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Rimbalza il clandestino

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Ecco, adesso il massimo sarebbe se in Albania lanciassero un giochino di Facebook intitolato "Rimbalza il clandestino", consistente nel respingere a forza di clic un un pupazzetto con le fattezze di Renzo Bossi che tenta di entrare nel paese senza permesso di soggiorno per prendersi la laurea triennale.

Siete voi che avete dato ragione a Bossi

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Dopo il 1993 quasi tutti i partiti sono stati d'accordo nel reintrodurre il finanziamento pubblico abrogato dal referendum chiamandolo rimborso elettorale, ma allo stesso tempo si sono ben guardati dall'idea di rendicontarlo puntualmente dimostrando che il suo ammontare corrispondesse esattamente a quanto speso per le elezioni e restituendo l'eventuale differenza.
Ciò significa che le organizzazioni politiche hanno di fatto sancito -pubblicamente e oltre ogni ragionevole dubbio- che fosse giusto usare quei quattrini non soltanto per finanziare le competizioni elettorali, ma anche -e direi soprattutto- per sostenere le proprie spese di funzionamento; e che gli organi di informazione hanno avallato questa interpretazione, giacché non mi risulta che dal 1993 ad oggi abbia avuto luogo una campagna permanente e instancabile dei giornali e delle televisioni per contestare la situazione e cercare di modificarla.
Se si dà per buono questo sistema -cosa che, ripeto, i partiti e i media hanno fatto per vent'anni- non vedo perché pagare la casa a Calderoli rappresenti uno scandalo: si tratta di una spesa di funzionamento come un'altra, che la Lega ha liberamente deciso di erogare perché la riteneva utile; cosa che peraltro accade spessissimo nelle imprese, che sostengono ingenti costi per fare in modo che i propri dirigenti possano soggiornare in questa o quest'altra città, in ragione dei loro obiettivi strategici.
La vera domanda, insomma mi pare questa: i soldi del rimborso elettorale, una volta incassati, sono e rimangono soldi dei partiti?
Se la risposta è no, allora Bossi ha torto quando dice che i partiti ne possono fare quello che vogliono; se invece la risposta è sì, Bossi ha ragione da vendere.
Ebbene, sapete cosa? Siete stati voi, partiti e mezzi di informazione, a rispondere di sì a quella domanda, pressoché all'unisono e per vent'anni filati.
Il che equivale a dire che siete stati voi a dare ragione a Bossi.
Invece di scandalizzarvi fuori tempo massimo, prendetevi le vostre responsabilità.

Punto! Due punti!

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Non ho ben capito: la Lega è vittima di un complotto o a fare danni sono stati i figli del suo leader?
Perché Bossi, stando a quanto dicono i giornali, ha detto entrambe le cose, le quali tuttavia non mi sembrano compatibili tra loro: se uno subisce un complotto significa che è tutto campato in aria, e quindi i danni non li ha fatti nessuno; se invece c'è qualcuno che quei danni li ha fatti, allora vuol dire che non si tratta di un complotto.
La sensazione è che dovendo decidere se negare o scusarsi Bossi abbia scelto, come se ciò rafforzasse il suo discorso, di fare entrambe le cose; un po' quando Totò, dettando a Peppino la lettera per la malafemmena, si produceva nel memorabile crescendo: "Punto! Due punti! Massì, fai vede' che abbondiamo!"
Solo che quello era un film comico, non una riunione politica.

Come una manica di terroni

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Far diplomare un figlio, comprare la macchina a un altro, ristrutturare la casa: l'aspetto piú interessante della vicenda legata ai fondi della Lega è il ruolo cruciale della famiglia come punto di riferimento supremo rispetto a tutti gli altri, a cominciare dalla legalità e dall'interesse pubblico.
Per la serie: sono vent'anni che se la prendono con i meridionali, e all'atto pratico si comportano come una manica di terroni fatti e finiti (*)

(*) quali i leghisti li hanno dipinti per anni, naturalmente: precisazione deprimente per quanto era scontata, ma purtroppo necessaria in ragione dei commenti di chi non capisce o fa finta di non capire. Che fatica.

Autorespingimenti

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Celti, fenici, cartaginesi, eruli, greci, unni, ostrogoti, bizantini, longobardi, vandali, alani, svevi, burgundi, visigoti, arabi, normanni, aragonesi, angioini, borboni, austriaci, e scusate se me ne dimentico qualche decina.
Se l'Italia multietnica fa davvero paura a quelli della Lega, mi sa che farebbero bene a non indagare troppo sul loro dna.
Altrimenti finisce che si cacciano da soli.

La disobbedienza implica l'autodenuncia

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Come ho già avuto modo di scrivere qualche giorno fa, non sono un fan scatenato del governo Monti; per formazione, politica, inoltre, nutro una vera e propria passione per le battaglie politiche portate avanti attraverso metodi nonviolenti.
A scanso di equivoci, tuttavia, l'occasione mi è gradita per ricordare ai dirigenti della Lega Nord che la disobbedienza civile ha senso solo se seguita immediatamente dall'autodenuncia: il che equivale a dire che la paventata "obiezione di coscienza" consistente nel non versare l'IMU sarà qualificabile come tale solo nel caso in cui chi si sarà astenuto dal pagamento provvederà immediatamente a comunicarlo ai competenti uffici fiscali.
Mi auguro che gli amici leghisti forniscano ai loro militanti indicazioni chiare ed inequivocabili in tal senso: altrimenti non si tratterà di disobbedienza civile, ma semplicemente di evasione fiscale.
Così, per la precisione.

Secessionisti nazionalisti

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E' curioso che ad opporsi in modo più accanito contro la possibilità che chi nasce sul suolo della repubblica diventi automaticamente italiano siano quelli che si professano stranieri pur essendo nati in Italia.
Per la serie: non blaterate dalla mattina alla sera di essere padani e di voler fare la secessione?
E allora, scusate, che ve ne frega?

Maroni si dissoci da Radio Padania

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Durante la mattinata di domenica 16 ottobre un'ascoltatrice ha telefonato in diretta a Radio Padania dicendo: «Si ha paura che scappa il morto? Io questo non lo capisco, non ce ne frega niente che scappa il morto». Il conduttore di turno, Alfredo Lissoni, gli ha risposto con nuncuranza: «Lei ha ragione».
Chiediamo a Radio Padania, emittente ufficiale della Lega Nord (partito che in Italia esprime il Ministro degli Interni) di dissociarsi pubblicamente dall'affermazione del suo conduttore e di scusarsi immediatamente per quanto da lui sostenuto.
Chiediamo altresì al ministro degli Interni Roberto Maroni di dissociarsi pubblicamente da quanto sostenuto dalla radio del suo partito.

Alessandro Capriccioli, Metilparaben
Arianna Ciccone, Valigia Blu
Francesca Fornario, Duemilaundici
Alessandro Gilioli, Piovono Rane
Luca Sappino, LS
Daniele Sensi, l'Anticomunitarista
Sent from my Blackberry®

L'aritmetica alternativa di Bossi

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Facendo un giretto sul sito dell'ISTAT si può apprendere con una certa facilità che Italia nord-orientale e Italia nord-occidentale ospitano complessivamente 27.763.261 abitanti, dei quali 3.801.466 sotto i 14 anni e 2.934.839 sopra i 75.
Ciò varrebbe a concludere, giacché 27.763.261 meno 3.801.466 meno 2.934.839 fa 21.026956, che quando Bossi parla di milioni di padani pronti a fare la rivoluzione, spingendosi fino a quantificare l'ammontare esatto di detti milioni nella cifra di venti, intende dire che più o meno tutti i residenti del settentrione con un'età che consente lo scontro fisico, non importa se uomini o donne, simpatizzano per la Lega così convintamente al punto da essere disposti ad imbracciare le armi per ottenere la secessione.
Eppure mi era parso di aver capito che da quelle parti gli altri partiti, compresi quelli della sinistra, qualche votarello l'avevano racimolato.
Che dite, sono io che non so fare i conti o è lui che usa un'aritmetica alternativa?

Meglio Borghezio

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Sapete una cosa? Tra Mario Borghezio, che ha se non altro l'onestà intellettuale per rivendicare le sue idee anche quando coincidono con quelle di un terrorista assassino, e gli altri, che più o meno esplicitamente quelle posizioni le hanno sempre sostenute, e adesso sfidano ogni logica bollandole come aberranti farneticazioni, io scelgo tutta la vita Borghezio.
Per contrappormi a lui, naturalmente, ché quelle idee le trovo aberranti.
Però, dovendo prendermi una sassata in testa, preferisco un lanciatore che non nasconda la mano.

Chi mette il culo sulla sabbia?

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E' davvero rassicurante verificare come la maggioranza alla guida del paese, di fronte all'evidenza del proprio disfacimento, reagisca con lucidità, capacità di autocritica e sagacia: basta al voto elettronico, si torni alle palline.
Adesso si tratta solo di stabilire chi prende la pallina con Gimondi, chi si accaparra quella con Baronchelli e chi mette il culo sulla sabbia per fare la pista.
Dopodiché siamo a posto.

Un'impuntatura da decine di migliaia di euro

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Quelli della Lega assicurano che il costo iniziale dell'apertura dei ministeri al nord non supererà qualche decina di migliaia di euro.
Spiccioli? Forse, nel quadro generale, sì.
Cionondimeno, non posso fare a meno di pensare che con qualche decina di migliaia di euro si potrebbe rimettere a posto una scuola, ristrutturare un reparto ospedaliero, regalare la connessione internet e il computer ad un discreto numero di studenti bisognosi e meritevoli, potenziare l'attività di un consultorio, costruire un campo di calcio per i ragazzi di una periferia degradata.
Non vi sembrano tutte finalità un tantino più dignitose, rispetto alla soddisfazione di un'impuntatura?

Generatore automatico di compromessi tra PdL e Lega sulla questione dei ministeri al nord

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Istruzioni: fare refresh per ottenere un nuovo compromesso tra PdL e Lega sulla questione dei ministeri al nord

Mancava solo Topo Gigio

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Ricapitolando, l'Italia intera è rimasta una settimana col fiato sospeso in attesa che una massa di individui in camicia verde muniti di ampolle contenenti acqua di fiume, inneggianti a non meglio precisate radici celtiche e teorizzanti l'esistenza di una fantomatica regione geografica individuabile su basi etniche tra la Tuscia e la Riviera di Ponente la illuminasse sul suo futuro.
Già che c'eravamo potevamo chiedere anche un parere a Topo Gigio, così eravamo a posto.

Ultimatum postdatato

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A quanto pare l'attesissimo ultimatum di Bossi a Berlusconi si può sintetizzare più o meno così: o cambi subito registro, oppure a fine legislatura faccio un casino.
E' la geniale invenzione dell'ultimatum postdatato: minacci ora e inizi a incazzarti tra due anni.
Meglio delle offerte nei centri commerciali.

Generatore automatico di ultimatum della Lega al governo da Pontida

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Istruzioni: fare refresh per ottenere un nuovo ultimatum della Lega al governo da Pontida

Per la Lega Nord ci sono state o no, le amministrative?

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Quello che vedete qua sopra è uno screenshot del sito della Lega Nord, ed in particolare dell'area dedicata alle dichiarazioni dei massimi dirigenti del partito, scattato qualche minuto fa, vale a dire intorno alle 19:00 del 30 maggio 2011.
A quanto pare, per loro le elezioni amministrative non hanno mai avuto luogo.
E io, scemo, che mi ero illuso che avesse vinto la sinistra.

Volete trasformare Milano in un paesotto di provincia?

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Da buon romano, campanilisticamente parlando, ho sempre invidiato un pochino il fatto che Milano fosse decisamente più proiettata verso il mondo rispetto alla mia città.
Non parlo, naturalmente, della dimensione internazionale legata all'arte e al turismo, ché da quel punto di vista Roma è imbattibile, ma piuttosto alla capacità tutta milanese di essere un crocevia mondiale in chiave moderna, di raccogliere prima delle altre le novità provenienti da ogni angolo del pianeta e di anticipare di qualche mese, se non di qualche anno, le tendenze destinate a coinvolgere l'intero paese.
Ecco, ora vengo a sapere che in una città del genere, cosmopolita e innovatrice, una considerevole -ancorché, a quanto pare, non maggioritaria- parte della popolazione non vuole che venga costruita una moschea: un po' come se la tifoseria del Barcellona, da un momento all'altro, iniziasse a schifare il calcio offensivo e brillante della sua squadra e facesse fuoco e fiamme chiedendo a Guardiola un bel catenaccio d'altri tempi, con tanto di palla in tribuna, viva il parroco e pedalare.
Da romano dovrei strafottermene, campanilisticamente parlando, e magari fare pure un sorrisetto beffardo sotto i baffi: però, se devo essere onesto, mi dispiace un po' che tanti milanesi coltivino l'ambizione di trasformare la loro città in un sonnolento paesotto di provincia, ostile alle novità e chiuso a riccio dentro le proprie mura, come se il mondo fuori non esistesse.
Pensateci un attimo: siete proprio sicuri, che volete ridurla così?

Loro seminano vento, noi raccoglieremo tempesta

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A prescindere da come andrà a finire il ballottaggio di Milano, mi piacerebbe che gli italiani fossero consapevoli di quello a cui andranno incontro nei prossimi anni: perché è piuttosto evidente che con le conseguenze degli ettolitri di benzina che questi personaggi hanno buttato sul fuoco, di tutto l'odio che hanno cresciuto, nutrito e pasciuto per ottenere consensi, della gigantesca massa di pattume culturale, civile e umano che hanno lasciato accumulare in ogni angolo di questo povero paese dovremo fare i conti noi.
E' roba che non si cancella con un calo negli indici di gradimento, con una caduta di governo, e neppure con un cambio di maggioranza: è roba che una volta venuta alla luce resiste a lungo, che è difficile da mandar via, che richiede decenni di duro e paziente lavoro -ammesso che qualcuno si prenda la briga di farlo- per essere cancellata.
Loro seminano vento, ma quelli che dovranno raccogliere tempesta saranno tutti gli altri.
Ricordatevene, quando vi chiederete come sia stato possibile ridursi così.

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