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Perché quella lista non mi convince

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Mettere alla gogna(*) pubblica delle persone perché si esprimono pubblicamente contro il riconoscimento dei diritti degli omosessuali pur essendo omosessuali mi pare un'operazione priva di senso.
Lo avrebbe, un senso, se quegli individui riuscissero in qualche modo ad ottenere per se stessi ciò che vogliono impedire agli altri gay: sposarsi in comune, adottare dei figli, entrare nell'asse ereditario del(la) compagno (a) e via discorrendo.
Siccome, però, i politici in questione quei diritti non li esercitano, al pari di tutti gli altri omosessuali, l'unica cosa che si può concludere è che le loro battaglie politiche si rivolgono in primo luogo contro loro stessi; che ai divieti -invero, a mio parere, odiosi- che cercano di perpetuare costoro si sottomettono per primi, senza colpo ferire e senza pretendere privilegi; che della loro omosessualità hanno fatto una questione privata, da esercitare nel segreto delle mura domestiche, esattamente come vorrebbero che facessero tutti gli altri, con ciò dimostrando -sia pure attraverso una posizione che personalmente ritengo aberrante- il massimo della coerenza.
L'ormai celeberrima lista dei politici gay e omofobi, quindi, può servire al massimo a dimostrare che i soggetti in questione sono degli autolesionisti.
Mi pare un po' pochino, sinceramente, per rivelare arbitrariamente al paese gli affari loro.
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(*) A beneficio di chi ha avanzato riserve in proposito, nella circostanza per "gogna" si intende la rivelazione pubblica dell'orientamento sessuale di un individuo contro la sua volontà, e non la circostanza che si tratti di un orientamento omosessuale. Così, tanto per sgomberare il campo da equivoci.

Ma voi lo sapete, cosa significa "oltre"?

37 Commenti »

La parola "oltre" significa "al di là".
Se affermo che voglio andare "oltre" una cosa che ha fatto qualcun altro, quindi, intendo dire che ho intenzione di fare meglio di lui.
Ebbene, se scelgo di usare la parola "oltre" per paragonarmi ad un mio antagonista, mi conviene senz'altro che la cosa fatta da lui sia una cosa buona, anzi ottima: perché dicendo che voglio andare "oltre" una cosa ottima, implicitamente comunico a tutti di essere così bravo da poterla addirittura superare, magari facendo una cosa davvero eccezionale.
Se invece quell'altro ha fatto una schifezza, dire che voglio andare "oltre" non significa granché, perché per fare meglio di una schifezza non ci vuole certo un'impresa da fuoriclasse: basta una schifezzuola che faccia un pelino meno schifo e già faccio la mia porca figura.
In questo caso, vocabolario alla mano, mi converrebbe cambiare parola, dicendo magari che voglio andare "contro", non "oltre" quella schifezza, per marcare in modo netto e inequivocabile la differenza tra me e il mio antagonista, per rendere chiaro a tutti che con lui non ho niente in comune, per sottolineare che il paragone tra noi due è del tutto improponibile, per affermare senza possibili equivoci che io e lui siamo su due pianeti completamente diversi.
Insomma, più il mio avversario è bravo, più faccio bella figura a dire che voglio andare "oltre" quello che ha fatto lui; più il mio avversario è scarso, più andare "oltre" quello che ha fatto lui finisce per perdere valore, fino a configurare una differenza trascurabile, inconsistente, impalpabile.
Ciò premesso, delle due l'una: o Bersani e il suo staff hanno dei seri problemi con l'italiano, oppure la loro campagna serve semplicemente a comunicare che quelli del PD sono un tantino meno peggio, ma solo un'anticchietta, di quelli del PdL.
In entrambi i casi, ne converrete, c'è di che preoccuparsi.

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