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Pisolo, Brontolo e Bricolo

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nani

Federico Bricolo, presidente dei senatori della Lega Nord:

Al ministro egiziano dico che noi non accettiamo lezioni da nessuno, tanto meno dal rappresentante del governo di un Paese dove vengono uccisi cristiani soltanto perche professano la loro fede. Noi qui non discriminiamo nessuno, ma non è benvenuto chi non rispetta le nostre leggi, la nostra storia e la nostra tradizione.
Dopo Pisolo e Brontolo, dunque, è arrivato anche il momento di Bricolo, il quale non ha peraltro chiarito se far lavorare gli esseri umani nei campi per un euro l'ora, e poi prenderli a fucilate nei momenti di noia, faccia parte delle nostre leggi, della nostra storia o della nostra tradizione.

Chissà, magari ce lo spiegheranno Eolo e Mammolo.

Daje de tacco, daje de punta, nel salotto de Donna Assunta

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Mentre a Castel Volturno spuntano i "negrozi" Donna Assunta Almirante rivolge il suo monito a Gianfranco Fini:

Gli immigrati? Visto che Fini è solidale e ne propone la cittadinanza, sia coerente e li ospiti a casa sua, nel suo bel salotto.
Perfetto: vorrà dire che manderemo nel salotto di Fini gli immigrati di Rosarno, e in quello di Donna Assunta, sempre per coerenza, quelli che gli sparavano addosso.

E poi vediamo quale dei due salotti sarà più frequentabile.

Colpevolezza di esistere, libertà di massacrare

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Roberto Maroni sui disordini di Rosarno:

E' una situazione difficile come in altre realtà perché in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, un’immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall'altra ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno.
Fate attenzione: se gli immigrati vengono costretti a lavorare sotto al sole 14 ore al giorno per la miseria di un euro l'ora, se gli tocca dormire ammassati dentro a dei letamai che farebbero ribrezzo pure alle pantegane, se vengono quotidianamente umiliati, mortificati, derisi, se in qualche caso si finisce perfino per sparargli addosso, sapete di chi è la colpa?

Loro, naturalmente, perché sono entrati clandestinamente in Italia; loro e di chi ha consentito che arrivassero.

Mica di chi li schiavizza, li mortifica, li usa per il tiro a segno; macché, la colpa è degli immigrati e di chi li ha tollerati, come se il fatto stesso che loro ci sono, che si trovano fisicamente nel nostro paese, implichi in modo ineludibile il fatto che chiunque possa prendersi la libertà di trattarli peggio delle bestie; come se la responsabilità di questi aguzzini, di questi schiavisti, di questi massacratori di esseri umani debba essere considerata del tutto irrilevante; come se di fronte a un negro che non ha i documenti in regola la reazione prevedibile, normale, automatica di un autoctono qualsiasi sia quella prenderlo e disporne a suo piacimento, come se si trattasse di una cosa.

Loro, gli immigrati clandestini, sono colpevoli del fatto di esistere; gli altri, in ragione di ciò, diventano irresponsabili per ogni atrocità posta in essere nei loro confronti.

No, dico, vi rendete conto?

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