Roma cambia

Se fossi sindaco, mi avessero eletto dopo una martellante campagna elettorale condotta in gran parte sul tema della sicurezza e dopo quasi quattro anni mi ritrovassi per le mani una città che è diventata una specie di far west, conterei le ore che mancano alla fine del mio mandato e appena possibile lascerei perdere la politica per dedicarmi ad altro.
Invece, si sa, dalle nostre parti la memoria è un optional: e quindi può andare a finire che uno abbia perfino l'alzata d'ingegno di ricandidarsi, e magari di presentarsi un'altra volta come quello che metterà fine alla delinquenza dilagante a forza di ordinanze e provvedimenti d'urgenza.
Nel frattempo, come Alemanno stesso aveva presagito, Roma è cambiata: le strade si sono spopolate, la gente se ne sta a casa sempre più spesso e quelle rare volte che capita di farsi un giro si prova un'inquietudine che pareva dimenticata da tempo immemorabile.
Gran bel successo per uno che si era presentato come una specie di castigamatti, nevvero?

Questo post è stato pubblicato il 30 gennaio 2012 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

4 Responses to “Roma cambia”

  1. E in tutto questo, foto col braccino teso... eh, malandrino! :D (rido pe' nun piagne)

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  2. Ricordo una demenziale campagna elettorale in cui questo pagliaccio avrebbe: 1) abolito il traffico; 2)abolito la criminalità; 3)migliorato la qualità della vita dei romani; 4)aiutato tutti i nonni...Manca solo "Più pilo per tutti". Costui è oltre la destra e la sinistra, è oltre l'umana decenza.

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  3. A me non è Alemanno che preoccupa. Ma chi l'ha votato (tantissimi) e chi lo voterà ancora. Perchè saranno ancora tanti.Nonostante le menzogne, il completo disinteresse per la città (ma questa è una caratteristica non solo sua: diventi un amministratore importante, e immediatamente pensi solo a quello che sarà il passo successivo e non a quello per cui sei stato eletto), l'avere riportato Roma indietro di vent'anni, le inaugurazioni dei cimiteri per feti (ma non degli asili), i regali a Casa Pound, Parentopoli, gli allagamenti, la viabilità a pezzi, la città imbrattata.. Però lo voteranno ancora. E così mi vengono sempre più forti dubbi sulla validità del suffragio popolare.

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  4. sono di Roma ma non ci vivo più da 5 anni. forse sono anche io che mi sono abituata ad un'altra qualità della vita e vedo tanti difetti che prima non notavo. ma ogni volta che ci torno la trovo cambiata, si. in peggio. davvero un peccato: dovrebbe essere una capitale europea, ma è sempre più vicina al terzo mondo.

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