17 agosto 2010

Quel che feci io

Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno: infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano.
Francesco Cossiga, 30 ottobre 2008.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

E pensare che adesso uno come Cossiga lo si chiamerebbe un galantuomo in confronto a quelli che ci ritroviamo...

Fri ha detto...

@ anonimo

che triste verita'...

anellidifum0 ha detto...

Sul mio Fb ho anche il video con la lettura della rassegna stampa di quel giorno.

Mentre sul blog ho dedicato il post a Francesco Lo Russo, Giorgiana Masi e Aldo Moro.

bau ha detto...

Li mortacci sua, è proprio il caso di dirlo.

antonio g. ha detto...

Un applauso al primo politico o giornalista che avrà la dignità di dire che il Paese non ha perso nulla. Che l'Italia semmai è rimasta con dei crediti nei suoi confronti.
Puah!

Anonimo ha detto...

ma nel commento di cossiga non si faceva anche riferimento ad una "maestrina" che se ci avesse rimesso le penne sarebbe stato meglio ai fini dell'appoggio dell'opinione pubblica?

SkizoFreeNik ha detto...

Proprio un bell'epitaffio.

Jaden ha detto...

@Antonio G.
Sul Fatto Quotidiano di oggi non si trovano molti epitaffi lacrimosi, a partire dal "Non mi mancherà affatto" di Nando Dalla Chiesa.

Anonimo ha detto...

Qualche volta viene voglia di sperare che esista veramente il Dio barbuto con la bilancia che dopo morto se sei stato cattivo ti scaglia all'inferno...

Francesca Terzoni ha detto...

L'epitaffio perfetto. Lui ne sarebbe stato orgoglioso.

robylarm ha detto...

Va beh...ma tanto ormai è morto.
Scusate il pragmatismo...ma è morto.
A che serve tutto ciò?
Ad iniziare una nuova inutile polemica in questa italietta che non è capace, per paura o per convenienza, di dire le cose a tempo debito?
E' proprio necessario?

Rainbow ha detto...

Sì, per fare un contrappunto all'insopportabile agiografia che ne fa la Casta. Solo per questo.

Anonimo ha detto...

prenderei invece l'unica cosa di buono che c'era in quella dichiarazione, cioè il riconoscimento ufficiale, da parte di un responsabile degli interni, del ruolo dei provocatori infiltrati nei "movimenti", tattica antica e mai dismessa.

Anonimo ha detto...

un grande
ottimo pensiero teorico, peccato impossibile da realizzare

Anonimo ha detto...

se c'è l'inferno...è lì...aspetto gli altri che hanno già il piede nella fossa.

arabescorosso ha detto...

Ricordo bene cosa disse Cossiga, mentre erano occupate le facoltà contro la riforma gelmini.. bene ricordarlo ai troppi che lo riabilitano da morto. Poi è chiaro che sono "sempre i migliori che se ne vanno", se si ha questa ipocrisia....

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