Mi fate più paura voi

Sinteticamente, ritengo che essere consapevoli:

  1. dell'esistenza e delle ragioni della presunzione di innocenza;
  2. del fatto che in uno stato di diritto nessuno può essere arrestato se non per una sentenza di condanna da parte di un tribunale della repubblica, tranne nel caso in cui sia concretamente presumibile che egli possa inquinare le prove, reiterare il reato o darsi alla fuga;
  3. della circostanza che il voto del parlamento sull'autorizzazione all'arresto di un suo membro sia motivato da importantissimi motivi concernenti il bilanciamento dei poteri dello stato;
  4. del fatto che negare l'autorizzazione all'arresto di un parlamentare non significa fermare la giustizia e cancellare il processo a suo carico, ma semplicemente ritenere che egli potrà attenderne l'esito fuori dal carcere;
essere consapevoli di tutto questo, e nondimeno fare fuoco e fiamme come se tutte queste regole, poste a tutela dello stato di diritto, possano essere ignorate solo perché l'imputato risponde al nome di Nicola Cosentino e "tanto lo sanno tutti che è un mafioso" significa sancire la possibilità che un cittadino venga messo in carcere al di fuori delle regole stabilite; il che, in ultima analisi, configura l'anticamera di un regime che sarà legittimato a fare lo stesso con me, con voi, con chiunque.
Spero dunque che tutti quelli che oggi si stracciano le vesti a causa del voto parlamentare di ieri lo facciano perché non del tutto consapevoli di quanto sinteticamente enunciato nei punti di cui sopra, o perché non ne hanno compreso appieno il significato.
In caso contrario, costoro mi spaventerebbero molto, ma molto più di qualsiasi mafioso, vero o presunto tale.

Questo post è stato pubblicato il 13 gennaio 2012 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

58 Responses to “Mi fate più paura voi”

  1. se fosse stato un consigliere regionale, un consigliere comunale, un assessore, sarebbe stato arrestato senza problemi, non avrebbe avuto schermi di privilegio a salvarlo.
    Il problema e' che e' poi stato salvato da un voto "politico" (e probabilmente per qualcuno ben mercanteggiato) e non di merito...

    RispondiElimina
  2. "tranne nel caso in cui sia concretamente presumibile che egli possa inquinare le prove, reiterare il reato"

    Qualcuno lo ritiene concretamente presumibile.
    Inoltre, in un Paese in cui le liste elettorali sono fatte come da noi, e in cui è probabile che Cosentino rimarrà in Parlamento fino alla morte, il voto di ieri significa esattamente questo: fermare la giustizia.
    Mi dispiace se il pensiero che ho pacatamente esposto ti fa ritenere che io sia più temibile di Sandokan Schiavone, ma credo di poter ritenere che il problema non sia affatto mio.

    RispondiElimina
  3. Ma da quando è il parlamento che decide chi va in galera - da indagato - e chi rimane fuori?

    Perché Cosentino deve usufruire di un "canale privilegiato" mentre noi semplici cittadini dobbiamo adattarci alle decisioni del tribunale?

    Il parlamento non dovrebbe esprimersi solo sull'esistenza del Fumus Persecutionis e nulla più?

    RispondiElimina
  4. Non sono d'accordo. Io non mi straccio le vesti perché l'imputato si chiama Nicola Cosentino, ma perché questa votazione mi fa seriamente sospettare che il nostro attuale parlamento sia connivente con la camorra. Tra i motivi per cui lo penso (che sono molti), c'è anche il fatto che la votazione è stata segreta, per non parlare dei molteplici comportamenti che ha avuto questo parlamento in passato che hanno dato adito a più di un dubbio circa il poco rispetto della legalità.

    RispondiElimina
  5. Il problema risiede nel fatto che il parlamento deve verificare se nei confronti di un deputato di cui sia stato chiesto l'arresto, esiste o meno il cosiddetto fumus persecutionis, ovvero il reato per cui il gip ha convalidato l'arresto (ma i anche il gup, nel suo caso e la corte), attiene alle sue funzioni parlamentari o alla sua carica elettiva. In altre parole la camera dei deputati deve valutare se esiste un intento persecutorio nei confronti di un deputato e non se sussistono elementi di prova a carico di Nicola Cosentino. dal dibattito che ho seguito, cercando lumi, mi è sembrato che entrambi gli schieramenti discutessero sulla sussistenza di prove a carico o meno di Cosentino, tralasciando l'esistenza di evidenza o meno di intenti persecutori. Hanno fatto il lavoro della magistratura e non quello richiesto al parlamento.
    Detto questo mi permetto di osservare che in questo caso non si è messa in prigione una persona, al di fuori delle regole

    RispondiElimina
  6. M'hai rubato le parole di bocca. Ho copiato e incollato questo articolo sul profilo facebook di saviano (citandoti, of course), perché mi ha intristito leggere un suo articolo forcaiolo, su repubblica

    RispondiElimina
  7. "del fatto che negare l'autorizzazione all'arresto di un parlamentare non significa fermare la giustizia e cancellare il processo a suo carico, ma semplicemente ritenere che egli potrà attenderne l'esito fuori dal carcere;"
    A meno che non abbia la possibilità di inquinare le prove

    RispondiElimina
  8. Sono d'accordo sia con i punti che con la tua critica, ma ricordo che il parlamento dovrebbe valutare solo l'eventuale 'Fvmvs persecvtionis', mica giudicare altro.

    Se non c'è volontà persecutoria, l'autorizzazione all'arresto va data, altrimenti è tecnicamente abuso di potere.

    Tutto qui.

    RispondiElimina
  9. E chi ti dice che non ci fossero i pericoli di inquinamento delle prove, o di fuga, e che la richiesta fosse basata appunto su questo?

    RispondiElimina
  10. Il tuo discorso è impeccabile dal punto di vista del diritto e del garantismo cui il diritto sottende.
    Peccato che nel caso di Cosentino sia di tutta evidenza che si è trattato di un voto eminentemente politico, condito di ricatti e minacce, non ultima quella di far finire anzitempo la legislatura. Alla faccia del fumus persecutionis....

    RispondiElimina
  11. Metil, consentimi di dissentire, pur nel rispetto della tua opinione.
    Premetto che il rispetto delle regole deve essere ovvio, e da parte di tutti (anche dei parlamentari).
    Io riconosco l'opportunità di preservare i famosi check and balances dello Stato di Diritto, e condivido anche il fatto che la Magistratura debba rispettare alcune limitazioni nel coinvolgere i Parlamentari nelle indagini. Lo spirito costituzionale è chiaro, si desiderava impedire la persecuzione dei parlamentari su base politica, ed è per questo che ovviamente le opinioni del parlamentare sono insindacabili e che egli goda di protezioni speciali, sconosciute ai cittadini comuni, nell'esercizio delle sue funzioni.
    Quest'ultimo però è il punto dirimente: bisogna capire fin dove il parlamentare opera "nell'esercizio delle proprie funzioni" e dove invece torna ad essere un comune cittadino come noi. Il parlamentare che se la fa coi mafiosi opera "nell'esercizio delle sue funzioni" oppure no? e quello che investe una vecchietta sulle striscie? e quello pedofilo? (casi ovviamente assurdi e scongiurabili).
    Quello che trovo francamente disturbante è che, nel dibattito politico nostrano, passi l'idea che i parlamentari pensino di avere il potere di stabilire se e quando uno di loro debba essere arrestato sulla base del contenuto delle indagini e delle accuse. Quasi che si originasse un potere uguale e contrario a quello della magistratura, a valere sui soli deputati.
    Le regole dicono chiaramente che il parlamentare deve essere protetto in caso di fumus persecutionis, e fin qui posso condividere. Ai parlamentari spetta il dovere di decidere la presenza o meno di questo fumus. Se non c'è, via libera alla magistratura, di fronte alla quale poi il probo parlamentare ha tutte le possibilità di dimostrarsi estraneo ai fatti e tornare al suo posto in pompa magna.

    Credo che questo aiuterebbe molto il riavvicinarsi della gente alle istituzioni politiche, elemento essenziale contro la disgregazione civica chiaramente in corso nel nostro paese, e sinceramente non vedo come questo debba significare uno scivolamento dello stato di diritto verso lidi assai poco desiderabili.

    Chiedo scusa per la prolissità.

    Matteo

    RispondiElimina
  12. Il fatto 'che sia mafioso' non conta, ma solo che la politica non ha valutato il 'fvmvs persecvtionis' ma ha cercato di valutarne la colpevolezza, cosa che non è sua competenza fare.

    Sono perfettamente d'accordo con i punti esposti da te e pure con la critica al forcaiolismo senza testa.

    Ma direi che quando il parlamento valuta altro che gli intenti persecutori dei giudici sta commettendo (tecnicamente) un abuso di potere.

    RispondiElimina
  13. In genere condivido i tuoi post, o mi fanno riflettere sulla mia posizione su argomenti interessanti. Questa volta però penso che tu abbia preso un abbaglio.

    Lo scandalo sta nel fatto che in parlamento abbiamo criminali, presunti e accertati, che si garantiscono l'impunità.
    Se il parlamento ha deciso che c'e' fumo persecutorio, e se questo è dimostrato, allora i giudici devono essere cacciati via dai loro incarichi. Altrimenti, la legge non è uguale per tutti, e siamo governati da criminali.

    La scena dei baci e abbracci, mi ha ricordato molto quella del film Good Fellas: http://www.youtube.com/watch?v=wrhP_rAaIEw

    Un saluto.

    RispondiElimina
  14. il fatto che il popolo sarà sempre più o meno ignaro dei punti gentilmente riassunti sopra, e griderà sempre senza prima ragionare, non cambia la sostanza della votazione di ieri. una sostanza dietro la quale ci sono motivazioni ben lontane dal "bilanciamento dei poteri dello stato", per esempio. e Voi lo sapete. e questo Vostro lucrare sulle deficienze connaturate del popolo, un lucrare inneggiato e ammicato da un altro popolo un po' più elitario e "superiore", mi fa sbrattare nonostante io stesso mi ritrovi spesso a far parte di questa orribile elite.
    Mi fate ancora più schifo Voi.

    RispondiElimina
  15. Assolutamente no.
    Primo perché le regole che hai scritto sopra ci sono, sono in vigore e SONO STATE RISPETTATE. Qualcuno, preposto a decidere in merito, ha deciso. La sua decisione è stata posta al vaglio tre volte da persone diverse.
    Secondo, perché uno dei Poteri dello Stato, quello legittimato a decidere in merito, ha deciso che per Nicola Cosentino esiste il pericolo di fuga e/o di reiterazione del reato e/o di inquinamento delle prove.
    Il Parlamento avrebbe dovuto esprimersi solo sull'eventuale esistenza di un intento persecutorio da parte della Magistratura, NON dare giudizi sulle prove e sugli indizi, tanto meno bloccare l'arresto in base a quello che LORO pensavano di tali prove e indizi. Non è compito loro. Avrebbero dovuto solo decidere se quel giudice (E TUTTI GLI ALTRI CHE HANNO VAGLIATO LA DECISIONE) intendevano solo perseguitare Cosentino o stavano agendo secondo coscienza.
    Per questo continuo a strapparmi le vesti, perché si sono arrogati un diritto non loro, togliendolo a tutti noi.
    Tra l'altro, mi spiace dirtelo, ma per me e per altri 60 milioni di stronzi NESSUNO avrebbe potuto bloccare un mandato d'arresto preventivo. Al momento, gli altri coimputati sono in carcere. Loro sì.

    RispondiElimina
  16. il fatto che il popolo sarà sempre più o meno ignaro dei punti gentilmente riassunti sopra, e griderà sempre senza prima ragionare, non cambia la sostanza della votazione di ieri. una sostanza dietro la quale ci sono motivazioni ben lontane dal "bilanciamento dei poteri dello stato", per esempio. e Voi lo sapete. e questo Vostro lucrare sulle deficienze connaturate del popolo, un lucrare inneggiato e ammicato da un altro popolo un po' più elitario e "superiore", mi fa sbrattare nonostante io stesso mi ritrovi spesso a far parte di questa orribile elite.
    Mi fate ancora più schifo Voi.

    RispondiElimina
  17. Contesto i punti 3 e 4 del post.
    Il Parlamento non è chiamato a dare un giudizio tenuto conto del "bilanciamento dei poteri dello Stato", oppure sul fatto che il parlamentare possa o meno "attendere l'esito del processo fuori dal carcere", bensì, come ha già detto Luca, "se esiste un intento persecutorio nei confronti di un deputato ". Null'altro.
    Il fatto è che il Parlamento ormai agisce come una casta che si auto-giudica, invadendo il campo della magistratura.

    RispondiElimina
  18. Non c'è da stracciarsi le vesti ma preoccuparsi di un abuso di potere. Che visto disquisisci di "bilanciamento di poteri", va proprio a ledere quel bilanciamento che tu evochi.

    Infatti il voto del Parlamento serve a decidere se vi è un fumus persecutionis, il che non vuol dire, come è stato fatto leggendo le carte, addurre che le prove in esse contenute siano deboli e/o aleatorie (che è un giudizio di merito giuridico) ma bensì sul fatto che chi giudichi lo stia facendo con intento persecutorio. Quindi avrebbe avuto senso portare sul contesto ambiguità/collusioni/zoneoscure dei giudici giudicanti. Che in primo luogo sono 9 e tutti diversi (quindi già per suppore il fumus persevutionis bisogna presuppore una "congiura") ed in più non sono stati nemmeno ricusati da Cosentino, cosa che, se convinto di essere perseguitato, poteva fare ben prima che si arrivasse al voto in Aula, affidandosi al giudizio di un altro giudice. Solo che mentre il voto in Aula veniva visto come una reale possibilità, invece un eventuale terzo parere della magistratura si sapeva dove andava a finire. E' quindi ben comprensibile come il comportamento di Cosentino e di tutta un'area del Parlamento sia leggibile come un vero e proprio attacco alla magistratura laddove, nel caso dei parlamentari, questa viene espropriata del suo potere di arrestare qualcuno solo perchè è parlamentare. Il che va in culo alla divisione dei poteri (o ad al suo bilanciamento se più ti piace) e al fine della costituzione scritta dai padri costituenti (che certe norme le avevano infilate perchè uscivano dal ventennio fascista).

    Poi ognuno si convince di quello che vuole. Anche che i camorristi parlamentari debbano godere di diritti che non gli dovrebbero venire concessi. Io lo chiamo "uno schiaffo in faccia a Cristo". Tu non so.

    RispondiElimina
  19. A me invece sembra che lei faccia il bastian contrario.
    Non legga in questa frase quello che vuole.

    Le regole che le piace ( e mi piace ) osservare includono la presenza di Fumus Persecutionis. C'è? Tutto regolare. Non c'è?
    Entra in campo quello che lei avalla, e io no.
    Punto 3 della sua esposizione: parole chiave?
    Circostanza Bilanciamento Poteri.

    Le cose sappiamo come sono andate.
    E' un perseguitato politico? Sì o no?

    Se sì, siamo nella legalità.
    Se non lo è restiamo comunque nella legalità, ma qualcuno ha fatto il furbo.


    Perfino i radicali hanno dichiarato che nelle carte non c'è "NULLA"...
    Deve essere dimostrata la persecuzione per avallare la protezione del parlamento...


    Ormai la logica è un ricordo dell'asilo... che italia di merda..

    RispondiElimina
  20. Scusa, ma tu hai letto gli atti del processo, compreso motivazioni richiesta d'arresto?

    RispondiElimina
  21. Condivido quanto sopra.
    Aggiungerei che:
    Il voto del parlamento sull'autorizzazione all'arresto debba concentrarsi esclusivamente sulla presenza o meno del fumus persecutionis e non su sommarie e preventive ipotesi di colpevolezza/innocenza.
    Di conseguenza si deve vagliare se la richiesta di arresto sia legittima o meno verificando la reiterabilità del reato, l'inquinamento delle prove o l'arresto.

    Secondo i giudici emerge “il consolidamento e la continuità dei rapporti criminali che hanno agevolato Cosentino nella sua carriera politica”.

    TANTO PREMESSO, SEMBREREBBE EVIDENTE CHE LA POSIZIONE DI POLITICO E DI DEPUTATO CONSENTE ALL'IMPUTATO DI REITERARE IL REATO.


    PS: l'esperianza dell'era berlusconiana, induce spesso a pensare che il rischio di reiterazione ma sopratutto di inquinamento delle prove sia più alto in funzione della funzione istituzionale svolto. Non è automatico.
    Nel deserto morale di questa classe dirigente forse non sarebbe così scandaloso prevedere misure cautelare anche nel caso in cui, SVOLGENDO L'IMPUTATO UNA FUNZIONE ISTITUZIONALE O APPARTENENDO AD UN ORGANO ISTITUZIONALE CHE PUO' INFLUIRE SUL CORRETTO ESERCIZIO DELL'AZIONE PENALE (conflitto di interessi o poteri) O PUO' INCIDERE SULLA REGOLAMENTAZIONE DELLO STESSO (leggi ad personam),ESSO NON SI SOTTRAGGA VOLONTARIAMENTE AL CONFLITTO DI INTERESSI (con dimissioni o auto-sospensione dalle specifiche funzioni)

    Qualcosa di più di una moral suasion...

    RispondiElimina
  22. Come mai nessuno si straccia le vesti se vengono arrestati presunti mafiosi incensurati, sulla base di labili prove ed invece vi dispiace tanto se quel presunto mafioso sta in parlamento?

    la solita italia degli inferiori e dei superiori (intoccabili of course)

    RispondiElimina
  23. Nella stessa inchiesta 56 indagati su 57 sono già stati arrestati per i rischi che il post elenca al punto 2.
    Il 57° si chiama Nicola Cosentino ed è fuori dal carcere solo perchè, stando in QUESTO parlamento, si ritiene ed è ritenuto dai suoi on. colleghi più uguale degli altri cittadini (giusto per citare uno che aveva previsto tutto, anche i maiali).
    Rispetto la tua opinione, ma quel "mi fate più paura voi" è una sparata ipergarantista che potevi risparmiarti.

    RispondiElimina
  24. Mi dispiace ma questa volta sono in totale e irrevocabile disaccordo con te, persona che reputo logica e brillante, ma non stavolta.

    1- Il parlamento NON PUO entrare nel merito di alcuna vicenda giudiziaria, ma deve esclusivamente valutare l'esistenza del "fumus persecutoris"

    2- Ben 7 diversi membri giudicanti, fra gup, gip tribunali del riesame, hanno INDIPENDENTEMENTE riconosciuto GRAVI INDIZI di colpevolezza tali da ritenere giustificato l'arresto.

    3- Altre 27 persone, nella stessa inchiesta, sono agli arresti cautelari per posizioni meno gravi di quella di cosentino

    4- Se cosentino fosse stato un normale cittadino, la legge (che va rispettata) avrebbe stabilito, senza possibilità di appello, l'arresto immediato.

    Quindi, carissimo capriccioli, se a tuo avviso l'articolo 3 della costituzione è più importante di un sentimento garantista astratto e avulso dal senso comune, devi riconoscere che cosentino meriti parità di trattamento rispetto a qualsiasi altro cittadino nella sua stessa condizione.

    Anche io mi reputo un garantista, ma il pericolo che le istituzioni ne rimangano inquinate, ospitando soggetti simili, è ASSAI più grave della remota possibilità di un errore giudiziario.

    Quindi, per carità e amor di logica (e di giustizia)... RIPENSACI.

    RispondiElimina
  25. Cosentino doveva essere arrestato perché può inquinare le prove. E i radicali lo hanno difeso perché se ne fregano della legalità. Da sempre.

    RispondiElimina
  26. Appunto. Sull'esistenza dei tre casi che fanno eccezione alla regola per cui non si va in carcere fino alla sentenza definitiva, non decide il parlamento, ma la magistratura. Se questi casi si fossero dati nel caso in cui l'imputato fossi stato io, sarei finito dentro senza che nessuno chiedesse l'autorizzazione ad alcuno. E l'articolo 3 dice per l'appunto che tutti dovrebbero essere uguali davanti alla legge, fatta eccezione per il particolarissimo caso del fumus che molti hanno già citato. Davanti ad accuse così circostanziate fa ridere vedere i garantisti ad oltranza à la Cicchitto o addirittura Bossi sproloquiare in punta di diritto mebntre invece non si sente un alito quando a finire dentro per le stesse ragioni è magari un extracomunitario. (Se sembra demagogia non è un problema mio, da troppo tempo il senso di certe parole si è rovesciato)
    Va be' che adesso che c'è Monti è meglio non criticare troppo perché senno' "si è uguali a Berlusconi", ma vorrei ricordare che innanzi tutto le camere sono composte sempre dagli stessi personaggi che ci hanno portati in questa situazione e dunque non ha senso aspettarsi un comportamento diverso. E secondariamente - giusto per passare ancora per demagogo e forcaiolo - se in altri paesi ci si sente in dovere di dimettersi perché si è copiata parte della tesi di laurea forse c'è una relazione col fatto che da quelle parti l'economia va meglio. E forse uno come Cosentino non lo avrebbero mai candidato in partenza. A me francamente preoccupano di più quelli che considerano demagogia considerazioni del genere.

    RispondiElimina
  27. Non si trattava di una richiesta di arresto 'illegittima'. Evidentemente il gip che l'ha valutata ha ritenuto che vi potesse essere il pericolo di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato (la fuga c'è già: in parlamento!!). E poi il tribunale del riesame ha confermato tutto. Insomma, non mi sembra che qui nessuno voglia fare processi sommari, piuttosto ci si aspetta che l'iter della giustizia sia uguale per tutti.

    RispondiElimina
  28. Scusa, ma gli atti giudiziari li hai letti?

    RispondiElimina
  29. il tuo post mi ha fatto pensare, grazie

    RispondiElimina
  30. La verità è che io non penso sia giusto mettere in carcere una persona (a meno che non ci siano a suo carico indizi di colpevolezza per reati come lo stalking) prima che finisca il processo. D'altro canto il parlamento che fa il giudice dei giudici è un'emerita presa in giro per tutti

    RispondiElimina
  31. Questa volta non sono proprio d'accordo.
    A me sembra che di prove di colpevolezza la magistratura ne abbia a sufficienza e se han richiesto l'incarcerazione è appunto per la possibilità che cosentino scappi o inquini le prove.
    Non credo, a dispetto di altri, che la magistratura si diverta a punzecchiare alcuni poteri forti solo per il gusto di farlo.

    RispondiElimina
  32. I princìpi che regolano la democrazia sono molti e anche validi. Ma quando i princìpi applicati sono solo quelli favorevoli a un particolare gruppo di cittadini, questi stessi principi si trasformano in privilegi di classe.
    Vorrei ricordare che viviamo in uno stato che chiude in galera per un anno e sei mesi, cioè 18 mesi, cioè 548 giorni, degli esseri umani senza processo e senza che abbiano compiuto un reato, ma solo per ciò che sono, clandestini.
    Lo stesso parlamento che ha approvato tutto ciò, decide che uno di loro è soggetto a “fumus persecutionis”.
    Caro Metil, ma questo parlamento è credibile? e tu ci credi veramente all’esistenza di questo fumus?

    RispondiElimina
  33. @darkAntAreS: sottoscrivo parola per parola!

    RispondiElimina
  34. Nello stesso processo altri 56 su 57 indagati sono già dentro. In base al tuo articolo questi dovrebbero starsene allegramente fuori. In un sistema garantista come quello italiano, per richiedere la carcerazione preventiva di presupposti ce ne sono eccome. Altrimenti aboliamola per tutti, non solo per i deputati.

    Se mai nella mia vita fosse richiesta per me la carcerazione preventiva, farò leggere al GIP i tuoi punti. Credi mi lascerà fuori?

    RispondiElimina
  35. non so come può, secondo voi, il parlamento giudicare se vi è o meno il "fumus". Non credo che possa spiare i discorsi del magistrato nella sua intimità con la moglie, né possa ipnotizzarlo o usare il siero della verità; probabilmente il fatto che nelle carte non si trovi nessun elemento che giustifica l'arresto è un indizio, o no? io non so se i parlamentari hanno fatto la cosa giusta, perché io le carte non le conosco, penso però che non le conoscano neppure la quasi totalità dei critici, compresi i giornalisti, che di leggere hanno poca voglia, altrimenti si sarebbero accorti di molte altre cose che questi parlamentari hanno fatto in questi anni ed anche di cosa è accaduto a Roma dall'8 all'11 dicembre. Questo se i giornalisti avessero voglia di leggere e lavorare...

    RispondiElimina
  36. curioso come Metil, che in tante occasioni ha preso distanza dai radicali, ora sposi la loro posizione proprio sulla più impopolare delle loro decisioni.

    Ora, penso che siamo tutti d'accordo che in uno stato di diritto la custodia cautelare non sia ammissibile "tranne nel caso in cui sia concretamente presumibile che egli possa inquinare le prove, reiterare il reato o darsi alla fuga". Si dà però il caso che per Cosentino un giudice l'abbia disposta, ed è un po' difficile pensare che l'abbia fatto come attacco alla sovranità del parlamento. Negando l'arresto, il parlamento permette a Nick 'o mericano appunto di inquinare le prove o, se le cose si mettono male, fuggire. Cosa che sarebbe negata a un cittadino qualsiasi.

    Votare no "a priori", come hanno fatto i radicali, non è essere a favore del bilanciamento dei poteri. Al contrario, è affermare la superiorità del Parlamento rispetto al potere giudiziario.

    RispondiElimina
  37. il parlamento ha solo deciso che l'on. cosentino è un perseguitato politico.
    quello stesso parlamento che decise a suo tempo che ruby è (putativamente) la nipote di mubarak.
    al vostro posto questo mi spaventerebbe...

    RispondiElimina
  38. tranne nel caso in cui sia concretamente presumibile che egli possa inquinare le prove, reiterare il reato o darsi alla fuga;

    Ecco io ovviamente non ho le competenze adeguate ad esprimermi sull'argomento ma se fosse vero quello che ha detto Travaglio a Servizio Pubblico , come credo sia, allora 7 giudici hanno deciso che così fosse.

    Il Parlamento non doveva quindi esprimere un giudizio su questo ma giudicare il fumus persecutionis che di solito è legato a reati politici non ad accuse di mafia.

    RispondiElimina
  39. 1. dell'esistenza e delle ragioni della presunzione di innocenza;

    Non spetta al Parlamento farsene carico, ma al potere giudiziario. E se l'imputato non è parlamentare, come me, come te, come altri 60 milioni di cittadini? Viene condotto in carcere, come regole vogliono, presunzione o meno di innocenza. O aboliamo la carcerazione preventiva, ma questo non c'entra con Cosentino.


    2. del fatto che in uno stato di diritto nessuno può essere arrestato se non per una sentenza di condanna da parte di un tribunale della repubblica, tranne nel caso in cui sia concretamente presumibile che egli possa inquinare le prove, reiterare il reato o darsi alla fuga;

    Se è stato chiesto l'arresto, evidentemente l'imputato Cosentino Nicola era ritenuto in grado di inquinare le prove, reiterare il reato o darsi alla fuga. Possiamo disquisire fino al 2022 sulla sua possibilità di commettere uno di questi atti, la sostanza non è che cambia. Non fosse stato parlamentare, sarebbe stato tradotto in carcere.


    3. della circostanza che il voto del parlamento sull'autorizzazione all'arresto di un suo membro sia motivato da importantissimi motivi concernenti il bilanciamento dei poteri dello stato;

    Si è parlato di fumus persecutionis? A quanto ho capito no. Allora bilanciamento un corno, il legislativo ha invaso il campo del giudiziario.


    4. del fatto che negare l'autorizzazione all'arresto di un parlamentare non significa fermare la giustizia e cancellare il processo a suo carico, ma semplicemente ritenere che egli potrà attenderne l'esito fuori dal carcere;

    Se al posto di Cosentino Nicola ci fosse stato un pirla qualunque come me, sarei a quest'ora ad attendere l'esito del processo in carcere.

    Hai toppato, dai. Succede.
    Scusami, vado a stracciare un altro paio di vesti.

    RispondiElimina
  40. Non c'è nesso logico fra verosimiglianza delle accuse e fumus. Dire "le accuse sono fondate, quindi non c'è fumus" è un non senso. Così come le accuse di colpevolezza, le accuse di fumus andrebbero documentate e non solo proclamate. Dato che il fumus non è stato nemmeno lontanamente documentato, ne risulta che il voto contrario a cosentino è frutto di una decisione politica, e questo, a un garantista, dovrebbe far rizzare i peli delle orecchie fino a gridare lo sdegno! Io ho più paura di chi tace sostenendo "così han deciso, quindi così è giusto". Questo si che mi fa paura, ancor più di chi vuole cosentino in galera a tutti i costi.

    RispondiElimina
  41. Bravo. Grazie x la lezioncina, voto 6.

    Ti faccio notare che nn ci si scandalizza per il garantismo del parlamento, ma per la sua disonestà.

    Come è prevista le presunzione di innocenza è prevista anche la possibilità che uno debba finire in galera x nn inquinare le prove. Allora tu stai ai fatti e spiegaci se le motivazioni dei giudici erano valide o meno.

    Se ritieni che i giudici avessero torto, hai tutto il diritto di esprimere la tua opinione. Ma nn scocciare con le tue lezioncine da narcisista.

    RispondiElimina
  42. Quello di cui fate finta di non accorgervi è che avete avallato e giustificato la negazione della separazione dei poteri. Ne sapete più voi radicali, finti libertari, ma in realtà liberticidi (per usare termini a voi cari) di tre gradi di magistratura. Siete rimasti agli anni 70, il primato della politica su tutto, una supponenza e arroganza che si sperava dimenticata.
    Non so, né è mio compito sapere ( né quello dei parlamentari radicali, anche se lo sono arrogato) se Cosentino sia colpevole o meno, ma - volendo enfatizzare i discorsi come amate fare - sono queste decisioni che ammazzano l'idea di Stato

    RispondiElimina
  43. ... poi vennero a prendere i tartufi, e mi feci due risate.

    "fate paura voi". voi chi?
    "essere consapevoli di tutto questo, e nondimeno fare fuoco e fiamme...". fuoco e fiamme? Non sono alle viste principi d'incendio davanti al parlamento. Lo stato è ancora lì. I carri armati sono nelle caserme. lo sdegno e la preoccupazione sembrano riguardare il fatto che una parte dei cittadini è incazzata e non condivide la decisione del parlamento sull'autorizzazione all'arresto. è un attentato allo stato non essere d'accordo con la maggioranza dell'emiciclo parlamentare, e segnatamente con i radicali?
    per quanto mi riguarda, manifestare con calore di non condividere gli atti e le decisioni degli organi politici è prerogativa del cittadino, e si tratta di un principio kantiano, prerivoluzionario, alla portata non solo delle democrazie moderne, ma pure del dispotismo illuminato.
    ne consegue che l'elenco di punti numerati che costituisce l'articolazione principale del post ha la forma esteriore di un ragionamento sistematico ma si riduce a un accrocco di osservazioni apodittiche scollegate dalla realtà.
    nessuno ha impedito ai parlamentari di votare, la decisione è stata presa. ora, non dispiaccia, facciamo fuoco e fiamme, se così vogliamo definire l'espressione massiccia di disgusto che è la più immediata conseguenza sociale dell'accaduto. lor signori prendano zola, brecht, e si accomodino pure davanti al pubblico per lucrare la spettante figura di m**** che nessun lemma giuridico e nessun padre costituzionale hanno mai stabilito dovesse essere annullata in nome del bilanciamento dei poteri.
    o dobbiamo applaudire per forza?

    RispondiElimina
  44. Sono perfettamente d'accordo con quanto detto da Matteo e darkAntAreS.
    Se l'arresto era stato disposto si vede che il pericolo di inquinamento delle prove e/o di fuga c'era. Non era compito del parlamento lasciarlo fuori.

    RispondiElimina
  45. Sono perfettamente d'accordo con quanto detto da Matteo e darkAntAreS.
    Se l'arresto era stato disposto si vede che il pericolo di inquinamento delle prove e/o di fuga c'era. Non era compito del parlamento lasciarlo fuori.

    RispondiElimina
  46. Caro Metil,

    sei consapevole, vero, di quale sia l'unica motivazione per la quale il Parlamento può legittimamente negare l'autorizzazione a procedere all'arresto?

    Spero dunque che il tuo post a commento dei fatti di ieri tu l'abbia scritto perchè non del tutto consapevole di tale motivazione, o perchè non ne hai compreso appieno il significato.

    In caso contrario, domattina attento a guardarti allo specchio, perchè potresti spaventarti molto, ma molto più che se vedessi un qualsiasi mafioso, vero o presunto tale.

    Spero si sia capita la parafrasi canzonatoria. La tua reazione a chi si è "stracciato le vesti a causa del voto parlamentare" mi sembra un tantino esagerata ;-)

    RispondiElimina
  47. Prova a viverci tu in un paese totalmente occupato dalla mafia, con la convinzione che non il tuo voto non conta un cazzo perché nei nostri collegi elettorali non potrebbe mai vincere nessuno nessuno che non sia stato approvato dalle cupole mafiose... sì, se tu fossi vissuto, come me,nella mia città avresti ora sicuramente più paura di loro che di noi a cui non dispiacerebbe vederli in galera.

    RispondiElimina
  48. si, e ruby è la nipote di mubarak.
    basta cercare giustificazioni che non esistono.

    saluti a chi non è d'accordo con il post,
    pacatamente

    RispondiElimina
  49. Quello che mi piace di Metilparaben è che è talmente rigoroso nella sua logica e nelle sue elucubrazioni, da non accorgersi quando, ogni tanto, parte per la tangente e prende delle cantonate galattiche come questa. Le ragioni non sto a ripeterle, sono espresse bene e a profusione nei commenti qui sopra.
    Gli succede abbastanza di rado, l'ultima era stata quella sull'abolizione del denaro contante datata fine novembre.
    Personalmente, lo leggo spesso, e spesso mi ritrovo d'accordo con ciò che esprime, ne apprezzo inoltre lo stile e l'integrità, ma ciò potrebbe portare a una pericolosa mitizzazione del personaggio. Poi però, arrivano sparate come questa a riportare le cose alla loro giusta dimensione di umana fallibilità.
    E fatti pure una risata, ogni tanto!

    RispondiElimina
  50. mtil, senza offesa, ma sei ignorante nel senso etimilogico del termine. la richiesta di autorizzazione all'arresto viene fatta quando al punto due della tua lista non un PM ma un gip, poi il riesame e financo la cassazione. si sono esperiti tutti i gradi di giudizio e cosentino se non fosse onorevole sarebbe stato arrestato come tutti i suoi coimputati. ma è parlamentare e quindi la legge prevede uno step ulteriore, l'autorizzazione della camera di appartenenza. il voto come hanno detto molti non solo è stato politico ma in più, e questo dovrebbe indignarti di più, sulla pelle e sulla libertà di una persona si sono giocati gli equilibri di forza di un partito politico. al punto 3 ti è stato già risposto, il parlamento dovrebbe verificare il fumus persecutionis invece, ammissione del tuo amico cappato, hanno visto "le carte dei pm" per decidere (quando, come detto, non sono i pm che determinano l'arresto ma lo chiedono per cui avrebbero piuttosto dovuto esaminare l'ordinanza del gip, ma capisco [modalità ironico ON] che essere parlamentare europeo non necessariamente porti alla conoscenza del diritto [modalità ironico OFF]. infine, punto 4, non si ferma la giustizia, ma se non può essere arrestato chi può inquinare le prove (o fuggire o reiterare il reato) certo può dannggiare il processo. ciao!

    RispondiElimina
  51. Pienamente d'accordo. Unico errore considerare meno pericolosi gli inconsapevoli.

    RispondiElimina
  52. Non è affatto una richiesta di arresto "fuori dalle regole". Le regole ci sono, è per Cosentino che il parlamento ha voluto fare un'eccezione.

    RispondiElimina
  53. secondo me, buon metil, non hai compreso bene quel che accade oggi in italia

    RispondiElimina
  54. Caro Metil, come dici tu nel punto 2 del tuo post "in uno stato di diritto".
    Ecco, appunto, in uno stato di diritto i cittadini sono tutti uguali di fronte alla legge (poi la legge in questione può piacere o meno, ma questa è un'altra questione), per cui vorrei capire il perchè se un qualsiasi cittadino accusato di essere colluso con la camorra può finire in galera anticipatamente, mentre un parlamentare no.

    RispondiElimina
  55. Caro Metil, trovo quello che scrivi sempre molto interessante, e quasi sempre lo condivido.

    Questo post, come gli altri, è molto interessante, ma non lo condivido nemmeno un po'.

    Stavolta ha pestato la classica m...

    :-)

    RispondiElimina
  56. Ho dimenticato una considerazione, che, per usare le tue parole "mi fa più paura" dello stesso voto contrario all'arresto di Cosentino. E cioè che in realtà della vicenda di Cosentino non gliene fregava niente a nessuno. Si è trattato di una miserevole mossa di tattica politica, null'altro. Anzi, forse sì: probabilmente c'è di mezzo il fatto che "Nick" sa un sacco di cose, e che avrebbe potuto reagire "male" allo "sgarbo" di non salvarlo dalla galera, mettendo nei guai molti di quelli gli sono colleghi.

    Ma sto divagando... quello che mi premeva sottolineare è come si sia deciso della libertà di una persona (parole che ho sentito usare spesso nei giorni scorsi) non in base al merito delle carte, ma per puro calcolo politico. E questo, se possibile, è ancora più grave del fatto che i parlamentari si siano arrogati il diritto di fare - per un attimo - i giudici pur non avendone titolo.

    Un saluto.

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post