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La Ribalta di Metilparaben

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Come vi avevo accennato qualche settimana fa, ogni mercoledì all'una in punto sono ospite di Radio Popolare Roma nella trasmissione "Ribalta", condotta da Luca Sappino e Matteo Marchetti.
La puntata di oggi era intitolata "Lo chiamavano equità" e parlava della manovra del governo Monti: a me, però, andava di parlare dell'AIDS e del preservativo, e così ho fatto.
Per ascoltare la puntata cliccate qua: il mio editoriale, come sempre, è proprio all'inizio, ma se potete vi inviterei ad ascoltarla tutta, perché la trasmissione è davvero ben fatta.
Buon divertimento.

E' colpa vostra

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I dati parlano chiaro: tra i ragazzi di età compresa tra i sedici e i diciannove anni sei su dieci hanno rapporti sessuali, ma cinque non usano il profilattico nemmeno per quelli occasionali; due credono che l'AIDS si curi con un vaccino, e uno si è già preso una bella malattia sessualmente trasmissibile.
Sono numeri obiettivamente agghiaccianti, dai quali si desume che i nostri figli corrono un grave pericolo perché non dispongono di informazioni importantissime: eppure voi, amici crociati, vi battete ancora affinché i preservativi non vengano distribuiti nelle scuole e i giovani non ricevano alcuna informazione sessuale.
Perché è immorale, dite. E' immorale e incita i ragazzi a fare sesso. Come se fare sesso fosse di per sé una cosa brutta. E come se non sapeste che la gente fa sesso lo stesso, indipendentemente dal fatto che se ne parli o no: con l'unica differenza che lo fa in modo peggiore, crogiolandosi nell'ignoranza e rischiando la pelle.
Voi, però, preferite così: occhio non vede, cuore non duole.
Sapete cosa? Siete oggettivamente responsabili per ogni ragazzo che si ammala, per ogni ragazzo che muore: semplicemente, è anche colpa vostra, che vi piaccia o no.
Se aveste un decimo della coscienza di cui vi agghindate, non ci dormireste la notte.

Piselli in prima serata

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La novità è che la RAI ha aperto un'inchiesta interna sulla questione della parola "profilattico", che sarebbe stata proibita ai conduttori durante la giornata mondiale contro l'AIDS.
A parte il fatto che l'operazione ha tutta l'aria di essere un blando sedativo per tutti quelli che non hanno digerito il diktat, il punto vero mi pare un altro: in presenza di una malattia grave come l'AIDS una televisione di stato che si rispetti non solo dovrebbe usarla, la parola "profilattico", ma dovrebbe trasmettere in prima serata dei filmati in cui si spieghi ai giovani come utilizzarlo, in modo esplicito e con l'aiuto di immagini inequivocabili.
Per i più inclini a scandalizzarsi, al limite, potrebbe essere previsto l'impiego di un fallo in plastica, anche se non vedo proprio a chi possa nuocere la visione di un pisello autentico.
Per le persone di buon senso, specie se vista in televisione durante un documentario, si tratterebbe semplicemente di una parte anatomica come un'altra.
Chi invece ci trovasse lo spunto per una morbosità diversa farebbe bene a farsi due domandine su se stesso, invece di inveire contro gli altri.

Morire di AIDS, ma democristiani

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Correva il mese di dicembre del 1988, avevo poco più di vent'anni e l'allora ministro della Salute Carlo Donat Cattin, esponente di spicco della DC, fece recapitare a me e ad altri milioni di italiani una lettera in cui si diceva che per prevenire il virus dell'HIV occorreva praticare la castità.
Corre il mese di dicembre del 2011, sono passati ventitré anni e durante la giornata mondiale contro l'AIDS, su esplicita indicazione del Ministero della Salute, i conduttori RAI non pronunciano neanche una volta la parola "profilattico".
Vuoi mettere la soddisfazione di morire di AIDS, ma democristiani?

Antiabortisti a chiacchiere

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La questione, amici integralisti, mi pare piuttosto semplice: continuare a proibire i preservativi e ad ostacolare l'informazione sessuale nelle scuole contribuisce a far aumentare la richiesta di pillole del giorno dopo; e ostinarsi a demonizzare la pillola del giorno dopo, a sua volta, contribuisce a far prosperare gli aborti.
Adesso sta a voi: o vi decidete a fare gli antiabortisti sul serio, dando una mano ai ragazzi tenendo conto della realtà, oppure continuate a farlo a chiacchiere, fingendo di credere che a forza di ascoltare i vostri anatemi gli adolescenti smettano di trombare e che la questione si possa risolvere così.
Un'unica richiesta: se scegliete di proseguire nell'atteggiamento che avete tenuto fino ad oggi, assumetevi le vostre responsabilità e smettete di prendervela con gli altri per le cose che non vanno come vorreste.
Date retta, ci fate una figura migliore.

Lo strano moralismo alternato del PDL

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Leggendo che in Italia avvengono circa 4mila nuove infezioni da HIV ogni anno, e che per i ragazzi l'uso del condom rimane tuttora un tabù, mi è venuta una curiosità: in base a quale strana alchimia lo stesso partito che si dichiara così disinvolto sul sesso da ritenere irrilevanti i comportamenti privati del suo leader diventa improvvisamente bigotto, moralista e bacchettone quando si tratta di distribuire i preservativi nelle scuole?

Ragazzi, svegliatevi

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Il 64% degli studenti romani sotto i 19 anni ha già fatto sesso; il 49% non usa il preservativo per i rapporti occasionali; il 16% crede che esista un vaccino contro l'AIDS; il 5% ha già contratto una malattia sessualmente trasmissibile; il 94% non ha mai fatto il test dell'HIV; il 54% considera l'ipotesi di mettere i distributori di preservativi nelle scuole diseducativa; il 60% è convinto che l'AIDS sia un problema che riguarda solo l'Africa.
Ragazzi, io lo so bene che non vi aiutano per niente, che si stracciano le vesti per evitare che si faccia informazione sessuale nelle scuole, che preferiscono lasciare il sesso nella sfera del non detto, alimentando l'ignoranza e la disinformazione, piuttosto che parlarne esplicitamente e spiegarvi per filo e per segno come funzionano le cose: però, proprio per questo, dovete darvi una svegliata.
Perché se delegate a questa manica di integralisti ipocriti l'incombenza di preservare la vostra salute, allora rischiate davvero di lasciarci le penne.
Pensateci da soli, date retta: e sforzatevi di essere un tantino meno irresponsabili di loro.

La singolare "giustizia sanitaria" di Ratzinger

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Vediamo se ho capito bene: è contrario alla "giustizia sanitaria" aiutare una coppia sterile che vorrebbe un figlio impiegando i ritrovati che la scienza mette a loro disposizione, è contrario alla giustizia sanitaria rispettare la volontà di un malato terminale che decide di mettere fine alle proprie sofferenze e di morire dignitosamente, mentre non è contrario alla "giustizia sanitaria" lasciare che milioni di persone crepino di AIDS continuando a blaterare che l'uso del preservativo costituisce un'offesa intollerabile a chissà quale precetto religioso.
Ecco, io non so bene cosa sia, 'sta "giustizia sanitaria": ma se è quello che dice Ratzinger mi sentirei molto più rassicurato da una sanità ingiusta.

Manca solo l'Inquisizione

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A Roma, nella farmacia dell'Isola Tiberina, si rifiutano di vendere i preservativi perché sono cattolici.
Come dite? E' interruzione di pubblico servizio?
Può darsi, ma visti i tempi che corrono non mi lamenterei: è già qualcosa che non prendano nota del nome e del cognome di quelli che li chiedono per denunciarli al Sant'Uffizio.

La Polverini e il preservativo

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Interviste per strada ci regala un avvincente intervento di Renata Polverini; liste elettorali e colpe dei radicali a parte, a me pare assai significativo il passaggio che riguarda i distributori di preservativi nelle scuole:

Penso che non può essere quella la risposta,
Ah, quindi è contraria.
nelle scuole bisogna andare
dove?
ad un sistema
Ah, "andare ad un sistema"... Interessante...
di informazione
Certo, si capisce, ci vuole l'informazione.
integrata
Eh?
dove comunque
Sì?
c'è una educazione
Ok, questo s'era capito, ma insomma dove vogliamo andare a parare?
per evitare che ci sia
Cosa?
anche
Oltre a cosa?
la trasmissione di malattie attraverso atti sessuali.
Ah, quindi, diciamo, ci vuole il preservativo. Cioè è contraria, ma favorevole. Purché sia una cosa "integrata". Tutto molto chiaro. Grazie.

Chi è che banalizza?

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condom
Da una parte c'è chi cerca di avvisare i ragazzi che i rapporti sessuali presentano alcuni rischi -sia dal punto di vista riproduttivo, sia da quello infettivo- e li incoraggia a proteggersi usando il condom; dall'altra, invece, c'è chi blatera che la strada da percorrere non è la distribuzione di preservativi, ma quella di proibire i rapporti sessuali, fingendo che il divieto abbia qualche possibilità di essere rispettato nonostante il fatto che migliaia di anni di storia dell'uomo suggeriscano il contrario.

Secondo voi chi è, tra i due, che banalizza veramente il sesso?

Un minimo di decenza, per favore

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Cerchiamo di essere chiari una volta per tutte: la Chiesa Cattolica, con ogni evidenza, non combatte l'AIDS, ma al contrario ne favorisce la diffusione continuando ad opporsi all'uso del preservativo.

In una situazione del genere sarebbe lecito aspettarsi perlomeno che quelli della Santa Sede mantenessero una posizione defilata, evitando di affrontare l'argomento e limitandosi a controbattere le solite scuse poco convincenti (virtù, castità, sesso esclusivamente all'interno del matrimonio) quando qualcuno solleva la questione e li chiama in causa.

Invece no: i nostri amici del Vaticano non solo si guardano bene dal tacere, ma addirittura rilanciano, rivendicando la paternità di una battaglia che li vede sì protagonisti, ma sul fronte diametralmente opposto.

Converrete con me che ci vuole una bella faccia tosta.

Le vite degli altri /7

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Qua i dettagli. Intanto, dalle nostre parti, il Parlamento ospita gente così.

Non date retta, mettetevelo

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La Health Consumer Powerhouse ha presentato a Bruxelles i risultati dello studio "Euro Hiv Index 2009": com'era prevedibile, sui 29 paesi europei presi in esame l'Italia è riuscita nella straordinaria impresa di classificarsi al 27° posto, lasciandosi alle spalle solo la Grecia e la Romania.

Consultando le tabelle pubblicate è possibile verificare che l'area nella quale siamo più carenti è quella della prevenzione, con una menzione particolare per l'informazione sessuale nelle scuole, che viene classificata senza mezzi termini come scadente (la dicitura esatta è "not so good", ma stante il fatto che al di sotto di quella non ce ne sono altre, l'interpretazione mi pare obbligata).

Ora saranno contenti, i catechisti o aspiranti tali che si stracciano le vesti dalla mattina alla sera per evitare che nelle scuole si parli di sesso o si distribuiscano preservativi: quando tutti capiranno che costoro non si preoccupano affatto di preservare la loro sessualità, ma li prendono allegramente per il culo, sarà sempre troppo tardi.

Per conto mio, non posso che invitare tutti i ragazzi che dovessero passare da queste parti a strafottersene, di quegli anatemi ridicoli: date retta, mettetevi il preservativo, e lasciateli blaterare le loro idiozie.

Se l'AIDS li appassiona tanto, se lo prendano loro.

Preservativo: un argine differenziato?

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L'uomo che vedete nella foto si chiama Peter Turkson, è un cardinale del Ghana e oggi ha avuto la brillante idea di comunicare al mondo una sua riflessione sul virus dell'AIDS:

La prima via è la fedeltà nel matrimonio, ma all'interno di una coppia sposata, quando uno dei coniugi è sieropositivo, si può consigliare il condom.
Ah, sì? Strano.
Perché io avevo capito che la versione ufficiale della Chiesa fosse un'altra: il preservativo non deve essere considerato un rimedio contro la diffusione dell'AIDS perché non funziona.

L'ultimo in ordine di tempo a sostenere autorevolmente questa posizione è stato Joseph Ratzinger in persona, il quale ha avuto modo di dichiarare testualmente:

Direi che non si può superare questo problema dell’Aids con la distribuzione di preservativi, che al contrario aumentano il problema.
Ebbene, amici della Chiesa Cattolica, credo che sia proprio arrivato il momento di fare uno sforzo e farci capire quale sia la vostra posizione: 'sto preservativo è efficace o non è efficace per fermare la diffusione del virus?

Perché se ritenete che non funzioni -circostanza, questa, smentita da ogni evidenza scientifica, e che quindi in questa sede viene presa in considerazione per mero amore di discussione- suggerirne l'adozione alle coppie sposate è un'alzata d'ingegno senza alcun costrutto.

Se invece pensate che il preservativo sia effettivamente utile -come quei relativisti degli scienziati si ostinano a sostenere-, non si vede perché ne consentiate l'utilizzo esclusivamente a chi ha stipulato un contratto matrimoniale, peraltro nei soli casi in cui uno dei due sia già sieropositivo, e quindi nel momento in cui i buoi, come suol dirsi, sono già scappati dalla stalla.

Mettetevi d'accordo, insomma, soprattutto tra di voi; altrimenti va a finire che uno scemo come me, dopo aver messo a confronto le vostre variegate esternazioni, avverta la fastidiosa sensazione di essere stato preso per il culo.

Sapete com'è: quando c'è di mezzo la vita di milioni di persone, non è esattamente il massimo.

Santi virus

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Il papa: Neocolonialismo virus per l’Africa.

E manco per quello sognatevi di usare il preservativo, neh.

Galatea

Standing ovation per Luca Volontè

11 Commenti »


Chi legge questo blog sa bene che non sono un sostenitore di Sinistra e Libertà.
Però il manifesto che vedete sopra, affisso nei giorni scorsi fuori da molti licei romani, mi trova assolutamente d'accordo: fermare la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili diffondendo tra i giovani l'informazione sessuale e l'uso del preservativo, evidentemente, mi pare una battaglia ottima, peraltro portata avanti a più riprese anche da noi radicali, ed in particolare dall'Associazione Luca Coscioni.
Ecco invece cosa pensa di quel poster uno dei protagonisti di questo blog, l'Onorevole Luca Volontè, il cui nome non compariva su queste pagine da tanto (forse troppo) tempo:

Si deve desumere che la Provincia di Roma si fondi su una maggioranza politica che ritiene il futuro dei nostri giovani sia univoco, qualcuno spera che tutti i liceali romani completino forse gli studi, ma mirino ad inventare nuovi condom o divenire operai e dirigenti di multinazionali della "guaina da mutande".
(...)
Nella Provincia di Roma invece, l’ossessione sessuale, qui abbiamo la riprova che c’è un grande e fiorente mercato per psicologi e psichiatri, la mitologia del condom dovrebbero essere il primo impegno per gli studenti, l’obiettivo principale degli studi dell’anno scolastico. La meta da raggiungere, per prendere in mano il proprio destino, per sé e per la nazione, sarebbe consumare l’amore seguendo ogni pulsazione in gomma protettiva, o prestare tutte le attenzioni al proprio pene. Ora, questo retaggio del peggior ’68, della librazione sessuale che si trasforma in schiavitù dai ceppi di gomma, questo palese inno alla irresponsabilità e alla diseducazione deve essere contrastato, se possibile fermato.
Ho fatto una gran fatica, ve lo confesso, a non intercalare con i miei soliti commenti questo autentico concentrato di nonsense; eviterò, quindi, di entrare nel dettaglio delle singole, sublimi immagini contenute nel testo, che sarete perfettamente in grado di apprezzare da voi.
I capolavori della letteratura, come sapete, non si commentano.

Si amano, e basta.

Esemplificazioni dell'adagio "disse la vacca al mulo, oggi ti puzza il culo" /29

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Non c'è dubbio: 73 esseri umani morti in mare nell'indifferenza generale costituiscono effettivamente una gravissima offesa all'umanità. I porporati che oggi lo affermano con tanta indignazione, tuttavia, dovrebbero farmi la cortesia di spiegarmi una cosa: non sono forse un'offesa altrettanto grave i milioni di africani che crepano di AIDS in ragione della loro propaganda di demonizzazione del preservativo? Oppure, secondo i nostri amici crociati, l'umanità si offende di brutto se un africano affoga, mentre se ne strafotte se schiatta per colpa di un virus in nome del catechismo?

Schiarirsi le idee con l'aiuto dell'elefantino rosso..

3 Commenti »

Avete un qualche dubbio su quale posizione prendere su di un qualsiasi argomento? Bene, basta procedere in modo scientifico:

a) Andare sulla homepage de Il Foglio ( mai acquistarlo, attenzione). b) Cercare l'immancabile editoriale dell'elefantino. c) Assumere la posizione diametralmente opposta.

Adesso, usateli

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Mentre vi comunico, en passant, che si tratta (anche) di un successo degli Studenti Luca Coscioni (ma ve lo dico solo io, come al solito, ché i giornali non ritengono di menzionarli), mi prendo qualche minuto per dire due paroline ai giovani in ascolto.

Io non so, e non voglio sapere, se scopate, quanto scopate, con chi scopate: però vi consiglio di usarli, i preservativi, in barba ai crociati che vi ammanniscono le loro idiozie sul peccato e la riproduzione naturale, agli imbecilli che vi lusingano a forza di "che vuoi che succeda, ci sto attento io", ai coglioni che "non ho mai fatto il test ma non sono né gay né tossico, figurati se l'ho preso".
C'è gente che ha dato il fritto, per fare in modo di mettere quei distributori nella vostra scuola.
Voi che ne dite: è il caso di sprecare tanto lavoro?

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