Pubblicità ingannevole

E' da un po' che in regione (Friuli Venezia Giulia) si vedono affissioni di questi poster. In realtà la prima versione - o versione parallela, non so - era leggermente diversa: lo slogan recitava "Civiltà prodotto tipico friulano", non c'era il logo dell'europride ma erano segnalati gli sponsor (gayfriuli e arcilesbica udine). Questo solo per dovere di cronaca.
Ammetto che l'unica cosa a cui ho pensato è stata: "Civiltà in tema gay prodotto tipico italiano? Ma che è? 'na speranza o 'no scherzo?". Alla fine ho capito, quella che vedete è pubblicità ingannevole! Come ci sono arrivata? Leggendo stamattina un articolo su "Il Piccolo" on line - giornale locale - dal quale apprendo, senza la minima sorpresa, che alcune persone si sono lamentate dell'ubicazione dei poster: addirittura nei pressi di una scuola di infanzia! Non solo, i solerti genitori in questione, senza nessun tipo di sollecitazione esterna fanno notare che i suddetti cartelloni sono stati avvistati persino nelle vicinanze di una scuola elementare e di un'associazione sportiva per bambini. Tragedia e vilipendio. Chissà sti "pori regazzini" che traumi, insomma, un conto è accendere la tv a qualsiasi ora e vedere sventagliate di culi eterosessuali, ballottaggi di tette extra-size, uomini-uomini machi-machi ammiccanti, programmi in cui il partner si sceglie tra il pubblico, tra i concorrenti o in cui se sei talmente insicuro da voler mettere alla prova il tuo uomo o la tua donna gli procuri un appuntamento con l'escort di turno per vedere che fa (al masochismo non c'è fine); un altro conto è vedere due persone che si baciano, vuoi mettere?
Infatti i genitori dichiarano (il neretto è il mio):

«Non ho nulla contro gli omosessuali ma trovo sconveniente che un simile cartello venga affisso proprio all'esterno di una scuola d'infanzia - osserva Mariagrazia, mamma di un bimbo della Pollitzer e portavoce di dissenso di altri genitori - mio figlio fortunatamente non l'ha ancora notato»

I bimbi scorrazzano felici sull'erba dell'asilo, si arrampicano sulle panchine, saltellano giù dagli scalini. Molti di loro quei cartelloni accanto al loro asilo non li hanno ancora visti
Ma allora, se non ci sono bambini devastati dall'immagine di un bacio.. qual è il problema? Sono sempre i nostri prodi a darci una risposta:
«Quello che mi fa imbestialire è che oggi noi genitori facciamo di tutto per tenere lontani i figli da certi discorsi - evidenzia ancora Mariagrazia - e poi ti sbattono queste immagini in faccia».

«Non mi piace quel cartellone», ammette Radica, madre serba di due bambini di 2 e 6 anni. E rincara: «Faccio appositamente un'altra strada per non far vedere a mia figlia che in questo periodo è già piena di curiosità - riferisce Francesca, la madre di una bimba che frequenta la Pollitzer - certi temi io desidero trattarli quando ritengo sia il momento adatto e non quando uno sciocco cartello me lo impone».

«Non siamo omofobi ma i nostri figli non sono ancora in grado di capire...»
Probabilmente tutta la civiltà di cui siamo capaci si racchiude nell'incipit della prima e dell'ultima citazione: "Non ho nulla contro gli omosessuali ma" e "Non siamo omofobi ma"
Detto questo la domanda è: vista la naturale tendenza dei bambini ai baci (che dio, l'universo e la natura li preservino), sopratutto in età da scuola d'infanzia, cosa faranno mai 'sti genitori se dovessero vedere che la pargola bacia un'altra bambina o se il "muletto" in uno slancio d'affetto abbraccia e bacia un compagno di giochi? Io giocavo a "fare l'amore" con la mia migliore amica a quell'età, e nessuna delle due ha avuto bisogno dello psichiatra per questo.. quindi, chi è che provoca paure idiote? Da dove nasceranno mai i sensi di colpa con cui molti omosessuali dovranno avere a che fare da adolescenti? E i pregiudizi con cui tutti dovremo fare i conti domani?
E rincaro, visto che statisticamente ogni 10 bambini uno è gay, cosa succederà in famiglia? E tutte le lezioni di machismo o di femminilità coatta dove andranno a finire? Probabilmente tra qualche anno leggerò con interesse un qualche articolo di giornale che titolerà
"Mio figlio gay per colpa dei poster fuori dall'asilo"

Questo post è stato pubblicato il 29 maggio 2011 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

8 Responses to “Pubblicità ingannevole”

  1. Non sono un genitore e né un educatore, ma secondo me si è creato un primo errore dal punto di vista educativo perché si è persa un'occasione importante di dialogo e quindi la possibilità di fornire un'importante lezione di vita. Non è che non parlando di questo argomento si risolve il problema, si applica, invece, una tattica da struzzo che mette la testa sotto la sabbia. Metti la testa sotto la sabbia oggi, metti la testa sotto la sabbia domani, non c'è da meravigliarsi se manca il dialogo nelle famiglie e che ci siano tante persone facilmente plagiabili da cattivi maestri e pessimi modelli educativi.
    È importante che ogni genitore fornisca ai propri figli tutti gli strumenti adeguati per permettere loro di farsi una propria opinione in futuro: solo così si può creare una generazione responsabile, una generazione di Cittadini.
    Francesco

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  2. C'è da rimanere sbalorditi alle risposte di questi genitori. Perché non permettere ai bambini di entrare nell'ottica che ci sono tante realtà nel mondo? Cosa succederà poi se, per caso, un giorno si accorgeranno che c'è un lato umano che non conoscono? Si indigneranno, proprio come fanno i loro genitori e scapperanno dalla realtà piuttosto che affrontarla. Proprio perché si trovano in un periodo della vita in cui la curiosità fa da padrona, i genitori dovrebbero approfittarne e spiegar loro che come ci sono persone di differenti nazionalità, così ci sono persone che vogliono bene a persone dello stesso sesso. Invece di girarci dall'altro lato quando vediamo una coppia gay (quasi come fossero deformi o mostruosi), perché non possiamo sorridere del sentimento che pervade la coppia in questione, sia essa etero oppure no. I bambini, sono innocenti e certi pregiudizi non li toccano, se le cose vengono spiegate loro, il risultato sarà che vi sorprenderanno con risposte molto mature, più d quanto non ne saremmo capaci noi adulti.

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  3. "Non ho nulla contro gli omosessuali ma" è la formula dell'inciviltà 2.0! Abbiamo bisogno di sentirci nobili e comprensivi, di essere al passo coi tempi! Per questo siamo aperti a tutto. In realtà noi non abbiamo niente che non vada, ma sono gli ALTRI. Io non sono razzista ma gli immigrati rubano. Io non sono omofobo ma i gay vogliono gli stessi nostri diritti. Non ho nulla contro i musulmani, ma noi da loro non le possiamo mica costruire le chiese.
    La gente è maledettamente ipocrita. La civiltà è diventata di facciata, una parola con cui sciacquarsi la bocca. Concordo con Francesco e Krizia, i bambini non si fanno problemi; sono i genitori quelli che riproducono paure, ansie, odii e pregiudizi millenari...

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  4. Tutto poteva essere riassunto in una sola frase

    "Io omofoba? No, sono loro che sono froci!"

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  5. E' incredibile come la gente crei dei problemi anche dove non ce ne sono: anche io sbaciucchiavo la mia migliore amica delle elementari, e un poster del genere di fronte alla mia scuola non avrebbe minimamente influenzato la mia condotta.
    Anzi, io le farei vedere ai bambini queste immagini, e spiegherei loro che ci sono tanti modi di volersi bene e che sono tutti giusti. Il problema sta proprio nel voler nascondere ai bimbi questo tipo di realtà, così quando per forza di cose ne verranno in contatto, la loro mente sarà molto meno elastica e molto meno pronta ad accogliere il "diverso" di quando erano piccoli.

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  6. Belli questi genitori, e genitrici, proprio belli, e belle. Sono turbati/e da due persone dello stesso sesso che si baciano, ma restano completamente indifferenti (per assuefazione?) all'orgia tettaculistica televisiva a tutte le ore, all'inquinamento ambientale da cartellonistica tettaculistica, alla valanga di m... che fuoriesce dai teleschermi e alla macelleria di corpi e menti che imperversa nei vari format "popolari". Belli/e proprio.

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  7. Ho sentito raccontare pochi giorni fa da un'istruttrice di nuoto che sua figlia è stata vista dal suo maestro mentre "slinguazzava" una amica..e la madre candidamente diceva "ci sono rimasta, se era con un maschio anche anche, ma con una femmina.." ma che cavolo, a 4 anni cosa vuoi che pensi una bambina, avrà visto farlo magari proprio da lei col marito e senza farsi problemi ha copiato giocando con l'amica..io vorrei tanto tornare ad avere la capacità di fregarsene dell'opinione degli altri come hanno i bambini e fare qualunque cosa mi passa per la testa senza pensare alle conseguenze o se è sconveniente o meno..e poi le stesse persone schifate da questi cartelli chissà cos'hanno fatto da piccoli..

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  8. Forse quei cartelloni stanno facendo il loro lavoro dopotutto. E' solo che come il disinfettante sulle ferite (provocate da secoli di teorie omofobe propinate da chiese e istituzioni), all'inizio brucia un po'..
    Ma non facciamo gli omofobi-fobi, credo che non ci sia una vera scelta nell'essere infastiditi da tali cartelloni, ma una fobia appunto.

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