No, che non sono entusiasta

Un economista di 68 anni, un giurista di 59 anni, un avvocato di 57 anni, un ex presidente dell'ENEL di 73 anni, un economista di 59 anni, un professore di 75 anni, un fondatore di una comunità religiosa di 61 anni, una giurista di 63 anni, un diplomatico di 65 anni, una ex prefetta di 68 anni, una giurista di 63 anni, un ammiraglio di 67 anni, un banchiere di 57 anni, un dirigente pubblico di 59 anni, un medico di 64 anni, un'economista di 63 anni, un ingegnere di 58 anni, un rettore di 63 anni, un giurista di 56 anni.
Sessantatré anni di media, tre donne, grande presenza di cattolici ed esponenti delle più prestigiose università private italiane.
Ora, io spero sinceramente che questo esecutivo si comporti nel migliore dei modi possibili: però acclamarlo come il governo che ho sempre sognato, quello che può dare al paese la svolta di cui avrebbe bisogno, mi parrebbe un tantino grottesco.
Come dite? Ah, sì. Visto quello che c'era prima non è il caso di lamentarsi, eppoi adesso bisogna evitare il default, e basta altre pippe.
Be', sapete cosa? Gli esercizi di menopeggismo non mi sono mai riusciti granché bene, e non riesco proprio a immaginare come questa combriccola di stampo conservatore possa occuparsi di alcune delle vere emergenze democratiche del paese; le quali, per certi versi, sono ancora (e in certi casi molto) più preoccupanti dell'ipotesi di finire con le pezze al culo.
Questione di punti di vista, naturalmente.
Augurandomi di sbagliare, per ora mi tengo il mio.

Questo post è stato pubblicato il 18 novembre 2011 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

16 Responses to “No, che non sono entusiasta”

  1. Condivido con te un grosso dubbio del modo nel quale un simile governo, ma soprattutto un simile parlamento, riuscirà a risolvere il problema del controllo dell'informazione e dei conflitti di interessi in Italia.
    Purtroppo anche immaginandomi un altro percorso che si mantenga nel rispetto delle istituzioni democratiche esistenti, non vedo una via d'uscita che non porti ad una deriva violenta o quantomeno rivoluzionaria dello scontro.
    Voglio però chiudere il commento con una speranza: forse quello del quale il paese ha bisogno per trovare dentro di se gli anticorpi al male che lo attanaglia è proprio un po di tranquillità, un po di normalità che renda tutti più liberi e capaci di pensare.
    Un cambiamento perché sia reale ha necessità di essere fatto con calma, pensato e condiviso... diamo ai vari nodi degli intrecci del potere in italia il tempo di allentarsi.
    Forse è proprio quello del quale abbiamo bisogno... non di un tirone che strappi alcuni nodi ma che intrecci la fune in altri punti... bensì del clima che permetta ai nodi di sciogliersi pian piano... ai giornalisti di riprendersi il loro ruolo e di liberarsi dalle vecchie schiavitù.
    Perché no... facciamo la nostra parte, senza fretta ma senza perdere tempo.

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  2. Eri entusiasta del governo Ciampi? Eri entusiasta del governo Amato? O lo eri del governo Prodi? E il governo D'Alema ti aveva entusiasmato? Di quale dei governi Berlusconi eri entusiasta? No, così, giusto per capire, per avere un riferimento. Qual'è l'ultimo governo di cui sei stato entusiasta?

    E' una domanda sincera, anche se polemica. Rispondi se puoi. Grazie.

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  3. come leggevo su Critica Liberale, il problema non è che sono CATTOLICI (la fede fa parte delle libertà personali), ma che sono legati a doppio filo con i vertici e le istituzioni della Chiesa.

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  4. Ho scritto più o meno la stessa cosa due giorni fa. Ma mi sa che non ci si può fare niente, bisogna aspettar che passi 'a nottata....

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  5. Il governo Monti è un governo di destra. Punto. Pensare che fosse arrivato Che Guevara è un po' troppo ingenuo. Però ha un programma chiaro e se anche facesse un decimo di quanto ha promesso nel suo discorso iniziale alle camere dovrebbero dedicargli subito un monumento. Poi, dalle prossime elezioni, ci sarà tempo per tornare a parlare di come cambiare la società e altre super-cazzole tipo le intercettazioni con cui ci siamo trastullati negli ultimi 20 anni. Certo, questo se nel frattempo non arriva il default.

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  6. C'è una puzza asfissiante di "miracolo italiano" e di "CLN" in giro, attorno a 'sto governo Monti... Se questa è l'alternativa a Berlusconi...
    Mah, 'sta gente sembra competente, però il loro retroterra è in sè un fallimento della politica e un insulto all'intelligenza del popolo italiano.

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  7. Fossero almeno dei vecchietti simpatici; questi sono SALME.

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  8. Menopeggismo: che perla!

    Comunque sono pienamente daccordo che questo è un governo liberista di destra e cattolico, e il suo operato non si discosterà da quello che potrebbe mettere in atto un qualsiasi altro governo di destra liberista cattolico e via, reazionario....

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  9. Giustissimo, Alessandro. Però è anche bene ricordarsi che, da diciassette anni a questa parte, siamo stati governati da individui ignoranti, ridicoli, dei buffoni che ci hanno ridicolizzato sia a livello diplomatico internazionale, sia nel nostro orgoglio nazionale (e lo dico da persona decisamente non di destra).
    Perciò, per quanto conservatori, cattolici e quant'altro, io sono felice di questo governo Monti (almeno in teoria, poi alla pratica vedremo).
    Perché finalmente abbiamo dei rappresentanti che non ci ridicolizzano ad ogni mossa e che, sopra ogni altra cosa, sanno cosa stanno facendo in quanto esperti.
    E questo a me fa solo piacere.

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  10. Ho fatto anch’io oggi una riflessione simile:

    Il prestigio relativo

    Non ci si è ancora chiesti dei rapporti tra il governo Monti, appena insediato, e la magistratura. A me pare che abbiano in comune quanto meno l’avvalersi dell’effetto Bokassa:

    http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/21/i-magistrati-e-leffetto-bokassa/

    Cioè il trarre prestigio dal paragonarsi a standard negativi; e appare che non occorra meno che le pulcinellate berlusconiane, come questa dei magistrati brigatisti, per ottenere un gradiente sufficiente. Come dico nel post linkato, l’assumere standard di comodo mi pare alla radice di quella istituzionalizzazione dell’illegalità che il giudice Imperato dice di voler combattere.

    Ma, al tempo della società dello spettacolo, il prestigio relativo può surrogare quello autentico; e pretendere governanti e magistratura che non abbiano bisogno di propaganda comparativa ma brillino di luce propria sembra un voler chiedere il ritorno alla tv in bianco e nero e con due soli canali.

    (Il Fatto, commento al post di M. Imperato “Le Br in procura e il silenzio al Ministero” del 18 nov 11).

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  11. tutti a festeggiare per la "fine" di berlusca quando il vero pericolo deve ancora venire...

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  12. Non è una combriccola. Si tratta di un governo conservatore che sicuramente non avresti scelto se ti avessero offerto di andare al voto. Come pure non lo avrei fatto io. Credo che sarebbe più giusto, però, giudicarli sulle prossime concrete iniziative politiche. Così, tanto per evitare il pregiudizio.

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  13. Le pezze al culo molti le hanno gia, anche questo è emergenza democratica e il peggio fa la differenza, ma non è così per tutti a quanto pare.

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  14. Ci metteranno in mutande, altrochè. A partire dal ripristino dell'ICI.
    Viviamo in due con la mia borsa di dottorato e un lavoretto da meno di cento euro la settimana della mia compagna. Abbiam potuto comprare l'appartamento dove viviamo per via di una piccola eredità a cui abbiam dovuto aggiungere tutto quello che avevamo da parte e farci aiutare dalla mia famiglia d'origine come sovrapprezzo. Basta una multa o un guasto alla macchina per mandare in palla il bilancio famigliare di due-tre mesi. Non ho proprio idea di come cazzo faremo a pagare anche l'ICI.
    Nella nostra stessa situazione ci sono centinaia di migliaia di famiglie.
    Sono anni che faccio politica di base, iniziative pubbliche di propaganda, proteste contro i CIE, attività antirazzista, un po' di commercio equo, manifestazioni contro le guerre. Adesso inizierò a mobilitarmi per la sopravvivenza mia. Proteste e bulloni roventi, altro che monetine.

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  15. Carissimo Alessandro, ho paura che non vogliamo proprio rassegnarci a vedere come siamo messi in quanto italiani. Intendo proprio come popolo, lontano da un'aspirazione minimamente laica e con prospettive di respiro europeo. Se la maggioranza dei nostri connazionali è sostanzialmente leghista, democristiana, dalemiana, mafiosetta, un po' ignorantella e soprattutto menefreghista della comunità, pensi che potrebbe produrre un governo migliore di questo? Hai presente il proverbio "il meglio è il nemico del bene...."? Con affetto Margherita

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