Visualizzazione post con etichetta Walter Veltroni. Mostra tutti i post

Neanche di destra

1 Commento »

Credo che Vendola sbagli sul conto di Veltroni: un conto è dire -come ha fatto il leader di SEL- che uno è di destra, un altro conto sarebbe dire che non è neanche di destra.
Sono due ipotesi decisamente diverse, e nel caso di specie temo che la seconda, oltre ad essere la peggiore, sia pure quella corretta.

Putrefazione

3 Commenti »

Si disfano, si sfaldano, si sbriciolano.
Si decompongono, verrebbe da dire, non senza aggiungere che la decomposizione non è affatto un bello spettacolo, perfino se riguarda loro.
Ecco, a me viene da pensare che avrebbero potuto risparmiarcela, la diretta minuto per minuto della carcassa in putrefazione: non solo loro, naturalmente, ma anche i soliti noti della parte astrattamente opposta che hanno la responsabilità di averne agevolato l'ascesa con le loro scempiaggini, di averli tenuti dove sono a forza di dettare le loro fantomatiche ricette per il cambiamento, di aver recitato la parte degli strateghi politici senza essere capaci neppure di attraversare la strada sotto casa.
Grazie a tutti, davvero, per il disgusto.

Romanzo commissariale

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Si può raccontare una storia(ccia) politica come quella dei debiti di Roma con un fotoromanzo? Noi siamo convinti di sì. E allora, siccome ne siamo convinti, l'abbiamo fatto.
Qua la prima puntata: condividete, bookmarkate, iscrivetevi al feed.
Perché nelle prossime, credetemi, ne vedrete delle belle.

3 marzo 2008

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Mi corre l'obbligo di ricordare che allora, se avanzavi qualche timida riserva, ti davano pure del disfattista.

I care

14 Commenti »

Walter Veltroni sulla situazione in Libia:

E' una delle crisi più gravi del Mediterraneo per i suoi molteplici aspetti, da quello degli immigrati a quello energetico, fino alla sicurezza degli stessi cittadini locali che stanno subendo una drammatica repressione con tanto di bombardamenti.
Non so se avete notato la sequenza: primo problema, quello degli immigrati che andranno a rompere i coglioni in giro; secondo problema, quello dell'energia; terzo ed ultimo problema, quello dei disperati che si stanno prendendo i razzi e le bombe dall'aguzzino contro cui si ribellano.
Ora, l'avesse detta Bossi, una cosa così, ci sarei pure passato sopra: ma Veltroni è uno che si dà il tono dell'intellettuale, che si picca di saper misurare le parole e che tra l'altro ha scritto pure qualche libro, ragion per cui sono certo che l'importanza del modo in cui si dicono le cose non gli sfugga affatto.
Com'era? Ah, già: "I care".
Grazie a Giampaolo per la segnalazione.

E tu, scusa, che ne sai?

13 Commenti »

Dal Lingotto -cioè dallo stesso posto in cui lanciò la sua candidatura nel 2007, e poi perse le elezioni- Veltroni -non un omonimo, ma lo stesso dell'altra volta- spiega a tutti come tornare a vincere.
Per la serie: chi sa fa, chi non sa insegna.

Veltroni, l'innovatore

3 Commenti »

Veltroni, ospite di Ballarò, dice con aria solenne che è necessario affrontare la sfida dell'innovazione. L'innovazione. Veltroni.
Manca solo che esca fuori il papa a sbraitare che serve la laicità, e poi le abbiamo sentite tutte.

Mutatis mutandis...

5 Commenti »


Gennaio 2009, Veltroni è segretario del Partito democratico. D'Alema ad 8 e mezzo: "Ho fatto male a non far candidare Bersani alle primarie per il segretario del Pd".

Settembre 2010, Bersani è segretario del Partito democratico. Veltroni: "Dovremmo cominciare a cercare un nuovo Prodi".

Dai, facciamo a chi ce l'ha più lungo!

19 Commenti »

So di aver conquistato il risultato migliore della storia del riformismo italiano.
(Walter Veltroni, 15 settembre 2010)
Credo sinceramente di essere stato e di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio che l'Italia abbia potuto avere in 150 anni della sua storia.
(Silvio Berlusconi, 10 settembre 2009)

Quando il Pci affonderà, verranno a galla tutti gli stronzi

30 Commenti »


Sottotitolo: tutti sono invitati ad esser impietosi.

il tema mi sembra chiaro: com'è possibile che a gestire la "sinistra" italiana siano ancora D'Alema, Veltroni, Bersani, Fassino, Bettini, Franceschini, Bindi, Follini e via andando, ossia, la FGCI degli anni '70, i giovani DC (di sinistra) del tempo e qualche scheggia di provenienza FGSI? Non hanno mai vinto nulla, non hanno mai fatto un'analisi politica corretta, non hanno mai azzeccato una previsione, non hanno mai "conquistato" nulla per il loro "popolo" o elettorato, insomma sono un fallimento sul piano politico ed uno zero assoluto su quello intellettuale e progettuale. Han passato circa 40 anni, qualcuno un pelo di più, qualcuno un pelo di meno, a "fare politica", perdendo sempre ed arrivando in ritardo a tutti gli appuntamenti. Eppure la loro base non li mette ancora in discussione né, tantomeno, li caccia a pedate. Anzi, o se ne vanno volontariamente o nessuno li manda via.
…
Quindi la comune aderenza partitica, perché era la maniera per stare dallo stesso lato dello steccato. Ma una diffidenza intellettuale totale, la quale richiedeva quindi che l'apparato si autoselezionasse in base a puri criteri interni, criteri di apparato. Ed i criteri di apparato, specialmente se dell'apparato togliattian-stalisnista del PCI si tratta, sono quelli della fedeltà, dell'obbedienza, della mediocrità, del lavoro di corridoio. Niente voli pindarici, niente rischi intellettuali, niente sperimentazioni, niente critica, niente contaminazioni culturali: allineati e coperti, che presto o tardi si occupa la stanza dei bottoni (perché in quei termini pensavano e pensano). … L'innovazione politico-intellettaule viene quindi penalizzata sempre, la mediocrità burocratica sempre premiata. E questo processo di selezione dura dal 1950 al 1990, instancabile.
…
Negli anni del tramonto e dell'implosione si affaccia una generazione nuova davvero, quella selezionata completamente all'interno del partito, quella che nulla ha a che fare né con la resistenza né con i movimenti sociali e culturali degli anni '50-70. Arriva al potere agli inizi degli anni '90 il nuovo gruppo dirigente del PCI. Essi sono il nulla allo stato puro.
…
Quando arriva il tracollo il meccanismo di autosalvaguardia dei "giovani" (hanno tutti 60 anni ora) della sinistra democristiana (Franceschini) della FGCI (tutti quanti) degli "enti" locali (Bersani) prende il sopravvento e il potere, il poco che c'è da prendere, facendo scemenze strabilianti e dovendo cedere su punti non banali che si rivelano fatali, la principale fu quella di allearsi a cretini (Pecoraro Scanio), venditori di fumo (Bertinotti), demagoghi (Di Pietro) e arrivisti (Mastella). Questi sono i fatti.
…
Le urne, guarda caso, hanno parlato chiaro ancora una volta e la cricca degli inutili ha provato ancora una volta la propria inutilità. Un terzo d'Italia non vota più, il resto preferisce il figlio di Bossi ai loro lacché locali.
Tutto il resto lo trovate qui.

Ps. Un amico mi scrive: "Penati, quello che ha perso le provinciali nella provincia meno leghista della Lombardia, è stato imposto alle Regionali giusto perchè le altre province lombarde erano più leghiste. Gli manca di provare a Palazzo Marino, poi c'è il Consiglio di Zona 10, poi l'assemblea di condominio...".
Dev'essere questo il "segno di inversione di tendenza" che ha in mente Bersani. Già.

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