Buio, controbuio, over /1

L'altra sera, dovendo andare a prendere una persona alla stazione ed essendo arrivato con qualche minuto di anticipo, ho pensato di ingannare l'attesa fermandomi da McDonald's per mangiare un cheeseburger. Così, dopo aver parcheggiato ed essere entrato nel locale, mi sono messo diligentemente in fila (cercando di scegliere la fila più breve, si capisce), e proprio davanti a me ho trovato un signore sui sessanta con i capelli bianchi tagliati a spazzola, presumibilmente arabo, che teneva per mano un bimbetto (su due piedi si sarebbe detto suo nipote, o il figlio di un caro amico) di sei o sette anni. Orbene, quando è arrivato il suo turno il mio occasionale vicino di coda, invece di chiedere a voce come fanno tutti, ha mostrato al commesso un biglietto su cui qualcuno aveva appuntato in bella grafia (probabilmente per fargli un favore) i panini e le bibite da ordinare. Il bel giovanotto che lavorava alla cassa, dall'aspetto vigoroso e decisamente ariano, ha letto attentamente la nota (con l'aria grave di chi sta esaminando un passo della Divina Commedia), e dopo aver stipato (non senza una certa accidia) le vivande in una busta di carta (sul foglietto c'era anche scritto "a portar via") si è premurato di chiedere al canuto signore: «Voi 'a sarza?» L'avventore, che evidentemente non parlava italiano (il che, onestamente, appariva intuitivo: ci sarebbe stato bisogno del biglietto, in tal caso?), ha sgranato gli occhi, e subito dopo ha scosso la testa con una certa timidezza, come per dire "mi spiace, ma non capisco". Il virile inserviente (il quale, sia inteso, non aveva dato gran prova di conoscere l'italiano neppure lui) ha allora increspato le labbra in un'espressione tra il disgustato e l'esasperato, degnandosi al contempo di esperire un ulteriore tentativo: «Du iu uant som soze?» Il signore dalla pelle bruna, non si sa bene perché non conoscesse l'inglese o perché non riuscisse a interpretare nel modo corretto lo sgorbio anglofono maldestramente pronunciato dal suo interlocutore, ha scosso nuovamente il capo, stavolta con un'espressione più marcatamente dispiaciuta (al limite della sottomissione), che pareva dire "mi dispiace davvero, ma non parlo nemmeno l'inglese". Il nerboruto cameriere, a questo punto, ha perso decisamente la pazienza: sbuffando, scuotendo la testa e assumendo un'espressione di aperta insofferenza, ha sbattuto con mala grazia la busta in mano al cliente (il quale, sia chiaro, aveva già regolarmente estratto il denaro necessario a pagare quanto acquistato), scandendo a voce alta, in modo che tutti potessero udirlo, la seguente frase: «Aho nun parli itajano, nun parli inglese, ma che cazzo de lingua parli? La parlerai 'na lingua der cazzo, no?» L'arabo ha afferrato il pacco con delicatezza e subito dopo ha abbassato gli occhi, rivolgendoli al bambino con un'aria mortificata che sembrava dire "mi dispiace che tu sia finito con me in questo posto, e che ti sia toccato sentire questo tizio che alza la voce senza motivo; ma che vuoi farci? E' la vita, che va così" (diceva tutte queste cose, quello sguardo, o almeno a me è parso che le dicesse). Fosse stato un altro giorno (un giorno qualunque, uno dei tanti giorni in cui mi capita, e chi mi conosce sa che mi capita spesso) l'avrei sbranato vivo, quel cameriere; invece, assistendo a quella scena, l'unica cosa che mi è riuscita è stata provare una grande stanchezza, una prostrazione profonda, un senso di debolezza che mi pervadeva dalla testa ai piedi. Così, per una volta, non ho detto una parola. Mentre pagavo il mio cheeseburger, mi sono sorpreso a domandarmi quanta vergogna dovrò ancora provare, per essere nato in un posto che si è ridotto così.

Questo post è stato pubblicato il 23 settembre 2008 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

12 Responses to “Buio, controbuio, over /1”

  1. St'idiota. A volte ti passa persino la voglia di sputargli in un occhio.
    Va anche detto che il signore è stato sfortunato a beccare il raro commesso italiano (e quindi cafonazzo) da macdonald's...

    RispondiElimina
  2. Mi è successo di provare la tua stessa vergogna giorni fa nella segreteria studenti del Politecnico di Milano... Erano appena arrivati una trentina di studenti erasmus da tutto il mondo e il bidello, incaricato di smistare la gente ai vari sportelli, li trattava tutti in un modo così arrogante, sol perchè non riuscivano bene ad esprimere i loro problemi burocratici in italiano... e io pensavo a quanto fosse facile per lui comportarsi così in casa propria... avrei voluto vederlo in un altro qualsiasi posto, a chiedre indicazioni in "napoletano che vuole fare il figo parlando il milanese".

    RispondiElimina
  3. molto bello, ma forse avresti dovuto dire qualcosa nonostante la stanchezza per svergognare il ragazzo come lui aveva fatto con il cliente.
    Sharon

    RispondiElimina
  4. contro l'ignoranza non c'è medicina, se non nel lungo periodo

    RispondiElimina
  5. letto il post (notevole) mi è subito venuta in mente questa
    scritta ..

    RispondiElimina
  6. Sembra che Manuela Clerici, presidente del Centro Versilia Congressi in forza ad An, abbia ordinato, nella giornata di venerdi scorso, la rimozione della lapide in ricordo dell'eccidio di S.Anna di Stazzema dall'Atrio del Principe di Piemonte. I tre bulloni che sostenevano la lapide sono stati svitati (come si vede nella foto), ma i dipendenti si sono rifiutati di andare oltre ed asportare la lapide. La presidente ha allora tentato personalmente di rimuovere la lapide senza riuscirci. Dopo l'immediato presidio di sabato mattina, a cui ha partecipato la comunità di S. Anna insieme ai dipendenti del centro Congressi perchè l'episodio fosse riportato alla stampa, la presidente ha fatto pervenire al Comune una lettera in cui dichiara di voler sporgere querela verso alcuni dei propri dipendenti per diffamazione, dal momento che nella giornata di sabato ella si trovava altrove, essendo peraltro pronta a dimostrarlo con apposite ricevute.
    Over.

    RispondiElimina
  7. La Russa, oggi a un tg:"Abbiamo confermato la sorveglianza da parte dei "Tornadi" a Kabul.
    Come vedi anche la lingua madre è un problema per alcuni.
    Wildgreta

    RispondiElimina
  8. Sinceramente mi sembra che più che di razzismo qui si tratti di ignoranza e prepotenza: la stessa prepotenza che qualsiasi "bulletto" (e intendo anche donne, eh) usa nei confronti di chi chiaramente non si può difendere. Io stesso sono stato testimone di un episodio veramente squallido in treno... subito da chi non parlava italiano. Ovviamente il colore della pelle, a questi imbecilli, dà una ragione in più per agire da prepotenti. Nelle "infinite diversità in infinite combinazioni" purtroppo ci sono anche questi. Saluti a tutti
    IDIC2

    RispondiElimina
  9. Più sono ignoranti più sono stronzi. Questo però è quello che capita se si sceglie di andare da McDonald's
    OT: Altro aneddoto dal politecnico: un bidello extracomunitario (direi nordafricano) riprende una guardia (italiana) che butta la cicca della sigaretta per terra con un "Non siamo a Napoli". Sublime :-D

    RispondiElimina
  10. Ma indicargli Ketchup e Maionese era troppo complicato per quella testa decerebrata del commesso?

    Mi piace molto questo blog... ;)

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post