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Il sindaco sostenuto dai sabotatori delle donne

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A prescindere dalla nostra candidatura, io non lo voglio più, un sindaco che è sostenuto da chi gioisce per questa vergogna. Da chi ha brigato e lavorato da anni, affinché questa vergogna prendesse corpo. Da chi saluta come un inno alla vita l'espropriazione del corpo delle donne, la loro equiparazione a un'incubatrice, un contenitore, una scatola.
Gente che ha distrutto i consultori, ha utilizzato il sabotaggio dei diritti civili come strumento di lotta politica, ha praticato e pratica l'imposizione della propria coscienza su quella degli altri, si fa in quattro per gettare le donne nel tunnel dell'umiliazione e della colpevolizzazione.
Io non lo voglio, un sindaco sostenuto da questa gente.
Perché mi piacerebbe vivere nella capitale libera di un paese libero.

Ombre fondamentaliste su Roma

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Secondo Avvenire (leggere per credere) alle prossime elezioni comunali di Roma occorrerà votare contro il riconoscimento delle coppie di fatto, contro il riconoscimento delle unioni omosessuali, contro il testamento biologico, contro l'aborto.
Adesso sta a voi decidere: votare per Alemanno, che ospita sul suo sito l'editoriale e giusto due giorni fa si è nuovamente schierato con il Movimento per la Vita, oppure scegliere chi per il riconoscimento delle coppie di fatto e delle unioni omosessuali, per il testamento biologico e per il diritto delle donne di scegliere sul proprio corpo si batte da sempre.
Io, al vostro posto, non avrei dubbi.

Giusta? No, terrificante

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Allora, gente, la questione è questa: ritengo che la Marcia per la Vita sia una manifestazione fondamentalista; legittima, naturalmente, ma fondamentalista. Non può essere definito altrimenti un contesto nel quale l'aborto viene equiparato all'omicidio, e quindi -più o meno implicitamente- alle donne che abortiscono viene attribuita la qualifica di assassine.
Ebbene, da candidato nella Lista Civica per Marino al 2° Municipio di Roma, sono rimasto molto meravigliato quando il mio candidato Sindaco, ieri, l'ha definita "giusta": è un aggettivo che non condivido neppure in minima parte, dal quale mi dissocio senza riserve.
Riccardo Magi, il candidato radicale al Consiglio Comunale, si è già espresso in modo molto chiaro sulla vicenda: ma credo valga la pena che la mia voce si aggiunga alla sua.
Io, come ho già avuto modo di dire più di una volta, trovo la Marcia per la Vita una manifestazione terrificante: e oggi lo ribadisco con la massima chiarezza, certo di parlare anche a nome degli altri candidati radicali nei municipi, promettendo che se sarò eletto farò di tutto, nei limiti di quanto mi sarà possibile, per costituire un presidio vivente contro tutti gli integralismi e contro gli attacchi alla libertà di scelta delle donne sul proprio corpo.
Perché, da radicale, so bene una cosa: la legalizzazione dell'aborto è stato lo strumento attraverso il quale siamo riusciti a sconfiggere la piaga dell'aborto clandestino. E a far calare drasticamente, checché ne dicano, il numero degli aborti. Chi si batte per abrogare quella legge non vuole che gli aborti cessino: vuole semplicemente renderli criminali; consegnare le donne all'illegalità; lasciarle davvero sole, per poi colpevolizzarle e trattarle da assassine.
Non è antiabortista, chi vuole abrogare la legge 194. Manco per niente. A prescindere da quello che blatera.
Ed è bene che una buona volta lo si dica con chiarezza.
Tutto qua.

Update: Francesca Battistelli, anche lei candidata nella Lista Civica Marino al 2° municipio, si associa al contenuto di questo post. Non è la prima volta che ci troviamo d'accordo: se avete in mente di votare me, ricordate che potete votare anche lei.

Roma si muove

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Ambiente, diritti, mobilità, costi della politica.
Roma, finalmente, si muove: ammesso che i romani ci diano una mano a farla muovere.
Appena ci danno il via -e manca poco- partiranno otto referendum comunali, uno più importante dell'altro:

  • meno traffico, più trasporto pubblico e car sharing, raddoppio della rete ciclabile, pedonalizzazione del centro storico;
  • stop al consumo del territorio
  • strategia rifiuti zero: riuso, riciclo, porta a porta in tutta la città;
  • mare libero e navigabilità del Tevere;
  • welfare dei servizi alla persona;
  • riduzione dei costi dell'apparato amministrativo e trasparenza totale su appalti e spese comunali;
  • istituzione del registro dei testamenti biologici;
  • riconoscimento e sostegno alle famiglie di fatto.
Che ne dite, il menu vi piace? Potete approfondirlo cliccando qua: e prepararvi a darci una mano, perché tra poco si tratterà di raccogliere le firme per realizzarlo.
Restate sintonizzati: ci sarà davvero bisogno di tutti.

Famiglie di fatto: adesso vi chiediamo una mano

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Allora, gente, la questione è presto detta: a Roma, con l'iniziativa che abbiamo chiamato "Teniamo Famiglia", stiamo cercando di raccogliere le 5.000 firme necessarie per portare in consiglio comunale una delibera di iniziativa popolare che chieda al comune di riconoscere a tutte le famiglie anagrafiche , anziché alle sole famiglie tradizionali fondate sul matrimonio tra un uomo e una donna, i diritti e le agevolazioni che si possono sintetizzare con la locuzione "welfare comunale".
Le famiglie anagrafiche, in sostanza, sono tutti i nuclei di persone conviventi legate da un vincolo affettivo, a prescindere dal loro sesso e dal fatto che siano o non siano sposate.
Sta di fatto che siamo a un mese dalla scadenza della consegna, e purtroppo di firme ce ne mancano ancora un po': diciamo la metà, per andare sul sicuro, essere prudenti e centrare l'obiettivo.
Ebbene, io credo che l'occasione sia troppo importante per non chiedere a tutti voi di darci una mano e di diventare, sia pure nel vostro piccolo, dei protagonisti di questa campagna: nel fine settimana metteremo a punto un sistema per consentirvi di raccogliere le firme dei vostri parenti, amici, vicini di casa, e poi farcele avere in modo tale che la cosa non vi diventi troppo pesante dal punto di vista dell'impegno.
Insomma, se siete a Roma e avete voglia di dare il vostro supporto concreto a questa campagna preparatevi: noi, da parte nostra, cercheremo di inventarci un sistema che vi consenta di rendervi utili senza sacrificare troppo tempo e senza ammazzarvi di spostamenti in giro per la città.
Se volete scrivetemi in mail o nei commenti per dirmi che siete interessati: vi faremo sapere quanto prima cosa potete fare.
Siete pronti?

Criceti

4 Commenti »

-Pronto?
-Pronto, sono io.
-Criceto Puf, ma lo sai che ore sono?
-Certo che lo so, criceto Zum, ma vedrai che adesso il sonno ti passa.
-Che succede?
-Succede che mi hanno telefonato dal Gran Consiglio. Pare che domani approvino la direttiva.
-Quale direttiva?
-Come sarebbe? La direttiva, cretino, quella che stiamo chiedendo da due anni.
-Ma davvero? Be', è una notizia fantastica...
-Fantastica una sega. Gesù, ma chi mi sono preso come collaboratore, un ratto?
-Non ho mica capito.
-Me ne sono accorto, che non hai capito. Ascolta, qua bisogna fare un po' di telefonate e fermare tutto.
-Fermare tutto? Cioè, fermare la direttiva dici? Oddio, non ti seguo...
-Vabbe', facciamo che ricominciamo tutto da capo. Chi siamo noi?
-Chi siamo? Siamo criceti...
-Ah, che scoperta! Che genio! Imbecille, ti ho chiesto un'altra cosa...
-Cioè?
-Cioè noi, cristo, la nostra associazione, il nostro gruppo del cazzo pieno zeppo di stupidi come te. Chi siamo?
-Ah. La LDC...
-Alla buon'ora. Elledicì, Lega per i Diritti dei Criceti. Ed essendo la Lega per i Diritti dei Criceti, cosa chiediamo?
-Mi prendi in giro? Lo sai cosa chiediamo, la Lega l'hai fondata tu....
-Sì, ma voglio sentirlo da te, visto che mi sembri più rincoglionito del solito.
-Chiediamo che i criceti abbiano diritto allo stesso numero di ghiande degli altri animali della foresta.
-Bene. E quindi cosa abbiamo proposto?
-Una direttiva. Abbiamo proposto una direttiva al Gran Consiglio degli Animali.
-Vedo che ti sei svegliato. Era ora. Ecco, io ti telefono nel cuore della notte e ti dico che questa direttiva forse viene approvata. E tu esulti.
-Perché, non dovrei?
-E non dovresti no, porca troia. Ma cosa devo fare con te? Cosa? Sai che succede quando approvano la direttiva, sì?
-No, che succede?
-Vedi di pensarci un attimo. Una volta approvata la direttiva, a che serve la LDC?
-Be'...
-Lascia stare i be'. Rispondi.
-...diciamo che esaurisce il suo compito...
-Giusto. E quindi, tornando alla domanda, a cosa serve?
-...a niente.
-Vedo che iniziamo a ragionare. E se non serve a niente, di grazia, che ne sarà del finanziamento che prende dalla Contea? Che ne sarà del sette per mille?
-Be'...
-Aridaje, co' 'sto be'. Dimmi che fine faranno i soldi.
-...se avremo esaurito il nostro compito, presumibilmente...
-Presumibilmente?
-...ce li toglieranno...
-Ohhh, ci siamo. E se ce li toglieranno, che ne sarà del tuo stipendio?
-Be'...
-Dì un'altra volta be', un'altra volta sola, e te lo tolgo subito, lo stipendio. Te lo dico io, deficiente: tu resti disoccupato.
-...da questo punto di vista, in effetti...
-...ma mica solo tu, sai? Restiamo disoccupati tutti, ci tolgono la sede, si tratta di trovarsi un lavoro, hai presente il lavoro, no? Per non parlare della vita che ti cambia, perché sai che cambia, vero? Lo sai che poi col cazzo che ti invitano alla tv degli animali? Lo capisci che diventiamo tutti degli zero, senza arte né parte, poveri in canna e ignorati da tutti, peggio di una manica di castori?
-...ma noi quella direttiva...
-...la chiediamo, sì. Ed esistiamo finché quelli non la approvano. Anzi, meglio: esistiamo proprio perché quelli non la approvano.
-Quindi...
-...quindi se l'approvano siamo fottuti.
-...e...
-...e ti scordi le cene in formaggeria, e la televisione panoramica a sei pollici e pure quelle scarpe da fighetto che porti sulle zampe. Devo continuare?
-No.
-Quindi, criceto Zum?
-Quindi inizio subito a telefonare, criceto Puf.
-Meglio tardi che mai. Io intanto convoco una conferenza stampa.
-Per domani?
-No, imbecille, per dopodomani.
-Dopodomani?
-Eccerto. Gli vuoi dare almeno un giorno per respingerla, 'sta direttiva del cazzo?

Illegale quanto loro

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Ogni volta che qualcuno ha l'alzata d'ingegno di evocarle, mi viene in mente che le leggi speciali da un lato comprimono le libertà di tutti, e dall'altro riescono assai raramente a fermare le intemperanze di alcuni.
Rispondere ai black block suggerendo l'approvazione di una Legge Reale bis, a mio modesto parere, significa non solo ammettere la propria incapacità di gestire in modo efficace l'ordine pubblico, ma soprattutto accettare di battersi sul terreno dei propri avversari: quello in cui lo stato di diritto è considerato alla stregua di un trascurabile dettaglio e il fronte dello scontro si sposta sul piano della forza bruta.
Personalmente rimango convinto che un paese civile degno di questo nome dovrebbe rispondere alla violenza con il diritto, non imitare quelli che sta combattendo diventando illegale quanto loro.

Una responsabilità storica

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Lo ripeto per l'ennesima volta, e poi pazienza se qualcuno si sarà stancato di leggere sempre la stessa solfa: personalmente sono convinto che fino a quando la politica -in modo particolare i sedicenti partiti di sinistra, e tra questi il più importante, vale a dire il PD- non si deciderà a battersi sul serio affinché ai gay vengano attribuiti senza riserve tutti i diritti che spettano agli altri, le aggressioni agli omosessuali continueranno allegramente sotto gli occhi di tutti.
Con ciò, evidentemente, non voglio dire che se domani fossero istituiti il matrimonio e l'adozione gay gli squadristi si dedicherebbero ad altre imprese a partire dal giorno dopo: ma che quei provvedimenti costituiscono il presupposto ineludibile per provocare un mutamento culturale che produrrebbe i suoi effetti nel giro di qualche decennio.
Finché ciò non avverrà, finché i vergognosi distinguo di questi progressisti della domenica non verranno messi da parte, finché quei diritti non verranno attribuiti a chi li reclama, quel mutamento non potrà neppure iniziare: e dunque la sinistra italiana -e nell'ambito della sinistra, lo ribadisco, il PD in particolare-, che sul tema dell'omosessualità continua a titubare in modo patetico sforzandosi in tutti i modi di non dire niente per non scontentare nessuno, è di fatto portatrice di una responsabilità storica.
Quella di non innescare un processo che nel corso dei prossimi anni potrebbe risollevare il nostro paese dal rivoltante medio evo in cui è precipitato.
Il resto sono chiacchiere, e pure fastidiose da ascoltare.

Da eterosessuale che non riteneva importante dirlo

34 Commenti »

Sono sempre stato convinto che i diritti degli omosessuali non riguardino solo loro, ma tutti noi: se così non fosse, non avrei dedicato all'argomento, da quando ho aperto questo blog, una media di un post a settimana.
Ho scritto quei post da eterosessuale, cosa che non avevo mai dichiarato apertamente proprio perché non la ritenevo importante, ma che invece adesso, visto e considerato che stiamo parlando di questo aspetto della vicenda, diventa assolutamente pertinente.
Ciò premesso, mi corre l'obbligo di rilevare che l'elezione di un eterosessuale alla guida dell'Arcigay di Bari, che ha sollevato un vespaio di polemiche culminate addirittura nella richiesta di commissariamento dell'associazione, rappresenta a mio avviso tutto fuorché uno scandalo.
Perché è senz'altro vero che un eterosessuale non potrà mai arrivare a comprendere fino in fondo cosa si provi a sentirsi dire "frocio di merda": ma è altrettanto vero, secondo me, che condividere la lotta tutti insieme è addirittura più importante.
Non me ne frega niente, dico davvero, di infognarmi in una discussione sterile sulla ghettizzazione, sulle categorie o sull'esclusività; l'unica cosa che mi sta a cuore è che si tratta di una battaglia per i diritti civili in piena regola, che in quanto tale dovrebbe essere una battaglia di tutti i cittadini, siano essi omosessuali, eterosessuali, bisessuali o come pare a loro: è esattamente così, né più e né meno, che la vivo io.
Da eterosessuale che fino ad oggi non riteneva importante dirlo.

Cavarsela con le mimose

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Le donne italiane vengono messe in croce dai fondamentalisti quando decidono di non portare avanti una gravidanza, sono costrette ad andarsene all'estero se vogliono accedere alla fecondazione assistita, e come se non bastasse debbono sottostare persino alle imposizioni di coscienza dei farmacisti che possono permettersi di rifiutare loro, anche nel caso in cui sia stato prescritto da un medico, un farmaco contraccettivo come la pillola del giorno dopo.
Il che equivale a dire che nel nostro paese i diritti delle donne vengono calpestati impunemente a partire dalla loro espressione più elementare: quella che riguarda il loro corpo, la loro salute, la loro sessualità.
Poi, come da copione, l'8 marzo i politici che si dicono progressisti sono tutti lì a sciorinare proclami, ad enunciare principi, ad assicurare il loro impegno astratto e la loro teorica solidarietà: il che, naturalmente, è cosa buona e giusta.
Però, vi dico la verità, mi piacerebbe tanto che quei politici si impegnassero tutti i giorni in una lotta senza tregua, senza riserve e senza quartiere per rimuovere le indecenti discriminazioni sul corpo delle donne, invece di ricordarsene una volta l'anno e poi dimenticarsene fino all'anno successivo.
Datevi una mossa, per cortesia: oppure pensate davvero di cavarvela con le mimose?

Armonia : Wen Jiabao = Amore : Berlusconi?

11 Commenti »

Mentre il premio Nobel per la pace va a un dissidente cinese incarcerato dal regime per le sue battaglie sui diritti civili, Berlusconi dichiara di ammirare "la politica dell'armonia" del governo di Pechino.
Se tanto mi dà tanto, inizio a spiegarmi meglio la storia del "partito dell'amore".

In questo paese i diritti civili sono carta straccia

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Chissà, qualcuno adesso salterà fuori a dire che l'omofobia non c'entra niente, che può capitare di trovarsi in giro in macchina con un secchio di piscio dietro e non sapere dove buttarlo, che una legge contro l'omofobia non solo non serve ma sarebbe addirittura nociva perché finirebbe per creare una "categoria privilegiata" di cittadini.
Tutte cazzate. La verità è che nel nostro paese gli omosessuali subiscono quotidianamente aggressioni e umiliazioni, e l'inerzia della politica rispetto a questo schifo, insieme ad altre simili vergogne, ci relega a pieno diritto tra i paesi nei quali i diritti civili sono carta straccia.
Il resto sono chiacchiere, e il vento se le porta.

Il boomerang dei diritti negati

51 Commenti »

A me risulta, ma forse sbaglio, che l'articolo 8 della nostra Costituzione reciti quanto segue:

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Ebbene, il fatto che la libertà religiosa venga di fatto violata -sia pure con il pretesto delle norme urbanistiche- mi preoccupa molto: non soltanto per la discriminazione degli islamici in sé e per sé -cosa che in uno stato di diritto sarebbe già abbastanza grave-, ma anche -e soprattutto- perché consentire che oggi alcuni diritti garantiti costituzionalmente siano calpestati equivale ad accettare che domani ne vengano negati degli altri.
Avete mai pensato, amici urlanti e schiumanti bile, che quei diritti potrebbero essere i vostri?

Le vite degli altri /14

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In Finlandia la banda larga è ufficialmente un diritto civile, mentre in Islanda viene approvata una legge che garantisce uno scudo a chi pubblica su internet segreti di stato, militari, giudiziari e societari di interesse pubblico.
In Italia la banda larga costa un occhio della testa, e i blogger verranno presto messi a tacere da una legge che impedirà loro di scrivere perfino quello che pensano.
Benvenuti all'inferno.

Ru486: qualcuno si ricorda che esiste una legge?

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Legge 194/78, articolo 12:

La richiesta di interruzione della gravidanza secondo le procedure della presente legge è fatta personalmente dalla donna. Se la donna è di età inferiore ai diciotto anni, per l'interruzione della gravidanza è richiesto lo assenso di chi esercita sulla donna stessa la potestà o la tutela. Tuttavia, nei primi novanta giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potestà o la tutela, oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio o la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, espleta i compiti e le procedure di cui all'articolo 5 e rimette entro sette giorni dalla richiesta una relazione, corredata del proprio parere, al giudice tutelare del luogo in cui esso opera. Il giudice tutelare, entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza. Qualora il medico accerti l'urgenza dell'intervento a causa di un grave pericolo per la salute della minore di diciotto anni, indipendentemente dall'assenso di chi esercita la potestà o la tutela e senza adire il giudice tutelare, certifica l'esistenza delle condizioni che giustificano l'interruzione della gravidanza. Tale certificazione costituisce titolo per ottenere in via d'urgenza l'intervento e, se necessario, il ricovero. Ai fini dell'interruzione della gravidanza dopo i primi novanta giorni, si applicano anche alla minore di diciotto anni le procedure di cui all'articolo 7, indipendentemente dall'assenso di chi esercita la potestà o la tutela.
La pillola Ru486 non è altro che un metodo alternativo a quello chirurgico per interrompere una gravidanza, e l'interruzione della gravidanza, a sua volta, è disciplinata dalla Legge 194: se qualcuno di voi riuscisse a spiegarmi per quale motivo la legge che disciplina l'aborto debba essere applicata o disapplicata in ragione del fatto che si scelga un metodo piuttosto che un altro, e contestualmente mi confermasse che un'operazione del genere è legale, gliene sarei davvero grato.

Chi è che allarma la clientela?

16 Commenti »

Secondo voi la clientela del ristorante di un centro commerciale dovrebbe "allarmarsi" per la presenza di una bimba autistica che mangia imboccata dalla sua pedagogista, oppure per il fatto che a sorvegliare quel posto ci sia una guardia giurata che ha l'alzata d'ingegno di cacciarla perché è disabile?

---
Grazie a Marco e Alessandro per la segnalazione.

La Crociata della Lega contro le donne

25 Commenti »

Non so se vi è chiaro, ma quella delle ultime elezioni regionali rischia di diventare una data memorabile (in senso negativo) nella storia dei diritti civili, ed in particolare di quelli femminili: dopo Roberto Cota, neo eletto governatore del Piemonte, anche Luca Zaia, suo compagno di partito in Veneto, chiude la porta alla RU486; il tutto mentre l'alleato Stefano Caldoro si accoda in Campania, Gasparri dà dei piazzisti dilettanti a quelli dell'AIFA (ed implicitamente a tutte le agenzie del farmaco europee, che hanno adottato delibere analoghe anni prima), e Monsignor Fisichella sancisce ufficialmente l'accordo con la Lega Nord a suon di piene condivisioni.
Insomma, gente, per i terroni, gli immigrati e gli omosessuali i tempi difficili erano già arrivati da un bel po', e pare che adesso sia il turno delle donne.
Se non siete compresi in queste categorie vi suggerisco di iniziare a chiedervi chi saranno i prossimi: niente di più facile che tocchi proprio a voi.

Avevamo un patto

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Ray Gosling, il presentatore della BBC che ha confessato in tv di aver posto fine alle sofferenze del suo compagno, malato terminale di AIDS:

Avevamo un patto: se il dolore diventa insopportabile e non si può più fare nulla, non lasciarmi andare avanti. Non penso che sia un crimine.
Nemmeno io, signor Gosling, credo che lei abbia commesso un crimine: sono convinto, piuttosto, che abbia aiutato la persona che amava a realizzare la sua volontà, in un contesto in cui nessun altro -nemmeno la legge di un paese civile come il suo- se ne assumeva la responsabilità.

Credo che lei abbia semplicemente avuto il coraggio di fare quello che andava fatto.

Se e quando dovesse toccare a me, spero di avere accanto qualcuno che sappia amarmi così.

Chi decide sulla vita. Berlusconi e la lettera alle suore di Eluana Englaro

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Ci sono atti che sono offese in sé. Ecco, la lettera che Silvio Berlusconi ha spedito alle suore misericordine ad un anno dalla morte di Eluana Englaro secondo me è proprio questo: una offesa, tanto più grave ed ingiustificata perché non ha nemmeno la scusante di essere stata fatta a caldo, sull’onda di un’emozione. No, è un ceffone a freddo, pensato e studiato e perciò ancora più ingiustificabile.

Eluana è morta da un anno. In qualsiasi maniera la si voglia pensare in merito a questa vicenda, la vicenda è chiusa. In qualsiasi maniera la si voglia interpretare, essa riguardava un padre ed una figlia, una famiglia: quella di cui tanto si ciancia e per cui tanto si chiedono aiuti e tutele.

Non capisco dunque a che pro scrivere, ad un anno dalla morte, da parte di un Premier alle suore Misericordine. Che a Eluana avranno certo prestato tutte le cure che potevano, e immagino con grande abnegazione, persino con affetto. Ma che, dal punto di vista tecnico e pratico, erano delle perfette estranee, non più legate a lei di quanto possa esserlo stata la sua maestra delle elementari, la portiera del suo palazzo, la sua edicolante.

È curioso che il capo di un Governo che non riconosce e si rifiuta di riconoscere come famiglia qualsiasi coppia che non sia legata da vincoli matrimoniali e considera famiglia potenziale solo una coppia che possa generare prole, scriva una lettera in cui implicitamente considera come legate a Eluana da un vincolo più stretto di quello del padre alcune suore che le prestavano assistenza. Lascia addirittura intendere che loro, le suore, sarebbero state la sua vera famiglia, ed infatti a loro, e non al padre, scrive ad una anno dalla morte.

A loro, alle suore, chiede perdono per non aver fatto in tempo a “salvare” Eluana, come se loro, le suore, fossero state le legittime custodi di quella vita, le tutrici, come se a loro, alle suore, egli dovesse rendere conto di uno sforzo mancato. A loro, alle suore.

Evidentemente per Silvio Berlusconi un estraneo ha ben diritto, persino più diritto di un padre, di decidere sulla vita di un qualsiasi essere umano che non ha mai né generato né sposato, e a cui non è legato da alcun vincolo, nemmeno lontano, di parentela e affinità. Basta che porti un saio.

Galatea

Col fucile ad aria compressa

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Non solo li sfruttatiamo, li sottopagaghiamo, li priviamo di fatto di qualsiasi forma di tutela e forse pure di diritto. Adesso gli spariamo pure.

La volontà di reagire covava da tempo nella colonia di lavoratori ammassati in condizioni ai limiti del sopportabile...
A fare scoppiare la rivolta è stato il ferimento con un'arma ad aria compressa di alcuni cittadini extracomunitari, tra i quali un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno...
Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti e rovesciati sull'asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate. E' il bilancio di un pomeriggio di guerriglia urbana a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la protesta di alcune centinaia di extracomunitari, lavoratori dell'agricoltura, accampati in condizioni disumane in una vecchia fabbrica in disuso e in un'altra struttura abbandonata.

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