La pole position della sfiga

Visto che oggi il parlamento ha ritenuto incostituzionale l'aggravante per omofobia nei reati penali, e dato che invece, a suo tempo, non è stato considerato incostituzionale anche l'articolo 3 della legge 205/1993, a norma del quale "Per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità, la pena è aumentata fino alla metà", si può desumere che gli omosessuali meritano di essere tutelati perfino meno degli stranieri e dei credenti in religioni diverse dal cattolicesimo, che dalle nostre parti se la passano di merda già per conto loro.
Se ne desume che oggi è successo più o meno questo: nell'avvincente guerra tra disgraziati che ormai caratterizza a tutti i livelli il nostro sventurato paese, il parlamento ha ufficialmente attribuito ai gay la pole position assoluta della sfiga.
E poi non si dica che nessuno li tiene in considerazione, eh?

Questo post è stato pubblicato il 26 luglio 2011 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

8 Responses to “La pole position della sfiga”

  1. "son tutti finocchi con il culo degli altri". :(

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  2. Mah, io sono perplesso. Ragioniamo: un'aggravante per reati contro l'omosessualità porrebbe gli omosessuali in una condizione di diseguaglianza, rendendo l'orientaento sessuale un carattere manifesto di debolezza; passatemi la brutalità: omosessuali "specie protetta". A me ricorda vagamente la questione delle quote rosa, ovvero come supplire alla scarsa civiltà di una nazione con legiferazioni improbabilmente coercitive di una cultura retrograda. Certo è che prodotta dai pagliacci che ci starebbero governando il sapore della bocciatura è completamente diverso.

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  3. "discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso"
    ..pure le donne contano meno, non c'è la discriminazione di genere.

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  4. E' quando una discriminazione non c'è, che le norme specifiche non servono. Perchè gli stranieri non sono persone come quelle non straniere? e pure è contemplato l'odio nazionale e addirittura raziale. Nel momento in cui non c'è quest'odio non c'è bisogno nemmeno di una norma specifica.
    Ma se c'è discriminazione allora è necessaria.
    Il maschio bianco eterosessuale può entrare nei consigli di amministrazione? Sì, può associarsi, essere eletto, sposarsi, comprare una casa, adottare dei figli? Sì, ci sono elementi validi per ritenere che un uomo bianco eterosessuale possa essere picchiato, ammazzato, per questo motivo - cioè per la sua stessa natura? No. Allora non c'è bisogno di una norma che dica: "Puniremo con 200 anni di carcere tutti quelli che discriminano il maschio bianco eterosessuale".
    Così le quote rosa, per quanto resti "strano" dover imporre un principio di quantità fino a quando non sarà normale, ovvio, che le donne facciano parte delle dirigenze, e oggi non è così, l'idea delle quote rosa resta valida, perchè altrove sembra aver dato frutti positivi.
    Ci sono due percorsi, dal basso e dall'alto, per eliminare le discriminazioni, e vanno percorsi contemporaneamente.

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  5. Da sempre in Italia c'è una "gerarchia delle vittime": i cittadini di serie B si dividono in B1, B2, C ecc... Tutto questo si evince anche dalla home page di Libero: oggi ha la faccia tosta di inserire nel box che annuncia l'incostituzionalità della legge due notizie di aggressioni omofobe. Così, tanto per aggiungere sberle alle sberle: "non è che nessuno je mena, è che secondo noi è un destino previsto dalla costituzione."

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  6. C'è da dire che l'orientamento sessuale non è sempre facilmente identificabile, mentre il colore della pelle.
    Se venissi aggredito io(maschio bianco eterosessuale) e dicessi che il mio aggressore mi ha chiamato "negro di m", il giudice si farebbe una risata. Se invece sostengo di essere stato chiamato "finocchio del c", il mio aggressore si becca una pena più severa.

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  7. @allascopertadime
    ho dei dubbi su tale osservazione.
    La legge ha efficacia solo sul caso specifico.È chiaro che si deve dimostrare la fattispecie del reato. Anziché sostenere di essere stato chiamato "finoc..." potrei sostenere di essere stato chiamato "sporco cristiano" (scatterebbe l'aggravante prevista dalla legge Mancino). Insomma non si evita di fare una legge per il timore che possa essere aggirata o strumentalizzata. Sarà il magistrato a sbrogliare l'eventuale matassa.

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