Con te non parlo più

Chi legge questo blog sa che non sono certo un fan di Antonio Di Pietro. Nonondimeno, trovo che la pioggia di critiche che si è riversata sul leader dell'IdV per il semplice fatto che si sia intrattenuto a parlare con Silvio Berlusconi sia un evidente sintomo dell'infantilismo collettivo nel quale questo paese rischia seriamente di precipitare.
La politica, perfino nelle sue manifestazioni conflittuali più accese, dovrebbe rispondere a una dinamica un tantino più articolata delle liti tra adolescenti: chi crede che le si possa applicare senza colpo ferire il "con te non parlo più" farebbe bene a interessarsi di altro.

Questo post è stato pubblicato il 23 giugno 2011 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

21 Responses to “Con te non parlo più”

  1. Scommetto che entro stasera qualche fazioso riportera` che in fondo e` quello che e` successo al povero povero povero Silvio per aver scambiato due chiacchiere con Gheddafi o con Lukashenko.

    RispondiElimina
  2. Sì in effetti da un paio di anni il popolo dell'italia dei valori sembra una schiera di fondamentalisti. Con le dovute eccezioni.

    RispondiElimina
  3. Credo che il problema di fondo sia solo la mancanza di fiducia nei politici in generale.
    Da questo discende che Dipietro non stava "parlando" ma "confabulando" , o "complottando".
    E di li al "chissà se ha un prezzo anche lui" corre poco.
    Stesso fenomeno che segui' all'incontro di Renzi

    RispondiElimina
  4. eccezioni tipo scilipoti ad esempi?

    RispondiElimina
  5. "...sia un evidente sintomo dell'infantilismo collettivo nel quale questo paese rischia seriamente di precipitare." E pure dell'infantilismo collettivo che Di Pietro ha coltivato nei suoi elettori: chi semina vento raccoglie tempesta, per stare alla seggezza popolare tanto cara al nostro.

    RispondiElimina
  6. E' già stato detto ma lo ripeto: chi semina vento raccoglie tempesta.

    RispondiElimina
  7. Arturo e marmando hanno perfettamente ragione. E oltre a ciò va detto che quell'infantilismo collettivo è la base ideologica di fondo su cui poggia l'opposizione.

    RispondiElimina
  8. Il problema è che in Italia sappiamo come vanno le cose, la gente sente puzza di bruciato da km di distanza, forse spesso esagera, ma molto spesso ci si prende.
    http://www.corriere.it/politica/11_giugno_24/berlusconi-un-uomo-solo-io-lo-sfido-sulle-riforme-aldo-cazzullo_73ac9baa-9e28-11e0-b150-aadf3d02a302.shtml

    RispondiElimina
  9. piquadro http://neuropolitik.blogspot.com/2011/06/piquadro.html

    RispondiElimina
  10. @Achille mi riferivo agli elettori dell'italia dei valori.

    RispondiElimina
  11. Effettivamente è un dettaglio stupido, però bisognerebbe riflettere sulla strategia di Di Pietro. Sul sito di Casini avanzano qualche ipotesi: http://www.pierferdinandocasini.it/2011/06/23/di-pietro-lalleato-che-non-ti-aspetti/

    RispondiElimina
  12. sì certo, l'infantilismo collettivo è solo di quelli dell'opposizione. in effetti, basterebbe leggere i commenti di uno qualsiasi degli articoli sul sito del giornale per capire quanto maturi sono i berlusconiani.

    RispondiElimina
  13. Completamente d'accordo con Metil e neppure io ho mai avuto simpatie per l'IDV.
    Una cosa pero' non la capisco: il Di Pietro che finora ha fatto populismo, che fine ha fatto? Si trattava di populismo antitetico a quello Berlusconiano ma pur sempre populismo. C'e' ancora quel Di Pietro? Non lo dico nel senso polemico e' che mi pare che sia questo cambiamento la cosa sorprendente (in senso positivo). Certamente Di Pietro non poteva non sapere come sarebbe stato interpretato il suo gesto dai suoi (come ha detto piu di qualcuno: chi semina vento raccoglie tempesta). Perche allora? Per capirci, quando fu' Panella che tento' di avvicinarsi a B. non mi stupi' perche i Radicali sono fondamentalmente pragmatici.

    RispondiElimina
  14. Avresti ragione a difendere Di Pietro se si trattasse solo di quattro chiacchiere (e ovviamente sbaglia chi si indigna per questo). Ma si tratta in realtà di un improvviso "ammorbidimento" di posizioni che è normale che provochi lo sconcerto dei suoi sostenitori.
    Io ho notato per la prima volta la "mutazione" nelle sue dichiarazioni post-referendarie.

    Sull'argomento segnalo:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-06-22/nuovo-pietro-adesso-piace-230746.shtml?uuid=AaiV5HiD

    RispondiElimina
  15. Parole S A C R O S A N T E Metil...da dopo le comunali sembra che qualcuno abbia sostituito Di Pietro col suo gemello meturo e responsabile, spero continui su questa china perché il paese ne ha proprio bisogno. (Piccola previsione da aspirante politologo: se Di Pietro riesce a far dimettere B. non è da escludere un suo passaggio a destra, l'area a cui naturalmente appartiene)

    RispondiElimina
  16. il giorno dopo aver criticato Di Pietro per le sue aperture a Berlusconi, un sacco di dirigenti e parlamentari del PD si son detti disponibili a una legge sulle intercettazioni

    RispondiElimina
  17. Questo post avrebbe senso se Di Pietro fosse un politico "normale", come se ne vedono al parlamento inglese o francese.
    Ma visto che il deputato molisano ha fatto della demagogia e del populismo la sua bandiera, visto che ha pubblicamente accusato Berlusconi di essere il "capo della piovra", lo sconcerto dei suoi elettori ci stà tutto.
    E'come se due pugili sul ring, tra un round e l'altro, si scambiassero sorrisetti e ammiccamenti...

    RispondiElimina
  18. No, scusate, io per una volta non concordo affatto con Metilio. Il discorso non fa una piega in generale, ma non funziona applicato a Berlusconi. Io francamente non ce lo vedo Gramsci che chiacchiera tranquillamente con Mussolini. Ok, lo so che il contesto e personaggi sono diversi, ma era per dire che con una persona che politicamente è così profondamente inqualificabile, antidemocratica e arrogante (per tacere della sua condotta criminale) non vedo proprio cosa ci sia da chiacchierare. Per come la vedo io mi rifiuterei tranquillamente di stringergli la mano. Stringere la mano, così come chiacchierare in disparte significa legittimare e dimostrare familiarità con una persona che fino ad ora hai pubblicamente disprezzato. Un comportamento palesemente incoerente. Berlusconi negli ultimi anni si è dimostrato qualcosa di molto più pericoloso di un semplice avversario politico, non scherziamo. Io due chiacchiere in disparte con Le Pen non ce le farei. Gli parlerei nei luoghi deputati, pubblicamente, senza bisbigli. Per me una persona come berlusconi dovrebbe meritare il disprezzo umano, non solo politico, come tutte le persone le cui idee io ritengo pericolose per la comunità. La familiarità dimostrata da Di Pietro io capisco che allarmi il suo elettorato, assai più di una svolta moderata che è di pura strategia politica (anche se, come è tipico del personaggio Di Pietro, per niente concordata con la sua base)...
    enrigo

    RispondiElimina
  19. Non è questione di infantilismo, è che
    1) la figura che Di Pietro si è costruito e per la quale ha incassato voti è incompatibile con la figura del Di Pietro che dialoga con B. in privato, se fosse stato Casini o Mastella a fare la chiacchierata la sorpresa sarebbe stata molto relativa
    2) E' lo stesso Di Pietro poi ad alimentare sospetti nel momento in cui fornisce spiegazioni che sono buone solo per i bambini creduloni: B. gli avrebbe chiesto aiuto "per il bene del paese" e lui avrebbe rifiutato. Credere a questo sarebbe veramente una dimostrazione di infantilismo.

    RispondiElimina
  20. direi che non posso fare altro che sottoscrivere enrigoletto.

    RispondiElimina
  21. Se vostra moglie fosse andata a letto con tutto il vicinato, e voi foste costretti a starci lo stesso, ed anche in un certo senso ad amarla per forza; bene, allora, stareste arcigni su un trespolo a guardare ogni suo comportamento pronti, con cosciente slancio irrazionale, a mangiarla come un falco non appena colta a pronunciare un "ciao", per quanto innocente e normale, al muscoloso Piero. L'uomo della porta accanto pieno di soldi, e dal durello perennemente in mostra. In politica è chiamata sindrome da-D'alema, o inciuciofobia colpisce un elettore di sinistra su tre, con oggetto i leaders dell'opposizione. Un lungo, lunghissimo periodo di incubazione, di quasi 20 anni. Per un poco ti irritano solo i baffi in qualsiasi loro forma. Poi esplode.

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post