Una situazione totalmente amichevole

A Roma una donna arrestata per furto accusa tre carabinieri e un vigile urbano di averla prelevata dalla sua cella, di averla portata in sala mensa, di averla costretta ad ubriacarsi e infine di averla violentata.
Gli accusati non negano che vi siano stati rapporti sessuali, ma si giustificano uno dicendo che essi sono avvenuti "in una situazione totalmente amichevole", un altro precisando che la ragazza era "consenziente", un altro ancora sostenendo che l'atteggiamento della donna era "inequivocabile".
Io, naturalmente, non ho modo di sapere come siano andate effettivamente le cose: però, anche nel caso in cui la versione dei carabinieri corrispondesse alla realtà, qualcuno dovrebbe avere la bontà di spiegarmi come sia possibile considerare un rapporto sessuale tra una donna in cella e i suoi carcerieri realmente "inequivocabile", "amichevole" e "consenziente".
Grazie.

Questo post è stato pubblicato il 05 marzo 2011. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

10 Responses to “Una situazione totalmente amichevole”

  1. E'abominevole che appartenenti a forze dell'ordine al servizio dei cittadini possano pensare di difendersi in questo modo, invece di negare il fatto come converrebbe a chi commette un crimine di questo tipo: dovrebbero per lo meno sapere che la condizione temporanea di privazione della libertà comporta di per sé la coercizione della volontà di chi vi si trova e, quindi, la violenza da parte di chi agisce alcunché su chi è in tali condizioni.

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  2. Non lo trovo giustificabile in qualsiasi caso. Se anche la donna li avesse invitati in cella e avesse espressamente chiesto di avere con loro un rapporto sessuale, trattasi di appartenenti alle forze dell'ordine in orario di lavoro.

    Devono mantenere un comportamento adeguato alla loro posizione, non mettere in pericolo la propria vita e nemmeno quella di un qualsiasi carcerato, uomo o donna, in questo caso non possono perdere il controllo della situazione.

    E' inaccettabile. Se sul lavoro una collega e un collega sono consenzienti, in un ufficio ad esempio, non possono consumare un rapporto sul tavolo! Possono trovarsi fuori, dopo, e far ciò che gli pare ma in orario di lavoro no.

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  3. Siamo in attesa dell'illuminante parere del vescovo Bertoldo sulla vicenda.....

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  4. Al Tg2 tra le notizie di apertura c'era la coifessione "ho inventato tutto". Non ci sto a capì niente

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  5. magari diranno anche che era la nipote di berlusconi.

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  6. @Inneres Auge "ho inventato tutto" si riferiva ad un altro presunto stupro ai danni di una ragazza spagnola di 23 anni che ha confessato di aver montato la storia per avere una profilassi completa dopo un rapporto a rischio.

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  7. D'accordissimo. Due note ulteriori.
    1) Negli articoli che ho letto - bisogna vedere se è vero, visto che sull'informazione giornnon di prima mano sospendo sempre il giudizio - sembrerebbero riscontrati segni di violenza fisica sul corpo della donna (riscontri effettuati dal personale sanitario presso cui lei s'è fatta visitare). Il che testimonia a suo favore... Ora, uno può pure obiettare che a volte si vivono rapporti particolarmente intensi, ma rimane il 'fatto' (questo è) che foss'anche questo il caso, qui viene a mancare la dimensione della premessa della libertà all'eventuale consensualità a un rapporto del genere, perché c'è una chiara dinamica di potere tra gli interlocutori, anche solo come sfondo del rapporto.
    2) Purtroppo tale linea di difesa è inoltre coerente con una cultura che ormai s'è imposta in Italia e che consiste - al di là di tutte le riflessioni sulla perversione in corso nei rapporti di genere nella nostra società, nell'affettività, nella libertà di gestione della propria sfera sessuale come uno/a desidera - nel de-responsabilizzarsi dando la colpa ad altri pur di soddisfare l'istinto del momento. Una sospensione da qualsiasi incarico fino a conclusione delle indagini sarebbe stato il minimo cui sottoporre rei confessi di un rapporto "consenziente" ma in disparità di potere. Invece questi li hanno giusto trasferiti. Il che ci dice qualcosa rispetto a come il 'sistema' sta avallando questi comportamenti e questo modo di 'vedere le cose'. Il che per me significa che c'è davvero da avere paura.

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  8. ma dai! mi sono fatta esattamente, ma esattamente, ma proprio esattamente la STESSA domanda. Attendo risposte.
    Comunque mi sa che ha ragione Raspberry: una risposta deve averla Bertoldo (che come si sa, chi ne sa più di Bertoldo?)

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  9. Aggiornamento: dopo il trasferimento, ora sono stati proprio sospesi - http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/03/05/news/carabinieri_sospesi-13241416/

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  10. Qualcuno deve aver sbattuto la testa contro il comodino quando ha deciso di sospendere i carabinieri, così è rinsavito e si è ricordato che la divisa non comporta impunità dei propri comportamenti.
    Per quello che riguarda la situazione amichevole, oltre il fatto che ovviamente si trovavano in una posizione vessatoria, ma che giustificazione sarebbe?

    Come se si presentasse uno spacciatore ed essendo simpatico si fanno una striscia.

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