Squadra antifroci

Per la verità non ho seguito la vicenda nei dettagli, e quindi non ho ben capito se sia attendibile quanto sostenuto da Dino Boffo, e cioè che la nota della Procura della Repubblica da cui è tratto lo stralcio qua sopra debba considerarsi un falso. Nel caso in cui dovesse trattarsi di un documento autentico, tuttavia, saremmo in presenza di una circostanza di eccezionale ed inaudita gravità: la Polizia di Stato, al di là delle consuete smentite che non smentiscono alcunché, ha evidentemente l'abitudine di "attenzionare" (e quindi, presumibilmente, tenere sotto controllo, schedare, pedinare e chissà che altro) le persone in base al loro orientamento sessuale. Si tratta, per dirla com'è, di un'evenienza che caratterizza i paesi nei quali vigono i peggiori regimi totalitari, e che in un paese vagamente civile condurrebbe sic et simpliciter alle dimissioni in blocco del Ministro degli Interni e del capo della Polizia, nonché, probabilmente, ad una irreversibile crisi di governo. Insomma, gente, nel caso in cui non lo aveste ancora capito, nel caso in cui quel documento si rivelasse autentico disporremmo della prova provata di trovarci praticamente in Iran. Con la differenza che da queste parti non abbiamo manco il petrolio.

Questo post è stato pubblicato il 31 agosto 2009 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

4 Responses to “Squadra antifroci”

  1. Ti sbagli , il petrolio c'è ed è in Basilicata e che i politici che si ocupavano della cosa sono finiti tutti indagati, insomma le solite cose. Anche io ho seguito un po questa notizia che per dire il vero, dai quotidiani non si è capito una mazza. Tu hai fatto, con 2 righe, un po di chiarezza e ti ringrazio.

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  2. Il Corsera ha recentemente pubblicato quella che Feltri definisce "informativa". In realtà si tratta di una lettera anonima, non riportante alcuna intestazione, arrivata ad alcuni esponenti del Vaticano nei tempi scorsi.

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  3. Il caso è ridimensionato, anche se qualche "servizio" che schedava i cittadini italiani - politici e non - c'è stato, e magari ancora c'è. Per ora non siamo l'Iran ma non abbasserei la guardia. Feltri e la stampa del padrone ci stupiranno ancora con effetti speciali

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  4. il problema dlla schedatura dei gay, in maniera informale, esiste ancora: polizia e carabinieri frequentano assiduamente (quotidianamente) i luoghi frequentati dai gay,che siano battuage o semplici bar o discoteche, chiedono i documenti e al rifiuto di presentarli ti ritrovi in questura.Quindi non schedano i gay,ma scheano i frequentatori di ambienti gay...una foglia di fico,mi pare.
    X quel che riguarda boffo,ben gli sta,anzi... sarebbe l'ora che i gay italiani sputtanassero politici,figure pubbliche di ogni genere gay ma contro gli omosessuali,come facevano alcuni movimenti gay in USA negli anni 90...direi che ha funzionato vedendo i risultati ottenuti.
    Mirko

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