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Noi tagliamo i fondi, loro regalano i tablet

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Mentre in Italia si continuano allegramente a tagliare i fondi destinati alla scuola pubblica, in India regalano un tablet con Android ad ogni studente.
Poi lamentiamoci che gli altri sono più bravi di noi e vengono a rubarci il lavoro.

Il "quizzone" di Metilparaben

79 Commenti »

Come l'anno scorso, negli stessi giorni in cui i ragazzi della maturità affrontano il "quizzone", ho deciso di sottoporre anche i lettori di Metilparaben a un esamino analogo: per verificare con quanta attenzione seguite questo blog, naturalmente, ma soprattutto se siete preparati sulle "perle" più preziose che i nostri politici hanno concepito negli ultimi tempi.
Mentre vi invito a scrivere nei commenti il punteggio che avete ottenuto, vi informo che quando le domande sono molto lunghe potrete visualizzarle interamente passando il mouse sulla zona azzurra, e vi avverto che se ne azzeccate meno della metà mi toccherà bocciarvi.
Buon "quizzone" a tutti!

Lamentarsi di se stesso in pubblico

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Siccome non mi va di entrare nel merito, se non altro per evitare di ripetere cose che ho già detto, mi limito a una considerazione di ordine logico: siccome il funzionamento della scuola pubblica dipende dal governo, se a Berlusconi la scuola italiana non piace dovrebbe prendersela con se stesso e con i ministri che ha scelto, tanto più che a sentire lui la maggioranza è solida, e quindi avrebbe tutte le carte in regola per organizzare le cose come meglio crede.
Ciò detto, se lamentarsi di se stesso in pubblico gli dà soddisfazione lo faccia pure: solo che non ci fa una gran figura.
Dopodiché, contento lui, contenti tutti.

Gli italiani sono migliori di chi li governa

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Ieri pomeriggio ho passato un'oretta nella scuola elementare di mio figlio per il colloquio periodico con le sue maestre, e come mi capita tutte le volte che ci vado mi sono accorto di un fatto singolare: gran parte di ciò che rende quella scuola vivibile, allegra, interessante e perfino fruibile si deve all'entusiasmo e alla buona volontà del personale didattico, dei genitori e degli stessi alunni.
Là dentro tutto parla di loro: i disegni dei bambini attaccati alle pareti, lo scottex e il sapone liquido comprati con i soldi raccolti tra di noi, i righelli di carta di Ikea che qualcuno si è preso la briga di andare a prendere e appiccicare ai banchi con lo scotch, i piccoli oggetti di arredamento fatti durante l'orario di scuola che sono sparsi qua e là, i vestitini per la recita portati dalle maestre e dai genitori, l'iniziativa proposta da qualcuno che ha letto sul giornale che c'è una certa mostra e allora ha pensato di portarci la classe.
Senza quelle persone la scuola non sarebbe che un casermone spoglio e triste con gli arredi raffazzonati e rimediati, gli attaccapanni pendenti da un lato e uno diverso dall'altro, gli armadi con un'anta sola perché l'altra si è rotta da chissà quanto e non c'erano i soldi per ripararla, le tende che mancano, le mattonelle che saltano qua e là.
Così, mentre loro tagliano i fondi e investono tempo e risorse in commissioni d'inchiesta per valutare la presunta faziosità dei libri di testo, i genitori e gli insegnanti di tutta Italia sono costretti ad affannarsi per fare in modo che le scuole siano posti minimamente dignitosi per accogliere i bambini, per dare loro qualche stimolo in più, per formare in modo decente quelli che tra qualche anno dovranno mandare avanti il paese.
Sapete cosa? E' l'ennesima dimostrazione di un fenomeno che sarà pure un tormentone, ma più passa il tempo più mi pare drammaticamente vero: in questo paese la cosiddetta "società civile" è di gran lunga migliore della classe politica che la governa.
Sono cose che danno da pensare, o sbaglio?

Generatore automatico di orari scolastici dopo la riforma

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Istruzioni: fare refresh per ottenere un nuovo orario scolastico dopo la riforma

Raddrizzarli tutti da piccoli

8 Commenti »

Con la riforma Gelmini i bambini di prima elementare frequenteranno ogni settimana due ore di religione e una sola ora d'inglese.
Del resto, se si vuole allevare un popolo di sudditi conviene darsi da fare per tempo.

Generatore automatico di attacchi agli insegnanti pubblici

5 Commenti »

Istruzioni: fare refresh per ottenere un nuovo attacco agli insegnanti pubblici

Io, a occhio e croce, direi la seconda

33 Commenti »

Secondo voi al padreterno -ammesso e non concesso che esista davvero- dà più fastidio che un bambino si lasci scappare una bestemmia o che le sue insegnanti lo puniscano lavandogli a forza la bocca col sapone?
Nel caso in cui la notizia fosse confermata, gradirei che qualcuno mi chiarisse la differenza tra questa gente e i famigerati integralisti islamici.
Perché, per quanto mi sforzi, io non riesco a vederla.

Grazie a Alfonso per la segnalazione

Nonviolenza in terza media

14 Commenti »

E poi, nello schifo in cui sembra essere precipitato questo paese, ti imbatti in una notizia che ti restituisce un barlume di speranza: una dirigente scolastica nega il permesso di andare in gita ad un ragazzo con sindrome Down perché lo ritiene incapace di apprendere "a causa della sua infermità genetica", e i suoi compagni di classe si rifiutano di andarci anche loro; con il risultato che la vicenda finisce sui giornali, e magari l'odiosa discriminazione finirà per essere rimossa.
Questa, si direbbe, è la forza della nonviolenza, che come vedete può essere adoperata con efficacia, e in modo del tutto spontaneo, anche da un gruppo di ragazzini di terza media.
Prendere nota, e imparare.

Facciamo uscire la religione dalle scuole

12 Commenti »

Vedete, poi, come va a finire? Se ammettiamo che sulle pareti delle aule scolastiche siano appesi i crocifissi e se ci rassegniamo al fatto che venga insegnata la religione cattolica con tanto di voto finale, poi siamo costretti a tollerare che una ragazzina, in nome di una religione diversa, si presenti in classe con le cuffie sulle orecchie perché suo padre ritiene "peccaminoso" ascoltare la musica occidentale.
Sapete qual è il punto, secondo me? Il punto è che la scuola dovrebbe essere semplicemente laica: il che equivale a dire che le religioni, tutte le religioni, non dovrebbero entrarci.
Perché se diamo corda ai precetti di una, poi ci tocca sciropparci le stranezze di tutte le altre.

Dar voce ai bambini con cognome straniero

14 Commenti »

Mi scrive Arcangela, insegnante e amica mia: "Ho provato a contrastare in un elenco i peggiori luoghi comuni che ho registrato in anni di esperienza come insegnante di italiano L2. Siete invitati ad aggiungere punti alla lista, che spero comunque non cresca troppo perchè vorrebbe dire che non c'è fine ai pregiudizi. Aspetto i vostri suggerimenti".

  • Io non sono un immigrato, sono figlio di persone coraggiose che hanno deciso di lasciare il loro Paese in cerca di un futuro migliore.
  • Io sono un bambino, non sono l'interprete della scuola, dell'ospedale, dell'ufficio vaccinazioni. Voglio giocare e non perdermi la ricreazione.
  • Io sono stato istruito in un'altra scuola, non sono ignorante se non conosco la storia degli antichi romani e quanto è lungo il Po.
  • Io sono nato in Italia, sono italiano, non sono nato nel Paese dei miei genitori e non ci sono neanche mai andato perché costa troppo.
  • Io sono amato, non sono stato abbandonato dai miei genitori che per alcuni anni non hanno potuto tenermi con loro e con molto dispiacere mi hanno affidato ai nonni.
  • Io sono trilingue, parlo italiano, filippino e ilocano. Tu, quante lingue parli?
  • Io non sono un cinesino, sono un bambino cinese.
  • Io non sono integralista, sono di religione musulmana.
  • Io sono un cittadino non comunitario, come gli americani, gli svizzeri, i giapponesi, non sono un extracomunitario e neanche un extraterrestre.
  • Io non sono né adattabile, né smemorato. Penso spesso ai miei cugini, ai miei amici e ai miei parenti e ho molta nostalgia di tutto quello che ho lasciato.
  • Io sbaglio le doppie, non sono sbagliato.
  • Io non sono nomade , sono nato e cresciuto al campo di via Triboniano. È brutto, ma è la mia casa.
  • Io sono un lettore veloce, leggo 3000 caratteri, non sono un analfabeta da alfabetizzare.
  • Io non sono clandestino, sono nel permesso di soggiorno scaduto di mio padre che lavora in nero e fa il panettiere di notte.
  • Io sono un nuovo cittadino dell'Italia, ma la Padania dov’è?
  • Io non sono figlio di coppia mista, sono figlio di mio padre e di mia madre.
  • Io non ho la musica nel sangue, sono stonato e non sono veloce come una gazzella.
  • Io sono un bambino che ama due cose, il cous cous e la cotoletta.
Che ne dite di darle una mano? Se avete suggerimenti, lasciateli nei commenti.

La scuola si libera dei disabili

4 Commenti »

I dati parlano chiaro: nella provincia di Roma c'è in media un solo insegnante di sostegno ogni tre persone che ne avrebbero bisogno. Il che (ho un fratello con sindrome Down e parlo con assoluta cognizione di causa) sta a significare che molti bambini e ragazzi con disabilità frequenteranno la scuola con grandi difficoltà, o addirittura che saranno costretti a rinunciare.
L'effetto finale di questa situazione è che la scuola si sta progressivamente liberando dei disabili.
Stiamo diventando davvero un paese di serie C.

Ministro Gelmini, non poteva usare Street View?

44 Commenti »

Siccome sono uno che vuole vederci chiaro, mi sono preso la briga di andarmi a guardare con Google Street View la scuola materna di Livorno nella quale, a dire di alcuni, sarebbero esposte delle bandiere comuniste: motivo per il quale il ministro Gelmini ha addirittura inviato sul posto degli ispettori.
Guardiamo la prima foto:

La strada a sinistra si chiama Via del Casino, e il portoncino rosso che vedete in quella strada è l'ingresso della scuola "incriminata"; la strada a destra, invece, è Via San Marco. Ci siete sin qui?
Bene, ora prima giriamoci verso destra:

e poi imbocchiamo Via San Marco:

Andiamo ancora avanti:

ancora un po':

e a questo punto giriamo la testa a sinistra:

poi alziamola:

e infine guardiamo più da vicino cosa c'è su quel muro:

Ah, ecco: la targa che celebra il PCI e le bandiere rosse ci sono (non sono proprio quelle che vedete qua, perché Street View non è in tempo reale, ma il posto è questo, come si rileva agevolmente da queste foto del Tirreno, delle quali riporto qua sotto la più significativa):

però sono collocate addirittura su un'altra strada rispetto a quella dell'asilo. Badate: non di fronte, non accanto, ma su un'altra strada, cioè su un lato esterno diverso del medesimo edificio, all'interno del quale, nel 1921, fu fondato il PCI.
A voi pare che questa cosa sia paragonabile alla scuola di Adro piena zeppa di simboli leghisti? A me, onestamente, proprio no.
Una sola domanda: la Gelmini non poteva usare Street View come me, per rendersi conto delle situazione?
Cioè, c'era bisogno di mandare sul posto degli ispettori pagati con i soldi pubblici?

Dev'essere una questione cromatica

21 Commenti »

Dopo aver tollerato per settimane che una scuola intera fosse disseminata di simboli leghisti accampando pretesti inconsistenti, e dopo aver provveduto ad ordinarne la rimozione solo quando le circostanze l'avevano ormai costretta, Mariastella Gelmini manda gli ispettori a Livorno perché sul lato opposto all'ingresso di un asilo c'è una targa che ricorda la fondazione del PCI con due drappi di Rifondazione Comunista.
Si vede che il metabolismo del ministro funziona in modo opposto ai semafori: accelera col rosso e rallenta col verde.

Serviva davvero un coniglio?

50 Commenti »

A prescindere dal fatto che quel coniglio, dato per morto dal macellaio, fosse in realtà agonizzante, e quindi si rendesse necessario (se non addirittura pietoso) finirlo con un colpo secco sul cranio, mi sorge un dubbio: nell'era dei televisori LCD, dell'alta definizione, delle animazioni 3D e degli effetti speciali disegnati al computer è davvero necessario usare un animale in carne ed ossa, ancorché morto, per un'esercitazione scolastica sull'anatomia umana?

Circolare, qua non c'è niente da vedere

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Quante storie, per un comune in cui prima si mette la taglia sugli immigrati, poi si nega la mensa scolastica a chi non se la può pagare e infine si tappezza di simboli leghisti una scuola pubblica.
'Sti giornalisti non riescono proprio a farsi i cazzi loro, eh?

Padanocrazia

10 Commenti »

Questa è bella: siccome si ritiene che il voto di maturità venga concesso con criteri differenziati a seconda della regione in cui gli studenti sostengono l'esame, non si propongono dei provvedimenti per fare in modo che questa disparità -ammesso che esista- venga corretta, ma si decide direttamente di considerare la residenza più importante del voto stesso.
Dalla meritocrazia alla padanocrazia.
Senza passare per il via, che fa pure rima.

Bibbia e moschetto, studente perfetto

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Dopo le bibbie, nelle scuole arrivano le pistole.
A quanto pare andiamo incontro al futuro con lunghe falcate.

Bibbia obbligatoria nelle scuole venete

12 Commenti »

Dopo la distribuzione di bibbie agli studenti promossa da Luca Zaia, ecco che il veneto rilancia: Elena Donazzan, Assessore alle Politiche dell'Istruzione e della Formazione della regione, propone addirittura l'insegnamento obbligatorio della bibbia in tutte le scuole.
Manca solo la confessione coatta durante le interrogazioni, e poi siamo a posto.

E se invece comprassimo un vocabolario a chi non ha i soldi?

25 Commenti »

Senza alcuna intenzione polemica nei confronti della Bibbia e di quello che c'è scritto dentro, vi propongo una domanda semplice semplice: siccome tante famiglie fanno una gran fatica a mettere insieme i quattrini per i libri di testo dei figli, non sarebbe più utile (e, tanto per restare in tema, pure più cristiano) utilizzare i soldi che serviranno per comprare tutte queste bibbie (chiunque se ne faccia carico) per aiutare i meno abbienti, che ne so, a comprare un vocabolario?

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