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Chi non crede nella democrazia

18 Commenti »

Per come la vedo io, che sono tutto fuorché fascista, la liberazione dal fascismo è servita a far sì che tutti possano dire quello che pensano: anche se quello che pensano consiste nel rimpiangere la repubblica di Salò.
Dopodiché, se davvero credete che impedire a qualcuno di esprimere le proprie idee -per quanto aberranti esse siano- equivalga a neutralizzarle, ritengo che siate degli illusi: quelle idee non solo resteranno tutte al loro posto, ma in più diventeranno clandestine, fornendo a chi le propaganda l'alibi del martirio e facilitandogli il proselitismo.
Io rimango convinto che le cattive idee non si combattano silenziandole, ma lasciando che vengano espresse e poi confutandole: e ne sono convinto perché credo nella democrazia.
Mi pare che chi auspica la censura, invece, non ritenga la democrazia abbastanza forte da sconfiggere quelle idee nel merito: e quindi, in estrema sintesi, che nella democrazia creda molto, ma molto meno di me.

Non solo pur non, ma proprio perché

11 Commenti »

Immagino che questo post, così come alcuni dello stesso tenore, sarà sgradito a molti.
Nondimeno, mi corre l'obbligo di sottolineare che non sono d'accordo né con l'iniziativa dei due artisti napoletani che hanno confezionato un provocatorio maxiposter raffigurante il duce allo scopo di chiedere la chiusura della sua cripta di Predappio, né con la reazione del comune di Napoli, che ha disposto la copertura del manifesto con una striscia azzurra.
Tutto ciò, naturalmente, non solo pur non essendo fascista, ma proprio perché non sono fascista.
Chi vuole capire capisca.

Fascismo analcolico

13 Commenti »

In ragione dei recenti, gravissimi episodi di violenza che hanno avuto luogo nella capitale, Gianni Alemanno firma un'ordinanza che proibisce la vendita di alcolici dopo le ventitré.
Secondo alcune indiscrezioni, invece, essere degli squadristi continuerà ad essere consentito anche di notte.

Pacificare semplificando

11 Commenti »

Secondo alcuni, a quanto pare, quelli che hanno combattuto nell'esercito di uno stato fascista e razzista creato da un dittatore che opprimeva brutalmente l'Italia su ordine di un altro dittatore che opprimeva brutalmente l'Europa debbono essere considerati tali e quali a quelli che hanno combattuto per liberare l'Italia e l'Europa dalle suddette dittature, al punto che a entrambe le categorie di combattenti dovrebbero essere riconosciuti identica dignità e analoghi contributi pubblici.
Il che equivale a dire, se non erro, che il tanto decantato concetto di pacificazione consiste nell'equiparazione indiscriminata di chiunque con chiunque altro.
Molto pratico e veloce, non trovate?

Tutti uguali un cazzo

47 Commenti »

La norma che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista è stata definita dagli stessi costituenti "transitoria": il che equivale a dire, se l'italiano non è un'opinione, che prima o poi dovrà arrivare il momento in cui essa verrà abrogata.
L'altro giorno ho scritto, attirandomi non poche critiche, che secondo me ciascuno è libero di ritenere che quel momento sia arrivato, e quindi di proporre democraticamente che la norma transitoria venga cancellata: non senza aggiungere -circostanza che è stata ignorata da molti commentatori, probabilmente appartenenti a quella tipologia di individui che leggono solo le prime tre righe di un post anche se uno ne ha scritte altre trenta- che in questo momento mi batterei con tutte le forze per fare in modo che quella proposta fosse democraticamente respinta.
Ebbene, l'assessore regionale del Veneto Elena Donazzan mi dà modo di ribadire il concetto: proponetelo pure, di abrogare la norma transitoria, perché io sarò sempre pronto a difendere il vostro diritto di farlo; ma poi, finché continuerete a blaterare che "a quel tempo non c'era una parte giusta e una sbagliata", contatemi tra quelli disposti a buttarsi nel fuoco per evitare che quella legge venga eliminata.
A quel tempo, con ogni evidenza, c'era un'odiosa dittatura da una parte, e dall'altra chi versava il suo sangue per abbatterla: siete liberi di dire il contrario, naturalmente, ma finché avrò fiato mi troverete qua, a ripetervi ancora una volta che state cercando di sostenere l'insostenibile.
Tutti uguali un cazzo, insomma, nonostante i vostri patetici tentativi di arrampicarvi sugli specchi: e badate, non ve lo dico cercando sommariamente di mettervi a tacere, ma lasciandovi parlare per confutare razionalmente le vostre grottesche esternazioni.
E' per questo, non dimenticatelo, che sono diverso da voi.

Facciamo a chi è più fascista

42 Commenti »

Mi pare di averlo già detto e ridetto più di una volta, non senza registrare copiose -e talora vivacemente espresse- opinioni contrarie, ma la cronaca di oggi mi dà una buona occasione per ripeterlo: secondo me il fascismo consiste nel metodo con cui si affrontano le divergenze di opinione, non nel colore della tessera politica che si ha in tasca.
Ne consegue, data la premessa, che a mio parere chi mena un fascista è fascista quanto lui: né più, né meno.
Dopodiché, le osservazioni di chi spacca il capello in quattro per trovare una differenza sono sempre ben accette: non me ne vogliate, però, se io quella differenza proprio non riesco a vederla.

Proprio perché non sono fascista

36 Commenti »

Posto che il fascismo mi fa orrore -così sgomberiamo il campo da inutili polemiche- ritengo che in uno stato di diritto sia legittimo, se si procede con le modalità stabilite dalla nostra Costituzione, proporre l'abrogazione di qualsiasi norma di legge: perfino la XII Disposizione Transitoria e Finale, che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
Ciò detto, e precisato che l'iniziativa di Cristiano De Eccher, Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bonacin, Achille Totaro e Egidio Digilio lascia allibito anche me, non condivido il parere di chi li ha invitati a ritirarla: quando un paese è libero, ciascuno può dire e proporre -democraticamente, cioè attraverso gli strumenti che l'ordinamento gli mette a disposizione- quello che vuole, per quanto l'oggetto di quella proposta possa sembrare ignobile a tutti gli altri.
Sapete cosa? Per come la vedo io in un paese libero non c'è niente, ma proprio niente, che non si possa dire, perché ciò implicherebbe necessariamente l'esigenza di impedire a qualcuno di dirlo: il che, con ogni evidenza, è tutto fuorché democratico.
Se io fossi un senatore, insomma, voterei convintamente -meglio, visceralmente- contro l'abrogazione della XII Disposizione Transitoria e Finale della Costituzione, ma non mi passerebbe mai per la testa di chiederne il ritiro.
Proprio perché non sono fascista.

Paura, paura, paura

18 Commenti »

Formigli dice che La Russa l'ha preso a calci: La Russa nega.
Ciò detto, il discorso è un altro. Guardate lo sguardo di La Russa; guardate la smorfia della sua bocca; guardate come digrigna i denti; e poi immaginate di imbattervi in una persona capace di quello sguardo, di quella smorfia rabbiosa, di quel ghigno, in un momento qualsiasi della vostra vita: quando siete in macchina, quando prendete la metro, quando andate a ballare, quando fate la fila alla posta, quando entrate al bar, quando siete alla cassa del supermercato, quando partecipate all'assemblea del condominio.
Non basterebbe questo, calci a parte, per farvi cagare sotto dalla paura?
Ecco, il tizio con quello sguardo non è uno qualsiasi, ma un ministro della Repubblica.
Brrrrr.

Perché i fascisti no?

25 Commenti »

Mi piacerebbe tanto che Silvio Berlusconi, tra una telefonata e l'altra, mi spiegasse una cosa: per quale motivo dovremmo ritenere che chi trent'anni fa si professava comunista abbia fatto finta di cambiare ma sotto sotto sia rimasto lo stesso, e invece i vari La Russa, Gasparri, Alemanno e compagnia cantando, che allora si dichiaravano fascisti e adesso sono pappa e ciccia con lui, siano diventati delle persone autenticamente diverse?
Il che, tradotto in una domanda facile, equivale a dire: ammesso e non concesso che i comunisti esistano ancora, perché i fascisti no?

Si chiama fascismo

13 Commenti »

Succede anche questo, quando cavalchi i peggiori istinti delle persone e le incoraggi a tirare fuori tutta la schifezza che hanno dentro.
Perché se blateri dalla mattina alla sera che gli stranieri sono esseri umani di serie B stai dicendo soprattutto che essere persone di serie A dipende dalla propria nazionalità, a prescindere da come ci si comporta: se sei un immigrato resti una merda anche quando dici la verità, e quindi gli italiani sono migliori di te anche se ti danneggiano e mentono spudoratamente.
Si chiama fascismo, e ho una gran paura che ormai ci siamo dentro fino al collo.

Moratti non va in Comune ma a braccetto coi fascisti

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Il primo sindaco della storia di Milano, città Medaglia d'oro della Resistenza, che va in Comune in media circa 5 volte l'anno, trova il tempo per partecipare - in cambio dell'appoggio alle prossime elezioni - al meeting fascista de La Destra di Storace insieme, fra gli altri, ad Adriano Tilgher (già capo del Fronte Sociale Nazionale, un tempo in Avanguardia Nazionale, nonché braccio destro di Stefano Delle Chiaie) e Francesco Cappuccio (portavoce di Casa Pound Lombardia, ex capo del famigerato gruppo Cuore Nero di Milano. Moratti, evidentemente, si sente a disagio nelle Istituzioni, ma a casa tra fascisti.

Bipartisan un cazzo

33 Commenti »

Abbiate pazienza, ma a me l'idea di accomunare nel più importante festival musicale del paese la canzone dei partigiani con l'inno trionfale del Partito Nazionale Fascista, per giunta in omaggio all'unità d'Italia, non pare tanto "bipartisan", quanto una stronzata: a meno che qualcuno non riesca a spiegarmi per quale motivo (diverso dal subdolo tentativo di sdoganamento culturale del fascismo al quale assistiamo da un po') si debba essere imparziali tra i sostenitori della democrazia e gli aficionados della dittatura.

Se la legge è sovrana si chiama democrazia, se il popolo è sovrano si chiama fascismo

51 Commenti »

Secondo alcuni commentatori la denuncia delle firme false sul listino di Formigoni alle elezioni regionali dovrebbe essere considerata irrilevante, perché la volontà popolare, successivamente dimostrata dal voto degli elettori, non può essere vanificata dalla burocrazia.
Si tratta, a ben guardare, di due affermazioni distinte, sulle quali vale la pena soffermarsi qualche secondo.
Innanzitutto occupiamoci del richiamo al concetto di burocrazia, che nel caso di specie mi pare evocato a sproposito per motivi sin troppo evidenti: se per realizzare un'opera pubblica un'impresa deve possedere dei requisiti, e se l'ufficio pubblico preposto a verificarne la sussistenza fa giacere la pratica ritardando il progetto così a lungo da renderlo inattuabile, allora siamo di fronte ad un caso di burocrazia che deprime l'iniziativa degli individui; se invece l'impresa quei requisiti non li possiede, li falsifica pur di ottenere l'appalto e alla fine viene scoperta, il problema non è di burocrazia, ma di legalità.
E' sin troppo evidente che il listino di Formigoni non è stato affossato dall'inerzia dell'apparato amministrativo che doveva controllarne la regolarità, e quindi dalla burocrazia, ma piuttosto dal fatto che quella regolarità mancava sin dall'origine, il che configura un problema decisamente diverso: di legalità, per l'appunto, cioè di certezza delle regole che debbono valere per tutti, e alle quali nessuno può sottrarsi.
Poi c'è l'annosa questione della volontà popolare: gli elettori, si dice, hanno comunque premiato Formigoni con il voto, il che varrebbe a sanare nella sostanza l'irregolarità delle firme presentate per poter accedere alle elezioni.
Si tratta, per la verità, di un modo di vedere le cose che negli ultimi tempi si è andato diffondendo in modo preoccupante: quello secondo il quale la sovranità popolare consisterebbe nel fatto che la volontà della maggioranza è più forte della legge, cioè al di sopra di essa.
Ciò che è vero, in realtà, è che in uno stato di diritto la maggioranza dei cittadini può modificare o addirittura abrogare una legge: con il piccolo particolare che deve farlo secondo quanto previsto dalla legge stessa, vale a dire esercitando il voto e mandando in parlamento i propri rappresentanti, i quali a loro volta provvederanno a cambiare o eliminare la legge seguendo la procedura all'uopo stabilita dalla costituzione; finché ciò non avviene quella legge resta in vigore, e non vale a sottrarle efficacia il fatto che la maggioranza (o, al limite, la totalità) dei cittadini dichiari di non condividerla.
Esemplificando con un caso limite, sarebbe addirittura possibile che la volontà popolare reintroducesse nel nostro paese la pena di morte; ma ciò potrebbe avvenire solo nel caso in cui i parlamentari eletti da quei cittadini si prendessero la briga di modificare prima la Costituzione e poi il codice penale, attenendosi scrupolosamente alle regole previste dall'ordinamento: fino a quel momento qualsiasi esecuzione capitale che abbia luogo sul territorio dello stato rimane illegale, nonostante il fatto che la stragrande maggioranza della popolazione la richieda a gran voce.
Sapete qual è il nocciolo della questione? In uno stato di diritto non è il popolo, ad essere sovrano, ma la legge: tutte le volte che si cerca di invertire arbitrariamente questa elementare gerarchia si finisce per ricadere, più o meno consapevolmente, in una situazione che conosciamo fin troppo bene.
Quella situazione, per usare un termine la cui portata viene spesso trascurata, si chiama fascismo.
Ecco, personalmente tenderei ad evitarla.

Sei pronto a rinnegare il ventennio?

Sei davvero un finiano? E se lo sei, lo sei da sempre o lo sei diventato solo oggi?
Scoprilo con questo test che ho preparato per gli amici dell'Espresso, ma non confonderti e fai attenzione all'epoca delle dichiarazioni: le posizioni del buon Gianfranco sembrano essere notevolmente cambiate rispetto a quelle di qualche anno fa.
Allora, che aspetti? Allacciati le cinture, ché questa roba è peggio delle montagne russe, e se vuoi lasciare un commento clicca qua.

Mussolini? Un dittatore all'acqua di rose

27 Commenti »

Monsignor Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto:

Mussolini sbagliò ad allearsi con Hitler, ma bisogna anche riconoscere che la sua dittatura fu una cosa all'acqua di rose.
Ricapitoliamo? Maometto era un predone senza scrupoli, nell'Islam si nasconde il disegno del maligno, Hitler non era semplicemente pazzo ma anche stufo degli ebrei usurai, gli omosessuali sono peggio degli animali, la Chiesa ha fatto bene a trasferire i preti pedofili senza denunciarli, se la Chiesa accoglie gli anglicani imbarca una bella dose di gay, gli islamici più li aiuti e peggio ti guardano, gli omosessuali sono peggio dei pedofili, Mussolini era un dittatore all'acqua di rose.
Credetemi: comincio seriamente ad aver paura della prossima dichiarazione.

Fuori gli squadristi, dentro i froci

18 Commenti »

Alcuni esponenti della Chiesa cilena chiedono al Presidente l'indulto per i militari di Pinochet.
Alcuni esponenti della Chiesa italiana chiedono che gli omosessuali siano messi in carcere.
D'altronde il perdono non può mica valere per tutti, no?

Siccome non sono fascista

59 Commenti »

Siccome non sono fascista, e siccome ritengo che cercare di impedire agli altri di dire pacificamente quello che pensano configuri un metodo fascista, sono del parere che i fascisti debbano essere lasciati liberi di manifestare quanto gli altri.

Fratello sole, sorella Luna e fratello Benito

5 Commenti »

L'articolo, tra l'altro, precisa che

Durante la messa, all'esterno della chiesa, alcuni rappresentanti della destra locale hanno distribuito un giornaletto di otto pagine, inneggiante al fascismo e a Benito Mussolini.
Andate in pace.

Mancano solo i cappucci

29 Commenti »

Mettiamo che una ragazza si stia divertendo con gli amici in un locale.
Mettiamo che la ragazza sia di colore.
Mettiamo che a un certo punto arrivi un nutrito gruppo di squadristi.
Mettiamo che gli esuberanti giovanotti decidano di comunicare alla ragazza, rumorosamente e ripetutamente, di volerla "candeggiare".
Mettiamo che la ragazza, per evitare guai peggiori, sia costretta a cambiare aria.
Mettiamo che l'edificante episodio non sia ambientato nel Mississippi del 1964, e nemmeno nel Sudafrica del 1985, ma nella Treviso dei giorni nostri.
Ecco, questo è il punto a cui siamo arrivati.
Non è meraviglioso, vivere in un paese così?

Ebrei di merda, vi bruciamo il bar

23 Commenti »

L'occasione mi è gradita (si fa per dire) per sottolineare che secondo Padre Raniero Cantalamessa, predicatore del papa, cercare di individuare le eventuali responsabilità delle gerarchie ecclesiastiche in ordine al problema dei preti pedofili, commentare la documentazione resa pubblica dagli avvocati delle vittime ed auspicare che vengano finalmente fatte chiarezza e giustizia equivale più o meno a comportarsi come questa gente qua.
Dite la verità: ve ne eravate accorti, di leggere il blog di un naziskin?

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