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Grandi temi

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Del resto, capirete, come sarebbe possibile ignorare le sconcertanti dichiarazioni del pontefice, secondo cui "la neve è bella" e ci si deve augurare che "la primavera venga presto"? Come non menzionare la sconvolgente circostanza che il pontefice abbia deciso di passeggiare "ben coperto"? Come tacere sulla dirompente indiscrezione di "un quotidiano", a parere del quale passeggiare rappresenterebbe una "abitudine salutare"?
Meraviglia, piuttosto, il fatto che a simili rivelazioni, senz'altro meritevoli di un titolo a nove colonne in homepage, non venga riservato che un misero trafiletto nella "Diretta".
Lo dico sempre, io, che i giornali italiani hanno troppa paura di sviscerare i grandi temi come dovrebbero.

Le tue parole per ricordarlo

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(Uno dei messaggi dei lettori che scorrono sulla homepage di Repubblica.it. Grazie a Nicola per la segnalazione)

Occhio, Bersa', se fai così va a finire che la gente si sente male

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Bersani chiede le elezioni anticipate.
La notizia è così incredibile che il redattore di Repubblica, mentre la scrive, ha un sussulto e ci mette una "d" di troppo.
Pare che sia tuttora molto scosso: i suoi colleghi gli hanno messo una coperta addosso e gli stanno facendo bere del cognac.

Onore al merito

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Secondo un sondaggio pubblicato da Repubblica soltanto cinque ministri del governo Berlusconi hanno visto aumentare il loro gradimento in modo significativo da luglio a settembre del 2010: oltre a Tremonti (che probabilmente avrà anche beneficiato del geniale endorsement estivo di Bersani) si tratta di Angelino Alfano, Umberto Bossi, Mariastella Gelmini e Michela Vittoria Brambilla.
Poi dice che uno è preoccupato per le condizioni in cui versa l'opinione pubblica del paese.

La Lega passa all'incazzo

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incazzo

Comunicazione in tema di immigrazione: mi pare ci sia un problema

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Ignazio La Russa, stretto tra le difficoltà per l’uscita dei suoi vecchi colleghi di An dal PdL e l’incapacità di coordinare il partito serrando le fila contro l’emorragia dei dissidenti, rilancia il proprio ruolo politico ingrossando la voce e sparando alzo zero sull’immigrazione: “Voglio sottolineare con forza che il contrasto alla criminalità organizzata, alla criminalità comune e all’immigrazione deve restare una priorità che il Governo ha il compito di continuare a fare” (La Repubblica, 6 agosto 2010). In queste poche parole, c’è tutto il dramma di una comunicazione devastante e pericolosa che prende piede a causa della mancanza di progettualità politica, non solo in tema di immigrazione. Sulle prima pagine dei giornali, infatti, i lettori trovano assimilate, da un filo logico assurdo e tutto strumentale, criminalità organizzata, criminalità comune e immigrazione come fossero per davvero temi del medesimo tenore. Tant’è che il Governo dovrebbe combatterle (tutte) rendendole proprie priorità. Anche la scelta del singolare, nel sostantivo e nel verbo, rimarcano questo senso: il “contrasto” che “deve” restare una priorità è unico, i mali da contrastare, criminalità e immigrazione, sono le emergenze che nella forma comunicativa finiscono per equivalersi. Il giornalista che intervista il ministro, infine, anziché mettere in risalto la contraddizione insita in questo accomunare questioni tanto diverse, cerca di mettere all’angolo l’interlocutore sull’inefficacia delle politiche anti-migratorie del Governo ricordando l’aumento, nelle ultime settimane, degli sbarchi via mare. Ed ecco, in tutta la sua nudità, il secondo errore micidiale.

Omissis /4

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Se un marocchino venisse sorpreso in macchina con i pantaloni abbassati insieme a quattro bambine italiane, pensate che i giornali presenterebbero la notizia in questo modo?

In particolare, non credete che la nazionalità del pedofilo sarebbe chiaramente indicata nel titolo degli articoli, probabilmente a caratteri cubitali?

Nel caso di specie, invece, i titoli dei principali quotidiani nazionali si guardano bene dal precisare che il molestatore fosse italiano (poco male, direte voi, si tratta di una circostanza implicita se non è specificato diversamente), ma soprattutto che le vittime fossero quattro bimbe marocchine: come accade spesso in questi casi, per saperlo occorre andare a leggersi gli articoli (e la cosa non vale nemmeno per tutti e tre, giacché la Stampa, al contrario del Corriere e di Repubblica, non ritiene di dar conto della cosa nemmeno nel corsivo).

Qualcuno, come al solito, si ostinerà a sostenere che sono un complottista della peggiore specie: io, da parte mia, continuo a collezionare questi piccoli capolavori di omissione.

Hai visto mai che a forza di insistere qualcuno prenda atto di questo schifo?

Il peggio del peggio quotidiano, 15 luglio 09

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Oggi ci sembra doveroso riportare le dichiarazioni di un personaggio pubblico (purtroppo) che ha indubbiamente tutti i meriti per entrare nel "peggio del peggio".
Riporto uno stralcio significativo di un articolo apparso su La Repubblica di oggi a firma M.Marozzi:
STRASBURGO - "Una diaria di 290 euro! 'Sta miseria. Non ci si sta dentro. Questi non sanno cosa si prende al Parlamento italiano". Clemente Mastella esterna il suo disappunto per le nuove "durezze" a cui sono sottoposti i 736 eurodeputati. "Si prende meno che in Italia". Lo urla in ascensore, sventolando furioso le carte che via via gli porgono i suoi assistenti. Studia i chilometraggi. Chiede a Cristiana Muscardini, storica eurodeputata di An, ora nel Pdl assieme all'ex ministro di Prodi, come funzionino le firme-presenze per essere pagati.
E come da rito, questa volta:
The Oscar Goes to: ...Clemente Mastella...

La rete ai Leader del G8: Non lasciateci soli..

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"Bisognerebbe non avere ogni giorno sinistra e media che cantano la canzone del disfattismo e del catastrofismo. Anche voi devreste operare, anzi dovreste fare di più: non date più pubblicità a chi si comporta così"
Silvio Berlusconi, 13 giugno 2009
Ad una parte del popolo della rete questa affermazione rilasciata dal Premier durante il convegno dei giovani di confindustria, tenutosi a Santa Margherita Ligure, non è andata giù.
Un gruppo di utenti di internet, infatti, si sono dati appuntamento su di una pagina di Facebook creata appositamente per l'occasione e, previa tassazione di 1 euro ciascuno hanno deciso di acquistare in data odierna una pagina di Repubblica allo scopo di informare i leader del G8 ed i giornalisti al seguito di quello che considerano un indegno attacco alla libertà di stampa e di informazione.
Ad aprire la pagina redatta dai firmatari dell'appello, che si definiscono "Un gruppo di cittadini di diversi rientamenti politici", è l'articolo 21 della costituzione:
La stampa non può essere soggeta ad autorizzazioni o censure
L'appello, indirizzato esplicitamente a: Taro Aso, Gordon Brown, Dmitry Medvedev, Angela Merkel, Barack Obana e Nicolas Sarkosy, si chiude con la frase: Non lasciateci soli.
Qui la pagina in Pdf contenete oltre che l'appello anche tutte le firme di chi ha contribuito all'acquisto della stessa.

Cancellazione radicale (abituale)

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Domenica 7 giugno 2009, ore 23:55. Sul sito del Ministero dell'Interno la Lista Bonino Pannella, dopo 1.127 sezioni scrutinate, è al 2,37%.

Il sito di Repubblica se ne strafotte e la cancella dalla home page.
Insomma, tutto in ordine.
Saluti.
Aggiornamento delle 00:31.
L'immagine in home page non cambia.
Nelle pagine interne, invece, le percentuali sono state aggiornate, ma come vedete, la smania di eliminare la Lista Pannella-Bonino (che a quest'ora si attesta intorno al 2,50%) è la stessa.
Tecnicamente, si tratta di una censura bella e buona.
Aggiornamento delle 00:36 Nelle pagine ancora più interne, La Repubblica non può proprio esimersi dal comunicare che esistono anche i Radicali, e allora fa il massimo che può: mette tutti i partiti in rigoroso ordine decrescente di percentuale, ma casualmente piazza la Lista Pannella Bonino fuori ordine, quattro o cinque posizioni sotto quella che le competerebbe (cliccare sull'immagine per ingrandirla).
Quando si dice che uno ce la mette tutta, eh?

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