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12 e 13 giugno 2016

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Voi che ne dite, sarebbe meglio non aspettare il 2016, o sbaglio?

Arsenico & vecchi giochetti

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Fumata nera (l'ennesima) da parte dell' UE: niente più deroghe sulla quantità di arsenico nell'acqua potabile!
Sia chiaro, la notizia è NIENTE PIU' DEROGHE.. e non, come potrebbe sembrare che siano "nuovi limiti imposti". Il limite di 10 microgrammi per litro, era stato già fissato nel 2001 in Italia, in netto ritardo con la direttiva europea del 1998, il secolo scorso. A forza di cadere dalle nuvole rischiamo di spezzarci l'osso del collo.
E perdonatemi, ma sentir dire dal dott. Ottaviani (direttore igiene acque interne dell'ISS) che rispetto al rischio cancro, non bisogna fare allarmismi, dichiarando che

"Non ci sono rischi se l’arsenico viene assunto per un periodo limitato che “rientra appunto nella deroga”. E sui rischi di alcune forme di cancro “dipende dalla durata dell’esposizione ed solo per un’ulteriore precauzione se si consiglia di non far bere quell’acqua a bambini al di sotto dei 3 anni”. Purtroppo “ manca una corretta informazione”,
mi fa accapponare la pelle. Per 3 motivi:
  • il primo, leggendo quali sono le città ed i paesi in questione, ritengo che in molti abbiano bevuto acqua all'arsenico per tutta la vita;
  • secondo, quando il dott. Ottaviani, responsabile dell'igiene delle acque interne parla del fatto che il rischio è minimo perchè limitato alla deroga, vorrei far presente che le deroghe in oggetto sono 3. Dal 2001, anno in cui l'Italia ha recepito le direttive europee sui limiti e identificato i rischi per la salute sono passati 9 anni, tre deroghe, tre volte il "periodo di tempo limitato", senza peraltro nessuna precauzione per i bambini entro i 3 anni, per i quali sono opportune ulteriori precauzioni. Della serie: sì, potrebbe causare il cancro, ma solo un po'.
    Avrei anche da aggiungere che sentir parlare di "rischio minimo" sulla pelle altrui mi ricorda tanto il "che ce frega, tanto noi beviamo acqua minerale" (aò, cito Saviano pure io);
  • il terzo punto è una riflessione: sulla home page dell'ISS, in fondo a destra (senza allusioni), alla voce "chi siamo", si parla di "attività di ricerca (...) di consulenza, formazione e controllo applicate alla tutela della salute pubblica"... pensavo si parlasse di noi...
Su una cosa concordo con il dott. Ottaviani, che purtroppo "manca una corretta informazione".

Divinazione comunale

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Da Wikipedia:

La rabdomanzia è una pratica che consiste nel tentare di localizzare oggetti nascosti sotto terra servendosi di una verga o di una bacchetta biforcuta. Ha origini antiche ed è ancora praticata nonostante tutte le prove realizzate secondo metodi scientifici ne abbiano mostrato la completa inefficacia.
Il termine deriva dalle parole greche ῥάβδος (rhábdos) che significa "bacchetta" e μαντεία (mantéia) che significa "divinazione", dove quest'ultima va intesa nel significato più esteso di "ricerca di informazioni mediante pratiche religiose".
Ecco, fate un po' voi.

Piove

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Stamattina mi sono svegliato con il rumore dei goccioloni d'acqua che cascavano dal soffitto del bagno e con delle graziose pozzette d'acqua sul pavimento del medesimo.
D'altra parte erano due anni che c'era quella macchia di umidità, lassù nell'angolo, che si ingrandiva giorno dopo giorno: ma nonostante le mie continue segnalazioni quelli del piano di sopra (gente di un certo livello, una famiglia borghese e tradizionale della Roma bene, mica immigrati, relativisti, omosessuali), si sono ben guardati dal degnarsi di mettere mano ai tubi di casa loro per far cessare l'inconveniente.
Ragion per cui, aspetta oggi e aspetta domani, stamattina mi piove in casa. Sono pure salito di sopra, verso le otto, per chiedere la cortesia di chiudere il rubinetto generale dell'acqua, ricevendo in cambio un gentile ma inamovibile "non se ne parla, tra l'altro non so nemmeno dov'è", seguito a ruota, in risposta alle mie ulteriori insistenze, da un ben più irritato "eppoi sto uscendo, torno alle cinque, lei metta degli stracci per terra e dopo vedremo".
Ne consegue che verso le cinque mi toccherà chiamare i vigili del fuoco: i quali, almeno me lo auguro, provvederanno ad imporre quello che un povero cristo come me si era limitato a chiedere per favore.
Avete qualche suggerimento?

Chiare, fresche e dolci acque

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A Reggio Calabria non c'è l'acqua potabile, ma invece di investire risorse per ottenerla si destinano 37 milioni di euro alla ristrutturazione delle chiese.

A Roma, viceversa, l'acqua potabile c'è, tanto che il Vaticano se la prende e non la paga.

Quando è questione di liquidi, quelli della Santa Sede è meglio lasciarli stare.

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