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Fuori orario

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In Italia milioni di persone lavorano tutto il giorno. Escono di casa che i negozi sono ancora chiusi (e anche se fossero aperti non potrebbero trarne alcuna utilità, perché devono volare in ufficio) e tornano che stanno tirando giù le serrande. Se arrivano a casa e scoprono che manca qualcosa, dal detersivo per la lavatrice all'olio per condire l'insalata, sono fottuti. Nel week end gli tocca prendere su, andare al supermercato e fare la scorta per i sette giorni successivi, senza dimenticarsi niente sennò se ne riparla il sabato che viene; in più devono organizzarsi per le normali operazioni che riguardano la vita di ognuno, tipo andarsi a tagliare i capelli, fare la ceretta, comprare quello che serve per vestirsi, capire se manca qualcosa a casa, fare due o tre lavatrici e via discorrendo, il tutto cercando contestualmente di scambiare due parole due con la moglie/marito/compagna/compagno/fidanzata/fidanzato ed eventualmente con i figli e nei casi più audaci perfino con un paio di amici, tutte personcine con cui durante la settimana ci si vede giusto in tempo per darsi la buonanotte. Se non lo fanno, magari perché si concedono un paio di giorni fuori, oppure hanno un matrimonio, o magari si beccano l'influenza, restano con il frigo vuoto, i capelli lunghi, i peli sull'inguine, i pantaloni vecchi che andarci al lavoro è da vergognarsi, l'ultimo paio di calzini puliti nel cassetto e così via.
Sono milioni di persone, non due o tre.
Poi, finalmente, qualcuno consente ai negozianti di restare aperti negli orari che preferiscono, e questi milioni di persone tirano un sospiro di sollievo: hai visto mai che riuscirò a comprare un chilo di frutta alle nove di mercoledì, con un minimo di calma, mentre torno dal lavoro? Hai visto mai che il parrucchiere decide di farmi la messa in piega, dico per dire, alle ventitré, così ceno e poi ci vado e mi faccio pure un sonno sulla poltroncina? Hai visto mai che sabato prossimo, per una volta, potrò avere la sensazione di vivere in un giorno festivo, perché qualche impiccetto l'ho già sbrigato durante la settimana?
A quel punto i negozianti si incazzano. Forse, tiro a indovinare, perché hanno paura che qualcuno di loro abbia più voglia di lavorare, o magari che lavori lo stesso numero di ore ma si ingegni per cambiare l'orario in cui resta aperto, e che in questo modo porti via loro i clienti. I quali clienti, secondo il loro dio, non devono andare da loro perché li scelgono in base alla qualità del servizio che ricevono, ma semplicemente perché vi sono costretti.
Sotto casa mia c'è già, un negozio che resta aperto un pochino più degli altri. Sono là da un mese e mi ha già salvato le chiappe tre o quattro volte. Il suo titolare, guarda caso, è uno straniero: e magari, tiro ancora a indovinare, siccome è straniero non ha ancora sviluppato la curiosa convinzione che quello che incassa gli sia dovuto per grazia divina.
Io sono felice che ci sia, e sarò ancora più felice se tra qualche mese ce ne saranno degli altri: semplicemente perché mi consentirebbero di vivere un tantino meglio.

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