Elio e le Storie Mosce

Sono sicuro che quindici anni fa Elio e le Storie Tese, dovendo occuparsi in qualche modo del naufragio della nave Costa all'isola del Giglio, avrebbero riservato il loro sarcasmo a tutti quelli che non parlano d'altro da una settimana, manco si trattasse del campionato di calcio, e inveiscono contro Schettino come se fosse il responsabile di tutti i mali del paese.
Invece ieri sera, durante la trasmissione della Dandini su La7, i nostri amici hanno pensato bene di adeguarsi all'andazzo generale, producendosi in una scipita parafrasi di "Onda su onda" e aggiungendo anche la loro voce, come se ce ne fosse bisogno, al coro degli indignati nautici che proliferano nel paese.
Lo registro, non senza una certa malinconia per l'impietoso confronto tra lo spettacolo di ieri sera e quello che Elio e le Storie Tese mi hanno regalato in tanti anni di canzoni dissacranti: rilevando che anche i più pungenti, a volte, finiscono per perdere gli aculei.

Questo post è stato pubblicato il 22 gennaio 2012 in . Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

4 Responses to “Elio e le Storie Mosce”

  1. mah..... Metilparaben stavolta secondo me hai preso una cantonata....mi sembra che ne abbia avuto da dire a tutti tutti......Metil hai ascoltato con un orecchio solo e prevenuto.....io ho capito ben altro.

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  2. Ho appena riascoltato il pezzo (se non è un problema metto qui il link, così ognuno può farsi un'idea http://youtu.be/b0dRFFO_Zlg ), in modo da capire bene a cosa ti riferissi.
    Al di là dell'esecuzione impeccabile, musicalmente parlando, non ci ho sentito un accanirsi (solo) su Schettino, solo sulla duplice caz*ata fatta da lui: negare i problemi della nave che imbarcava acqua e, quello più infamante secondo me, abbandonare tutto e mettersi in salvo.

    De gustibus.

    PS. Mi è piaciuta molto quella su Cortina, "Minchia nullatenente". A te, Metil?

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  3. Io son d'accordo invece. Gli Elio erano quelli del "cassonetto differenziato / per il frutto del peccato", o "c'è un commando che ci aspetta / per assassinarci un po'" o espliciti "figli di troia" urlato contro i devastatori di Milano.

    Sarà l'età, il politically correct televisivo, o il periodo storico oggettivamente demoralizzante, ma in effetti è un po' che i loro aculei non pungono.

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  4. Sono in parte d'accordo. Rilevo solo che non potendo strutturalmente stravolgere una canzone straordinaria come Onda su onda, hanno avuto poco margine di manovra e si sono incagliati negli scogli dell'arcipelago contiano.

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