Visualizzazione post con etichetta guerra. Mostra tutti i post

Bellezza e necessità

9 Commenti »

Dice: la guerra non è una cosa bella, ma a volte è necessaria.
Sarà.
Sta di fatto, però, che al mondo ci sono un sacco di cose non belle, eppure necessarie: ma il fatto che siano necessarie pur non essendo belle non implica la necessità di farle sfilare in parata per la gioia di grandi e piccini, spendendo soldi e impiegando risorse per organizzare lo spettacolo.
Gli eserciti sono stati inventati per fare la guerra: e quindi, anche se servono a fare una cosa brutta, possono essere necessari.
Ciò non giustifica il fatto che sfilino in parata: anzi, credo che sborsare fior di quattrini per farli sfilare in parata sia un'alzata d'ingegno insensata.
Altrimenti finisce che a forza di applaudirli qualcuno si confonde, e finisce per pensare che la guerra, oltre a poter essere necessaria, è pure una cosa bella.
Tutto qua.

A prescindere da tutto il resto

2 Commenti »

Senza entrare nel merito della vicenda (cosa che magari farò nei prossimi giorni solo se ne avrò il tempo, perché la cosa è complessissima e implica tutta una serie di ragionamenti), una sola osservazione: sono convinto che da qualunque parte stiate, quando Frattini o chiunque altro vi viene a raccontare che i problemi politici del Medio Oriente non hanno alcuna relazione con quelli economici, e che bisogna tenere ben distinti il processo di pace e le questioni commerciali, dovreste sentirvi tutti presi per il culo.
Dopodiché, discutiamo pure del resto.

Positiva in che senso?

1 Commento »


afghanistan

Chi legge questo blog dovrebbe sapere che non ho mai espresso opinioni pregiudizialmente antiamericane e/o antiatlantiche: nel caso di specie, tuttavia, mi corre l'obbligo di rilevare che evidentemente il generale Jim Jones ed io abbiamo due idee assai diverse dell'aggettivo "positivo".

Come mai stavolta non vi si sente?

16 Commenti »


Come mai il Vaticano non si incazza? Così, per curiosità. Perché si incazza assai spesso, il Vaticano: quando si parla di aborto ad esempio, o dei preservativi, oppure dei gay, della pillola abortiva, delle staminali embrionali, dell'eutanasia, del testamento biologico, o ancora della pillola del giorno dopo, dell'informazione sessuale, delle coppie di fatto, della fecondazione assistita, della diagnosi preimpianto. E tutte le volte, immancabilmente, si incazza utilizzando la stessa argomentazione: la sacralità della vita umana.

Ecco, adesso viene fuori che sui fucili di precisione usati dalle truppe americane in Afghanistan e in Iraq sono graziosamente impressi dei versetti della Bibbia: e allora mi tocca domandarmi cosa aspettino, i nostri amici della Santa Sede, a scatenarsi nel loro repertorio di invettive, ad affollare le prime pagine dei giornali con i loro anatemi, a lanciare moniti maledicenti a destra e a sinistra come capita loro di fare puntualmente quando sono in discussione gli argomenti che ho brevemente riassunto qua sopra.

Oppure dobbiamo ritenere che due omosessuali che si baciano mettono in pericolo l'intangibilità della vita umana, e le armi usate per ammazzare come mosche degli esseri umani no?

A volte a Sanremo si distraggono

6 Commenti »


A Sanremo hanno avuto l'alzata d'ingegno di escludere dalle nuove proposte il gruppo "Analisilogica", reo di aver presentato una canzone che racconta il dramma di un bambino africano mutilato dalla guerra. Il motivo? Questo verso:

Gli uomini bianchi che parlano quella lingua strana non mi piacciono. E' colpa loro se adesso la mia famiglia non è più felice.
Ebbene, secondo gli organizzatori il passaggio incriminato sarebbe incompatibile con l'articolo 3 del regolamento, in base al quale non sono ammissibili canzoni contenenti elementi "discriminatori in ragione di età, sesso, orientamento sessuale, condizioni personali e sociali, razza, lingua, nazionalità, opinioni politiche e sindacali, credenze religiose".

Si vede che l'anno scorso quelli di Sanremo erano distratti.

Otto per mille, tranne tre o quattro

14 Commenti »

Il tizio che vedete in questa foto si chiama Padre Wenceslas Munyeshyaka. Il 16 novembre 2006 una corte militare del Rwanda l'ha condannato all'ergastolo (in contumacia) per aver consegnato alle milizie Hutu centinaia di Tutsi , tra cui svariati bambini, durante il genocidio del 1994.

Il simpaticone che vedete qua sopra, invece, risponde al nome di Padre Athanase Seromba. Nel marzo del 2008 il Tribunale Criminale Internazionale per il Ruanda l'ha condannato all'ergastolo per aver attirato nella propria chiesa circa 2.000 (dicasi duemila) Tutsi, con la scusa di metterli in salvo, per poi farli schiacciare per benino dalle ruspe insieme all'edificio.
La pacioccona nella foto si chiama Maria Kisito ed è una suora benedettina. Nel 2001 è stata condannata a 12 anni di carcere per aver dato fuoco al convento nel quale si erano rifugiati circa 7.000 (sì, ho detto settemila) Tutsi; per lo stesso motivo la sua superiore, Madre Gertrude, è stata condannata a 15 anni di reclusione.
Dell'ultimo (in ordine di tempo) esponente di questa allegra carrellata, lo ammetto, non ho trovato la foto. Mi limiterò a comunicarvi, quindi, che si chiama Padre Aimé Mategeko, e che è fresco fresco di condanna all'ergastolo per aver incitato al massacro dei Tutsi che si erano rifugiati in una parrocchia vicina alla sua.
Ebbene, amici, è di pochi giorni fa la notizia (peraltro proveniente da un'agenzia cattolica) secondo la quale nel 2008 la Chiesa avrebbe speso circa 20 milioni di euro per le campagne pubblicitarie con cui invitava gli italiani a destinarle l’8 per mille e a fare una donazione per il sostentamento del clero.
Sapete come sono strutturate queste campagne, no? Si tratta di spot nei quali vengono mostrati i preti intenti nel loro lavoro, specie se svolto nel cosiddetto terzo mondo, onde invogliare i contribuenti a finanziarne le attività attraverso il loro contributo.
Nonostante l'ingente spesa sostenuta, tuttavia, gli organi di informazione cattolici non hanno fatto cenno alle ammirevoli imprese di Wenceslas Munyeshyaka, Athanase Seromba, Maria Kisito, Aimé Mategeko e di tanti altri che, come loro, hanno lodevolmente contribuito all'evangelizzazione delle più disparate (e spesso le più disagiate) parti del globo.
Voi che dite, sarà stata una dimenticanza?

Testamento di un giornalista

3 Commenti »

Nello Sri Lanka c'è un mestiere, oltre a quello del soldato, che richiede il sacrificio della vita. E' il lavoro del giornalista.
Lasantha Wickramatunga, giornalista srilanchese, è stato ucciso l'8 gennaio 2009. Sapeva che sarebbe sato ammazzato ed ha scritto questo bellissimo testamento.
Cliccate sull'immagine per ingrandirla e leggere l'articolo.
Sia ben chiaro che qualunque sacrificio facciamo noi giornalisti, non è per la gloria o l'arricchimento personale: è per voi. Che lo meritiate o meno è un'altra questione. Quanto a me, Dio solo sa se ci ho provato.
Dedicato a tutti quei giornalisti nostrani che dimenticano di fare le domande.
Allegra

Record di suicidi per i soldati americani in Iraq

Nessun commento »

Ma noi che ne sappiamo di cosa succede in Iraq e in Afghanistan? Oggi tutta l’attenzione dei media è rivolta al conflitto israelo-palestinese, eppure le truppe americane sono ancora là, ma nessuno ne parla più. Allora passa quasi sotto l’indifferenza generale il dato rilasciato ieri sul record del tasso di suicidi dei soldati americani: nel 2008 sono stati in 143 a metter fine alla loro vita, a fronte dei 115 del 2007. Se si sarebbe tenuti a pensare che la stragrande maggioranza degli omicidi volontari avviene sul campo di battaglia, i dati rivelano invece che più di un terzo si uccide una volta tornato a casa. I tre quarti di quelli che si uccidono in guerra, invece, sono al loro primo mandato. Anziché mostrare il video dei soldati americani che lanciano il cagnolino nel deserto, oppure quello girato nelle carceri di Abu Ghraib, ho scelto il video che mostra la paura dei ragazzi in guerra. Molti degli errori commessi sono dovuti alla mancanza di preparazione, o piuttosto alla mancanza di convinzione per quel che fanno? Non lo so, ma sono certa che se ne parla fin troppo poco. http://giuliainnocenzi.com

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Sponsor

Random Post