Pregasi morire entro 6 anni

Ci sono delle cose, spesso piccole cose, che hanno il grande potere di trasformarmi da personcina accondiscendente e sorridente in arrogante e bisbetica. Una di queste è il vino rosso tenuto in frigo, un'altra è leggere articoli come questo.
Intanto sapere che un Comune chiede aiuto ai notai per convincere gli anziani a vendere la casa lo trovo di cattivo gusto, ma è un moto di schifo personale e non pretendo che sia generalizzato. Poi lo trovo subdolo e vigliacco, visto che un Comune che - nelle intenzioni dichiarate - è preoccupato per una parte della popolazione (che a Trieste ammonta al 28% della popolazione totale), dovrebbe farla in proprio una campagna di sensibilizzazione, almeno se non ha nulla da nascondere. Infine trovo la pensata leggermente rischiosa pensando ai vari gufi speculatori che potrebbero approfittarne.
Alla prima lettura dell'articolo, ne segue in genere una seconda, in cui cerco, e giuro che ho cercato anche in questo caso, di capire il perchè, cosa possa risolvere questa pubblicità progresso, se davvero per il Comune e per i cittadini ci siano dei vantaggi. A leggere la prima parte dell'articolo sembrerebbe infatti che la motivazione sia quella di fare in modo che le persone anziane non debbano rinunciare ad un'assistenza che il Comune non può affrontare visto l'ammontare dei fondi a disposizione. Lodevole. Se non fosse che i proprietari di immobili non hanno diritto se non in percentuali veramente risibili delle varie forme di assistenza, e, nel caso in cui invece abbiano questo diritto, ce l'hanno per motivazioni che prescindono dal reddito (vedi invalidità o simili). Allora mi sono detta, beh, vendendo la casa, non sarebbero più proprietari quindi alcuni di loro rientrerebbero all'interno dei vincoli, anche se immagino che aumenterebbe comunque il patrimonio mobiliare della persona, ed il calcolo dell'isee ne risentirebbe parecchio. Ma in ogni caso, seppure tutti sti ex proprietari di case avessero i requisiti per avere un aiuto dal comune per pagarsi la badante... il Comune non potrebbe soddisfare le necessità, visto che i fondi rimangono gli stessi (non era questo il problema che li affliggeva?). Sbaglierò, ma mi sembra che sotto questo punto di vista non ci sarebbero vantaggi ne' per il Comune stesso, ne' per il cittadino. Quindi, con uno sforzo di buonismo che non mi appartiene, e cercando di ricacciare la mia parte cinica in fondo allo stomaco, mi dico: "va bene, vogliono comunque risolvere il problema, dai Rossa, non essere sempre la solita stronza che cerca il pelo nell'uovo". Mi armo di pazienza e di sorriso e cerco on line degli annunci di nude proprietà a Trieste (perchè se anche mi riempio di bontà, non ne entra più del metro e cinquantotto della mia persona). Ne ho trovati 7 (chiedetemeli e ve li giro, se volete controllare). Il più basso è per un appartamento in città di 3 stanze e cantina, in vendita a 58.000 €, il più alto è per un appartamento di 4 stanze e soffitta, sempre in città, offerto a 140.000; ce ne sono altri 3 sotto i 100.000 (63, 75, 85 mila) e due sopra (102 e 105 mila). La media è meno di 90.000 € per appartamento, facciamo 100.000 chè mi sento buona. Il secondo passo è capire quanto costa una badante, cosa un po' più difficile da fare on line, i parametri nei quali imposto la mia ricerca escludono personale specializzato tipo infermieri o fisioterapisti. Sembra che la spesa minima sia di circa 1200 euro per una badante a tempo pieno (54 ore/settimana) e convivente e di circa 1350 euro per una badante a tempo pieno non convivente (40 ore alla settimana). Le due cifre indicate sono le cifre a carico del datore di lavoro, comprensive di tredicesima e di TFR (volevate mica tenere la badante in nero, aguzzini!). Quindi, il vecchietto che riceve i 100.000 euro per la vendita della nuda proprietà della casa, pagherà ogni mese 1200 euro (sono ancora buona e prendo la cifra più bassa), che all'anno fanno 15.600 euro. Gli rimane ancora la pensione, vero, con cui farà fronte alle bollette, al cibo, alle spese mediche e forse anche al regalo di natale per i nipoti. Il che vuol dire che in 6 anni e mezzo il vecchietto ha esaurito le risorse. Sarebbe il caso, forse, che il Comune di Trieste, avvisi i notai di suggerire ai vecchietti non solo di vendere la casa, ma anche di morire entro 6 anni.

Questo post è stato pubblicato il 04 marzo 2011. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

3 Responses to “Pregasi morire entro 6 anni”

  1. Proposte di questo genere possono provenire solo da chi pensa con il culo. Suggerirei di usare le bottiglie di vino rosso tenute in frigo per infilarle nei posti da dove vengono certe idee.

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  2. Un uomo ha sempre una scelta... può sempre suicidarsi!!!

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  3. Oggi ho sentito che il governo cinese ha stabilito per decreto che il popolo deve essere felice, se no so botte. In fondo non siamo tanto diversi dai comnunisti

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