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Troppo facile, ex ministra Carfagna

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Adesso è troppo facile, ex ministra Carfagna, invitare le donne a uscire allo scoperto e denunciare le violenze subite.
E' troppo facile, per una che fino a qualche giorno fa faceva parte di un governo che i diritti delle donne li ha ignorati, per non dire calpestati, come meglio ha potuto.
E' troppo facile fingere di non sapere che il coraggio di denunciare le botte e la possibilità di interrompere una gravidanza con meno dolore, di ottenere la contraccezione d'emergenza, di accedere alla fecondazione assistita fanno parte dello stesso, identico mazzo: eppure il suo governo ha cercato di vanificare quelle possibilità con ogni mezzo, opponendosi all'aborto farmacologico, scagliando anatemi contro la pillola del giorno dopo, difendendo ad a oltranza l'oscurantista legge 40.
E' troppo facile, davvero. E forse sarebbe il caso di ammetterlo, di chiedere scusa e ricominciare da capo, invece di far finta di niente.
Se dovesse prendersi la briga di farlo, ex ministra Carfagna, io sarò qua a prenderne atto con soddisfazione: ché cambiare idea e rendersi conto dei propri errori è cosa nobile, da apprezzare e sottolineare con stima.
Così, però, è davvero troppo facile.

Rabbrividire a giorni alterni

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Come donna impegnata in politica e nelle istituzioni, la prostituzione mi fa rabbrividire. Mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo. Ma mi rendo conto che è fenomeno che esiste e che purtroppo non può essere debellato, come la droga, ma va contrastato.
(Mara Carfagna, 12 settembre 2008)

Il virus della maggioranza

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Non so, magari la cosa vi è sfuggita, ma durante gli ultimissimi giorni nella maggioranza di governo sono successe cose del genere:

Voi che ne dite, sarà un virus?

Mara, non fare i capricci

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Il bello è che quando erano gli altri, a fare battutine sulla "ministra-velina", c'era chi prendeva d'aceto dando loro dei moralisti, dei faziosi e perfino dei maschilisti: adesso che Mara Carfagna è entrata in rotta di collisione col Berlusca, però, quelli di Libero provvedono immediatamente ad invertire la marcia qualificandola come una "bella rogna" che fa "i capricci": in buona sostanza, un'oca che farebbe bene a restare al suo posto.
Ma come, non erano i soliti tromboni di sinistra, che facevano allusioni fuori luogo?

Ministro Carfagna, come mai è così distratta?

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Perché il ministro delle pari opportunità Mara Carfagna non si è indignata pubblicamente per le dichiarazioni del suo collega Roberto Calderoli, che commentando l'ipotesi di un governo tecnico lo ha etichettato come "il golpe dei fighetta", contribuendo una volta di più all'adagio maschilista per cui le femmine sono una massa di incapaci e i maschi sono quelli che comandano per davvero?
Si vede che era distratta, e per questo non s'è accorta dell'amena esternazione del suo alleato leghista: così come doveva avere qualche altro pensiero per la testa mentre tutto il paese verificava, per l'ennesima volta, quali siano la considerazione e il conseguente trattamento che il suo premier è solito riservare alle donne.
Delle due l'una: la Carfagna impari ad essere un tantino più attenta, magari seguendo un apposito corso che migliori la sua concentrazione, oppure si dimetta dal suo incarico.
Ricoprirlo in questo modo è a dir poco imbarazzante.

Era tutto uno scherzo

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Mara Carfagna si dimette dall'incarico di Consigliere regionale della Campania, e decide di motivare la decisione sul suo blog:

La mia è stata una decisione sofferta, perché i napoletani che hanno voluto esprimere la loro preferenza per me, mi hanno chiesto di entrare a Palazzo Santa Lucia, sono stati davvero tanti, un numero superiore alle mie attese. [...] Questa decisione, la necessità di dover scegliere, mi è servita anche per avviare una riflessione più ampia sulla disciplina dei “doppi incarichi”. Su quanto gravano sull’impegno di una persona – se svolti al meglio, come ho creduto di fare io, partecipando in questi due mesi alle sedute del Consiglio regionale -, ma soprattutto sull’effetto “cappa” che creano sulle tante menti brillanti, giovani perlopiù, che aspirano a spendersi per la politica e trovano quei posti già occupati, magari da un parlamentare come me. I doppi incarichi sono un ostacolo al rinnovamento, allontanano le persone dalla politica.
Decisione nobile, quella del ministro Carfagna. Ma una riflessione alla fonte, cioè sulla sua candidatura, che si è rivelata uno specchietto per le allodole, no eh?! Gli elettori campani hanno potuto ammirare il viso del ministro che ha tapezzato i muri di Napoli durante la campagna elettorale, per poi sentirsi dire: ragazzi, scusate, era tutta una comparsata, giustamente ritorno a fare quello per cui mi avete "eletta" in precedenza (parlamentare) e che mi ha portata oggi a fare il Ministro! Forse che il Ministro non pensa che atteggiamenti del genere "allontanino le persone dalla politica"?

Ma davvero mi dici?

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Immaginate che uno faccia i soldi vendendo busti del duce, che successivamente diventi ministro e che a quel punto inizi a lagnarsi del fatto che in Italia imperversa il fascismo.

Sarebbe poco credibile, non trovate?
Ci si aspetterebbe, quantomeno, che il tizio in questione accompagnasse l'espressione del suo nuovo punto di vista con una revisione critica della sua precedente attività: non proprio un mea culpa, insomma, ma almeno due parole sul fatto che grazie a quel fascismo di cui si lamenta il nostro amico era riuscito a sopravvivere allegramente fino a poco tempo prima.
Ciò premesso, e tenendo a mente l'esempio testè proposto, mi corre l'obbligo di rivolgere una domandina al ministro Carfagna: se n'è accorta ora, che l'Italia è un paese machista?
Grazie a cosa crede di aver campato, prima della politica?

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