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E se fosse stata una suora?

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Mi piacerebbe sapere se il giudice di Torino che ha allontanato dal tribunale un'interprete musulmana perché aveva il velo, adducendo come motivazione il fatto che alle udienze si deve partecipare a capo scoperto, avrebbe fatto altrettanto con una suora.
Quando accadrà un fatto del genere sarò sinceramente disponibile a credere che simili episodi non costituiscano discriminazioni nei confronti degli stranieri.
Fino ad allora, abbiate pazienza, no.

L'aggiornamento in tempo reale del PdL

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Ho prelevato lo screenshot che vedete qua sopra direttamente dalla homepage del sito del Popolo della Libertà pochi minuti fa, vale a dire alle ore 19:30 del 25 luglio 2011, momento in cui era ormai noto a chiunque che con l'attentato di Oslo gli islamici non c'entravano niente; eppure i nostri amici del PdL hanno pensato bene di lasciare in bella vista un comunicato del loro capodelegazione nel PPE Mario Mauro, che recita testualmente così:

Solidarietà nei confronti del popolo norvegese e del partito laburista norvegese costretto a subire la logica dell'odio e del pregiudizio. Il fondamentalismo di matrice islamica rimane uno dei pericoli più concreti del nostro tempo è l'ideologia forte più pericolosa dopo i totalitarismi.
Lo dico sempre, io, che internet è bello perché è costantemente aggiornato.

Update: stranamente, alle ore 19:55 il comunicato è stato rimosso dalla homepage. Che dite, gli mando una fatturina per il servizio?

Volete trasformare Milano in un paesotto di provincia?

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Da buon romano, campanilisticamente parlando, ho sempre invidiato un pochino il fatto che Milano fosse decisamente più proiettata verso il mondo rispetto alla mia città.
Non parlo, naturalmente, della dimensione internazionale legata all'arte e al turismo, ché da quel punto di vista Roma è imbattibile, ma piuttosto alla capacità tutta milanese di essere un crocevia mondiale in chiave moderna, di raccogliere prima delle altre le novità provenienti da ogni angolo del pianeta e di anticipare di qualche mese, se non di qualche anno, le tendenze destinate a coinvolgere l'intero paese.
Ecco, ora vengo a sapere che in una città del genere, cosmopolita e innovatrice, una considerevole -ancorché, a quanto pare, non maggioritaria- parte della popolazione non vuole che venga costruita una moschea: un po' come se la tifoseria del Barcellona, da un momento all'altro, iniziasse a schifare il calcio offensivo e brillante della sua squadra e facesse fuoco e fiamme chiedendo a Guardiola un bel catenaccio d'altri tempi, con tanto di palla in tribuna, viva il parroco e pedalare.
Da romano dovrei strafottermene, campanilisticamente parlando, e magari fare pure un sorrisetto beffardo sotto i baffi: però, se devo essere onesto, mi dispiace un po' che tanti milanesi coltivino l'ambizione di trasformare la loro città in un sonnolento paesotto di provincia, ostile alle novità e chiuso a riccio dentro le proprie mura, come se il mondo fuori non esistesse.
Pensateci un attimo: siete proprio sicuri, che volete ridurla così?

Il luogo comune della reciprocità

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Ho già avuto modo di scrivere qualche riga su questo argomento, ma coi tempi che corrono una riedizione integrata e corretta non mi pare affatto inutile.
Procedendo in rigoroso ordine alfabetico, i dati dicono più o meno quello che segue: in Algeria i musulmani sono il 99% della popolazione e ci sono tre cattedrali e due basiliche; in Azerbaijan il musulmani sono il 93% della popolazione e c'è una cattedrale; in Egitto i musulmani sono il 94% della popolazione e ci sono nove cattedrali e due basiliche; negli Emirati Arabi Uniti i musulmani sono il 96% della popolazione e c'è una cattedrale; in Indonesia i musulmani sono l'88% della popolazione e ci sono trentasette cattedrali; in Iran i musulmani sono il 97% della popolazione e c'è una cattedrale; in Iraq i musulmani sono il 97% della popolazione e ci sono tre cattedrali; in Pakistan i musulmani sono il 97% della popolazione e ci sono sette cattedrali; in Siria i musulmani sono il 90% della popolazione e ci sono nove cattedrali; in Sudan i musulmani sono il 70% della popolazione, un altro 25% è seguace di credenze locali e ci sono cinque cattedrali; in Tunisia i musulmani sono il 98% della popolazione e ci sono due cattedrali e una basilica; in Turchia i musulmani sono il 99,8% della popolazione e ci sono cinque cattedrali e due basiliche.
Evidentemente potrei continuare, ma credo che il breve elenco qua sopra sia più che sufficiente per porre a tutti una domandina dalla risposta per niente scontata: siamo sicuri che quando i nostri amici politici si riempiono la bocca con la parola "reciprocità" non cavalchino, almeno in parte, un luogo comune bello e buono?

La reciprocità è il contrario del cristianesimo

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Mi corre l'obbligo di comunicare ai sedicenti paladini del cristianesimo -da ultimo Berlusconi in persona- che sostengono di non avere nulla contro l'Islam, ma ribadiscono l'impossibilità di concedere libertà di culto ai suoi seguaci finché analoghi diritti non siano assicurati ai cristiani nei loro paesi, che porre la condizione della reciprocità per accogliere le istanze di un essere umano sta alla predicazione di Gesù Cristo come io, che soffro il mal di mare, sto alla barca a vela.
Sarebbe il caso di documentarsi almeno un pochino, prima di aprire bocca e dare fiato.

Questi non erano islamici

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Picchiate, seviziate, investite con la macchina, segregate, cosparse di alcool e bruciate, violentate, accoltellate, sfigurate con l'acido, strangolate, prese a martellate, aggredite con le forbici, uccise a colpi di bloccasterzo, ammazzate con l'accetta, e da oggi anche ammanettate a una panca e marchiate a fuoco come gli animali.
Erano donne che vivevano nel nostro paese e hanno dovuto subire la violenza dei loro mariti, dei loro fidanzati, dei loro compagni: tutti rigorosamente italiani.
Chi denuncia le violenze di genere solo quando vengono poste in essere dagli stranieri, in modo particolare se quegli stranieri sono islamici, mi rivolta lo stomaco due volte: primo, perché strumentalizza le angherie subite da quelle donne al solo scopo di dimostrare la presunta "inferiorità" di altre culture rispetto alla nostra; secondo, perché ignora colpevolmente, e a volte arriva perfino a negare, la miriade di femminicidi che avviene tutti i giorni ad opera dei nostri connazionali.
Ecco perché non vi credo, quando gridate ai quattro venti che il burqa rappresenta un'inaccettabile violenza contro le donne islamiche: perché dite una cosa -talora- giusta, ma la dite da una posizione di assoluta malafede.
Altrimenti, una volta ogni tanto, vi degnereste di spendere qualche parolina anche su tutte le altre.

Con il velo non vale

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Mi pareva fossimo arrivati alla conclusione che il burqa può rappresentare un problema solo se nasconde il volto di chi lo indossa e ne impedisce l'identificazione: ebbene, pare che a Rimini una studentessa dell'istituto alberghiero non abbia potuto ottenere lo stage in hotel perché portava il velo, anche se quest'ultimo le lasciava il viso completamente scoperto.
Qualora la notizia venisse confermata, si tratterebbe si scegliere: o decidiamo che anche i capelli costituiscono un elemento imprescindibile per identificare un individuo -però, coerentemente, vietiamo i copricapi, i cerchietti, la tintura, le treccine, le acconciature eccentriche in genere e pure il gel-, oppure ci convinciamo, una volta per tutte, che l'avversione nei confronti del velo nasconde spesso e volentieri un diffuso e fastidioso sentimento anti-islamico.
A voi la scelta.

Grazie a Valeria per la segnalazione

Mi casa es tu casa

3 Commenti »

Secondo Militia Christi gli integralisti islamici sono così intolleranti che vale la pena di assomigliare loro il più possibile.

Dei precetti è la via lunga e intralciata, degli esempi è la via breve e spianata

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Abbiate pazienza se insisto, ma vi rendete conto che questi prima si mobilitano contro gli integralisti islamici che negano la libertà religiosa nei loro paesi, e poi chiedono l'intervento della polizia giudiziaria per chiudere le moschee nel nostro?

Quale governo, questo?

7 Commenti »

Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, 3 gennaio 2011:

Il nostro governo intende proseguire con la massima determinazione l'azione per difendere la libertà religiosa di tutte le fedi.
Daniela Santanché, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, 8 novembre 2009:
Maometto era un poligamo e un pedofilo.
Umberto Bossi, Ministro delle Riforme per il Federalismo, 2 dicembre 2009:
Qui i musulmani sbatteranno sempre le corna.
Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa, 30 novembre 2009:
Dalla Svizzera giunge un segnale chiaro: sì ai campanili no ai minareti.
Roberto Castelli, vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, 19 settembre 2005:
Noi non siamo contro l'Islam, è l'Islam che è contro di noi.
Sandro Bondi, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, 5 aprile 2008:
Se persone di fede musulmana vogliono costruire una moschea lo facciano, ma lo facciano con i loro soldi: non capisco perché debba essere costruita con i soldi pubblici o con quelli della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Alfredo Mantovano, Sottosegretario agli Interni, 13 ottobre 2009:
La questione va affrontata nel modo più equilibrato e oggettivo possibile, disegnando una mappa delle moschee in Italia e confidando sul fatto che non ne nascano di nuove.

Difendere i diritti, ma non quelli degli altri

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Non è che io, da non religioso, sia meno indignato e addolorato degli altri per il massacro dei cristiani copti in Egitto: però, suvvia, che sia il vice ministro Roberto Castelli a voler "difendere il diritto dei cristiani di esistere ovunque e di professare la loro religione", quando il suo partito fa di tutto (passeggiate coi maiali comprese) per negare il diritto degli musulmani di esistere in Italia e di professare la loro, fa letteralmente ridere.

Non esiste la Lega moderata

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Il fatto che quelli della Lega si ostinino a blaterare un giorno sì e l'altro pure che non esiste l'Islam moderato dimostra in modo piuttosto limpido che non esiste la Lega moderata.

Signora Santanchè, come mai non la sento?

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Quando la giovane pakistana Hina Saleem venne uccisa dal padre perché era fidanzata con un italiano, Daniela Santanchè fece fuoco e fiamme denunciando la violenza dell'Islam e scagliandosi contro i musulmani che vengono nel nostro paese ma rifiutano di accettarne le regole.
Oggi che lo stesso italiano viene arrestato per aver minacciato di morte l'ex moglie, costringendola a barricarsi dentro casa e obbligando i carabinieri intervenuti a chiamare i rinforzi per arrestarlo, Daniela Santanchè non dice una parola.
Allo stesso modo, non mi risulta che la Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio abbia ritenuto di pronunciarsi in tutti i (numerosissimi) casi nei quali a sparare alle donne, a bruciarle, ad accoltellarle, ad ucciderle a martellate, ad ammazzarle a colpi di accetta, a violentarle non sono i famigerati fondamentalisti islamici che si rifiutano di adattarsi alle nostre usanze, ma degli italianissimi e integratissimi criminali nostrani.
Si vede che le donne meritano di essere tutelate solo quando il loro carnefice è musulmano, oppure che quando gli aguzzini delle donne non sono islamici non vale la pena di parlarne.
Fate un po' voi.

Se li odiate tanto, perché fate come loro?

5 Commenti »

A prescindere dal fatto che il marocchino fermato sia colpevole o innocente, faccio sommessamente notare ai linciatori di turno che evocare la legge del taglione li rende assai simili agli integralisti islamici che dicono di odiare tanto.

Perché non fate lo stesso con le suore?

16 Commenti »

Visto e considerato che, come precisa l'articolo, il volto della ragazza era ben visibile, e da un breve esame è stato possibile accertarsi che sotto al velo non c'erano auricolari, mi piacerebbe tanto sapere una cosa: la motorizzazione civile di Mantova si comporta allo stesso modo anche con le suore?

Massì, bruciamolo

19 Commenti »

A quanto pare i lettori del Quotidiano Nazionale sono d'accordo con l'iniziativa del pastore americano Terry Jones, che tanto per calmare gli animi ha deciso di bruciare 200 copie del Corano durante una commemorazione pubblica.
Andiamo bene. Proprio bene.
---
Grazie a Adriana per la segnalazione.

Ma come, non s'era detto che eravate pappa e ciccia?

6 Commenti »

Eppure mi era parso di capire che appena qualche mese fa un autorevole esponente delle gerarchie ecclesiastiche avesse accreditato alla Lega Nord "una piena condivisione con il pensiero della Chiesa".
Si vede che mi ricordo male.

Buone notizie e cattive non notizie

28 Commenti »

La (buona) notizia è che siccome nel comune di Resana (TV) c'è una comunità islamica molto ben integrata e rispettosa delle regole il sindaco (leghista) Loris Mazzorato ha deciso di presenziare alla festa di chiusura del Ramadan rilasciando le seguenti dichiarazioni:

Ho piacere di presenziare a questo vostro incontro per ribadire che la nostra giunta non fa discriminazioni stiamo lavorando per tutti i resanesi, indipendentemente dalla religione o dal colore della pelle.
La (cattiva) non notizia, invece, è che il comportamento è stato aspramente stigmatizzato dal senatore (leghista) Piergiorgio Stiffoni, lo stesso che qualche anno fa ebbe a dire:
L'immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio di Santa Bona non è ancora pronto.
Ecco, fate un po' voi.

E il suo, di sdegno, dov'era?

23 Commenti »

E invece il suo sdegno dov'era, signora Santanchè, mentre nel compiacimento generale il nostro governo scaricava dai pullman una vagonata di ragazze -alcune delle quali velate- allo scopo di omaggiare il dittatore Gheddafi?

Sarebbe questa, la vostra idea di libertà?

63 Commenti »

La cosa divertente (o raccapricciante, fate un po' voi) di tutta questa polemica sul cosiddetto "scontro delle civiltà" è che una bella fetta di quelli che si scagliano contro l'Islam intollerante sono gli stessi che non soltanto si ingoiano sani sani gli anatemi integralisti di Santa Romana Chiesa e le più becere vulgate maschiliste della gloriosa tradizione italica (il che, in fondo, farebbe parte degli inviolabili affari loro), ma si spingono a sostenere con disarmante disinvoltura la necessità che di quegli anatemi e di quelle vulgate si debba puntigliosamente tener conto nella formulazione di leggi, sentenze e consuetudini dello Stato laico.
Così, può accadere che la stessa persona prima si incazzi con i musulmani che impongono il velo alle donne, e poi si schieri in favore di chi vorrebbe sequestrare il loro corpo vietando l'aborto; che prima faccia fuoco e fiamme contro i padri islamici che picchiano le figlie, e poi insinui che se una ragazza viene violentata vuol dire che se l'è andata a cercare perché aveva la minigonna; che prima sputi veleno sui paesi nei quali non è consentito professare la fede cattolica, e poi faccia comunella con quelli che portano i maiali a pisciare sui terreni dove dovrebbero sorgere le moschee.
Ne viene fuori la sgradevole sensazione che costoro non vogliano sconfiggere l'integralismo, il maschilismo, la violenza, ma cerchino semplicemente di contrapporre un integralismo a un altro, un maschilismo a un altro, una violenza a un'altra, sulla base della considerazione che quelli scelti da loro sono un tantino più morbidi rispetto a quelli propugnati dagli altri.
Sapete cosa penso? Penso che la libertà religiosa e la laicità siano inseparabili, e che negare la prima equivalga immancabilmente a mandare a puttane la seconda: cosa che avviene puntualmente anche nel nostro paese, com'è agevole riscontrare avendo cura di tirare fuori la testa dalla sabbia e darsi un'occhiatina in giro.
Io, da parte mia, avrei l'ambizione di essere un uomo libero, e questa gente non fa altro che istigarmi all'odio e cercare di impormi una forma di schiavitù per il solo fatto che è meno peggio di un'altra.
Scusatemi, ma non ci siamo.
Non ci siamo proprio.

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