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A pillola armata

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Il Cardinale Barragan attraversa un momento di forma smagliante: oltre alla dichiarazione sugli omosessuali di cui ho dato conto nel post precedente, si scatena anche contro l'aborto e la pillola del giorno dopo. State a sentire:

E' una pillola che ha effetti abortivi e come tale, l'aborto va considerato un assassinio: ogni aborto, in quanto soppressione di una vita umana, é un crimine, un delitto e merita una punizione; questa storia mi sembra assimilabile a chi compra una rivoltella in un negozio. Colui il quale esce con una pistola é potenzialmente pericoloso, di fatto ha la possibilità di trasformarsi in omicida se la usa male e contro la legge. Ma é un potenziale criminale, lo diventa solo se agisce male. Chi abortisce non é potenziale, ma di fatto, in quanto ammazza. Pertanto la condotta di chi compie e pratica un aborto é sicuramente più grave di chi compra un revolver nell'armeria.
Ricapitoliamo: in base alle singolari equivalenze logiche del porporato, chi entra in un negozio e compra una pistola è meno pericoloso di chi prescrive la pillola del giorno dopo.

Capito, amici? Ve la fate sotto dalla paura perché nel vostro palazzo, proprio accanto a voi, abita un maniaco delle armi? Be', potete tirare un sospiro di sollievo.

Piuttosto, vedete di preoccuparvi se siete vicini di casa di un ginecologo.

Parroci

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Don Giuseppe Gentile, parroco della Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Corleone (Palermo), ha l'alzata d'ingegno di cacciare dal gruppo scout della sua parrocchia tre ragazzi, colpevoli di aver partecipato a una marcia antimafia. Voi vi chiederete: perché mai l'intervento a una manifestazione del genere dovrebbe essere giudicato così negativamente da causare addirittura un'esplusione? Perché si tratta di strumentalizzazioni politiche, ha spiegato il sacerdote, alle quali un buon cristiano non deve prestarsi. Concidenza vuole, tuttavia, che si tratti dello stesso prete che l'anno scorso ha officiato le nozze di Lucia Riina, figlia del più noto Salvatore (in arte Totò). Vi consiglio caldamente di non fare due più due, ché pare sia peccato e poi per essere assolti vi toccano una decina di avegloriapater

Da parte sua Don Walter, parroco del Quartaccio a Roma, commenta la triste vicenda della figlia che ha accoltellato a morte il padre affermando che simili delitti si debbono ad una presunta mancanza di educazione a Dio.
Orbene, se qualcuno di voi, ispirato da alcuni personaggi citati nella prima notizia, si mettesse in testa di voler commentare polemicamente la seconda, magari rilevando che i boss mafiosi più importanti coltivano quasi tutti l'assidua abitudine di leggere la Bibbia (e, già che ci sono, di usarla per altri, edificanti scopi), e che pertanto il crimine alligna anche laddove l'educazione a Dio è presente in modo tutt'altro che trascurabile, mi corre l'obbligo di avvertirlo. Un ragionamento del genere sarebbe ben più di un due più due: un tre più tre, sarebbe, anzi un cinque più cinque, oserei dire perfino un sei per sei.
Un peccato mortale, insomma.
Vedete di spegnere il cervello e pentirvi della vostra dabbenaggine, o stavolta per essere perdonati non vi basterà un rosario intero.

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