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Apple: pornografia no, omofobia sì

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"Chi è interessato al porno può comprarsi un dispositivo Android", ebbe a dire Steve Jobs spiegando i motivi che avevano indotto la Apple a escludere le applicazioni con contenuti hard dai suoi prodotti.
Invece, a quanto pare, chi insiste a blaterare che l'omosessualità sia una malattia può tranquillamente diffondere le sue applicazioni su iTunes.
Si vede che l'omofobia non è diseducativa per i bambini.

Ah, può capitare?

11 Commenti »

Secondo voi l'Onorevole Simeone Di Cagno Abbrescia, secondo il quale "può capitare di soffermarsi su una di quelle immagini diciamo porno che ogni tanto compaiono" perfino se sei un deputato e ti trovi in aula durante il dibattito, è stato informato del fatto che la maggioranza di cui fa parte ha concepito un decreto, successivamente convertito in legge, che introduce un'addizionale fiscale del 25% sui redditi derivanti da "ogni opera letteraria, teatrale e cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti"?
Sono andato a documentarmi, ed in effetti ho scoperto che quando si è votata quella legge l'Onorevole Di Cagno Abbrescia era assente, ragion per cui la vicenda dev'essergli completamente sfuggita: sono certo che se l'avesse saputo, lui che considera il porno una cosa del tutto normale, si sarebbe ribellato ferocemente al suo partito, spingendosi fino alle dimissioni dalla carica di parlamentare pur di contrastare una norma così bacchettona.
Sa una cosa, Onorevole? Il suo punto di vista mi trova perfettamente d'accordo: può capitare a tutti di imbattersi in una foto porno, e trovo -proprio come lei- che non ci sia davvero niente di male a guardarsela un po'. Però, da libertario a libertario, mi consenta un piccolo appunto: ora che ha saputo dell'odiosa legge moralista varata dai suoi colleghi di partito, non crede che sarebbe il caso di battersi pubblicamente per abrogarla?
Attendo trepidante una sua iniziativa in tal senso.

Appuntamento al cinema

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La vera chicca è il disclaimer sulla copertina del DVD che vi ho evidenziato in rosso.
Lo vedi, poi, che ha ragione quando dice che grazie a lui diventiamo famosi all'estero?

Come on, gimme a break

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Ah, ce ne fossero, come il vecchio Frank...

Grazie a Ale per il regalo.

Steve il ficcanaso

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Abbiate pazienza, ma non mi è affatto chiaro per quale motivo uno che progetta e produce dei computer dovrebbe essere legittimato ad esprimere giudizi sull'utilizzo che ne faranno quelli che li comprano.
Steve Jobs sarà pure un genio, non discuto: la sua "crociata" contro il porno sull'iPad, però, mi pare ridicola, irragionevole e soprattutto fuori luogo.
Sai qual è il punto, Steve? Il punto è che tu vendi gli iPad, gli altri ti danno i loro soldi e li comprano; da quel momento, checché ne dica tu, quegli arnesi cessano di essere i tuoi per diventare i loro; dopodiché, se hanno voglia di usarli per gingillarsi con le applicazioni porno, direi che si tratta di tutto fuorché di cazzi tuoi.
Con il dovuto rispetto, naturalmente.

Posto fisso? Porno fisso!

8 Commenti »


Avrete sicuramente presente la classica scena in cui due genitori, rimproverando la figlia farfallona che preferisce i bagordi allo studio, pronunciano la fatidica frase:

Dobbiamo farti un discorso serio: sei sempre in giro di notte, chissà che gente frequenti: non capisci che in questo modo trascuri lo studio? Ricorda che senza una laurea, nella vita, non andrai da nessuna parte!
Ebbene, la realtà sembra aver ribaltato anche questo luogo comune: il porno smette di simboleggiare la sregolatezza, la depravazione, il vizio, e diventa l'antidoto alla precarietà, la professione sicura grazie alla quale poter ottenere un mutuo, comprarsi una casa e mettere su famiglia, il "posto fisso" che milioni di italiani, per decenni, hanno sperato di assicurarsi attraverso l'università, le notti in bianco a studiare, le ore di ansiosa attesa agli esami.

Nessun giudizio morale da parte del sottoscritto, sia chiaro, figuratevi se un senzadio come me si scandalizza: anzi, provo una sincera simpatia per l'intraprendente professoressa trevigiana, che ha risolutamente deciso di voltare pagina, abbandonando l'incertezza dell'insegnamento e tuffandosi allegramente nella stabilità dell'amplesso filmato.

Una riflessione, però, mi pare obbligatoria: se le cose vanno avanti così, preparatevi ad un repentino mutamento nei pistolotti dei genitori; una cosa del tipo:

Tua madre ed io abbiamo deciso di parlarti; devi cambiare registro, perbacco, stai dalla mattina alla sera sui libri, se non impari a fare qualche pompino come si deve quando mai riuscirai a costruirtelo, un futuro?
Che volete, sono i tempi che cambiano.

Crisi e porno: maschi a confronto

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Non sarà che il governo italiano stenta a dichiarare che siamo in recessione economica mondiale, per non dover rinunciare alle auto blu, agli elicotteri e ai benefit first class? Un paese che si è fatto portabandiera del rientro dalla crisi, la Gran Bretagna, è scosso da uno scandalo che ha colpito il ministro degli interni. La Smith, già indagata per aver rubricato le spese per la casa di proprietà della famiglia come spese per la seconda casa (mentre a Londra è affittuaria presso la sorella), è ora sotto accusa a causa del marito: ha guardato due film a luci rosse, del valore totale di dieci sterline, a spese del contribuente. Si potrebbe qui aprire una parentesi sulla povera Jacqui, che oltre ad essere cornuta è pure mazziata. Ma per fortuna c’è il principe William a risollevare il maschio britannico: a causa della crisi economica, d’ora in poi viaggerà in classe economica per ridurre i costi dei suoi viaggi. Pensate che con la crisi anche i nostri parlamentari ci toglieranno dal conto da pagare qualche festino in più?

Onan Tax

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Dal Corriere.it:

Torna la porno tax, prelievo fiscale aggiuntivo che colpisce l'industria dell'eros più spinto. (...) Il decreto del Consiglio dei ministri riassume cosa si intende per porno: giornali e riviste specializzate, compresi dvd e materiale allegato e «ogni opera letteraria, teatrale e cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti».
Insomma, una tassa sulle pippe. E dire che una volta si rischiava semplicemente di diventare ciechi...

Sesso, prolusioni e videotape

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Dalla prolusione di Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, ai lavori della 58ª Assemblea generale dei Vescovi italiani:

A proposito di media, non può sfuggirci il destino verso cui sta strutturalmente andando la televisione in tutta Europa, ossia la trasmutazione del sistema analogico a quello digitale.
(...)
Il rischio non remoto, dicono gli esperti, è che i nuovi spazi diventino appannaggio delle industrie pornografiche presenti sul piano internazionale.
Dal Corriere del 27 marzo 2008:
PIACENZA - Prima gli ha venduto un filmato porno, poi lo ha ripreso mentre lo guardava. Infine lo ha ricattato, chiedendogli soldi per non diffondere il video. Protagonisti un marocchino, venditore ambulante e clandestino, e un religioso piacentino.
Senza entrare nel merito, Eminenza: non sarebbe un buon metodo per mettere qualcuno dei vostri al riparo da sgradevoli sorprese?

Porno per mille

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Dal sito "8xmille" della CEI:

I sacerdoti che si dedicano a una parrocchia vivono a tempo pieno per l'annuncio del Vangelo e per il servizio alla comunità loro affidata. In seguito alla revisione del Concordato tra Stato e Chiesa Cattolica, i sacerdoti non hanno più alcuna garanzia automatica e non ricevono più la congrua (una specie di "stipendio") direttamente dallo Stato. Ma restano pur sempre i sacerdoti che noi vogliamo avere a disposizione, sempre, quando abbiamo bisogno di loro. Ma in quale modo oggi i sacerdoti vengono remunerati?
C'è chi gode di uno stipendio, magari di insegnante, e chi è sostenuto dalla propria comunità. Ma c'è anche chi non può contare su queste fonti e che quindi riceve una remunerazione integrativa dall'Istituto Centrale Sostentamento Clero, che utilizza a tale scopo, in prima battuta, i fondi raccolti con le Offerte deducibili per il sostentamento del clero. Qualora queste offerte non fossero sufficienti, si interviene con una parte dei fondi 8xmille destinati alla Chiesa Cattolica. La tua firma ha dunque anche contribuito a sostenere i nostri trentanove mila sacerdoti diocesani impegnati in Italia e nelle missioni nei paesi più poveri del mondo.
Dal Corriere.it di oggi:Così, tanto per darvi un'idea di dove vadano a finire i vostri soldi...

Chi si ferma è perduto

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Intendiamoci, non che sia un dramma, soprattutto se considerate che più o meno si assomigliano tutti, o che magari riuscirete a ripescare gli arretrati usando qualche software peer-to-peer; sta di fatto, tuttavia, che nel tempo necessario a caricare la pagina e a leggere questo post (cui aggiungo qualche parola tra parentesi al solo scopo di rallentarvi artificialmente ancora qualche secondo) ne avete persi almeno due.

Scandali

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Scandalo in Catalogna, dove al regista Conrad Son è stato offerto un finanziamento pubblico per la produzione di film porno.

Nessuno scandalo in Italia, dove il denaro pubblico viene speso (senza farne parola ai soggetti eroganti) per pagare i parroci, i catechisti e gli insegnanti di religione.

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