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Generatore automatico di mirabolanti infrastrutture italiane che favoriscono la ricerca scientifica

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Istruzioni: fare refresh per ottenere una nuova mirabolante infrastruttura italiana che favorisce la ricerca scientifica

Grandezze inversamente clericali

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Mentre gli insegnanti di tutte le discipline diminuiscono nonostante il fatto che gli studenti aumentino, i professori di religione aumentano del 14% anche se i ragazzi che frequentano le loro lezioni diminuiscono.
Se ne deduce, a quanto pare, che in Italia il numero di insegnanti di una determinata materia è inversamente proporzionale a quello degli studenti che la frequentano.
Roba da entrare a pieno titolo tra le leggi di Murphy.

Il fondo del barile

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Nessuno mai fa il conto di quanto è costato allo stato questo sforzo giudiziario che magari poteva essere impiegato per trovare una ragazza come Yara, di cui ancora non si hanno tracce.
(Mariastella Gelmini, 17 gennaio 2011)

Ah, adesso Facebook vi piace?

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Sapete che nuova c'è? Sul sito del PdL ci si vanta del fatto che la riforma Gelmini abbia riscosso successo su Facebook.
Strano, perché io avevo capito che per i nostri amici del partito dell'amore il social network di Zuckemberg fosse un covo di terroristi, un ricettacolo di violenti, una realtà delinquenziale da chiudere subito.
A quanto pare, invece, quando fa comodo Facebook non è più un ritrovo di scioperati aggressivi e rancorosi, ma torna magicamente ad essere un consesso tanto raccomandabile da volersene addirittura gloriare pubblicamente.
Si vede che dopo il network dell'odio è arrivato il momento del network dell'amore.

Ministro Gelmini, non poteva usare Street View?

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Siccome sono uno che vuole vederci chiaro, mi sono preso la briga di andarmi a guardare con Google Street View la scuola materna di Livorno nella quale, a dire di alcuni, sarebbero esposte delle bandiere comuniste: motivo per il quale il ministro Gelmini ha addirittura inviato sul posto degli ispettori.
Guardiamo la prima foto:

La strada a sinistra si chiama Via del Casino, e il portoncino rosso che vedete in quella strada è l'ingresso della scuola "incriminata"; la strada a destra, invece, è Via San Marco. Ci siete sin qui?
Bene, ora prima giriamoci verso destra:

e poi imbocchiamo Via San Marco:

Andiamo ancora avanti:

ancora un po':

e a questo punto giriamo la testa a sinistra:

poi alziamola:

e infine guardiamo più da vicino cosa c'è su quel muro:

Ah, ecco: la targa che celebra il PCI e le bandiere rosse ci sono (non sono proprio quelle che vedete qua, perché Street View non è in tempo reale, ma il posto è questo, come si rileva agevolmente da queste foto del Tirreno, delle quali riporto qua sotto la più significativa):

però sono collocate addirittura su un'altra strada rispetto a quella dell'asilo. Badate: non di fronte, non accanto, ma su un'altra strada, cioè su un lato esterno diverso del medesimo edificio, all'interno del quale, nel 1921, fu fondato il PCI.
A voi pare che questa cosa sia paragonabile alla scuola di Adro piena zeppa di simboli leghisti? A me, onestamente, proprio no.
Una sola domanda: la Gelmini non poteva usare Street View come me, per rendersi conto delle situazione?
Cioè, c'era bisogno di mandare sul posto degli ispettori pagati con i soldi pubblici?

Dev'essere una questione cromatica

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Dopo aver tollerato per settimane che una scuola intera fosse disseminata di simboli leghisti accampando pretesti inconsistenti, e dopo aver provveduto ad ordinarne la rimozione solo quando le circostanze l'avevano ormai costretta, Mariastella Gelmini manda gli ispettori a Livorno perché sul lato opposto all'ingresso di un asilo c'è una targa che ricorda la fondazione del PCI con due drappi di Rifondazione Comunista.
Si vede che il metabolismo del ministro funziona in modo opposto ai semafori: accelera col rosso e rallenta col verde.

Bibbia e moschetto, studente perfetto

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Dopo le bibbie, nelle scuole arrivano le pistole.
A quanto pare andiamo incontro al futuro con lunghe falcate.

Sì, vallo a raccontare a loro

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È fondamentale il diritto dei ragazzi ad avere una scuola di qualità indipendentemente dal loro ceto sociale e dalla regione di appartenenza.
(Mariastella Gelmini, 13 settembre 2010)

Le singolari inversioni del ministro Gelmini

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Avendo un fratello disabile, e potendo quindi esprimermi con una certa cognizione di causa, mi corre l'obbligo di svolgere un paio di considerazioni su alcuni recenti provvedimenti del Ministro Gelmini.

Partiamo da una considerazione piuttosto intuitiva: se si piazzano nella stessa classe quattro o cinque alunni con disabilità, e li si fa seguire tutti dallo stesso insegnante di sostegno, va inevitabilmente a finire che il malcapitato non ce la fa ad occuparsi di loro con la dovuta tranquillità; di conseguenza quegli alunni, e con essi le loro famiglie, iniziano a vivere una situazione di profondo disagio che si va progressivamente incrementando, finché qualcuno di loro, per disperazione, finisce per abbandonare la scuola.
Orbene, converrete con me che la gestione dei "limiti" ideata dal Ministro Gelmini è alquanto singolare: da un lato, infatti, si è ritenuto opportuno fissare un tetto del 30% in ciascuna classe per gli alunni stranieri, il che costituisce con ogni evidenza una misura discriminatoria che penalizza gravemente l'integrazione dei bambini immigrati; dall'altro lato, non si è provveduto a stabilire alcun limite per i ragazzi con disabilità che possono essere presenti in ciascuna classe, col risultato che essi vengono ammucchiati tutti insieme in classi-ghetto nelle quali non hanno alcuna possibilità di esprimere le loro -sia pure limitate- potenzialità, ancora una volta a danno dell'integrazione, in questo caso dei disabili; il tutto, si badi, pur avendo a astrattamente disposizione, nel computo generale, un insegnante di sostegno per ogni due bambini con difficoltà.
Ora, io non so se questa singolare inversione sia stata scientificamente preordinata, o se sia riconducibile a semplice incapacità: sta di fatto, però, che essa produce l'aberrante risultato di discriminare sia i bambini stranieri, sia quelli disabili.
A volerlo fare apposta, non si sarebbe potuto inventare sistema migliore.

Tetti

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Vediamo di tirare le somme: la presenza nelle scuole dei ragazzi immigrati verrà limitata attraverso l'introduzione esplicita di un tetto del 30%, mentre quella dei disabili sarà subdolamente scoraggiata attraverso la sistematica riduzione delle ore di sostegno.

Così, in un colpo solo, vi toglierete dai coglioni i negri e i ritardati.
Sbrigatevi a trovare un modo per liberarvi anche dei froci, così non ne parliamo più.

Alla prossima chiamiamo i bocciofili

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Finalmente ce l'abbiamo fatta: anche da noi i soldi all'università verranno dati a seconda della qualità dell'ateneo e non più a pioggia! Un applauso alla ministra, che è riuscita a passare da strega inseguita da folle riottose a eroina contro le baronie. Tuttavia, andando ad approfondire la Grande riforma, si incappa subito nella solita italianiata, che vi sottopongo. Per l'attribuzione dei fondi l'Anvur valuterà due aspetti: la qualità della ricerca e la qualità della didattica. Quest'ultima verrà giudicata in base

alla percentuale dei laureati che trovano lavoro a tre anni dal conseguimento della laurea, alla capacità degli atenei di limitare il ricorso a contratti e docenti esterni evitando il proliferare di corsi ed insegnamenti non necessari e affidati a personale non di ruolo.
Interessante. La ministra ha passato un anno della sua onorata carriera a dire che bisognava allontanare i baroni dalle università, e ora viene fuori che i docenti a contratto, quelli che magari sono pure esterni e danno un po' di aria alle università e la avvicinano al mondo del lavoro, non vanno più bene. Ma andiamo avanti. I fondi verranno erogati in base
alla quantità di studenti che si iscrivono al secondo avendo fatto almeno i due terzi degli esami del primo anno e alla possibilità data agli studenti di valutare attraverso un questionario la qualità della didattica e la soddisfazione per i corsi di laurea frequentati.
Mi immagino già la scena. Siamo all'università di Foggia (quest'anno punita con un milione di euro in meno), il professore entra in classe e dice: "Ragazzi, oggi dovete compilare il questionario per la Gelmini. Vi ricordate quell'aula informatica che ci avete tanto chiesto? Ecco, vedete di mettere le crocette al posto giusto". Se per un lavoro del genere ci vogliono i luminari dell'Anvur, la prossima volta sarebbe meglio chiamare quelli del circolo di bocce, che potrebbero ideare un sistema dotato di più raziocinio.

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