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Lettera di Filippo ai Milanesi

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Penati che indica la strategia per vincere le elezioni è come Fisichella che ti illustra come arrivare primo al gran premio o come la Lazio che ti spiega come si vince lo scudetto. Lustratevi gli occhi, chè non capita tutti i giorni:

Il nostro compito ora è parlare a tutti quei cittadini che non hanno votato il centro destra. Per farlo è necessario costruire un grande progetto civico. Un programma innovativo, sostenuto da un gruppo allargato molto ampio, capace di coinvolgere persone, sia dei partiti che della società civile e questo senza rinchiudersi nei recinti della vecchia Unione. E' necessario coinvolgere anche chi, e sono tantissimi, ad oggi non si identifica nel centro sinistra. Ma potrebbe farlo perché sta cercando un'alternativa all'attuale Governo di Palazzo Marino. Ora sta a noi proporgliela. Per coinvolgere chi non ci ha votato in questa tornata elettorale non basta fare le primarie. Questo riporterebbe la questione nel recinto dell'Unione. Al 41 per cento del Pd si aggiungerebbe il 2,9 per cento di Rifondazione comunista. Non basta, anzi può solo nuocere. Quello a cui bisogna guardare è l'elettorato potenziale che va dall'Udc ai grillini a chi non ha votato. Bisogna rivolgersi a loro. Coinvolgere tutti coloro che potrebbero essere interessati a un progetto alternativo a quello di Pdl e Lega. Solo dopo aver fatto questo fondamentale passaggio si dovrà, se sarà necessario, indire le primarie. Questo non è il momento del ripiegamento su noi stessi. E' il momento di uscire dai nostri tradizionali steccati, parlare a tutti coloro, e sono tanti, che aspettano un segnale per unirsi a noi nella costruzione di una alternativa di governo alla Moratti, a Bossi e Berlusconi.
Facile, no? Basta avere una faccia di tolla, perdere le elezioni provinciali e regionali in soli 11 mesi, e vivere su un altro pianeta.
Se sapeva come conquistare il consenso degli scontenti, perchè non l'ha fatto prima delle elezioni? E quale sarebbe il progetto alternativo in termi sostanziali, oltre che somme di alleanze pre-elettorali? Nota positiva: nella lettera di Filippo ai Milanesi di cui qui sopra leggete un estratto, è scritto nero su bianco che non si candiderà a Sindaco di Milano (dice proprio così, giuro: "non mi candiderò a sindaco di Milano").

Quando il Pci affonderà, verranno a galla tutti gli stronzi

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Sottotitolo: tutti sono invitati ad esser impietosi.

il tema mi sembra chiaro: com'è possibile che a gestire la "sinistra" italiana siano ancora D'Alema, Veltroni, Bersani, Fassino, Bettini, Franceschini, Bindi, Follini e via andando, ossia, la FGCI degli anni '70, i giovani DC (di sinistra) del tempo e qualche scheggia di provenienza FGSI? Non hanno mai vinto nulla, non hanno mai fatto un'analisi politica corretta, non hanno mai azzeccato una previsione, non hanno mai "conquistato" nulla per il loro "popolo" o elettorato, insomma sono un fallimento sul piano politico ed uno zero assoluto su quello intellettuale e progettuale. Han passato circa 40 anni, qualcuno un pelo di più, qualcuno un pelo di meno, a "fare politica", perdendo sempre ed arrivando in ritardo a tutti gli appuntamenti. Eppure la loro base non li mette ancora in discussione né, tantomeno, li caccia a pedate. Anzi, o se ne vanno volontariamente o nessuno li manda via.
…
Quindi la comune aderenza partitica, perché era la maniera per stare dallo stesso lato dello steccato. Ma una diffidenza intellettuale totale, la quale richiedeva quindi che l'apparato si autoselezionasse in base a puri criteri interni, criteri di apparato. Ed i criteri di apparato, specialmente se dell'apparato togliattian-stalisnista del PCI si tratta, sono quelli della fedeltà, dell'obbedienza, della mediocrità, del lavoro di corridoio. Niente voli pindarici, niente rischi intellettuali, niente sperimentazioni, niente critica, niente contaminazioni culturali: allineati e coperti, che presto o tardi si occupa la stanza dei bottoni (perché in quei termini pensavano e pensano). … L'innovazione politico-intellettaule viene quindi penalizzata sempre, la mediocrità burocratica sempre premiata. E questo processo di selezione dura dal 1950 al 1990, instancabile.
…
Negli anni del tramonto e dell'implosione si affaccia una generazione nuova davvero, quella selezionata completamente all'interno del partito, quella che nulla ha a che fare né con la resistenza né con i movimenti sociali e culturali degli anni '50-70. Arriva al potere agli inizi degli anni '90 il nuovo gruppo dirigente del PCI. Essi sono il nulla allo stato puro.
…
Quando arriva il tracollo il meccanismo di autosalvaguardia dei "giovani" (hanno tutti 60 anni ora) della sinistra democristiana (Franceschini) della FGCI (tutti quanti) degli "enti" locali (Bersani) prende il sopravvento e il potere, il poco che c'è da prendere, facendo scemenze strabilianti e dovendo cedere su punti non banali che si rivelano fatali, la principale fu quella di allearsi a cretini (Pecoraro Scanio), venditori di fumo (Bertinotti), demagoghi (Di Pietro) e arrivisti (Mastella). Questi sono i fatti.
…
Le urne, guarda caso, hanno parlato chiaro ancora una volta e la cricca degli inutili ha provato ancora una volta la propria inutilità. Un terzo d'Italia non vota più, il resto preferisce il figlio di Bossi ai loro lacché locali.
Tutto il resto lo trovate qui.

Ps. Un amico mi scrive: "Penati, quello che ha perso le provinciali nella provincia meno leghista della Lombardia, è stato imposto alle Regionali giusto perchè le altre province lombarde erano più leghiste. Gli manca di provare a Palazzo Marino, poi c'è il Consiglio di Zona 10, poi l'assemblea di condominio...".
Dev'essere questo il "segno di inversione di tendenza" che ha in mente Bersani. Già.

La Retromarcia

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L'avevo scritto, io, che era una scelta sbagliata. Ora lo dicono in tanti, in rete. E ancora di più fuori.

Il candidato anti-Formigoni: dai che stavolta vinciamo sicuro sicuro

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Pare che Pigi Bersani (quello immobile o soprammobile?) abbia sciolto la riserva e deciso chi candidare alla Presidenza della Regione Lombardia, alle prossime elezioni di marzo. Un uomo nuovo? Non proprio. Uno vincente? Naaa. Uno capace? Mi astengo, chè ho appena finito di mangiare e vorrei quindi digerire serenamente. Ebbene sì, cari amici, il candidato "anti-Formigoni" è lui: ancora una volta, Filippo Penati. L'appena trombato alle provinciali di Milano, quello che ha perso contro Guido Podestà (che nessuno sa chi sia), il grande timoniere provinciale che voleva fare le "ron-dem", le ronde democratiche. Lo stesso che voleva andare "oltre" la Provincia per guidare la futura Città Metropolitana che, più poi che prima, sostituirà provincia e comune milanesi.
E' il Pd nell'era di Pigi, bellezza: dopo le sconvolgenti nomine alla segreteria nazionale, ricicliamo un perdente. Un Pd davvero rivoluzionario.
Poi ditemi che non hanno ragione quelli che pensano che il Partito Democratico, alla Lombardia, ci abbia rinunciato a priori.

(N.B. Dedicato al mio amico di Facebook Alberto Biraghi)

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