Archive for aprile 2009

Punirne uno per educarne cento

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Non c'è che dire: quando si è trattato di punire, lo avete fatto con irreprensibile zelo. Adesso fatemi la cortesia di indicarmi dove sono i cento che avreste educato.

Miracoli finanziari

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La storia che vorrei raccontarvi quest'oggi, amici miei, parte da un signore chiamato Charles Keating. Qualcuno di voi ricorderà che questo nome spuntò fuori qualche mese fa, durante la campagna elettorale negli U.S.A., allorché Barack Obama documentò con milioni di mail ai suoi sostenitori il coinvolgimento di John McCain nel caso "Keating five". Lo scandalo risale alla fine degli anni 80, allorché l'istituto di credito Lincoln Savings & Loans, uno dei più importanti degli Stati Uniti, precipitò in un clamoroso stato di insolvenza a causa delle scelte spregiudicate del suo presidente, per l'appunto Charles Keating.

Chi vorrà prendersi la briga di sbirciare in giro per la rete troverà tutti gli elementi necessari per informarsi sulla vicenda, e per approfondire le complesse relazioni politiche che le ruotarono attorno.
Quello che pochi sanno, tuttavia, è che poco prima di essere condannato per truffa e cospirazione il buon Keating ebbe l'alzata d'ingegno di effettuare una donazione di 1.250.000 dollari in favore di Madre Teresa di Calcutta.
Quando i giudici, dopo l'incriminazione del magnate americano, le chiesero conto di quei soldi, la fondatrice delle Missionarie della Carità dapprima sostenne di non conoscere gli affari di Keating, e successivamente, allorché le venne spiegato che quegli affari consistevano nella truffa dei consumatori, e che quindi la donazione avevano una provenienza tutt'altro che lecita, si guardò bene dal rispondere, né restituì la somma ricevuta.
Vabbe', direte voi, il fine giustifica i mezzi: pur assistere le popolazioni bisognose dell'India, Madre Teresa avrà accettato di tapparsi il naso e fare finta di niente; tuttavia, a parte il fatto che anche i malcapitati risparmiatori americani ridotti sul lastrico da Keating avrebbero senz'altro meritato un pizzico di carità, pare che le cose stiano in modo tutt'affatto diverso: perché c'è chi sostiene, peraltro dimostrando ciò che dice con una certa precisione, che quei soldi, così come molti altri finanziamenti ricevuti da Madre Teresa, in India non siano mai arrivati.
Il giornalista inglese Christopher Hitchens e il progressista americano Michaël Parenti, tanto per fare un esempio, hanno efficacemente documentato che Madre Teresa era solita distrarre il denaro ricevuto dalla cura dei poveri per destinarlo a ben altre attività, cosa peraltro indirettamente dimostrata dallo stato di abbandono e dalle sevizie fisiche e psicologiche cui erano sottoposti gli orfani che vivevano nelle sue strutture, denunciati del Guardian nel 1996.
Ebbene, amici miei, spizzicando qua e là su internet non farete fatica ad informarvi sui miracoli che hanno consentito la beatificazione e la canonizzazione di Madre Teresa; sta di fatto, tuttavia, che la Santa Sede ha trascurato di includere nel fascicolo il miracolo più eclatante e clamoroso, che consentirebbe di procedere ad una santificazione immediata saltanto tutti i passaggi intermedi.
Far sparire nel nulla milioni di dollari, ne converrete, ha davvero del prodigioso.

Maddalena parla con Lei

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Splatter clericale

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Vi ho parlato in più di una circostanza di Don Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, e delle sue singolari affermazioni secondo le quali catastrofi come il terremoto o lo tsunami costituirebbero delle vere e proprie benedizioni divine.
Ebbene, gente, se quelle esternazioni vi hanno meravigliato, preparatevi a sgranare gli occhi: quelli che seguono sono brani tratti dai memoriali di alcuni celeberrimi santi, anche se per la verità sembrerebbero copiati dalla sceneggiatura di qualche b-movie splatter.
Divertitevi, gente, e riflettete: se questo è il pensiero dei padri della Chiesa, che si può pretendere da un povero prete?
Bisogna aver invidia alla terra del Calvario bagnata, e inzuppata dal Sangue di Gesù Cristo. (Santa Maria Maddalena de' Pazzi) Dio ci castiga perché ci ama. (San Pio da Pietrelcina) A Dio tutta la gloria, al prossimo tutta la gioia, a me tutto il sacrificio. (santa Maria Bertilla Boscardin) Desideravo soffrire e sono esaudita. Ho sofferto molto, da parecchi giorni. Una mattina, durante il ringraziamento, ho provato come le angosce della morte, e con ciò nessuna consolazione! Accetto tutto per amore del buon Dio, perfino i pensieri stravaganti che mi vengano alla mente e mi danno noia. (Santa Teresa di Lisieux) Nella amaritudine gusterai la dolcezza, e nella guerra la pace. (Santa Caterina da Siena) Una volta che avevo dimostrato una certa ritrosia nel servire una malata di dissenteria, Gesù mi rimproverò così severamente che, per riparare, mi riempii la bocca dei suoi escrementi; li avrei ingurgitati se la Regola non avesse proibito di mangiare fuori dei pasti. (Santa Margherita Maria Alacoque) Tuttavia non ricusavamo nessuna necessità, nessuna povertà, nessuna fatica, nessuna tribolazione o deprezzamento e disprezzo del mondo, ché anzi li consideravamo come grandi delizie. (Santa Chiara d'Assisi) Per mortificare il mio corpo leccavo gli sputi più schifosi, mettevo delle piccole pietre nelle scarpe, mi facevo cavare i denti anche se erano sani. (Santa Maria Guyon) Ero talmente schifiltosa, che la minima sporcizia mi sconvolgeva lo stomaco. Lui mi rimproverò tanto su questo punto, che una volta, volendo pulire il vomito d'una malata, non riuscii a impedirmi di farlo con la lingua e di mangiarlo. (Santa Margherita Maria Alacoque) Stai soffrendo come Cristo in Croce, di sicuro Gesù ti sta baciando. (Madre Teresa di Calcutta a un malato agonizzante)

Noemi Letizia: rappresenta il futuro dell'Italia?

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(fonte foto: Corriere della Sera, dalla pagina Facebook di Noemi) Dall'intervista di Noemi Letizia ad Angelo Agrippa de Il Corriere della Sera:

Cosa vorrà fare da grande? «La showgirl. Ho studiato danza, ho iniziato a 6 anni. Ora sto seguendo un corso per guida turistica: al Maggio dei Monumenti sarò impegnata nel Duomo di Napoli. Mi interessa anche la politica. Sono pronta a cogliere qualunque opportunità, a trecentosessanta gradi. Ma non scenderò mai a compromessi».
(mi domando e vi domando, umilmente, cosa intenda la bella Noemi per "compromessi")
Noemi, quando la vedremo in politica, alle prossime regionali? «No, preferisco candidarmi alla Camera, al parlamento. Ci penserà Papi Silvio».
Noemi ha 18 anni appena compiuti. Rappresenterebbe, per età, l'Italia del prossimo futuro. Cosa ne pensate?

Europee: chiudete gli occhi e pensate al peggio

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Pensate alle persone più imbarazzanti che potrebbero rappresentarci in Europa... Fatto? Ok, vi do una seconda chance... dimenticate quello che avete pensato e immaginatevi qualcosa di molto peggio. Ora, a meno che non abbiate pensato ad Erick Priebke o al defunto Pietro Pacciani, siete probabilmente ancora fuori strada... Forse i titoli qua sotto possono fornirvi una piccola panoramica di cosa troverete sulle schede elettorali dell'UDC (da qualcuno detto anche Unione Dei Carcerati):

LA CANDIDATURA - «Emanuele Filiberto - ha detto il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, nel corso della conferenza stampa di presentazione della candidatura - sarà una grande sorpresa della politica italiana ed europea. Ne sono convinto. E’ una persona straordinaria e capace. Siamo sicuri che andrà in Europa a difendere quello che ci sta più a cuore, cioè la difesa dell’identità cristiana e della famiglia, con grande capacità». Particolarmente soddisfatto della candidatura di Emanuele Filiberto anche il vicepresidente dei deputati Udc Michele Vietti: «Da piemontese sono particolarmente lieto di questa candidatura che rappresenta un pezzo importante della nostra storia. I giudizi li lasciamo agli storici».
E come se non bastasse, le nuove (e vecchie) conigliette marchiate PDL:
LE ALTRE IN POLE E I «RECUPERATI» - In pole position ci sarebbero poi altre tre o quattro giovani scelte tra quelle che hanno partecipato al corso di formazione che si è tenuto la scorsa settimana a via dell’Umiltà. Tra queste Cristina Ravot, giovane cantante sassarese, Rachele Restivo, giornalista tv, e Laura Comi. Gli apparati di partito cercano di non far escludere «gli uscenti»: dovrebbero essere «recuperati» i vari Bonsignore, Iva Zanicchi, Albertini, Gargani, Zappalà, Antoniozzi. Alcune delle deputate "precettate" dal premier, inoltre, dovrebbero correre per l’Europarlamento, per poi rinunciare una volta elette. Fra loro Gabriella Giammanco e Laura Ravetto, mentre sono in forse Annagrazia Calabria e Beatrice Lorenzin. Per An ci saranno sicuramente in lista Roberta Angelilli e Cristiana Muscardini, mentre si rincorrono le voci del possibile inserimento della figlia di Guido Bertolaso.
Fonte: Corsera.

Professione: aguzzino

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Avvenire di oggi dà conto della circolare che il direttore generale dell'Azienda Sanitaria ha inviato ai medici della Regione Marche in merito alla pillola del giorno dopo, nella quale si invita il personale medico, «considerata la situazione di obiettiva gravità ed urgenza in cui la richiedente versa», a «riscontrare positivamente la richiesta, rilasciando la relativa prescrizione». Avvenire, ovviamente, etichetta la direttiva come un "diktat", e riporta il commento di un non meglio identificato "ginecologo di consultorio pubblico", il quale si premura di precisare quanto segue:

Stiamo predisponendo una lettera per riaffermare la nostra volontà di non sottostare a questa disposizione che nega la nostra libertà professionale.
Ebbene, a questo punto viene da domandarsi: qual è la professione cui fa riferimento il nostro amico medico? Quella di negare i diritti delle donne? Quelle di obbligarle a rinunciare alla contraccezione? Quella di fare in modo che rimangano incinte contro la loro volontà?
Parrebbe di sì, giacché la libertà professionale cui fa riferimento il nostro amico consiste nel voler imporre la propria coscienza sul corpo di un altro, determinandone le scelte riproduttive e vanificando la sua volontà.
Il dubbio, quindi, non riguarda tanto la libertà professionale che l'anonimo medico dell'articolo rivendica, quanto la liceità della professione cui quella libertà, a suo dire, dovrebbe applicarsi.
Giacché non risulta a chi scrive che la professione di aguzzino sia consentita dalla legge.

Progressioni suine

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25 aprile 2009:
26 aprile 2009:
27 aprile 2009:
28 aprile 2009:
Quotazione Glaxo, ultimo mese:
Quotazione Roche, ultimo mese:

La paura (tanta) e la speranza (...)

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Dice Tremonti:

Le crisi non sono il momento per fare le riforme perché queste causano incertezza e paura; non è il momento di spaventare la gente ma di rassicurarla. [...] Se il sistema delle pensioni non sta venendo giù è inutile intervenire con radicalità.
Cosa fa più paura: riformare il nostro sistema di welfare, per far sì che i giovani riescano ad avere la pensione domani, che le donne possano lavorare anche se con figli a carico, e che il licenziamento non sia più lo spauracchio di un popolo, che tanto ci sono gli ammortizzatori, oppure lasciare tutto così com’è, con una crescita prevista del debito pubblico che dovrebbe presto superare il 120%? Personalmente gradirei essere rassicurata con le riforme, magari prima che il sistema delle pensioni “venga giù”. E poi, se smettessero di dire che la crisi non c’è e che ci vuole più ottimismo, sarei anche pronta ad accettare cambiamenti nelle mie aspettative sociali. Se non ora, quando?

Spinozeggiando

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Terremoto, prima notte senza scosse a L'Aquila. Lo staff di Berlusconi assicura comunque che sono già allo studio altri spot elettorali.

Togliere di mezzo gli specchi no, eh?
Febbre suina, Fazio: i nostri maiali assolutamente sicuri. Sospiri di sollievo nei principali ambienti politici.

I disabili e i malati non possono votare, e nessuno ne parla

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Qualche giorno fa vi ho parlato dell'iniziativa radicale per assicurare il diritto di voto a domicilio ai malati intrasportabili.
Ebbene, come al solito nessuno ne ha parlato: i mezzi di informazione hanno relegato nel totale silenzio una questione che evidentemente non considerano importante, anche se coinvolge migliaia di persone alle quali è di fatto impedito l'esercizio di un diritto costituzionalmente riconosciuto.
Vi incollo qua sotto la lettera inviata nel pomeriggio di ieri ai direttori dei giornali e delle televisioni: se potete, per quello che potete, diffondete almeno voi queste quattro righe; affinché si sappia, perlomeno, che a parte qualche rara eccezione in questo paese dei malati non frega niente a nessuno.
Saluti.
Nel pomeriggio di oggi – quali parlamentari, dirigenti e militanti della galassia Radicale giunti al 6° giorno di sciopero della fame - abbiamo inviato ai Direttori delle testate quotidiane e radio-telegiornalistiche una lettera per segnalare come - nonostante le agenzie di stampa ne abbiano fornito amplissimi resoconti – nessuna informazione reale sia potuta giungere ai cittadini sull’iniziativa in corso volta a garantire il voto a domicilio dei malati intrasportabili in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e referendari. Quest’assenza di notizie è ancor più grave proprio perché quest’iniziativa, finalizzata ad ottenere il rispetto della parola data dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’integrale applicazione degli articoli 3 e 48 della Costituzione, sembra invece si avvii, per il recente voto della Commissione Affari Costituzionali al progetto di legge a prima firma Bernardini, al produrre i primi necessari – ma ancora del tutto insufficienti – risultati. E’ proprio con l’informazione, quella che anche questa volta viene negata all’iniziativa dei Radicali, che si sarebbe potuto e, riteniamo, si possa ancora nutrire la speranza di quelle migliaia di malati intrasportabili, affetti da gravi handicap e malattie invalidanti, dei parenti e delle persone che li assistono di essere cittadini a pieno titolo e, di più, fatto crescere l’interesse, le richieste e il giudizio della cosiddetta opinione pubblica nei confronti dell’attività del parlamentari. Confidiamo che questo ennesimo silenzio possa essere riparato proprio in queste ore che sappiamo decisive per l’approvazione, in tempo utile per le prossime consultazioni europee, della modifica legislativa.

Rita Bernardini (deputata Radicali/PD), Rocco Berardo (tesoriere Associazione Luca Coscioni) Josè De Falco (membro di Giunta Associazione Luca Coscioni), Michele Rana (Comitato Nazionale di Radicali Italiani), Claudia Sterzi (Segreteria Associazione Radicale Antiproibizionisti),Gaetano Dentamaro, Francesco Spadaccia, Alba Montori, Mario Galizia, Sw Geet Abba, Andrea Trisciuoglio, Vittoria Bollettieri, Claudio Landi

Buon 27 Aprile

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Finalmente è passato il 25 Aprile, la festa più stressante dell'anno: non soltanto per le famiglie numerose che organizzano la maxi-scampagnata in pineta con amici, pallone e pasta al forno*, ma anche e soprattutto per le persone sane di mente. Perché noi persone normali, noi gente che lavora, noi cittadini moderni, insomma noi parte sana del Paese, del 25 Aprile siamo stufi. Ogni anno, alla terza settimana del mese, inizia puntuale la solita solfa: ma Berlusconi dove va, ma allora è fascista, ma a Milano hanno fischiato il sindaco, ma La Russa è proprio brutto forte**, e via dicendo. E allora diciamolo una volta per tutte: la gente è stufa. Siamo nel 2009, il fascismo è finito tantissimi anni fa e nessuno si ricorda più com'è iniziato, vogliamo finalmente metterci una pietra sopra? Invece no, voi vivete nei ricordi, voi siete rimasti al comunismo, questa è la verità. La verità è che il 25 Aprile non serve più. Noi siamo liberi dai fantasmi del passato. Berlusconi: ogni anno volete sapere dove va Berlusconi. Ma dico, ormai lo conoscete, è quasi un ventennio che comanda l'intero Paese, a lui la festa non piace, saranno pure cazzi suoi? Invece no, voi dovete insistere, voi dovete per forza dire che siccome rappresenta l'Italia e l'Italia è antifascista e si festeggia la liberazione dal fascismo allora lui per qualche strano collegamento di idee dovrebbe andare a trovare i vecchietti col cappello buffo, e magari giocare con loro a bocce e passare le giornate ad osservare i lavori nei cantieri. Ma forse voi non avete capito che la gente seria lavora, la gente seria ha altro a cui pensare. Ma voi no, voi siete lì a lamentarvi, "ooh, il sindaco di Milano non si è fatto vedere, ma com'è possibile, e dire che Milano ha anche vinto la medaglia d'oro della resistenza alle olimpiadi del 72". Ma santo cielo, basta, ancora con questa storia, è quasi un ventennio (sempre lo stesso ventennio di prima) che a Milano comanda la destra e voi ancora dovete farvene una ragione? Sì, certo, "fascisti", è sempre così. Uno carica i rifugiati e gli date del fascista. Uno cerca di vietare gli assembramenti sediziosi fuori dai ritrovi etnici e gli date del fascista. In questa città andrà a finire che daranno del fascista anche a chi fa le ronde. Buon 27 Aprile, perché la Liberazione è una divisione del passato. I repubblichini e i partigiani, alla fine, erano tutti uguali, si sa che la storia la scrivono i vincitori, e oltre al fatto casuale che abbiano vinto gli Alleati non abbiamo nessun altro parametro etico per distinguere i nazifascisti autori di rastrellamenti, deportazioni, torture e genocidio dai partigiani che con la scusa di liberarci dalla dittatura hanno ucciso decinaia e decinaia di persone, hanno preso dagli americani parole come "cingomma" e hanno composto tutte le canzoni dei Modena City Ramblers. «Ci sono state differenze anche se la pietà deve andare anche a coloro che credendosi nel giusto hanno combattuto per una causa che era una causa persa». E anzi, non vi sembrano già più simpatici, questi ragazzi di Salò, inguaribili sognatori, impegnati fino all'ultimo in una causa persa? Non sono forse uomini anche loro? Non sono, a loro modo, degli eroi? A noi il 25 Aprile non serve. Siete voi che siete arretrati, che pensate ancora a Mussolini, all'uomo della Provvidenza, ai Patti Lateranensi, ma cos'è questa roba, ma vivete nel presente, ma venite su Facebook. La Gelmini ha detto che “l’insegnamento della religione deve avere la stessa dignità delle altre materie”: anzi, poiché “ha una valenza educativa maggiore di altre discipline”, “deve assumere ancor più una valenza centrale”. Questa è una cosa bella, perché l'ora di religione è utile, l'ora di religione unisce invece di dividere***. Buon 27 Aprile, perché siamo nel terzo millennio e della storia di cent'anni fa non ce ne frega niente. E no, il fatto che la gente ritenga normale dare fuoco a un barbone, o dare fuoco a un campo rom, o dare fuoco ad una casa di immigrati dopo una rissa provocata dall'aver pisciato nei loro fiori non ha niente a che fare con tutto ciò. L'unica liberazione che vorremmo, il 25 Aprile, è quella dai disfattisti che gridano al regime solo perché non c'è opposizione, solo perché metà dei ministri sono burattini nelle mani del premier, solo perché il Parlamento è svuotato delle sue funzioni. Quelli che si scandalizzano se in televisione si mette il bavaglio a Silvan. Silvan. Ma diciamoci la verità, ma chi cazzo è Silvan? Ma quanti anni ha, ma chi se lo ricordava? Ma fatemi il favore, ma venite su Facebook. -------- * Noi in famiglia facevamo queste scampagnate, tanti anni fa, in cui partivamo in trenta persone con sei macchine, cinque teglie di pasta al forno, due di lasagne, due di tortellini, sei chili di carne, trenta sedie e dodici sgabelli, tre tavoli, cinque palloni da calcio di cui due Super Santos, tre nonni e un ciccione. ** Ogni riferimento a fatti orribili o persone bruttissime realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. *** Unire, unire è importante. Io mi ricordo che quando mandarono via Don Mario, che era uno che ai suoi ragazzi si univa moltissimo, arrivò il prof. Magni, una persona buonissima, gentilissima, dolcissima, che non alzava mai la voce, e ricordo benissimo che quando lui spiegava eravamo tutti uniti, tutti come una sola cosa, tutti insieme perfettamente uniti a passeggiare nei corridoi della scuola.

Censura di regime

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"Valérie: Diario di una ninfomane" è il film ispirato all'omonimo romanzo di Valérie Tasso che sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 30 aprile, e del quale potete ammirare qua sopra la locandina. Ebbene, dovete sapere che la locandina in questione non ha ancora ricevuto il visto della censura, in quanto la foto che vi è rappresentata, associata alla parola "ninfomane", inviterebbe "esplicitamente al peccato". Come se non bastasse, la direzione di Rai 2 ha proibito che l’autrice Valérie Tasso e l’attrice Belen Fabra venissero ospitate alla trasmissione "Quelli che il calcio" di oggi per promuovere il film, in quanto parlare di sesso in fascia protetta non sta bene, e quindi va accuratamente evitato.

Ora, dovete sapere che io ho due figli piccoli, e che sono effettivamente assai preoccupato per quello che capita loro di vedere in giro: non tanto, vi dirò, per l'effetto che alcune immagini possono scatenare sulla loro psiche, quanto per la difficoltà di aiutarli a comprenderne il senso.
Ebbene, non mi pare poi così complicato spiegare a un bambino che una ninfomane è una a cui piace fare l'amore molto spesso, che la cosa non è più considerata una malattia dal 1995 e che al cinema danno un film che racconta la vita di una ragazza così.
Mi pare più difficile, tanto per citare le prime cose che mi vengono in mente, far capire a un bambino che due indagati per stupro non sono automaticamente due colpevoli, e che quindi sarebbe meglio evitare di metterli alla gogna mostrandone la faccia tutti i telegiornali; che è più importante studiare per poter ambire a un lavoro vero, piuttosto che sperare di diventare un calciatore, una velina o un partecipante della ventiseiesima edizione del Grande Fratello; che gli omosessuali non sono dei pervertiti, nonostante il fatto che la cosa venga più o meno apertamente sostenuta da opinionisti, vescovi, politici e cantanti; che non debbono fidarsi ciecamente dei giornali e della televisione come se fossero le uniche fonti di informazioni attendibili, perché spesso e volentieri anche loro raccontano delle bugie.
Per cui, gente, mettiamoci d'accordo: volete censurare tutto quello che può turbare i nostri figli e dar loro una visione distorta della realtà?
Benissimo, sono con voi.
Purché si inizi dalle cose serie, e non da queste stronzate.

Fiori extracomunitari

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Si consigliano tutti gli amici extracomunitari di togliere urgentemente i fiori dal piazzale fuori casa. Potrebbero dare fastidio a italiani "ma-noi-non-siamo-razzisti" di passaggio davanti al vostro palazzo. E se vi capita di notare qualcuno molto premuroso nei confronti dei vostri fiori, che tenta di annaffiarli pisciandoci sopra, non reagite. Rischiate di ritrovarvi con la casa bruciata, come è già accaduto ad Albenga (Savona)

Abbiate ancora un po' di pazienza: il ministro dell'Interno Maroni ha detto che nel giro di due mesi le ronde entreranno in vigore. E già che ci siete, avvertite i vostri amici che intendono venire clandestinamente in Italia che qua le cose si mettono male. Ormai non bastano più due mesi per identificarli e prima di essere espulsi dovranno aspettare per 6 mesi inutilmente. Ma questa non è una questione di razzismo. Spiegate ai vostri amici che in Italia anche per una visita all'ospedale bisogna attendere a lungo. 

Complimenti ai collaboratori di Antonio Di Pietro

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Dopo i volantini elettorali copiati al PdL, adesso anche le bandiere montate sottosopra. Che squadra. (clic sulla foto per vedere meglio)

Buon 25 aprile...

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Ah... e magari già che ci siamo...
...liberiamoci...

Carta assorbente

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Sono nato a Roma, ci vivo da quarant'anni suonati e non sono uno di quelli che si fa un fine settimana fuori città ogni volta che può.

Ragion per cui non vi stupirete del fatto che non abbia mai visitato la Ciociaria pur avendola a pochi chilometri di distanza, e che quindi di quella zona, tutto sommato molto vicina al posto dove vivo, non sappia granché.
Cionondimeno mi sono assai meravigliato, stamattina, allorché sono passato accanto a un McDonald's e ho visto la pubblicità di un nuovo panino chiamato "Ciociaro": panfocaccia al rosmarino, pollo croccante, insalata e formaggio cremoso insaporito al bacon.
La cosa mi ha colpito, perché uno un posto può anche non conoscerlo, ma così, a lume di naso, tende a farsi lo stesso una vaga idea di come quel posto possa essere: e a me la Ciociaria, che come ripeto non conosco affatto, non aveva mai dato istintivamente l'idea di essere un posto noto per la sua produzione di focacce, pollo fritto, formaggio cremoso e bacon.
Così, appena ho avuto un computer per le mani, mi sono collegato a internet e ho cercato su Google "piatti tipici Ciociaria"; tanto per curiosità, diciamo, e per verificare se fossi io ad essermi fatto un'impressione del tutto sbagliata di quel posto, oppure se fossero quelli di McDonald's a prenderci allegramente per il culo affibbiando ai loro piatti dei nomi privi di qualsiasi attinenza con la realtà.
Ebbene, dalla mia ricerca ho appreso che la cucina ciociara è davvero ricca di pietanze invitanti: polenta, gnocchi, salsicce, coniglio, agnello, panzanella; ma di pollo croccante, formaggio spalmabile e pancetta, anche a volerli cercare con lanternino, nessuna traccia.
Allora, amici, mi è venuta una gran tristezza: per un'inezia, certo, ché l'inesatta attribuzione del nome al panino di un fast food non può certo essere considerata una sciagura di portata nazionale; ma un'inezia secondo me importante, perché indicativa della passività con la quale ciascuno di noi si beve tutte le stronzate che gli vengono propinate, assorbendole quasi senza accorgersene, metabolizzandole inconsapevolmente e trasformandole così, in modo pressoché subliminale, in dati acquisiti per sempre.
I reponsabili marketing di McDonald's avrenno sicuramente scelto proprio quel nome, "Ciociaro", per una ragione precisa (chissà, magari per sollecitare i consumi facendo appello alla passione popolare per i prodotti regionali, o chissà che altro); sta di fatto,  però, che avrebbero potuto tranquillamente sceglierne un altro qualsiasi (che so io, "Salentino", "Brianzolo", "Austriaco", "Polinesiano", "Marziano"), e il risultato sarebbe stato esattamente lo stesso: quasi nessuno ci avrebbe fatto caso, e le persone si sarebbero bovinamente messe in fila alla cassa, com'è sempre accaduto, aspettando il loro turno per chiederlo all'inserviente con l'acquolina in bocca, come se niente fosse ("Ah, che peccato, il Congolese è finito? Peccato, io adoro il bacon...").
Così, dall'inezia del panino di McDonald's il discorso si allarga a macchia d'olio e diventa assai più importante: il punto, gente, è che noi non pensiamo quasi più, perché c'è qualcun altro che pensa per noi e che ci prende in giro contando sulla nostra passività, sulla nostra distrazione, sulla nostra raffinatissima capacità di assorbire qualsiasi cosa ci venga detta senza sottoporla ad alcun vaglio critico.
Qualcuno, leggendo questo post, penserà che la sto facendo troppo lunga: in fondo si tratta solo di un panino.
Però, se ne avete la voglia e il tempo, provate a fare l'esercizio di trasporre il discorso a qualsiasi altro argomento: la politica, i giornali, la sanità, l'economia, la televisione.
E poi ditemi se non vi mettete paura anche voi.

Ormai siamo Liberati tutti...

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Lettera pubblicata sul Riformista il 25 aprile 2009

Gentile Direttore, Ogni anno, per il 25 aprile, assistiamo allo stesso teatrino: “I partigiani rossi meritano rispetto, ma non devono essere celebrati perché volevano un’Italia stalinista” (La Russa), “Berlusconi vada in Sardegna” (Diliberto), e così tutti gli altri. Sono passati oltre sessant’anni dalla Liberazione, ciò nonostante non trova pace il battibecco politico su chi debba appropriarsi della festa. Tutti si accendono sul tema, eccetto gli italiani: a chi può importare un dibattito incentrato su strumentalizzazioni ideologiche rispetto a una fase storica ormai chiusa? Quand’è che i politici nostrani si decideranno a parlare del futuro del nostro Paese, delle riforme per uscire dalla crisi, delle opportunità per donne e giovani? Di tale impasse teorica sono responsabili anche i media. All’estero i fatti politici sono relegati alle pagine interne dei giornali e i telegiornali non conoscono la formula del “panino”. La politica non è solo gossip o lite fra correnti, ma anche riflessione sulle sfide con cui si confronta l’umanità e le possibili soluzioni. E poi ci sorprendiamo che i giovani si disinteressano della politica? Di questa, senz’altro. Giulia Innocenzi Valentina Leone Studenti Luca Coscioni
Risposta del direttore Antonio Polito
Cara Giulia e Valentina, da qualche giorno il più grande giornale italiano mi sembra cambiato: di politica ce ne trovo poca. In tv nel panino c’è sempre meno: una fetta di governo sopra, una di maggioranza sotto, e in mezzo il nulla. Speriamo che sia un bene, come dite voi.

Maddalena parla con Dio...

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Carlo Casini (botta) e Metilparaben (risposta)

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Botta
Roma, 24 apr. (Apcom) - Il Movimento per la vita critica i radicali sui temi della fine della vita e del testamento biologico. "Tra le pieghe della cronaca di questi giorni - afferma in un comunicato il presidente Carlo Casini - riconosciamo lo schema ormai sperimentato, consolidato e abusato del pressing radicale sulle istituzioni. Un cocktail di elementi emotivi, di strumentalizzazione della sofferenza delle persone e di spettacolarizzazione di situazioni di fatto costruite ad arte". "Il caso, doloroso, di Paolo Ravasin, malato di Sla, che ripercorre passo passo quello, altrettanto tragico, di Welby; le firme raccolte a Roma (in verità numericamente un'inezia!) che servono a richiedere una cosa che già esiste (già ora tutti possono esprimere i propri desideri in qualsiasi forma); le uscite ad effetto di Veronesi... tutte manovre orchestrate che servono solo a far sentire la pressione sui deputati che dovranno nei prossimi giorni esaminare la legge sul Fine vita già approvata dal Senato. In mancanza di argomenti ragionevoli - prosegue Casini, europdeputato dell'Udc - si tenta, ancora una volta di affermare la 'ragione della lobby'. Noi preferiamo invece muoverci come 'lobby della ragione' e per questo abbiamo fatto arrivare a tutti i parlamentari le nostre riflessioni sulla materia che prescindendo da argomentazioni religiose o ideologiche si appellano soltanto ed esclusivamente alla logica, laicissima, della ragione. L'augurio - conclude Casini - è che i deputati seguano questa logica senza cedere al ricatto ed all'intimidazione di un'avanguardia culturale che, come il referendum sulla legge 40 ha dimostrato, è largamente minoritaria nel Paese reale e nell'urna elettorale".
Risposta
(AGI) - Roma, 24 apr. - La cosiddetta 'logica della ragione' che il Movimento per la Vita dice di rappresentare dovrebbe essere in realtà chiamata 'logica della mistificazione'. Lo dice in una nota Alessandro Capriccioli, dell'Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, sul caso di Paolo Ravasin, malato di sla. "Parlare del caso Ravasin definendolo una 'situazione di fatto costruita ad arte', mentre in realtà si tratta della drammatica situazione di un malato che chiede il rispetto della propria volontà, affermare che 'già ora tutti possono esprimere i propri desideri', omettendo di aggiungere che è in corso di approvazione una legge che consentirà pure di esprimere le proprie intenzioni, ma poi vieterà che esse vengano realizzate, sostenere di voler prescindere da 'argomentazioni religiose o ideologiche', quando proprio in base a criteri di quel tipo ci si ostina a negare agli individui il diritto all'autodeterminazione e alla libertà di scelta, mette in luce - aggiunge Capriccioli - la strategia che caratterizza le dichiarazioni di questi giorni del fronte integralista. Una strategia basata su affermazioni tutt'altro che chiare, che in teoria sostengono di voler disciplinare una materia, quella del testamento biologico, ma nella pratica la proibiscono, per impedire agli individui di essere sovrani sul loro corpo e sulla loro vita. Quanto all'affermazione secondo cui la cosiddetta 'avanguardia culturale' che chiede il rispetto dei diritti civili sarebbe largamente minoritaria nel paese, il Presidente Casini farebbe meglio a dare un'occhiata ai sondaggi - conclude Capriccioli - si accorgerebbe che è lui, con i fondamentalisti che rappresenta, ad essere in minoranza, e a costituire una 'retroguardia' fuori dal tempo, che cerca di imporre a tutti principi non ammissibili in uno stato di diritto".

Durban 2: l'intervento di Ahmadinejad

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Questa storia di Durban II, che poi si è svolta a Ginevra, e dei rappresentanti di tanti paesi che se ne sono andati mentre il Presidente iraniano esponeva il proprio intervento, mi ha molto incuriosito. Poichè, come oramai siamo abituati a constatare, i mezzi di informazione tradizionali ci hanno riportato una "loro" sintesi delle parole dell'iraniano (in questi termini: "di stampo razzista", "sommerso dalle critiche", "appello a odio", "condannato" e ancora "appello a odio"), ho pensato di proporvi alcuni stralci dell'intervento originale, così che possiate leggere senza il filtro di un giornalista o di un politico e formarvi una vostra opinione dell'intervento di Ahmadinejad, solo sulla base delle vostre conoscenze dirette, come se a parlare fosse una persona qualunque.

Signor Presidente, onorevole Segretario Generale delle Nazioni Unite, onorevole Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Signore e Signori. Siamo qui riuniti per il proseguimento della conferenza di Durban contro il razzismo e la discriminazione razziale, per elaborare metodi pratici da adottare nelle nostre sacre campagne umanitarie. Nel corso dei secoli trascorsi, l’umanità ha attraversato enormi sofferenze e dolori. Durante l’epoca medievale, filosofi e scienziati venivano condannati a morte. Poi seguì un periodo di schiavitù e di commercio degli schiavi. Milioni di persone innocenti vennero catturate, separate dalle loro famiglie, dai loro cari, per essere condotte in Europa e in America nelle condizioni peggiori. Si trattò di un periodo buio, fatto di occupazioni, saccheggi e massacri ai danni di quelle persone innocenti. Dovettero passare molti anni perché le nazioni si risvegliassero per combattere in nome della loro libertà ed indipendenza, pagandole a caro prezzo. Milioni di vite andarono perse per cacciare gli occupanti e stabilire governi nazionali e indipendenti. Però i detentori del potere non impiegarono molto tempo ad imporre due guerre all’Europa, che afflissero anche parte dell’Asia e dell’Africa. Queste guerre orribili decimarono milioni e milioni di vite, lasciandosi dietro una massiccia devastazione. Fosse stata imparata la lezione impartita dalle occupazioni, dagli orrori e dai crimini di queste guerre, sarebbe spuntato un raggio di speranza per il futuro. Le potenze vittoriose si atteggiarono a conquistatori del mondo, ignorando o calpestando i diritti delle altre nazioni attraverso l’imposizione di leggi oppressive e ordinamenti operanti a livello internazionale. Signore e Signori, osserviamo dunque il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che è uno dei lasciti della Prima e della Seconda Guerra mondiale. Quale era la logica dietro la garanzia del diritto di veto per i suoi membri? Come può una tale logica soddisfare i valori spirituali e umanitari? Non parrebbe per niente conforme ai riconosciuti principi di giustizia, di eguaglianza davanti alla legge, dell’amore e della dignità umana? Non sembrerebbe piuttosto significare discriminazione, ingiustizia, violazione dei diritti umani o umiliazione della maggioranza delle nazioni e dei Paesi?
La coercizione e l’arroganza sono l’origine dell’oppressione e delle guerre. Sebbene oggi molti fautori del razzismo condannano la discriminazione razziale a parole e negli slogan, un certo numero di Paesi potenti sono autorizzati a decidere in nome di altre nazioni sulla base dei loro propri interessi e a loro discrezione
Cari amici, eminenti delegati, Signore e Signori. Quali sono le cause profonde dell’attacco statunitense all’Iraq o dell’invasione dell’Afghanistan? C’è stata altra motivazione all’invasione dell’Iraq, oltre alla tracotanza della precedente amministrazione americana e alle crescenti pressioni da parte dei detentori di potere e ricchezza, intenzionati ad espandere la loro sfera di influenza, impegnati a rincorrere gli interessi dei giganti produttori di armi a danno di una nobile cultura con un bagaglio storico di migliaia di anni, e nello stesso tempo ad eliminare le minacce reali e potenziali al regime Sionista provenienti dai Paesi musulmani, conquistando il controllo e lo sfruttamento delle risorse energetiche del popolo iracheno? Davvero, per quale ragione quasi un milione di persone è stato ucciso e ferito, e molti altri sono stati resi profughi?
Vi alleggerisco la lettura saltando la sua analisi delle cause della crisi economica, più o meno riconducili a responsabilità americana (lo dice anche il nostro Kim Il Silvio, d'altronde), e i riferimenti alla guerra afgana e a dio, ma solo per rimanere più in tema Durban II.
Il risultato è stata la creazione di un razzismo a briglie sciolte, che pone le più gravi minacce alla pace internazionale, e che ostacola la strada alla costruzione di una coesistenza pacifica a livello globale. Certamente il razzismo è simbolo dell’ignoranza che ha radici profonde nella storia, e rappresenta, senza alcun dubbio, il segno della frustrazione nel progresso della società umana.
Poi se la prende con il "regime Sionista", che definisce razzista e colpevole di massacri come l'ultimo di Gaza, e dice agli Stati che non hanno partecipato a Durban II:
Dovrebbe essere riconosciuto che boicottare una conferenza come questa, di straordinario livello internazionale, è un’indicazione evidente di supporto ad un esempio di razzismo manifesto.
Ora, nel corso di questo notevole evento, vorrei annunciare a tutti i leaders (...) che l’iniqua gestione economica del mondo è giunta al capolinea. Lo stallo era inevitabile, data la logica oppressiva e impositiva della gestione.
Voglio anche porre l’accento sulla circostanza che il liberalismo ed il capitalismo occidentali hanno raggiunto il loro punto terminale anche in virtù della mancata percezione della verità relativa al mondo e agli esseri umani, per ciò che realmente sono. Essi hanno imposto i loro propri obiettivi e la loro guida agli esseri umani, senza riguardo alcuno per i valori umani e divini, la giustizia, la libertà, l’amore e la fratellanza, ma vivendo esclusivamente in funzione di una competizione esasperata, e sull’assicurazione di interessi individuali e di gruppo di natura materiale. Adesso dobbiamo imparare dal passato (...) vorrei attirare la vostra attenzione sui due aspetti importanti: Primo, è assolutamente possibile migliorare la situazione esistente al mondo. Ma ciò può essere fatto solo attraverso la cooperazione di tutti i Paesi, in modo da sfruttare al meglio le potenzialità e le risorse esistenti. (...) Secondo, tenendo presente l’inefficienza degli attuali sistemi politici, economici e di sicurezza internazionali, è necessario concentrarsi sui valori umanitari e della fede, facendo costante riferimento alla vera definizione di esseri umani, che si basa sulla giustizia e sul rispetto dei diritti di tutti i popoli di tutti i luoghi del mondo, e riconoscendo gli errori trascorsi nella passata amministrazione fondata sul dominio, così da adottare misure collettive per riformare gli ordinamenti esistenti. In questo senso, è di importanza cruciale una rapida riforma del Consiglio di Sicurezza, compresa l’eliminazione di un diritto di veto discriminatorio, ed il cambiamento dei sistemi finanziari e monetari mondiali.
Per fare del mondo un luogo migliore, colmo di amore e di benedizione, un mondo senza povertà né odio, benedetto dai crescenti doni di Dio l’Onnipotente e da una virtuosa condotta del perfetto essere umano, stringiamoci le mani in amicizia, per il raggiungimento di un simile nuovo mondo. Ringrazio il Signor Presidente, il Segretario Generale e tutti gli illustri partecipanti per aver avuto la pazienza di ascoltarmi. Grazie di cuore. Mahmud Ahmadinejad
Secondo me si è un po' perso rispetto alle intenzioni iniziali: "Siamo qui riuniti per il proseguimento della conferenza di Durban contro il razzismo e la discriminazione razziale, per elaborare metodi pratici da adottare nelle nostre sacre campagne umanitarie." Inoltre, sentir parlare di amore e fratellanza il Presidente di uno stato che mette a morte i gay e uccide a sassate le donne, suona un filo incoerente. Un po' come i giornalisti e i politici che hanno commentato il suo intervento suonano bugiardi. Qui potete trovare il testo integrale dell'intervento, in lingua inglese. Per la traduzione italiana, ho scelto questo.

E' la somma che fa il totale

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In alcuni dei post precedenti mi sono occupato dell'otto per mille: in estrema sintesi, vi ho segnalato che la Chiesa Cattolica, in virtù del perverso meccanismo che caratterizza questo strumento, percepisce più del 50% dei fondi da persone che non sono consapevoli di darglieli, che impiega quei quattrini in modo molto difforme da quanto si sforza di far credere agli italiani, che una buona metà dei quattro soldi che i cittadini destinano allo Stato nonostante la sua totale inerzia nel chiederli viene nuovamente girata alla Chiesa in forma più o meno trasparente.

Oggi vorrei aggiungere a questo mosaico, già di per sé piuttosto significativo, un altro tassello, e quindi tirare due somme, ché quando si parla di soldi quantificare è sempre un'operazione utile.
Il capitolo del giorno si chiama "ora di religione", e nasconde anch'esso, come l'otto per mille, una lunga serie di singolari anomalie.
Tanto per cominciare, gli insegnanti vengono insindacabilmente scelti dalla Curia, senza che lo Stato possa minimamente pronunciarsi sui nominativi indicati; peccato, però, che è lo Stato a dover pagare i loro stipendi, trovandosi quindi nella curiosa condizione di dover mettere a libro paga delle persone che non ha mai neppure visto in faccia.
In secondo luogo, dal 2003 gli insegnanti di religione sono entrati in ruolo, e quindi che lo Stato è obbligato ad assumere direttamente (bypassando tutti i concorsi del caso) quanti tra loro dovessero (ancora una volta, insindacabilmente) diventare sgraditi alla Curia.
Infine, qualche numero: gli insegnanti di religione, secondo le stime più accreditate, costano allo Stato (che, si ripete, non ha avuto neanche la soddisfazione di sceglierseli) circa un miliardo di euro l'anno.
Ciò detto, iniziamo ad addizionare, ché di materiale ne abbiamo messo insieme abbastanza: la Chiesa incassa circa un miliardo di euro l'anno, come abbiamo appena detto, per gli stipendi degli insegnanti di religione, altri novecentonovanta milioni dall'otto per mille, e un'altra decina di milioni (spiccioli, direte voi, ma è la somma che fa il totale, come diceva Totò) quale grazioso cadeau concessole dallo Stato prelevandolo direttamente dall'otto per mille che gli spetterebbe.
In tutto, l'avrete notato, fanno un paio di miliardi tondi tondi.
Mentre mi domando quante abitazioni di terremotati si potrebbero ricostruire, quanti disoccupati si potrebbero sostenere, quante case popolari si potrebbero realizzare, con due miliardi di euro l'anno l'anno, e nel ricordarvi en passant che la spesa per gli insegnanti di religione è stata una delle pochissime a non essere toccata dai tagli della riforma Gelmini, vi segnalo sin d'ora che il conteggio non è finito qua.
Prossimamente mi premurerò di spiegarvi qualche altra stranezza, come le esenzioni fiscali di cui la Chiesa Cattolica può inspiegabilmente godere pur esercitando attività commerciali a tutti gli effetti, ed altre simpatiche cosucce che incrementeranno il nostro totale.
Segnatevi l'importo a cui siamo arrivati, e a risentirci.

Peccati veniali

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Il tizio che vedete nella foto qua sopra si chiama Angelo Idi, ha 51 anni e fa il sagrestano nella parrocchia di San Francesco a Vigevano.

Intervistato sulla svastica che porta abitualmente al braccio, e con la quale è solito accogliere i parrocchiani davanti al sagrato, ha candidamente dichiarato:
Sono di estrema destra e sono fiero di esserlo. Mi sento il portavoce delle Brigate Nere, dei giovani combattenti della Repubblica di Salò che non hanno svenduto il loro onore e la patria, come invece hanno fatto coloro che, definendosi combattenti, hanno fomentato una guerra fratricida.
Il Vescovo di Vigevano, Claudio Baggini, fa sapere di non avere dichiarazioni da fare sulla faccenda; si tratta, fateci caso, dello stesso Vescovo che due anni fa ritenne di non adottare alcun provvedimento contro Don Siro Invernizzi, Parroco di Cergnago, arrestato a Milano perchè trovato in atteggiamenti intimi con un tredicenne rumeno.
D'altronde, si sa, il mondo è pieno di peccati seri da combattere: masturbazione, contraccezione, aborto, testamento biologico, fecondazione assistita. E allora, gente, cosa andate cercando?
Mica pretenderete che un prelato trovi anche il tempo per occuparsi di quisquilie come il nazismo e la pedofilia...

I liquidi del Vaticano

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Da Repubblica.it di oggi:

Il Vaticano avrà l'impianto solare più grande d'Europa. Il progetto è alle fasi finali di studio. I lavori potrebbero partire entro due-tre mesi. Prezzo: 500 mln di euro. E il surplus di energia sarà venduto all'Italia.
Da L'Espresso del 1° dicembre 2006:
Dal 1929, è l'Italia a pagare i 5 milioni di metri cubi d'acqua consumati in media ogni anno dallo Stato pontificio. Per le acque di scarico, Città del Vaticano si allaccia all'ACEA, ma non paga le bollette.
Facciamo mente locale: il Vaticano si prende l'acqua gratis dall'Italia, e dall'Italia incassa pure i quattrini per la vendita dell'elettricità. Una vera passione per i liquidi...

Giornalisti ignoranti del Corriere della Sera

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Spieghiamo un paio di cosette da nulla ai giornalisti del Corriere della Sera e speriamo che in futuro, prima di scrivere, si accertino di sapere di cosa parlano.

(parte prima, per tutti gli utenti)
Costituzione della Repubblica, Principi Fondamentali, Art. 7, capoverso:
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
Costituzione della Repubblica, Principi Fondamentali, Art. 8, capoverso:
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
(parte seconda, per utenti esperti: astenersi quindi giornalisti del Corriere,
chè se già capite la prima parte per noi è sufficiente)
Il vecchio codice penale (c.d. codice Rocco, del 1930) prevedeva il reato di vilipendio della religione e comminava pene più severe se il culto vilipeso fosse stato quello cattolico. Ovviamente, alla prima occasione utile, la Corte Costituzionale ha censurato ogni differenza, in armonia, appunto, con la Costituzione della Repubblica.
Giornalisti del Corriere? Yuhhhuuu? Secondo voi, nel 2009, nel terzo millennio, può esistere il reato di "vilipendio della religione di Stato"? E se non capite la domanda perchè è troppo difficile, ve la faccio più semplice: secondo voi, nel 2009, terzo millennio, può esistere una religione di stato?

Milano e il Kebab... [di Maddalena Balsamo]

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W le liste gerontocratiche!

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Quando ho letto questa agenzia, mi si è aperto il cuore: “(IRIS) - ROMA, 21 APR - ”Non votiamo queste liste”. Lo ha annunciato il segretario nazionale dei Giovani del Pd Fausto Raciti durante la direzione del partito”. Finalmente un’opposizione, una voce contro, una posizione espressa dai Giovani Democratici, di cui io stessa faccio parte! Dalla nascita dei Giovani Dem, infatti, le uniche dichiarazioni politiche (delle iniziative non ne parliamo neanche) espresse ad oggi riguardavano “solidarietà” a quello, “sostegno” a quell’altro. Sembrava quasi che la presa di posizione, la scelta, una decisione una, fossero come un virus da cui stare lontani. E oggi per un attimo ho avuto un sussulto al cuore, la convinzione che i Giovani Dem servissero per la crescita democratica e pluralista del nostro partito, contro quelle logiche di potere e quei capibastone che soltanto un giovane pieno di genuina passione politica può contrastare! Tuttavia, è durato poco: mi sono dovuta ricredere continuando la lettura del Raciti pensiero. “Il caso - ha riferito Raciti - si è aperto quando i giovani democratici ”hanno scoperto che, nelle liste messe a punto dai vertici democratici, nessuno spazio era stato riservato per i candidati indicati dall’organizzazione giovanile”. “Indicati dall’organizzazione giovanile”: quando, come, da chi? Mi sono persa qualche appuntamento democratico? No, mi sono fatta tutte le Assemblee e sono parte della Direzione nazionale (nonostante il fuso orario fra me e il Segretario, mi sono aggiornata sulle riunioni perse causa partenza con ritardi di oltre quattro ore e rifiuto da parte della sottoscritta di proseguire). Ma allora, chi li ha “indicati”? Non saranno mica i nomi usciti dai corridoi, in quei consessi per pochi intimi - selezionati rispetto a non si sa quale criterio - senza alcun procedimento democratico e con chissà quanti accordi per quella o quell’altra corrente? Se così è, allora dico: bravo Franceschini. Se sono questi i giovani, meglio lasciarli a casa e avere liste gerontocratiche.

Il Festival di Strasburgo

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Il Corriere di oggi pubblica i risultati di uno studio sulle presenze dei deputati all'Europarlamento effettuato da Flavien Deltort (che con l'occasione saluto, perché è un amico). Lascio a voi il piacere di gustarvi i risultati completi (che, come prevedibile, vedono gli italiani in testa alla classifica delle assenze) per soffermarmi su un particolare: come potete vedere nell'immagine, i parlamentari con indice di attività pari a zero sono in tutto 18, dei quali due italiani. Tra questi due campioni dell'assenteismo spicca il nome della nota cantante Iva Zanicchi, eletta nelle liste di Forza Italia, che durante la scorsa edizione di Sanremo, a causa del testo un po' osè della sua canzone, fu oggetto dell'ironia di Roberto Benigni.

Ebbene, alla luce della ricerca pubblicata dal Corriere mi corre l'obbligo di unirmi alle feroci critiche che la cantante, nella circostanza, ebbe ad esprimere nei confronti del comico toscano; prendersela con la Zanicchi perché cantava un pezzo erotico, lo dico chiaro e tondo, fu un grave errore: sarebbe stato molto più interessante chiedersi per quale motivo, invece che a Sanremo prima e in giro per l'Italia nelle trasmissioni di approfondimento poi, la nostra amica non fosse a Strasburgo.
A votare, invece che a cantare e a blaterare.

In Italia i malati non possono votare

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Quest'oggi, amici, vi racconto una storia che conoscono in pochi. La possibilità di voto domiciliare è stata introdotta in Italia nel 2006: gli elettori affetti da gravi infermità tali da impedire l’allontanamento dalla loro abitazione, se si trovano in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali, hanno la possibilità, qualora lo richiedano, di essere ammessi al voto presso il proprio domicilio. La normativa, quindi, esclude dalla possibilità di voto domiciliare tutti i malati e i disabili che, pur essendo impossibilitati a muoversi o ad allontanarsi dalla propria abitazione, non si trovano in condizioni di dipendenza da macchinari, privando di fatto quei cittadini del diritto di voto. Come se non bastasse, la (già insufficiente) normativa vigente è di difficile applicazione, perché costringe chi ne voglia usufruire ad una complicata serie di adempimenti burocratici, e perché l’ambiguità con cui è formulata dà luogo a molte difficoltà interpretative che ne rendono assai complicato l’ambito di applicazione.
Come al solito i Radicali (quelli che non hanno niente da dire, secondo alcuni) sono gli unici che si battono, da anni, per cercare di cambiare le regole, e dare a tutti i malati che hanno difficoltà ad uscire di casa la possibilità di votare presso la loro abitazione.
Ci si prova da anni, credetemi, con grande ostinazione, ottenendo in cambio sempre le stesse rassicurazioni: di legislatura in legislatura, di governo in governo, tutti si affrettano a promettere che se ne occuperanno, salvo poi disinteressarsene completamente e lasciar cadere la questione nel vuoto.
Tra poche settimane, come tutti sapete, ci saranno le elezioni europee: e quei malati, per l'ennesima volta, non potranno votare. Così i soliti Radicali, quelli delle polemiche strumentali, quelli specializzati nelle battaglie perse, quelli che stanno sempre a rompere i coglioni sollevando questioni futili, si sono presi la briga di occuparsi del problema ancora una volta, prendendosi la briga di porre la questione all'attenzione dell'opinione pubblica.
Soli, come sempre, nell'indifferenza generale.
Soli come quei malati, che evidentemente non interessano a nessuno.

Io col Comune ci lavoro: il Comune lo sa

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Grazie all'iniziativa del radicale Mario Staderini, le Jene hanno avuto modo di confezionare questo istruttivo servizio sullo scandalo delle affissioni abusive. Vale davvero la pena di dargli un'occhiata, perché dentro c'è una specie di compendio dei problemi che affliggono l'Italia: illegalità, connivenza dell'amministrazione nel favorire certe imprese private, arroganza dei partiti politici, impunità per chi infrange le regole.
Ricordatevene, la prossima volta (manca poco alle elezioni) che vedrete la consueta orgia di manifesti elettorali appiccicata sul muro sotto casa vostra: ma soprattutto ricordatevi di chi, malgrado tutto, si ostina a rispettare le regole.
E quei manifesti non li attacca.

L'unica libertà che mi è rimasta

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Mi viene sottratta l’unica libertà che mi è rimasta: quella di poter decidere sulla mia morte.

L'ultima magia di Silvan...

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Silvan

Maddalena e YouDem tv: un amore stroncato sul nascere.

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Le voci (di due amici) nel deserto

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Renato Schifani, Presidente del Senato, 19 aprile 2009:
Eminenza Reverendissima, in occasione dell'anniversario dell'ascesa di Sua Santità Benedetto XVI al Soglio Pontificio, voglia farsi partecipe presso il Santo Padre del rinnovato augurio del Senato della Repubblica italiana e mio personale perché la sua autentica testimonianza di carità cristiana, l'instancabile opera pastorale, il suo alto e illuminato Magistero possano sempre rappresentare nel mondo un segno di speranza per tutti i popoli della terra.
Donatella Poretti e Marco Perduca, senatori radicali eletti nelle liste del PD, 20 aprile 2009:
Ci ha meravigliato, e non positivamente, sentire ieri il Presidente Schifani estendere gli auguri per l'anniversario dell'elezione di Benedetto XVI a nome del Senato. Non solo riteniamo irrituale, se non contro i valori della nostra Costituzione, il compiacimento per la celebrazione dell'elezione di un Capo di Stato non democraticamente eletto, ma enfatizzare tale ricorrenza alla vigilia della decisione del Vaticano di non seguire la coraggiosa mossa anti-razzista del Governi italiano di non partecipare alla Confereza Durban 2 è stato augurio alquanto inopportuno.

Loreto e la (dis)ambiguità

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Se vi prendete la briga di andare su Wikipedia, e di digitare nel box di ricerca la parola "Loreto", vi sarà restituito un discreto numero di occorrenze. Scegliete la prima, quella che parla del Santuario della Santa Casa, e vi comparirà una bella paginetta, pulita pulita, nella quale vi verranno spiegate una serie di cose assai istruttive: la Santa Casa di Nazareth, la Madonna Nera, il battistero in bronzo di Tiburzio Vergelli, la Sacrestia di San Marco, i festeggiamenti dell'8 settembre. Dei dodici milioni di euro donati dai fedeli, e misteriosamente scomparsi dopo un acrobatico giro della morte di banca in banca, però, Wikipedia non ritiene di dire alcunché.
Si vede, per usare il suo linguaggio, che l'argomento è notevolmente disambiguo: oppure decisamente ambiguo, per dirla col vocabolario delle persone normali.
Questione di punti di vista.

La legge non lo consente

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Dal Corriere.it:
E' cominciata in mattinata l'udienza per l'omicidio di Abdoul Salam Guiebre, il 19enne originario del Burkina Faso ucciso a sprangate per aver rubato dei biscotti in un bar vicino alla Stazione Centrale, il 14 settembre scorso. Imputati i due baristi, padre e figlio, Fausto e Daniele Cristofoli, 51 e 31 anni. (...) «Perché non li fanno vedere in televisione? - ha detto al termine dell'udienza Hassan, il padre di Abba -. Hanno fatto vedere tutti, noi compresi, perché non fanno vedere gli imputati?». Uno dei legali della famiglia ha poi spiegato che da parte del padre di Abdoul non vi sono sentimenti di vendetta. «Trova solo irragionevole - ha detto l'avvocato Luca Trojer - che non siano mostrate le immagini di chi ha ucciso il loro figlio. Abbiamo cercato di spiegargli che la legge non lo consente».
Infatti, la legge non lo consente.
Come del resto dimostrano in modo inequivocabile le foto qua sopra.
Saluti.

L'importante è partecipare (once again)

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Ricordate padre Livio Fanzaga, il direttore di Radio Maria? Esatto, gente, proprio quello secondo il quale il terremoto sarebbe stata una benedizione di Cristo alle popolazioni abruzzesi, e lo tsunami una provvidenziale occasione di salvezza eterna per chi ha avuto la sfiga di rimanerci sotto. Ebbene, mi segnalano che il nostro amico, non pago di aver espresso tanta carità cristiana pronunciandosi sulle catastrofi naturali, ha avuto modo di esprimersi con identica leggerezza anche sull'iniziativa degli "Ateobus" promossa dall'UAAR a Genova:

Dunque, la scritta è "La cattiva notizia è che Dio non esiste, quella buona è che non ne hai bisogno". Aspetta che ti venga il cancro, poi vedi.
Chi volesse gustarsi la versione audio completa della prodezza (che comprende, sia detto per inciso, anche un ecumenico augurio di incidente stradale ai bus in questione), può farlo cliccando qua. Per tutti gli altri, un suggerimento: se avete la sventura di essere atei, non vi resta che convertirvi, o alternativamente darvi una vigorosa grattata ai coglioni.
Forte, mi raccomando, ché questa è roba pericolosa.

Pier Ferdinando e la famiglia italiana... [di Maddalena Balsamo]

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Di Pietro copia volantini elettorali del Pdl: bravo Sergio Longoni

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Trovate tutto qui.

Ma vi pare il momento?

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In quanto ospite del tenutario, ci tengo ad esprimere tutta la mia riprovazione nei confronti del deplorevole tentativo di inibire la corretta fruizione del blog attuato da un ignoto individuo approfittante della capricciolina fiducia ingenuamente concessagli*. Un comportamento odioso, tanto più in un momento così drammatico per il paese. Perché non so se ve lo ricordate ma c'è stato il terremoto, e certe cose non si possono fare. Per esempio quel giorno lì è uscito un post di Spinoza pieno di cose da ridere, e la gente giustamente si è indignata perché nel giorno della tragedia non si può fare satira (amara) sui responsabili e sugli sciacalli all'interno di un sito di satira, altrimenti chi in quel giorno si collega al sito di satira rischia di trovarsi davanti - ma ci rendiamo conto? - della satira. Allora gli hanno detto che non era il momento. Poi l'altro giorno c'era Maroni a Ballarò, e Crozza gli ha fatto una battuta un po' scema, del tipo "Maroni cacca"**. Allora Maroni si è inalberato e ha detto che non voleva rispondere a quell'insulto gratuito, perché era "un momento così drammatico e tragico che queste cose le lascio ai comici". Sempre in quel periodo c'era Sky che aveva trasmesso un film dove il protagonista voleva uccidere Silvio Berlusconi***. Allora quelli del Popolo della Libertà si sono scandalizzati, perché insomma va bene la libertà, va bene anche il popolo, ma «in un momento delicato come questo, tra crisi economica e terremoto, è davvero scadente e di pessimo gusto trasmettere una pellicola del genere che predica solo odio contro il premier che sta affrontando i problemi reali mettendoci tutta la sua grinta e l’esperienza e trovando apprezzamenti ovunque, dalle massime cariche dello Stato fino all’opposizione». C'era un articolo, sulla Repubblica, intitolato "Il Viminale: "Serie A esempio negativo nel giorno del lutto"", dove si diceva che l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, riunitosi "per analizzare i fatti accaduti durante l'unica giornata calcistica"****, ha stigmatizzato i comportamenti poco sportivi di certi tesserati, soprattutto in un momento così delicato per il paese. La settimana scorsa davano Domenica In, e c'era Silvan. Silvan stava facendo sparire un anello con una bacchetta magica e a un certo punto, senza rendersi conto della gravità del suo gesto, forse in un raptus di rimbecillimento vecchiesco, ha pronunciato il nome di Berlusconi all'interno di una frase dal vago sapore scherzoso. La Bianchetti prima ha fatto la faccia di una che è appena arrivata a sorpresa a casa del fidanzato con una torta a forma di cuore per festeggiare l'anniversario della prima volta che i loro sguardi si sono incrociati e l'ha trovato a letto con un varano impagliato. Poi ha fatto un segnale alla troupe tipo "nun ve preoccupate a questo mo' ce penso io", e infine ha interrotto il gioco sul più bello (l'anello, dov'è finito l'anello?) dicendo molto seriamente che le istituzioni sono una figata, che in questo momento delicato Berlusconi sta facendo tante cose belle, che la battuta era tua personale, che comunque non faceva ridere e che la bacchetta magica te la puoi far sparire dove dico io, stronzo mago vegliardo dei miei coglioni (ma qui forse sto confondendo la realtà con la fantasia). In questi giorni, pensate, c'è stato pure qualcuno che si è messo a parlare di responsabilità, di costruttori, di cemento, perfino di inchieste. Meno male che Berlusconi ha immediatamente risposto che non è il momento. Per quello c'è tempo. Volete fare le inchieste su chi ha fatto le case e come? Va bene, ma cortesemente aspettate un attimo, che finiamo di fargliele rifare daccapo. Poi ha detto una barzelletta: "Mio padre diceva che se uno nasce col piacere di fare del male ha tre scelte: può fare il delinquente, il pm o il dentista. I dentisti si sono emancipati e adesso esiste l'anestesia...". Questa sì che è satira (beccati questa, Vauro). Per questo sì che è il momento. Ringraziamo le istituzioni. Evviva. * Che poi non ho ben capito di cosa si trattasse. Ho letto che erano post molto lunghi, inaccettabili nella forma ma non nei contenuti, quindi per me le possibilità sono due: a) maratona di bestemmie; b) post di Malvino privati della punteggiatura. ** Altro esempio di messaggio inaccettabile nella forma ma non nei contenuti. *** Come sopra. No, dai, scherzo, non ho di questi istinti omicidi. Confido nella Provvidenza. **** Anche mio nonno andava a leggere la Gazzetta al bar con gli amici della bocciofila, ma non diceva "ciao Lucia, vado all'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive a giocare a tressette".

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