Tre metri sotto Schettino

Il sito web del principale giornale italiano dedica interamente i primi non so quanti -ma tanti- pixel al -pur gravissimo- naufragio della nave al Giglio, tanto che per leggere qualche altra notizia ci si deve slogare l'indice a forza di girare la rotella del mouse.
Non so, a me l'idea che quello che succede in tutto il resto del mondo sia tre metri sotto Schettino pare francamente inquietante.
Non è che stiamo esagerando, eh?

Questo post è stato pubblicato il 20 gennaio 2012 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

7 Responses to “Tre metri sotto Schettino”

  1. gli italiano stanno vivendo il loro momento magico, finalmente possono convincersi (impropriamente) di essere migliori di Schettino e identificarsi in De Falco, lasciaglielo vivere, altrimenti pensano alla crisi!

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  2. Ora emergono i presunti particolari scabrosi o meglio, quelli che per il bigotto moralista sedicente cattolico (che ha l'amante o va a trans) sono dei veri e propri insulti alla morale.

    Le televisioni tutti i giorni approfondiscono cosa? Il nulla. NOn puoi fare zapping per cercare qualcosa di serio, salvo Rai3 ogni tanto, che subito ti appaiono i volti imbacuccati degli opinionisti di professione (gente come Maria Scicolone non ho mai capito ad esempio che senso abbia) che dibattono su cosa stesse facendo il comandante quando la nave affondava. Giocava a briscola? Un, due, tre stella?

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  3. 1 - La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti. [...] Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare [...].

    e

    6 - Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l'emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell'analisi razionale e, infine, del senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti.

    da ComeDonChisciotte

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  4. Per certi versi è proprio così. La tecnica del parlar d'altro funziona benissimo.
    Se però vediamo l'episodio come un esempio della nostra società, dove il profitto viene prima di tutto, allora la notizia deve far nascere una gran discussione.
    E' intelligente varare navi che hanno enormi rischi di navigabilità, che possano trasportare masse di persone talmente esagerate da rendere una situazione di emergenza assolutamente ingestibile?

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  5. E' vero, a essere maliziosi tutta questa insistita attenzione sul disastro del giglio ha tutta l'aria di essere una manovra di distrazione, visto il momento storico.
    Forse è una paranoia, mi rendo conto. ma il pensiero mi è venuto.
    Sarà forse che Schettino fa rima con Vermicino?

    AleG

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  6. La cosa più scandalosa ritengo sia quel magnifico banner in alto a destra "la tragedia del giglio". Quella è veramente una pubblicità con addirittura la foto ritoccata.

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  7. Adesso poi si sta veramente esagerando: che tipo di rilevanza sulla dinamica del naufragio può avere la Moldava del capitano? Ché se avesse invece imbarcato di nascosto la zia suora sarebbe stato diverso?
    Quanto poi al paragone Schettino-De Falco cito una battuta fulminante tratta da Spinoza.it:
    Tutti con il comandante De Falco: "È lui l'Italia vera". Quella brava a parlare da casa.

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