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I campi di concentramento in cui ci mettono tutti

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Quando si arriva ad asserragliarsi in un posto trattenendo un ostaggio i casi sono due: o si è appena fatta una rapina e si chiedono le solite cose che abbiamo visto decine di volte nei film americani -tipo un elicottero entro dieci minuti e la pista di decollo libera dai poliziotti-, oppure quel posto è un posto di merda nel quale non si riesce a resistere un minuto di più e da cui non si sa come andar via.
Ebbene, nel caso di specie mi pare chiaro che ci troviamo di fronte alla seconda ipotesi: con l'unico particolare che "posto di merda" è un eufemismo, visto che in Italia i CIE assomigliano in tutto e per tutto a dei campi di concentramento nei quali gli esseri umani vengono trattati peggio degli animali.
Ora, la domanda è: secondo voi il fatto che nel nostro paese esistano posti del genere costituisce una semplice -si fa per dire- violazione dei diritti umani di un numero ristretto di individui, o piuttosto rappresenta un vulnus allo stato di diritto, e quindi finisce per incidere -in un modo o nell'altro- anche sulla libertà degli altri?
In altri termini: la questione è vergognarsi per quello che succede ad alcuni, o preoccuparsi -e parecchio- per quello che stanno facendo a tutti?

Per favore, fate qualcosa, noi stiamo soffrendo qua

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Immagini del CIE di Bari registrate con il cellulare da Beseghaier Fahi, cittadino tunisino poi espulso, ed inviate alla redazione di RadioRadicale.it. Qualsiasi commento mi pare superfluo.

Se ne sta andando da solo, ma noi vogliamo espellerlo

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Se ne stava andando da solo e a proprie spese, ma noi, costi quel che costi, vogliamo espellerlo! E, già che ci siamo, prima di espellerlo, gli facciamo fare sei mesi di carcere.

In sostanza - ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni - Khadim che stava lasciando l'Italia è ora recluso in un carcere per non aver lasciato il nostro paese. Dal carcere ha fatto richiesta per lasciare l'Italia ma non gli è consentito perché deve scontare una pena per non aver lasciato l'Italia. Quella che denunciamo sembra una storia senza senso ma è la realtà di una legislazione che, in tema di immigrazione, fra carcere e C.I.E., sembra accanirsi contro i cittadini stranieri fino a prevedere inutili pene afflittive ed ulteriore sofferenza. Forse sarebbe necessario studiare maggiormente gli effetti pratici di alcune leggi, per evitare, ancora una volta, di risolvere un fenomeno di rilevanza sociale ed economica come l'immigrazione facendo ricorso al carcere.

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