Cominciare dalla verità

Su internet mi sono imbattuto in una bufala, che a quanto pare gira da parecchio tempo: la finta storia di una ragazza che sta per morire a causa di un incidente stradale provocato da un ragazzo ubriaco, la quale consegna ad un giornalista le sue ultime parole. Ovviamente, lo scopo per il quale si è costruita questa assurda storiella è evidente: stigmatizzare il comportamento criminale di chi si mette al volante ubriaco o "fatto" di droga. Eppure è una bugia, e non si capisce come una menzogna possa giovare ad una causa giusta. Quello che per me è incomprensibile è come possa accadere che al gruppo di Facebook che la ha riproposta abbiano aderito quasi 12.000 persone. Evidentemente, ci sono migliaia di persone che non sanno distinguere una panzana da una storia vera, e neanche si sforzano un po' per ragionarci sopra. Se ne può concludere anche che la gente è mediamente molto emotiva, e si fa guidare più dai sentimenti che dal ragionamento. Quello però che ho trovato davvero sconvolgente è stato l'atteggiamento di alcuni membri del gruppo, che, pur rendendosi conto che si trattava di un inganno, dato che condividevano l'obiettivo che la trappola perseguiva, hanno deciso che comunque lo avrebbero appoggiato e diffuso. Io, invece, credo si dovrebbe iniziare dalla verità e che qualsiasi campagna che si basi su una menzogna sporchi le finalità che si propone, anche se esse siano nobilissime e condivisibili. Vi sono molte persone, a quanto pare, pronte ad avallare una "bugia utile". Ecco, forse, perché uno come Giuliano Ferrara ha tanto successo.

Questo post è stato pubblicato il 13 maggio 2009 in . Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

2 Responses to “Cominciare dalla verità”

  1. Ciao! Di storielle come quella (che oltretutto è scandalosamente finta, non lascia nemmeno il dubbio) ne ho lette un sacco. Anche più banali, come quella del ragazzo che andava tutti i giorni a comprare un cd senza mai aprirlo, solo per vedere la commessa. Poi, dopo la morte per malattia, la madre li apre e scopre che in ogni cd la commessa aveva lasciato un biglietto per dirgli che le piaceva.
    Il punto è che queste storie vengono soprattutto diffuse da adolescenti pseudo-innamorati, che mostrano così un'enorme capacità emotiva. Non ho visto quel gruppo su facebook, ma sono pronto a scommmettere che gli iscritti sono in maggior parte giovanissimi. Non credo c'entri la guida in stato d'ebbrezza, c'entra solo il fatto che quella storia è commovente, per cui piace. Vera o falsa non importa.

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  2. Mah!
    Io non ci scorgo nulla di positivo in tutta la faccenda. A mio avviso significa che ci sono almeno 12.000 persone incapaci di distinguere una lettera palesemente finta. Toccante per carità ma falsa come una banconota da 3€.

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