Io preferisco una civiltà "innaturale"

Quando un lupo si ammala, si azzoppa o si ferisce il branco lo abbandona, perché portarselo dietro rallenterebbe tutti gli altri mettendone a repentaglio la sopravvivenza.
Quando una scimmia è debole, gracile o malata le altre scimmie la evitano, in modo che non si riproduca.
Quando una gazzella non è abbastanza veloce viene divorata dal primo leone che passa, mentre le altre scappano e si salvano la vita.
Noi cerchiamo di fare in modo che i disabili abbiano una vita dignitosa, curiamo i malati, assistiamo i deboli, diamo supporto ai meno dotati, cerchiamo di assicurare a tutti le stesse opportunità e le medesime occasioni di realizzarsi.
Ciò implica necessariamente una sistematica violazione della legge della natura, e le nostre società sono tanto più eque e giuste quanto più quella violazione diventa radicale, articolata, attenta.
Il diritto naturale, invocato in certi frangenti -ma solo in quelli- quale frontiera inviolabile oltre la quale non sarebbe lecito spingersi, porta inevitabilmente con sé l'affermazione della legge del più forte, l'abbandono dei deboli, la legittimazione della violenza e della sopraffazione.
Tutto ciò per cui vale la pena di battersi, secondo me, è fondamentalmente "innaturale".
E se c'è un prezzo da pagare -perché c'è, come in tutte le cose della vita- sono tendenzialmente disposto a pagarlo: quello che c'è sull'altro piatto della bilancia è troppo più importante.
Perché si tratta, in definitiva, della nostra umanità, nel senso più ampio che riesco ad attribuirle.

Questo post è stato pubblicato il 06 agosto 2010. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

12 Responses to “Io preferisco una civiltà "innaturale"”

  1. Ci sono anche altri animali, che come noi, sono "sociali" e si "aiutano" tra di loro ciascuna razza secondo le proprie possibilità.

    RispondiElimina
  2. In un pomeriggio agostano (per quanto fresco) un pensiero simile lascia spiazzati. Ma lo farebbe anche a febbraio. Ed alla fine, sia pure con qualche perplessità, è difficile essere in disaccordo.

    RispondiElimina
  3. ma la solidarietà fa parte della natura della nostra specie. E' anche grazie a questo singolare aspetto dell'evoluzione che una specie debole come quella umana si è saputa affermare in questo modo. Quindi è il contrario: la nostra natura umana pretende la solidarietà, quando invece predomina l'interesse personale tutto quanto va a rotoli.

    RispondiElimina
  4. Sono ovviamente d'accordo con te.
    Aggiungo che a monte della logica contro cui giustamente muovi il tuo ragionamento, c'è un'interpretazione - consapevolmente o inconsapevolmente - errata del diritto naturale.
    Diritto naturale non significa "diritto secondo natura" in generale, bensì "diritto secondo natura" in particolare.
    Per farla breve, nel nostro caso il diritto naturale, o giusnaturalismo, si può spiegare così:
    - il "diritto" è un insieme di norme
    - "naturale" è ciò che si riferisce alla natura
    - nel caso dell'uomo, la sua natura equivale più o meno - soprattutto nell'era liberale - alla sua razionalità (ossia non limitarsi - pur rispettandole - alle istanze animali, ma elevarsi al di sopra di esse attraverso la ragione)
    - ne consegue che il diritto naturale è, di fatto, diritto razionale.
    Ciò detto, mi sembra molto "razionale" o "naturale", ad esempio, che le coppie formate da persone dello stesso sesso abbiano gli stessi "diritti" di quelle formate da persone di sesso opposto.

    RispondiElimina
  5. Ocio che a difesa dei più deboli potresti anche arrivare a dire che sia NECESSARIO curare, proteggere fino allo spasmo l'integrità della vita umana..

    Una posizione molto vicina a quella della chiesa nel caso Englaro insomma

    ;)

    RispondiElimina
  6. Troppo spesso la cronaca ci lascia a bocca aperta, con situazioni che portano l'umanità a sovrapporsi con lupi, scimmie e gazzelle... Sperando che nel tempo questa cosa possa accadere via via sempre in modo meno frequente, penso che le tue parole siano bellissime...

    Oggi sei stato Metilpoeticaben.

    RispondiElimina
  7. quando ti ho letto mi sono chiesta "quale evento avrà fatto scaturire questa riflessione?"...poi mi sono detta che in effetti se ti guardi intorno, qualunque cosa, ogni 5 minuti, può scatenartela...l'anziano che non riesce ad attraversare la strada, il disabile che ti chiede di prendergli le uova sullo scaffale perchè non ci arriva, tua madre che sull'orlo della vecchiaia si comporta come facevi tu da piccola con lei...

    però penso che questi siano atteggiamenti decisamente naturali, se parliamo di noi umani, perchè da soli non andiamo da nessuna parte, senza il "branco" di parenti e amici che ci protegge siamo persi...lo sappiamo tutti...

    ciò che mi preoccupa è che invece stiamo vivendo un'era di egoismo senza pari, un tempo in cui puoi morire per strada e nessuno se ne cura...

    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/08/06/news/omicidio_milano-6118974/?ref=HREC1-1

    RispondiElimina
  8. Diritto naturale o legge di natura?
    Stai parlando dei "diritti naturali" teorizzati dai vari de Groot, Locke, Jefferson che sono alla base del pensiero liberale moderno, o dell'etologia, della zoologia, ecc?
    Attenzione che nell'equivoco ci cascano anche certi troglo-eruditi cattolici...

    RispondiElimina
  9. Bello il senso del post, ma vi è un simpaticoso errore di fondo, lo stesso che ( perdonami l' accostamento assolutamente non comparativo) commettono gli omofobi parlando degli omosessuali.
    Natura e Naturale.
    Per quella che è la definizione della parola Natura, nell' universo non esiste nulla di innaturale ( è infatti un paradosso verbale e concettuale) perchè comprende tutti gli istinti e le caratteristiche presenti nell' universo.
    Ne consegue che tutto ciò che esiste è naturale ;)
    Il mio è solo un appunto, al di fuori di ciò, sono in accordo con te, come (quasi) sempre del resto

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post