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I figli dei nostri figli

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L'Earth Overshoot Day è il giorno dell'anno in cui le risorse complessive consumate dall'umanità superano le capacità del pianeta di produrre quelle risorse nell'anno stesso: si tratta, in altri termini, del momento in cui i bisogni umani eccedono la capacità rigenerativa dell'ecosistema naturale, e quindi l'uomo richiede più risorse e produce più rifiuti di quanto la biosfera possa rigenerare e assorbire.
Il primo overshoot si è verificato nel 1987: negli anni precedenti il consumo umano delle risorse naturali era inferiore alla capacità della terra di rigenerarle.
Da quel momento è iniziato il baratro, perché di anno in anno il giorno dell'overshoot è arrivato sempre prima: il 19 dicembre nel 1987, il 21 novembre nel 1995, il 20 ottobre nel 2005, il 27 settembre nel 2011.
In buona sostanza, ciò significa che oggi la terra impiega un anno e mezzo per rigenerare quello che usiamo in un anno, ovvero che l'umanità, per approvvigionarsi delle risorse che consuma e per smaltire i rifiuti che produce, sta usando l'equivalente di un pianeta e mezzo.
Il problema, con ogni evidenza, è che di pianeta ne abbiamo uno solo, il che conduce a concludere che lo stiamo distruggendo.
Ora, può anche darsi che io sia entrato in una spirale ambientalista dalla quale non riesco a uscire vivo; sta di fatto, però, che sono letteralmente terrorizzato dal fatto che l'annientamento del pianeta su cui viviamo non dipende da fattori esterni e incontrollabili, ma da noi stessi: da quello che mangiamo, da come ci spostiamo, dalle risorse che consumiamo.
Si può scegliere di fottersene, ovviamente, contando sul fatto che quando il disastro sarà compiuto non ci saremo più, e a smazzarsi la faccenda saranno i nostri figli, o i figli dei nostri figli: ma quello che dovrebbe indurci a riflettere è la circostanza che probabilmente non si andrà molto oltre quel limite. E che quindi potrebbero essere i nostri nipoti, vale a dire persone che ci auguriamo di conoscere e che ameremo, ad essere sommersi dall'ondata di merda.
Loro, non individui indefiniti collocati in un futuro ipotetico. Persone vere, in carne ed ossa, con una faccia, una voce e un carattere che ci saranno familiari.
Dite la verità, la cosa non spaventa a morte anche voi?

Ci vuole lungimiranza.

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Mi pare di aver letto, da qualche parte, che nel 1999 è nato il bambino numero sei miliardi e che nel 2012 sarebbe nato il numero sette miliardi. Non ho modo di verificare l'esattezza di questi dati, ma che sia in atto l'esplosione demografica mi pare sia sotto gli occhi di tutti. Ci penso spesso e mi preoccupa la quasi totale incapacità dei paesi del mondo di difendere il nostro pianeta, che non cresce ai ritmi di noi esseri umani e anzi non cresce affatto. Ogni tanto capita di leggere notizie che danno speranza, come questa. Tanta ammirazione per la città di Monaco e la sua amministrazione che, per la cronaca, è di destra. Poi però vai a leggere la pagina che avevi aperto prima. E ti viene lo sconforto. Non c'è quasi più nessuno che si preoccupa del futuro. In Italia, poi, proprio nessuno nessuno(*). (e non credo che Monaco di Baviera possa ospitare sette miliardi di persone) (*) proprio nessuno nessuno non è vero, Ignazio Marino, col suo programma di candidatura alla segreteria del Partito democratico, dice un no deciso all'energia nucleare e propone validissime alternative ecologicamente sostenibili.

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