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Una firma per salvare dalla forca i gay dell'Uganda

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Come vi raccontavo qualche settimana fa, in Uganda (grazie anche al prezioso apporto degli evangelici) stanno per approvare una legge che condannerà gli omosessuali all'ergastolo (se sono sani) o alla pena di morte (se sono infetti da HIV, tanto per fregiarsi anche di una bella discriminazione in base alle condizioni di salute oltre a quella sull'orientamento sessuale).

Su Avaaz è possibile firmare una petizione per tentare di scongiurare l'approvazione della legge: non so, in tutta onestà, se possa servire a molto, ma le intenzioni mi sembrano più che condivisibili, e in questi casi tentar non nuoce.

Io l'ho già firmata e la diffonderò. E voi?

Petizione per la libertà di internet: aggiornamento, appello ai blogger e risorse

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Dopo due giorni questo blog ha già raccolto più di duecento firme sulla petizione promossa da Agorà Digitale per chiedere al Parlamento di calendarizzare un dibattito su internet e al Governo di sospendere ogni attività legislativa finché quel dibattito non abbia avuto luogo.

Mentre chiedo di nuovo a chi non lo abbia ancora fatto di firmare la petizione, sottolineo che è importantissima la partecipazione di tutti i blogger, che possono attivarsi non solo linkando questo post e invitando le persone a firmare là, ma anche raccogliendo le firme sul proprio blog: a tale scopo, a questo link è possibile scaricare un tutorial facile facile che vi insegna a creare un form da inserire sul vostro blog per raccogliere le firme.

Ricordo, infine, che si tratta della prima petizione Creative Commons della storia: ciò significa che ciascuno è libero di personalizzare la petizione come meglio crede, a patto di lasciare inalterata l'avvertenza finale: potete trovare tutti i dettagli qua, e verificare che qualcuno ha già provveduto a raccogliere l'invito e proporre la sua personale versione.

Mi raccomando, gente, è importantissimo: firmate la petizione, e soprattutto, se avete un blog, partecipate attivamente per raccogliere le firme.

Come avrete capito, ne va della nostra libertà.

Aiutaci a difendere la libertà in internet: firma, personalizza e diffondi la petizione in Creative Commons promossa da Agorà Digitale

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Allora, amici, la storia è questa: siccome dopo il lancio del duomo a Berlusconi se ne sono sentite di tutti i colori (chi vuole eliminare l'anonimato su internet, chi vuole mettere filtri alla navigazione, chi paragona Facebook alle Brigate Rosse e via discorrendo), è arrivata l'ora di mettere in piedi un dibattito costruttivo in cui venga spiegato quali sono i meccanismi di Internet, quali insidie nasconde e quali incredibili opportunità offre per lo sviluppo di una società aperta.
In questi giorni internet sta correndo un grande rischio: c'è infatti chi sta cercando di approfittare della situazione per introdurre norme illiberali e contrarie alla libera circolazione delle informazioni e delle idee.
A noi, che invece la libertà della rete vogliamo difenderla, spetta però il compito di costruire dei ponti con le istituzioni che la devono governare: introdurre nuove misure di intervento è un'operazione delicata, che può avere implicazioni enormi sullo sviluppo della rete e non può essere intrapresa senza una profonda riflessione; il dibattito di questi giorni, infatti, è troppo simile a quello che abbiamo visto altre volte dopo gli attentati terroristici negli Stati Uniti e in Europa, o dopo episodi di cronaca che hanno infiammato l'opinione pubblica, e dimostra che una parte dei vecchi media, della politica e dell'opinione pubblica ha una profonda ignoranza sul funzionamento della rete, e per questo la teme.
E' necessario, una volta per tutte, aprire un grande dibattito e affidarlo al Parlamento, al quale ci appelliamo, insieme a Agorà Digitale, affinché metta in calendario una seduta straordinaria sulla Rete a cui possano partecipare numerosi esponenti della società civile che conoscano e sappiano spiegare Internet, sia al Parlamento stesso che al paese: allo stesso tempo ci appelliamo al Governo, e in particolare al Ministro Maroni, affinchè qualsiasi attività venga normativa venga sospesa subordinandola a tale dibattito.

AVVERTENZA: questa è la prima petizione in Creative Commons della storia. Cosa vuol dire? Che puoi non solo sottoscriverla su questo sito o uno degli altri che la pubblica. Ma puoi addirittura metterla sul tuo sito e raccogliere lì le firme. Anzi puoi addirittura modificarla e raccogliere sul tuo testo modificato le firme, a patto di mantenere inalterata questa avvertenza. Quando cercheremo di spiegare che non è più possibile pubblicare su un giornale un singolo testo con una lista di firme, ma esiste una pluralità di appelli tutti però con la richiesta di un grande dibattito parlamentare, beh, staremo già spiegando Internet.

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Ancora su CL: stavolta firma la petizione!

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Sign for SUL POTERE MONOPOLISTICO DI COMUNIONE E LIBERAZIONE NELLA REGIONE LOMBARDIA


Comunione e Liberazione è l’unico movimento fondamentalista in Europa che ha costituito una situazione di potere monopolistico nell’ambito di una importante istituzione pubblica come la Regione Lombardia attraverso un’occupazione militare dei suoi esponenti in tutti i centri di potere (dai Direttori Generali ai dirigenti delle Unità Organizzative nei più importanti Assessorati, dai Direttori Generali delle pubbliche Aziende Ospedaliere ai primari, dagli Amministratori Delegati ai Presidenti delle società di trasporto, dai Direttori Generali degli Enti e delle Agenzie regionali ai consigli di amministrazione delle società a capitale pubblico della Regione Lombardia operanti in ambiti strategici come le infrastrutture, la formazione, l’ambiente ecc.) costituendo, di fatto, una pericolosa situazione di potere «dominante».
Così scrive Enrico De Alessandri, dipendente dell'Assessorato alla Sanità lombarda.
Formigoni che fa? Lo sospende e gli dimezza lo stipendio .
E qualcuno si chiede se il datore di lavoro sia Comunione e Liberazione o la Regione Lombardia...
Firmate la petizione, ve ne prego
.

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