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Il crocifisso simboleggia anche questo?

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Adesso viene fuori che due preti missionari italiani, un ruandese naturalizzato italiano che celebra nella diocesi di Lucca e un prete belga premiato con un milione di dollari dall’Opus Dei sono accusati (da un rapporto dell'ONU, non da Metilparaben) di aver deviato fondi raccolti in Europa a fini umanitari dirottandoli verso gli Hutu dell'FDLR (Fronte Democratico per la Liberazione del Ruanda), responsabili di efferati massacri nella repubblica Democratica del Congo.

Non c'è niente da fare: Santa Romana Chiesa deve avere una passione irrefrenabile per i massacratori.

L'accoglienza di Santa Romana Chiesa

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Il tizio più a sinistra nella foto qua sopra si chiama Emmanuel Uwayezu ed è un prete cattolico.

Non ci fosse l'UAAR a segnalarlo, nessuno saprebbe che il nostro amico è stato arrestato ieri, a seguito di un mandato di cattura spiccato dalle autorità rwandesi, perché ritenuto responsabile del massacro 80 tutsi, studenti presso la scuola “Misericordia di Maria” di cui all’epoca era direttore.

Ma questo è niente: non ci fossero l'UAAR e il Times (quest'ultimo, purtroppo, all'estero) nessuno saprebbe che Uwayezu, fino al momento dell'arresto, lavorava tranquillamente in una parrocchia di Empoli, nella quale le gerarchie ecclesiastiche si erano premurate di accoglierlo ancorché conoscessero bene, presumibilmente, le indagini in corso sul suo conto (se le conosceva l'UAAR, potevano sfuggire al Vaticano?): nella foto, infatti, il buon Emmanuel si intrattiene amabilmente con Monsignor Giuseppe Betori, ai tempi Segretario della CEI.

Gioverà ricordare che un altro fenomeno di prete rwandese come Athanase Seromba (responsabile di aver attirato in una chiesa circa 2.000 tutsi con la scusa di metterli al riparo, salvo poi farli spianare insieme all'edificio con le ruspe), prima di essere arrestato e condannato era stato amorevolmente collocato a Firenze con l'incarico di viceparroco nella chiesa di S. Martino a Montughi.

Che volete farci, quando uno è accogliente è accogliente.

Otto per mille, tranne tre o quattro

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Il tizio che vedete in questa foto si chiama Padre Wenceslas Munyeshyaka. Il 16 novembre 2006 una corte militare del Rwanda l'ha condannato all'ergastolo (in contumacia) per aver consegnato alle milizie Hutu centinaia di Tutsi , tra cui svariati bambini, durante il genocidio del 1994.

Il simpaticone che vedete qua sopra, invece, risponde al nome di Padre Athanase Seromba. Nel marzo del 2008 il Tribunale Criminale Internazionale per il Ruanda l'ha condannato all'ergastolo per aver attirato nella propria chiesa circa 2.000 (dicasi duemila) Tutsi, con la scusa di metterli in salvo, per poi farli schiacciare per benino dalle ruspe insieme all'edificio.
La pacioccona nella foto si chiama Maria Kisito ed è una suora benedettina. Nel 2001 è stata condannata a 12 anni di carcere per aver dato fuoco al convento nel quale si erano rifugiati circa 7.000 (sì, ho detto settemila) Tutsi; per lo stesso motivo la sua superiore, Madre Gertrude, è stata condannata a 15 anni di reclusione.
Dell'ultimo (in ordine di tempo) esponente di questa allegra carrellata, lo ammetto, non ho trovato la foto. Mi limiterò a comunicarvi, quindi, che si chiama Padre Aimé Mategeko, e che è fresco fresco di condanna all'ergastolo per aver incitato al massacro dei Tutsi che si erano rifugiati in una parrocchia vicina alla sua.
Ebbene, amici, è di pochi giorni fa la notizia (peraltro proveniente da un'agenzia cattolica) secondo la quale nel 2008 la Chiesa avrebbe speso circa 20 milioni di euro per le campagne pubblicitarie con cui invitava gli italiani a destinarle l’8 per mille e a fare una donazione per il sostentamento del clero.
Sapete come sono strutturate queste campagne, no? Si tratta di spot nei quali vengono mostrati i preti intenti nel loro lavoro, specie se svolto nel cosiddetto terzo mondo, onde invogliare i contribuenti a finanziarne le attività attraverso il loro contributo.
Nonostante l'ingente spesa sostenuta, tuttavia, gli organi di informazione cattolici non hanno fatto cenno alle ammirevoli imprese di Wenceslas Munyeshyaka, Athanase Seromba, Maria Kisito, Aimé Mategeko e di tanti altri che, come loro, hanno lodevolmente contribuito all'evangelizzazione delle più disparate (e spesso le più disagiate) parti del globo.
Voi che dite, sarà stata una dimenticanza?

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