Giochiamo con le parole

Maurizio Gasparri, capogruppo PDL al Senato:

Sostenere che la Ru486 è un farmaco, vuol dire che la vita è una malattia.
Amici, non so se ve ne siete resi conto, ma questo, ancorché lanciato alla fine di agosto, potrebbe diventare il gioco dell'estate: si tratta solo di prendere le parole in neretto, sostituirle con altre quattro e vedere l'effetto che fa. Mentre propongo, per iniziare, la combinazione "Gasparri", "politico", "Parlamento", "cabaret", vi invito a scrivere nei commenti la vostra versione, con assoluta libertà di argomento e personaggi. Poi magari le mettiamo tutte insieme e ne facciamo un libretto. Dateci dentro.

Questo post è stato pubblicato il 27 agosto 2009 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

13 Responses to “Giochiamo con le parole”

  1. Che bella foto! Sembra Mr.Bean....

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  2. ma lo sai che è un gioco bellissimo!!!

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  3. Troppo semplice con le quattro parole suggerite..
    Gasparri:Politico=Parlamento:Cabaret

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  4. ops, dall'equazione sopra si evince che Gasparri è un politico...

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  5. Italia; Stato laico; Cicciolina; vergine

    Sostenere che l'Italia è uno Stato laico, è come dire che Cicciolina è vergine

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  6. La Treccani è di diverso avviso !!!

    Sostenere che la politica è una cosa seria, vuol dire che la vita è una gran burla.

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  7. Gasparri:Vaticano=Marino:Lobbies farmaceutiche

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  8. Ma caro Metil,

    capisco l'ideologia di cui tu e i tuoi amici siete idolatri, ma se ha torto Gasparri ed hai ragione tu, e la RU486 è veramente un farmaco (cioè "una sostanza o un'associazione di sostanze con proprietà curative o profilattiche delle malattie"), mi sapresti indicare per quale malanno è indicata?
    Povera ragione!

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  9. Farmakon in greco significa anche "veleno".
    Per la cronaca...

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  10. Intendo dire che, al di là delle parole, quel che conta è la possibilità di scelta della donna di compiere un atto che è pur sempre l'uccisione, per stato di necessità, di una vita.. Non ci si scappa. E se è giusto dare questa possibilità di usare la RU a una donna violentata, a una donna in pericolo di vita o in circostanze altrettanto drammatiche, bisogna però avere il coraggio di chiamare le cose col loro nome. La RU è un "Farmaco", cioè un veleno, che uccide il feto. Questa è la sgradevole verità. L'aborto è l'uccisione di una vita a beneficio di un'altra vita. Non ci piace? Allora preveniamo l'aborto con la contraccezione e l'educazione sessuale.

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  11. Chiedo scusa a Metil se mi permetto di rispondere a enci al suo posto.

    enci ha scritto:

    [...] ma se [...] la RU486 è veramente un farmaco (cioè "una sostanza o un'associazione di sostanze con proprietà curative o profilattiche delle malattie"), mi sapresti indicare per quale malanno è indicata?


    Anzitutto noto che prendi come definizione di farmaco quella di wikipedia, citando la sola parte che ti interessa e tralasciando la parte che recita

    può essere utilizzato o somministrato allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un'azione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica.

    Alla luce di questo pezzo, e della spiegazione, sempre di wikipedia, del funzionamento della RU486, la suddetta E' un farmaco. Per la precisione un farmaco abortivo, e il "malanno" che ti interessa è una gravidanza indesiderata.

    Una gravidanza è una evidente sequela di disagi, fastidi e dolori, tutti sintomi riscontrabili nei "malanni"; un conto è se questo "malanno" lo hai scelto, un altro è se è stato un incidente o se ti è stato imposto.
    Per non parlare dei meravigliosi effetti che il sapere di essere indesiderato può provocare sulla psiche di una persona.

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