Le singolari inversioni del ministro Gelmini

Avendo un fratello disabile, e potendo quindi esprimermi con una certa cognizione di causa, mi corre l'obbligo di svolgere un paio di considerazioni su alcuni recenti provvedimenti del Ministro Gelmini.

Partiamo da una considerazione piuttosto intuitiva: se si piazzano nella stessa classe quattro o cinque alunni con disabilità, e li si fa seguire tutti dallo stesso insegnante di sostegno, va inevitabilmente a finire che il malcapitato non ce la fa ad occuparsi di loro con la dovuta tranquillità; di conseguenza quegli alunni, e con essi le loro famiglie, iniziano a vivere una situazione di profondo disagio che si va progressivamente incrementando, finché qualcuno di loro, per disperazione, finisce per abbandonare la scuola.
Orbene, converrete con me che la gestione dei "limiti" ideata dal Ministro Gelmini è alquanto singolare: da un lato, infatti, si è ritenuto opportuno fissare un tetto del 30% in ciascuna classe per gli alunni stranieri, il che costituisce con ogni evidenza una misura discriminatoria che penalizza gravemente l'integrazione dei bambini immigrati; dall'altro lato, non si è provveduto a stabilire alcun limite per i ragazzi con disabilità che possono essere presenti in ciascuna classe, col risultato che essi vengono ammucchiati tutti insieme in classi-ghetto nelle quali non hanno alcuna possibilità di esprimere le loro -sia pure limitate- potenzialità, ancora una volta a danno dell'integrazione, in questo caso dei disabili; il tutto, si badi, pur avendo a astrattamente disposizione, nel computo generale, un insegnante di sostegno per ogni due bambini con difficoltà.
Ora, io non so se questa singolare inversione sia stata scientificamente preordinata, o se sia riconducibile a semplice incapacità: sta di fatto, però, che essa produce l'aberrante risultato di discriminare sia i bambini stranieri, sia quelli disabili.
A volerlo fare apposta, non si sarebbe potuto inventare sistema migliore.

Questo post è stato pubblicato il 16 settembre 2009 in ,,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

15 Responses to “Le singolari inversioni del ministro Gelmini”

  1. In che quota entrerebbe uno straniero disabile?
    Bah.

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  2. Normalmente non sono una persona violenta, ma certo se incontrassi la gelmini di notte da sola non avrei neanche bisogno di un grosso randello: mi basterebbero le mani. non cambierebbe niente, ma almeno mi toglierei lo sfizio
    camilla

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  3. la gelmini e' proprio una deficente basta con questo governo di destra

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  4. Beh, saccheggiando la scuola pubblica chi ha i soldi fuggirà nelle private, e questo è lo scopo del nostro governo noto ai più.
    Chi invece non ha i soldi resterà in una scuola di livello sempre peggiore, o peggio, finirà davanti alla televisione ad anestetizzare anche i pochi neuroni che gli vengono lasciati.
    E anche quello di lobotomizzare le masse è uno scopo non dichiarato di chi sta lassù.
    Ciao a tutti

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  5. forse sarebbe sufficiente dire basta con questo governo. sì, perchè, a parte l'assoluta mancanza di direzione politica da parte di questo governo, io credo che un governo di un paese democratioco debba essere 'laico', debba cioè rispondere ai bisogni dei cittadini. è questa la vera politica, dare delle risposte che, da parte di un governo, non devono essere nè di destra nè di sinistra.

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  6. Ma il ragionamento va fatto collegando il cervello. Una scuola, per ex., ha 30 classi. Ogni classe ha 30 alunni. Sarebbero novecento alunni in tutto. Di questi potrebbero essere extracomunitarii circa 270 alunni, ovvero il 30%, mentre la popolazione extracomunitaria è, ad oggi in italia, il 10%. Alla luce di ciò , ogni classe potrebbe gestire 9 alunni extra comunitari. No si creerebbero in questo modo le classi "ghetto", e 9 bambini su 30 consentirebbe l'integrazione di questi ultimi nella società italiana. Come giusto e corretto ...!!!

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  7. E allora, perdonami, se è come dici tu che necessità c'era di porre un limite al 30%?

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  8. Più che altro, spesso la percentuale complessiva sulla popolazione non corrisponde a quella su base locale: in alcuni luoghi la percentuale è maggiore, in altri minore. Se, ad esempio, nel quartiere di una grande città ho una popolazione scolastica di extracomunitari che è ben maggiore al 30%, quelli che "avanzano", dove li mando? li obbligo a spostarsi in un altro quartiere, o in qualche paese limitrofo dove la percentuale è minore? metto a disposizione gli scuolabus per "riequilibrare" la distribuzione di studenti stranieri tra le varie scuole?
    mi pare un discorso che non tiene affatto conto di alcune realtà e per altre, invece, risulta talmente irrilevante da non essere utile.
    Un'ultima domanda: i figli di coppie in cui un genitore è italiano e l'altro extracomunitario come vanno "conteggiati"?

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  9. La percentuale di extracomunitari per classe è un metodo corretto per evitare che come gia' succede in alcune scuole si creino delle classi ghetto dove sono confinati gli extracomunitari e ragazzi con difficolta' di apprendimento. Questo ha come risvolto la difficolta' all'integrazione degli stessi e un abbassamendo della livello scolastico per tutti gli altri.

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  10. i figli di coppie di cui uno de genitori è italiano va "conteggiato" (davero brutto come termine) come italiano ,visto che almeno vige il cosidetto jus sanguignis.

    La percentuale sugli stranieri non ha senso. Il buonsenso dei dirigenti scolastici prima ancora che una legge delo stato suggerisce gia' da tempo uno spalma-alunni (che brutto termine). Peccato che in alcuni licei e medie inferiori la percentuale di alunni non italiani è maggiore di quella di casa. Questo a causa di una maggiore concentrazione maggiore in alcuni quartieri ceh in altri. Andare a forzare un potenziale alunno in una scuola magari dall'altra parte della città quando magari ce l'avrebbe a 300 metri da casa è paradossale e antieconomico. Sia per la sua famiglia che per magari un eventuale trasporto pubblico gratuito. COme prassi unita a logico ragionamento, un ragazzo va a scuola laddove la suddivisione municipale è ritenuta piu' conveniente in termini di tempo di tragitto e di socializzazzione rispetto al quartiere in cui vive.

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  11. mi sembra giusto!!!In questo modo,infatti,i dirigenti del futuro saranno i "deficienti"e cioè i figli degli attuali politici...AUGURI A TUTTI!!!!!

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  12. Grazie Gelmini per essere riuscita a trasformare le famiglie gioiose in famiglie tristi!!! Ma non avevi altro da fare? Hai tutti gli insegnanti (persone veramente colte) contro. Cerca di darti una regolata. B.

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  13. E pensare che la sorella della Gelmini è una maestra che milita nel sindacato Cgil, quando si dice "opportunismo"... voi pensate che nell'ipotesi assai inverosimile, che tremonti e berlusconi diventassero di sinistra LEI non li seguirebbe? UUUUUhhhh come diventerebbe ragionevole assai!!!!!!!

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  14. che poi, come se il 30% fossero pochi! significa dai sei ai dieci bambini per classe. e vi assicuro (insegno lettere alle medie) che già seguirne 3 o 4 è piuttosto faticoso: significa, a voler lavorare bene, dover preparare ogni volta un la voro diverso da quello della classe e a volte più di uno, perchè un conto è un ragazzino arrivato da 2mesi che non spiccica una parola e un altro è uno in Italia da un paio d'anni, che parla magari bene ma ha ancora difficoltà a scrivere o a capire i manuali perchè usano un linguaggio più complesso.

    essendo stata anche insegnante di sostegno ed avendo sempre avuto alunni disabili in classe, sulla questione disabili posso dire solo questo: è una vergogna! le ore di sostegno diminuiscono di anno in anno (fina dai tempi della Moratti) e spesso il tetto dei 20 alunni nelle classi con portatori di handicap non viene rispettato. inoltre le ASL cercano di limitare il numero di certificazioni che invece servirebbero, solo per limitare il numero di assegni di invalidità. e tutto sulla pelle dei più deboli. che schifo.

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  15. Il 30% di bambini\ragazzi extracomunitari, come detto da lanoisette, mi sembra ragionevole, in virtù del fatto ke conosco più di un minore che frequenta classi con % maggiori, tanto alte che ad essere "ghettizzati" sono gli italiani... Altro che integrazione... Per quel che riguarda il discorso sui disabili, beh, io sn un tetraplegico e ho frequentato un istituto superiore senza bisogno della certificazione e ottenendo 100\100 alla maturità. Quindi va detto ke il binomio disabile-certificazione andrebbe quantomeno riveduto... Visto che ancora, nonostante la "cultura", disabile vuol dire tutto e il contrario di tutto...
    Saluti.

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