale

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«Pronto, Angelo?»
«Ciao, Joseph, come stai?»
«E come vuoi che stia, incazzato!»
«Che succede?»
«Succede che se alle cose non ci penso io, non ci pensa nessuno, ecco che succede!»
«Non capisco cosa…»
«Te lo dico io, cosa: ma come, prima mettiamo in croce quelli che abortiscono, andiamo dicendo ai quattro venti che i feti sono bambini belli e buoni, e poi ‘sti cosi, ‘sti feti insomma, li mandiamo nel limbo? Un minimo di logica, eccheccazzo!»
«In effetti…»
«In effetti un par di palle, tanto tu mica ci avevi pensato. Vabbe’, senti, adesso chiama su e dì che lo sgomberino, quel cazzo di limbo, e trasferiscano tutti in paradiso, io nel frattempo scrivo una noticina e siamo a posto».
«Mmm non lo so, Joseph, quelli mi faranno sicuramente delle storie: sai com’è, la vicenda è complicata anche logisticamente, prendi tutte ‘ste anime e spostale, poi sono bambini, prima che si mettano in fila li fanno diventare matti…»
«Digli di non rompere i coglioni e prendere esempio da quelli del piano di sotto, che in un anno gli abbiamo mandato i ricercatori scientifici, Welby con tutti i giornalisti al seguito, una vagonata di coppie omosessuali disgregatrici della famiglia e non hanno battuto ciglio».
«Senti, io ci provo, casomai chiami tu…»
«Chiamo io una sega, impara a fare il tuo mestiere e digli che se non si sbrigano li mando all’inferno senza passare per il via, hai capito?»
«…»
«E adesso lasciami in pace che inizia Porta a Porta e non me lo voglio perdere».
«Va bene. Provvedo e ti faccio sapere».
«Angelo?»
«Sì?»
«Un’altra cosa: se ci fosse qualche moccioso che pianta la grana e si mette a frignare che non vuole trasferirsi, dai disposizioni che lo rimandino sulla terra. In seminario».

Programmi alternativi

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E poi c'è chi dice che sia un problema inventarsi un'alternativa valida all'ora di religione...

Baci Rubati. La Palombelli, trattata peggio di Veronica, scrive a Galatea e Metilparaben!

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Dopo aver visto questa foto, non ci ha visto più. Perché ci sono tante cose che una donna può perdonare al marito, ma non la pubblica umiliazione. Così, dopo l’uscita di questa foto, Barbara Palombelli, per gli amici Lady Roma, ha deciso di scrivere una pubblica lettera al marito, Francesco Rutelli. E i blog Ilmondodigalatea e Metilparaben, in anteprima mondiale, sono in grado di farvela leggere:

Gentili Blogger Galatea e Metilparaben, con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei tanti anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, politico prima e politico poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, pertanto ho sempre evitato di apparire in prima persona: non fosse per quelle quattordici, quindici rubriche che tengo su vari settimanali, le trasmissioni tv, le ospitate, le interviste sui quotidiani, i settimanali, le foto della mia casa e della mia famiglia, i servizi a Natale, Pasqua e feste comandate sui principali magazine, nessuno saprebbe nulla della mia vita privata, e tant’è. Ora però scrivo per esprimere la mia reazione al comportamento di mio marito nel corso della convention per la nascita del Partito Democratico, dove, rivolgendosi a Romano Prodi si è lasciato andare ad atteggiamenti per me inaccettabili, come fargli in pubblico naso-naso, sussurrandogli paroline dolci che da troppo tempo non riserva più a me, dato che nell’intimità, oramai, cita solo le encicliche di Ratzinger. Sono comportamenti che interpreto come lesivi della mia dignità, atteggiamenti che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a gesti scherzosi. A mio marito ed all’uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente. Sono abituata da tempo, come il personaggio di Catherine Dunne, a considerarmi la metà di niente, se non altro perché, trovare qualcosa nel costituendo Partito Democratico è un’impresa, ma questo è troppo anche per me. RingraziandoVi per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, Vi saluto cordialmente. Barbara Palombelli in Rutelli

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Straziami...

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Un bacio legittimo non varrà mai come un bacio rubato. (Gustave Flaubert)

Relativismo botanico

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Attendo con ansia, Onorevole Volontè, il suo anatema: tantopiù che stavolta la parola "sradicare" calza proprio a pennello...

Cani (e cantanti) pericolosi

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Una vecchia (e stupida) barzelletta:


Un tizio entra in un bar e chiede:
«Un cappuccino e un cornetto alla crema, per favore!»
«Mi spiace, signore, i cornetti alla crema sono finiti; sono rimasti solo quelli alla marmellata».
«Va bene, allora mi dia un cornetto alla crema e una spremuta!»


Adriano Celentano sul problema dei cani aggressivi:


«Le alternative sono due: o si mettono fuorilegge le razze aggressive a partire dall’uomo e chi dovesse trovarsi in possesso di un cane pericoloso viene messo in galera per qualche anno o, se questo non è possibile, infliggere, oltre alla prigione, delle forti sanzioni».

Minaccia democratica

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Dall’intervento di Piero Fassino al Congresso dei DS:

«Il Partito Democratico non lo facciamo certo per noi o per le generazioni precedenti. Il Partito Democratico lo pensiamo per chi nel 2010 avrà vent’anni».

I quali, adesso, ne hanno diciassette.

Abbastanza per capire che si tratta di una minaccia e non di una promessa.

Terrorismo e psichiatria

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Dal video-testamento di Cho Seung Hui:

«Grazie a voi muoio come Gesù Cristo, per salvare le persone più deboli . Quando è arrivato il tempo di farlo, l’ho fatto. (…) Immaginate cosa prova chi si sente umiliato e messo su una croce? Le vostre Mercedes non erano abbastanza? I vostri gioielli non erano sufficienti? I vostri depositi bancari? La vostra vodka e il vostro cognac non bastavano? Non bastavano per riempire il vostro bisogno di edonismo? Avevate tutto».

Qualcuno mi spiegherebbe, se ne ha la voglia e il tempo, perché uno che ammazza decine di persone farneticando simili idiozie è un terrorista solo se è islamico?

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Una nuda coscienza che dà luce agli errori che può fare un uomo che non è divenuto uomo - e quindi per condanna innocente: ecco quanto, nella mia infanzia, posso avere di umano. Sconta in spietate e inutili esperienze l'inesperienza chi in essa resta impuro. Pier Paolo Pasolini, Poesie Disperse

Che palle

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Rieducazione preistorica

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Maurizio Cecchetti su Avvenire di qualche settimana fa:

«Può sorprendere come l’istituzione di diritto naturale della famiglia sia comprovata senza equivoci persino da certe sepolture del Neolitico (circa 10mila anni fa). (…) Viviamo un’epoca di derive scientiste e tecniche, di rivendicazioni persino aspre dei propri diritti, di rotture con una tradizione che prima di essere storica è antropologica, è scritta nel codice umano; e non farebbe male, ogni tanto, ricordarsi che il progresso umano ha anche un passato e non solo un futuro: ha delle radici che, intaccate, rischiano di seccare la pianta».

Secondo il giornalista, quindi, la presenza della cosiddetta “famiglia naturale” fin dalla preistoria dimostrerebbe che essa “è scritta nel codice umano”, e pertanto deve essere difesa dalle “derive scientiste e tecniche” e dalle “rivendicazioni persino aspre dei propri diritti”.

Ammettiamo, per amor di discussione, che Cecchetti (e con lui tutti i sostenitori del cosiddetto “diritto naturale”) abbia ragione; e mentre lo ammettiamo, già che ci siamo, diamo una letta al Corriere di oggi:

«Un gruppo di archeologi ha scoperto a Tula, in Messico, i resti di una ventina di bambini che mostrano i segni di un sacrificio subito. Secondo la ricostruzione dei ricercatori, i scerdoti Toltec usavano sgozzare i bambini, per offrire al dio della pioggia, Tlaloc, il loro sangue. (…) A essere prescelti per il sacrificio erano i bambini che piangevano troppo».

Vuoi vedere che la preistoria e il diritto naturale torneranno buoni anche a Fioroni per risolvere la questione del bullismo? Prendiamo esempio dalla preistoria: un bel sacrificio per chi fa troppo casino e il problema è risolto.

D’altra parte non c’è scritto anche questo, nel codice umano?

Il mistero della dichiarazione scomparsa

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Dal sito della Padania:

«Un fatto gravissimo che dimostra come in nome della religione certi islamici non esitino ad usare la violenza». Così Mauro Manfredini, consigliere regionale della Lega commenta quanto accaduto a Faenza, dove una bimba di 11 anni è stata ripetutamente picchiata dal padre perché non riusciva ad imparare il Corano a memoria.

Dalla Repubblica di un paio di mesi fa:

Punizioni violente agli alunni, condannata a due anni una suora: nell’istituto religioso di Nostra signora di Lourdes a Valverde, in provincia di Catania, i ribelli finivano in stanzini bui o calati in un piccolo pozzo. Accertati 18 maltrattamenti.

Sono certo che Manfredini abbia rilasciato una dichiarazione analoga anche a proposito di quella vicenda: sta di fatto che, stranamente, non mi riesce di trovarla.

Qualcuno mi dà una mano?

Linguette

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Passino le ragazzine urlanti e la videochat in diretta nazionale, ma inventare addirittura una categoria "Scamarcio" mi sembra un tantino eccessivo.

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