Rotondi, Magri e l'eclissi della politica

Gianfranco Rotondi sulla morte di Lucio Magri:

Onestamente non riesco a nascondere il rammarico per una scelta che non posso comprendere, ma della quale è opportuno non parlare per evitare che il dibattito ideologico si sovrapponga al doveroso omaggio che la democrazia italiana deve a questo protagonista assoluto della vicenda democratica italiana, specie in un momento di eclissi della politica.
Vediamo se ho capito: siccome stiamo attraversando un momento di eclissi della politica, secondo Rotondi è bene non parlare della morte di un essere umano mediante suicidio assistito per evitare che ne scaturisca un "dibattito ideologico".
Strano, perché a me era parso di capire che fossero proprio i dibattiti ideologici, il cuore della politica: e che evitare quei dibattiti sia il presupposto perfetto per determinare l'eclissi di cui l'ex ministro sembra dolersi.
La realtà, quella vera, è che la relazione causale delineata da Rotondi andrebbe diametralmente invertita: non è opportuno tacere perché c'è l'eclissi della politica, ma l'eclissi della politica c'è e continuerà ad esserci finché si continuerà a tacere.
Del resto a me hanno insegnato che la democrazia consiste appunto nel decidere dopo aver parlato delle cose, onorevole Rotondi, e che gli inviti al silenzio appartengono a scenari politici tutt'affatto diversi.
Che ne dice, vogliamo dirci come la pensiamo, oppure preferiamo aggravare l'eclissi finché non sarà diventata irreversibile?

Questo post è stato pubblicato il 30 novembre 2011 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

3 Responses to “Rotondi, Magri e l'eclissi della politica”

  1. Lungi da me da fare l'avvocato di Rotondi, ma non mi sembra che abbia detto chissà quale bestialità. E' morto Magri, è il momento di commemorarlo senza approfittarne per tirare l'acqua al proprio mulino, sia in un senso che nell'altro.

    Un pò come quando è successo il fatto di Eluana Englaro, si poteva (e si doveva) starsi un pò zitti ("Può anche procreare").

    Ci sono tempi, modi e luoghi per ogni cosa. La morte ha bisogno del necessario silenzio e di questo ne sono convinto.

    Più che altro, tutti a dire che bisognerebbe fare un minuto di silenzio e non usare questo evento per una dibattito ideologica (che non è un male di per se, né Rotondi afferma questo) e tutti là a far la corsa della dichiarazione "Non condivido/non capisco/non blabla, non dovrei dirlo, ma lo dico". Stesso errore che fa Rotondi.

    Che se voleva essere aderente al suo proposito, poteva semplicemente dire "La democrazia italiana deve a questo protagonista assoluto della vicenda democratica italiana un rispettoso omaggio, specie in un momento di eclissi della politica."

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  2. a uno come Rotondi deve essere impedito di riprodursi. L'inutilità seduta sulla poltrona di ministro

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  3. Dici cose giustissime, come quasi sempre, ma in questo caso fai un po' di artifici retorici. Rotondi semplicemente dice che non è opportuno confondere, sovrapporre il dibattito ideologico e il cordoglio per la scomparsa di Magri. Ossia, parliamone pure, ma a bocce ferme, perché altrimenti la sua critica al suicidio assistito potrebbe sembrare un attacco a Magri. Ora, pur con tutto il disprezzo per Rotondi, effettivamente la democrazia è discutere e confrontarsi, ma proprio per farlo al meglio sarebbe bene evitare di farlo in momenti emotivamente coinvolgenti. Detto ciò, sappiamo benissimo che Rotondi non ha affatto voglia di parlarne e ha solo paura che si apra un dibattito causato dall'evento, come un anno fa per la morte di Monicelli, però le sue parole sono formalmente condivisibili...

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