Io la vedo così: se uno è gravemente malato, non ritiene che abbia senso andare avanti e manifesta la volontà di farla finita, aiutarlo è un gesto di dignità, di solidarietà e perfino di amore.
Ragion per cui, se qualcuno vuole prendersela con il "turismo della morte", giri pure la testa verso quelli che girano il mondo cercando qualche minorenne indifesa da stuprare, verso quegli altri che vanno a destra e a sinistra espiantando organi umani ai disgraziati per venderli ai ricchi, verso quegli altri ancora che soffiano benzina sul fuoco in ogni angolo del pianeta per vendere bombe, fucili e mitragliatori.
Ma la pianti, una buona volta, di scagliare anatemi sui malati che chiedono di poter scegliere in prima persona sulla propria vita e su coloro che decidono di dar loro una mano.
E' una questione di civiltà, altro che turismo della morte.
16 maggio 2011
Una questione di civiltà
postato da Metilparaben
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3 commenti:
Però avrei un'annotazione da fare... http://fareprogresso.blogspot.com/2011/05/testamento-biologico-differito.html
mi trovi perfettamente d'accordo, non avrei saputo dirlo meglio :*
Sono d'accordo con te!
@Enea è una questione da tenere certamente in considerazione, il punto è che qui non c'è neppure la possibilità di discuterne in serenità.
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