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Ecco perché no

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Eppure Civati ve l'ha data, la risposta alla domanda che tambureggia da ieri: PD, perché non Rodotà? O meglio, ve l'ha data quasi tutta, lasciando a voi il compito (penoso) di completarla.
Rodotà non aveva i numeri, dice Civati. Il che equivale a dire che non sarebbe stato votato da una parte del PD tanto significativa da pregiudicarne l'elezione e "bruciarne" il nome.
Embè? Direte voi. Hanno bruciato i nomi di Marini e Prodi, non valeva la pena di rischiare di bruciare anche quello di Rodotà pur di tentare? Tanto, male che fosse andata, non sarebbe stato eletto comunque: e il partito sarebbe apparso dilaniato esattamente nello stesso modo che tutti hanno potuto vedere durante il primo e il terzo scrutinio.
Mica vero. E questa, abbiate pazienza, è la parte di risposta che Civati ha lasciato a voi.
Perché un conto è dimostrarsi divisi perché una parte dei propri parlamentari, avendo a cuore la "volontà popolare", non ci sta al cosiddetto "inciucio" col berlusca; un altro è rendere evidente al paese che cento o duecento di loro hanno poco o niente a che vedere con una visione laica e progressista del mondo e della politica. Anzi, che la schifano. La temono. La aborrono.
Cioè, in estrema sintesi, che il Partito Democratico non è quello che dice di essere.
Per questo la candidatura di Rodotà non poteva essere sottoposta al voto: perché avrebbe rivelato agli elettori del PD il fatto che il PD, nel suo complesso, non è affatto quello che loro pensano che sia; o, per dirla meglio, non è affatto ciò che lo stesso PD, alimentando colpevolmente un equivoco che va avanti sin dalla sua nascita, ha raccontato loro di essere.
Insomma: bruciare Marini e Prodi avrebbe mostrato un partito diviso; bruciare Rodotà avrebbe impietosamente disvelato un partito che prende per il culo i suoi stessi elettori.
Che dite, è sufficiente come risposta?

Appunti /3

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Insomma, se non ho capito male secondo Fioroni per poter correre alle primarie del centrosinistra è necessario essere più o meno uguale agli altri.
Per la serie: va bene consentire alla gente di scegliere, ma non tra cose troppo diverse.
Sennò, capirete, va a finire che diventa una scelta sul serio.

Qualsiasi cosa, pur di smuoverlo 'sto PD. 5 refendum!

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Dopo la triste vicenda dell'Assemblea nazionale del PD, durante la quale Rosy Bindi ha impedito di votare alcuni ordini del giorno tra cui quello integrativo del suo pessimo documento sulle unioni civili, qualcuno si muove e lo fa dal basso, come piace a me, consentendo agli iscritti di esprimere la propria opinione.
Opinione che mi sa tanto sia molto diversa da quella della Bindi o di Fioroni, per capirci.

Dichiariamo aperta la stagione referendaria del Pd, ai sensi dell’articolo 27 dello Statuto. Cinque quesiti per evitare che gli elettori si consegnino definitivamente alle cinque stelle. Cinque temi forti su fisco, diritti e matrimoni civili, ambiente, spesa pubblica e governo del Paese, da definire e precisare insieme, sotto il solleone, come un Sudoku democratico. Per poi passare all’azione, già da domenica. Cinque referendum proposti e presentati dagli iscritti sulle questioni di sostanza (oh, yes), scritti e presentati in punta di diritto e quindi non precludibili, a cui potranno partecipare tutti gli elettori del Pd. Cinque punti chiari per definire come sarà il progetto politico del nuovo centrosinistra.
j

Generatore automatico di concessioni del PD alle coppie gay

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Scusate, ma dopo il "presidio giuridico" di Bersani non era possibile resistere. Istruzioni: fare refresh per ottenere nuove concessioni del PD alle coppie gay

Un' alleanza con questi qua

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Ricapitoliamo, vi va?

L'omosessualità è una devianza della personalità: un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico.
(Paola Binetti, deputata UDC)

Ci sono le famiglie tradizionali che fanno crescere i bambini e li educano. Questi quando sono grandi pagano tasse e contributi anche per le pensioni e l’assistenza sanitaria di quelli che i bambini non li hanno avuti, e che hanno avuto invece molti soldi in più durante la vita. Sennò da dove pensiamo che si prendano i soldi per pagare le pensioni ai gay?
(Rocco Buttiglione, presidente UDC)

La morte di Eluana Englaro spalancherà le porte all'eutanasia in Italia. La sua fine produrrà conseguenze drammatiche. Se il boia di Eluana riuscirà ad eseguire la condanna a morte per fame e per sete, questa esecuzione scatenerà un pericoloso effetto domino che investirà centinaia di casi analoghi.
(Gabriella Carlucci, deputata UDC)

Si vuole costruire una gioventù fieramente diversa e disponibile alla sodomia islamica, con misure allucinanti e pregiudizi ideologici verso la femminilità e la mascolinità dei giovani italiani.
(Luca Volontè, deputato UDC)

Il via libera dato dall’Agenzia del farmaco alla Ru486 fa cadere un altro baluardo a difesa della donna e la abbandona cinicamente al suo destino e alla sua solitudine.
(Luisa Capitanio Santolini, deputata UDC)

La sinistra radicale pretende di imporre i propri valori e le proprie regole non solo alle istituzioni italiane, ma anche alla Chiesa dettando le norme dei suoi comportamenti ecclesiali. Se qualcuno non avesse capito quale arroganza e quanta strumentalizzazione vi è in questo comportamento la vicenda Welby dovrebbe aprire gli occhi a tutti. Il tutto magari in nome della laicità dello Stato, massima ipocrisia in questo caso.
(Lorenzo Cesa, segretario UDC)

Ecco, oggi uno dei massimi esponenti del -sedicente- principale partito progressista italiano ha ripetuto che si dovrebbe fare un'alleanza con questi qua.
Non so, c'è bisogno di aggiungere qualcosa?

Cioè niente

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Quando un partito politico ha dei dilemmi su obiettivi, alleanze, primarie e leadership significa che non sa cosa vuole fare, con chi vuole farlo, chi lo guiderà a farlo e come lo sceglierà.
Il che equivale a dire che quel partito, in buona sostanza, non sa niente.
Andiamo bene.

Il ricatto

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Diciamoci la verità, che poi è una verità di Pulcinella: nonostante tutto continuo ad essere convinto che il PD sia decisamente meno peggio di quelli della coalizione opposta (per intenderci, PdL e Lega Nord).
Non credo, onestamente, che si tratti di una condizione singolare: anzi, ho il sospetto di essere in compagnia di qualche milione di persone, che proprio come me si ritrovano a fare lo stesso ragionamento un giorno sì e un giorno no, giungendo sistematicamente alla medesima conclusione.
Io e quelle persone, tuttavia, non siamo i soli ad aver capito l'aria che tira: insieme a noi -ed è questo il punto- ci sono pure quelli del PD, che sono perfettamente consapevoli di vincere a mani basse la palma dei monoculi in terra caecorum e se ne approfittano, contando sui voti che riusciranno ad accaparrarsi senza prendersi la briga di fare un piccolo sforzo in più.
Il che, guardato da un punto di vista leggermente diverso, assume in tutto e per tutto le fattezze di un ricatto: quello di chi ti guarda negli occhi e ti dice una cosa del tipo "so di non essere niente di speciale, ma so anche che sarai obbligato a votarmi lo stesso, perché dopo aver dato un'occhiata a quegli altri non potrai fare altrimenti".
Ebbene, io questo ricatto non riesco più a ingoiarlo. Lo trovo un mezzuccio meschino, vile, odioso, intollerabile.
Non ci arriverò, al punto di votare quegli altri: anche se so perfettamente -cosa che quelli del PD fanno finta di non vedere- che un sacco di gente rispettabile c'è già arrivata da un pezzo.
Non ci arriverò perché giocare al "tanto peggio tanto meglio" non è mai stato il mio passatempo preferito.
Ma sappiano, quelli che vorrebbero costringermi a sceglierli in questo modo, che finché non si danno una mossa e cambiano registro possono scordarsi il mio voto: insieme a quello di tanti altri che, come me, questo ricatto non lo sopportano più.
Si facciano due conti, si riuniscano e poi decidano.
Oppure la smettano di domandarsi ipocritamente perché continuano a prenderle.

Riformisti nelle info di Google

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Solo per segnalare che "la più grande forza politica riformista del paese" -che tale si definisce nelle info fornite a Google- non ha ritenuto di aderire alla campagna "Teniamo Famiglia", se non con i giovani, con la sua sezione del XV Municipio a Roma -perché da quelle parti Cristiana Alicata ha la delega ai diritti, sennò stavamo freschi- e con alcuni esponenti facenti funzione di mosca bianca come Paola Concia.
Quegli altri, ossia i non giovani che operano negli altri municipi e nel resto del paese, devono ancora decidersi: non dico a scendere in piazza e a raccogliere le firme insieme a noi, per carità, ma perfino a dire che condividono l'iniziativa.
Ne consegue, con ogni evidenza, che "la più grande forza politica riformista del paese" non si spinge neppure a fare "like" nei confronti di un'iniziativa che attribuirebbe -attribuirà, perché fosse l'ultima cosa che facciamo ce la faremo- i giusti diritti a tutte le famiglie, indipendentemente dal fatto che siano sposate o conviventi, eterosessuali o omosessuali, convenzionali o un tantino inconsuete.
Date retta, modificate quelle due righe: messi come siete messi non riformate manco un regolamento condominiale.

Ahi ahi, Angelino, quanto ti sbagli

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Pier Luigi Bersani, Segretario
Uno Stato che vede crescere un fenomeno, e lo vede crescere a dismisura, deve regolarlo. Poi non è che lo chiamo matrimonio omosessuale, perchè riconosco che non sono assimilabili.
Enrico Letta, Vice Segretario
Per quanto riguarda le unioni civili, credo che, su questo e su altri temi sensibili sui quali negli anni scorsi ci siamo divisi, dovremmo tentare in tutti i modi di scongiurare lo "scontro di civiltà" e i muro contro muro tra laici e cattolici.
Rosy Bindi, Presidente Assemblea Nazionale
Il Pd non ignorerà i diritti di tutti. Il matrimonio però è solo eterosessuale, è un punto molto fermo.
Dario Franceschini, Capogruppo alla Camera
Sul riconoscimento delle coppie di fatto c'è una posizione che è stata portata in parlamento più volte e che io condivido: è il riconoscimento delle coppie di fatto, che in base al nostro ordinamento costituzionale sono una cosa diversa dalla famiglia.
Pierluigi Castagnetti, Direzione Nazionale
Già nel corso della stesura del provvedimento sui Dico avevamo tutti convenuto sul fatto che quell’importante provvedimento è altra cosa rispetto ad una legge sulle politiche familiari.
Vannino Chiti, Direzione Nazionale
Dico personalmente, come convinzione personale, che io non sono convinto dei matrimoni gay e non penso neppure che ci possa essere l’adozione di figli.
Massimo D'Alema, Direzione Nazionale
Una parte importante del nostro Paese ritiene che il matrimonio sia un sacramento. Ed è possibile rispettare questo sentimento senza reprimere i diritti degli omosessuali.
Lucio D'Ubaldo, Direzione Nazionale
L’accettazione delle coppie gay deve associarsi al sentimento e alla convinzione che la famiglia, come istituzione preservata dalla nostra Carta costituzionale, ha un'identità che resiste alla pretesa di includervi qualsiasi relazione intersoggettiva.
Piero Fassino, Direzione Nazionale
In Spagna si è andati verso una legislazione con matrimoni tra persone dello stesso sesso. In Italia non proponiamo questa formulazione perché l'Italia ha una storia diversa.
Giuseppe Fioroni, Direzione Nazionale
La Costituzione, soprattutto, dice e spiega qual è la famiglia. I matrimoni tra gay non sono previsti.
Romano Prodi, Direzione Nazionale
Famiglia e matrimonio sono parole che non si usano fra persone dello stesso sesso, non c'è dubbio.
Luciano Violante, Direzione Nazionale
I Pacs che noi proponiamo sono una cosa del tutto diversa dalla legge spagnola sui matrimoni gay.

Come volevasi dimostrare

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Angelino Alfano, 10 marzo 2012, Orvieto:

Se la sinistra andrà al governo, farà quello che hanno fatto in Spagna. Ossia il matrimonio tra uomini.
Metilparaben, 11 marzo 2012, Twitter:
Alfano dice che se vincerà la sinistra ci saranno i matrimoni gay. Vorrei tanto avere la stessa fiducia di Alfano nella sinistra italiana.
Rosy Bindi, 12 marzo 2012, SkyTg24:
Il Pd non ignorerà i diritti di tutti. Il matrimonio però è solo eterosessuale, è un punto molto fermo.

A quest'ora il questore in questura non c'è

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Il Pd è al centro del centrosinistra e non può essere schiacciato su posizioni radicali per poi fare l'alleanza con i moderati o su posizioni moderate per poi accordarsi con Sel. Noi lavoriamo per un'alleanza più larga, che guarda sia alla nostra sinistra che al centro.
Rosy Bindi in vena di scioglilingua.

Un momento lungo 50 anni

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Carmela Rozza, capogruppo PD al Comune di Milano, ci comunica che non è il momento per le coppie di fatto e per quelle omosessuali, perché il suo partito vuole "con testardaggine, affrontare l'argomento con la giusta serenità".
Il che, a onor del vero, mi ricorda un po' la barzelletta del tizio che va a trovare un eremita in cima a una montagna, gli chiede "come va?" e dopo tre anni si sente rispondere "va bene, ma se sei venuto per rompere i coglioni te ne puoi andare anche subito".
Fuor di metafora, la questione dei diritti degli omosessuali è sul tappeto da qualche decennio: se n'è discusso fino alla nausea, in tutte le sedi possibili e immaginabili, non senza doversi sorbire insulti, fregnacce e supercazzole: eppure, a quanto pare, gli amici del PD hanno ancora bisogno della "giusta serenità", vale a dire di chissà quanto altro tempo, per sviscerare la questione ancora un po'.
E meno male che questi si dicono progressisti: figuriamoci che sarebbe successo se fossero stati conservatori.

---
Grazie a Clara per la segnalazione.

L'ennesima occasione persa

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All'Assemblea Nazionale del PD che si è conclusa ieri Mina Welby ha cercato di presentare un ordine del giorno che impegnasse i parlamentari del Partito Democratico a non votare l'indecente sanatoria sulle affissioni politiche abusive contenuta nel milleproroghe: prima le hanno risposto che non era attinente alle questioni europee discusse in assemblea, e poi, quando l'ha modificato mettendo in luce che era attinente eccome, le hanno detto che non se ne poteva parlare perché era stato presentato in ritardo.
Io, personalmente, mi sarei aspettato che di fronte a una schifezza del genere il partito di quelli che stanno sempre a puntare il dito sulla disonestà degli altri avesse accolto la proposta di Mina indipendentemente dall'orario della sua presentazione, e che anzi l'avesse anticipata con prese di posizione pubbliche e inequivocabili sin dall'inizio dell'assemblea.
Invece, come al solito, nel PD si continua a nicchiare e ad attaccarsi ai cavilli: perdendo l'ennesima occasione per dimostrare ai cittadini che l'integrità di cui ci si ammanta abbia un minimo riscontro con la realtà.
E poi ci si lamenta quando si perdono le elezioni.

La sanatoria bipartisan

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Seguitemi con attenzione, ché ne vale davvero la pena.
Ieri al Decreto Milleproroghe è stato aggiunto un emendamento, che vedete in copia qua sopra e che recita così:
All'articolo 42-bis del decreto-legge 30 dicembre 2008 n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009 n. 14, sono apportate le seguenti modificazioni:
  1. al comma 1 le parole "fino alla data di entrata in vigore del presente decreto" sono sostituite dalle seguenti: "fino al 29 febbraio 2012";
  2. al comma 2 le parole "entro il 30 settembre 2009 soo sostituite dalle seguenti: "entro il 30 settembre 2012" e le parole "31 maggio 2010" sono sostituite dalle seguenti: "31 maggio 2012".
Fin qui si capisce solo che hanno modificato un articolo di un decreto-legge, spostando in avanti alcune date. Ma noi, che siamo maliziosi, quell'articolo ce lo andiamo a leggere. Eccolo:
Art. 42-bis. Disposizioni per la definizione di violazioni in materia di affissioni e pubblicità
  1. Le violazioni ripetute e continuate delle norme in materia di affissioni e pubblicità commesse nel periodo compreso dal 1° gennaio 2005 fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, mediante affissioni di manifesti politici ovvero di striscioni e mezzi similari, possono essere definite in qualunque ordine e grado di giudizio, nonché in sede di riscossione delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio, mediante il versamento, a carico del committente responsabile, di una imposta pari, per il complesso delle violazioni commesse e ripetute, a 1.000 euro per anno e per provincia.
  2. Tale versamento deve essere effettuato a favore della tesoreria del comune competente o della provincia qualora le violazioni siano state compiute in più di un comune della stessa provincia. In tal caso la provincia provvede al ristoro, proporzionato al valore delle violazioni accertate, ai comuni interessati, ai quali compete l’obbligo di inoltrare alla provincia la relativa richiesta entro il 30 settembre 2009. In caso di mancata richiesta da parte dei comuni, la provincia destinerà le entrate al settore ecologia. La definizione di cui al presente articolo non dà luogo ad alcun diritto al rimborso di somme eventualmente già riscosse a titolo di sanzioni per le predette violazioni. Il termine per il versamento è fissato, a pena di decadenza dal beneficio di cui al presente articolo, al 31 maggio 2010. Non si applicano le disposizioni dell’articolo 15, commi 2 e 3, della legge 10 dicembre 1993, n. 515.
Ci siamo, adesso? Con questo emendamento si sanano tutte le affissioni abusive dei partiti fino al 29 febbraio 2012 (cioè anche quelle che devono ancora essere commesse) pagando un importo forfettario di mille euro per provincia (invece che la multa da 200 a 1.500 euro a manifesto, come ad esempio recita il regolamento comunale di Roma).
Ebbene, quale partito sarà stato così svergognato da sanare con quattro soldi tutte le nefandezze commesse dai politici sparpagliando cartaccia in giro? Be', sotto l'emendamento c'è la firma dei due relatori: Gianclaudio Bressa (PD) e Gioacchino Alfano (PDL).
Devo aggiungere altro?

Il flop abusivo del PD

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Sui social network serpeggia l'ironia sulla nuova campagna del PD (per capirci, quella con Faruk, Fabrizio, Eva e tanti altri amici), che a dire di molti sarebbe l'ennesimo flop mediatico.
Serpeggia molto meno, però, l'indignazione (termine di cui i nostri amici democratici fanno sovente grande sfoggio) legata al fatto che detta campagna è stata realizzata in gran parte mediante attacchinaggio di manifesti abusivi in ogni angolo delle città: cioè, sinteticamente, è illegale, come peraltro accade sempre, tant'è che noi denunciamo la cosa da una vita.
Come dire: visto che c'è qualcuno che da anni ve li segnala, non sarebbe meglio preoccuparsi dei problemi veri?

Conosci Fabrizio, quello che non paga le affissioni?

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A quanto pare gli amici del PD conoscono Fabrizio, Eva, Faruk, Serena e un sacco di altre personcine in gamba che vogliono presentarci su Facebook.
Si tratterà sicuramente di gente come si deve, che va matta per la costituzione e si indigna un giorno sì e l'altro pure contro il malcostume dilagante nel paese, facendo like a rotta di collo su status traboccanti senso civico, responsabilità, rispetto delle istituzioni, insulti a chi delinque e quant'è bello il presidente Napolitano che insieme a loro è l'unico onesto.
Conoscono Fabrizio, Eva, Faruk, Serena e un sacco di altre personcine in gamba, gli amici del PD: però, a quanto pare, non conoscono il regolamento comunale per le pubbliche affissioni né si peritano di consultarlo, e continuano allegramente ad appiccicare in giro i loro manifesti hipster-pop che fanno tanto comunicazione 2.0 senza chiedere il permesso a nessuno e senza pagare la tariffa, come se la città fosse un enorme spazio tutto loro, da insozzare a piacimento in barba a qualsiasi regola.
Io, sinceramente, non ho avuto il piacere di conoscere Fabrizio, né Faruk, né Eva, e nemmeno Serena: però penso che queste personcine così smart e trendy dovrebbero preoccuparsi di rispettare la legge, prima di chiedermi di cercarle su Facebook.
Fino a quel momento, gli unici che dovrebbero trovarle sono i vigili urbani.

La sinistra non esiste più

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E' piuttosto evidente che per potersi proclamare di sinistra non sia sufficiente occupare una certa posizione nell'emiciclo parlamentare: occorre attuare delle politiche, per l'appunto, di sinistra, o alternativamente non sostenere delle politiche di destra, o quantomeno saperle riconoscere come tali quando ci si trova a doverle valutare.
Ebbene, il fatto che il leader del principale partito della sinistra italiana arrivi a dichiarare che il governo Monti "non è un governo di destra" significa che in Italia, perlomeno in Parlamento, la sinistra non esiste più.
Indipendentemente dal posto in cui poggiano i lombi i suoi (sedicenti) esponenti.

Non è il momento

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L'altro giorno un sostenitore del PD, durante una discussione in cui esprimevo una certa perplessità su alcuni comportamenti del suo partito, mi ha risposto che non avevo torto, ma per il bene di tutti non era il momento giusto per le critiche.
La cosa buffa è che lo stesso rilievo, con parole pressoché identiche, mi viene mosso praticamente da sempre: non era il momento di sottolineare gli errori del PD quando nacque, perché quello era un momento fondativo e bisognava concentrarsi sugli aspetti positivi anziché evidenziare le note dolenti; non era il momento durante la campagna elettorale, perché l'importante era cercare di guadagnare il governo del paese e il tempo per discutere sarebbe venuto dopo; non era il momento dopo aver perso le elezioni, perché la priorità era raccogliere i cocci e andare avanti insieme evitando di disintegrarsi nonostante la sconfitta; non era il momento durante il governo Berlusconi, perché ciò che contava davvero non era alimentare altre divisioni, ma liberarsi del cavaliere; non è il momento adesso, perché c'è la crisi e bisogna concentrarsi su quella, invece di accapigliarsi tra di noi.
In estrema sintesi, la sensazione è che il momento di criticare il PD, secondo alcuni suoi sostenitori, non arrivi mai, perché c'è sempre qualcosa di più urgente di cui occuparsi: tanto il tempo per portare i nodi al pettine verrà dopo, più tardi, quando le cose saranno migliorate.
Io, al loro posto, inizierei a sospettare che il ragionamento debba essere ribaltato: e cioè che le cose non migliorano proprio perché di alcuni punti dolenti, con una scusa o con l'altra, non si discute mai.
Se così fosse, ne converrete, il momento sarebbe adesso.
E forse sarebbe anche tardi.

A chi dovrebbe essere dedicato il prossimo "cambia il vento"? A voi la parola

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Dopo D'Alema e Veltroni, ecco che gli ormai leggendari manifesti del PD con lo slogan "Cambia il vento" escono anche nella versione dedicata a Goffredo Bettini (foto courtesy: Civati).
A questo punto mi pare assolutamente ineludibile indire un concorso tra i lettori: se tanto mi dà tanto, a chi intitolereste il prossimo poster?
A voi la parola. Scatenatevi.

Una responsabilità storica

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Lo ripeto per l'ennesima volta, e poi pazienza se qualcuno si sarà stancato di leggere sempre la stessa solfa: personalmente sono convinto che fino a quando la politica -in modo particolare i sedicenti partiti di sinistra, e tra questi il più importante, vale a dire il PD- non si deciderà a battersi sul serio affinché ai gay vengano attribuiti senza riserve tutti i diritti che spettano agli altri, le aggressioni agli omosessuali continueranno allegramente sotto gli occhi di tutti.
Con ciò, evidentemente, non voglio dire che se domani fossero istituiti il matrimonio e l'adozione gay gli squadristi si dedicherebbero ad altre imprese a partire dal giorno dopo: ma che quei provvedimenti costituiscono il presupposto ineludibile per provocare un mutamento culturale che produrrebbe i suoi effetti nel giro di qualche decennio.
Finché ciò non avverrà, finché i vergognosi distinguo di questi progressisti della domenica non verranno messi da parte, finché quei diritti non verranno attribuiti a chi li reclama, quel mutamento non potrà neppure iniziare: e dunque la sinistra italiana -e nell'ambito della sinistra, lo ribadisco, il PD in particolare-, che sul tema dell'omosessualità continua a titubare in modo patetico sforzandosi in tutti i modi di non dire niente per non scontentare nessuno, è di fatto portatrice di una responsabilità storica.
Quella di non innescare un processo che nel corso dei prossimi anni potrebbe risollevare il nostro paese dal rivoltante medio evo in cui è precipitato.
Il resto sono chiacchiere, e pure fastidiose da ascoltare.

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