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Che altro vi ci vuole?

28 Commenti »

Ditemi la verità: avete pensato davvero di poter risolvere i problemi a forza di divieti?
Avete proibito la droga, poi non contenti avete pure inasprito le pene che c'erano prima, e i consumatori di stupefacenti non hanno mai accennato a diminuire di una sola unità: anzi, l'uso abituale di alcune droghe pesanti come la cocaina è aumentato vertiginosamente diffondendosi in tutte le classi sociali.
Avete proibito ai minorenni di consumare bevande alcoliche, avete vietato a tutti gli altri di berle per la strada, avete fatto i diavoli a quattro affinché i locali che le vendono chiudessero prima, e l'alcool è diventato un problema sociale molto più imponente di un tempo, specialmente tra i giovanissimi.
Avete inventato la genialata della tessera del tifoso, e da quel momento le persone normali non riescono ad andare a guardare una partita senza sottoporsi ad inenarrabili rotture di coglioni ed essere schedate presso le questure, mentre i soliti teppisti armati fino ai denti continuano allegramente ad entrare allo stadio causando risse, tafferugli e sospensione delle partite.
Che altro vi ci vuole per rendervi conto che l'alzata d'ingegno di ribaltare l'adagio di Einaudi, "conoscere per deliberare", e farlo diventare un miserrimo "ignorare per proibire", rappresenta una politica inefficace, catastrofica e talora suicida in qualsiasi campo dello scibile umano la si applichi?
Che altro vi ci vuole per prendere atto che siete una massa di inadeguati?
Che altro vi ci vuole per capire che fareste una miglior figura ad andarvene a casa, lasciando l'incombenza di affrontare i problemi a qualcuno che abbia voglia di comprenderli?

Uno qualunque lo schedano, i delinquenti continuano a entrare

64 Commenti »

Sarei curiosissimo di sapere come si spieghi che per andare a vedere una partita di calcio un tizio qualunque sia costretto a fare la tessera del tifoso, consentendo di essere schedato in questura pur non avendo fatto nulla di male, che che una volta arrivato ai tornelli gli sequestrino i succhi di frutta che ha portato per i figli, la bottiglietta con l'acqua e in alcuni casi perfino l'accendino che gli serve per farsi una sigaretta nell'intervallo, e poi una manciata di squadristi (non importa se autoctoni o venuti da fuori) siano in grado di entrare allegramente allo stadio muniti di tutto il necessario per scatenare l'inferno e fare in modo che la partita venga sospesa.
Se i geniali estensori dei lungimiranti provvedimenti per la sicurezza negli stadi volessero spiegarcelo gliene sarei davvero grato.

Un po' di ritegno no, eh?

41 Commenti »

Non so voi, ma io credo che in un periodo nel quale la crisi economica è un pozzo senza fondo, la quasi totalità dei giovani svolge -quando lo svolge- un lavoro precario e sottopagato, intere categorie di persone qualificate come gli insegnanti -ma non solo- devono aspettare anni e anni per ottenere uno straccio di incarico e molte famiglie fanno fatica perfino a comprare da mangiare o a procurarsi i vesti per i figli, be', sarebbe opportuno avere un minimo di ritegno.
Tutto qua.

Sospensione differenziata

8 Commenti »

Converrete con me che se avessero usato la stessa severità con i preti pedofili, oggi ci sarebbe un numero non trascurabile di bambini con qualche problemino in meno.
Si vede che è una questione di priorità.

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Grazie a Marco per la segnalazione.

Voi, invece, cosa avreste messo nel frullatore?

31 Commenti »

Vogliamo aprire un piccolo sondaggio? Secondo voi invece che un polpo vivo (*) cosa avrebbe fatto meglio a mettere nel frullatore, questo fenomeno?
Roba da vomitare.

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(*) Qualcuno eccepisce che a suo parere al momento dell'esecuzione pubblica il polpo non era vivo: ecco, l'occasione mi è gradita per comunicarvi che vedere un tizio che frulla un animale e poi offre al pubblico il beverone al solo scopo di fare lo spiritoso mi fa venire la nausea anche nel caso in cui l'animale in questione sia morto.

Alvaro

11 Commenti »

(Vicente Del Bosque, commissario tecnico della nazionale spagnola campione del mondo, insieme suo figlio Alvaro e a Zapatero)

Abbiate pazienza, ma come qualcuno di voi sa già le persone come Alvaro mi stanno molto a cuore.
Qua il video di Alvaro che alza la coppa.

Una cosa ridicola

29 Commenti »

Una cosa è sicura: se dopo la punizione tirata da Sneijder e visibilmente deviata dalla barriera l'arbitro avesse concesso il calcio d'angolo all'Olanda, la finale dei mondiali avrebbe conosciuto un corso diverso.
Ho detto diverso, sia chiaro, mica più favorevole all'Olanda: la quale, chissà, se Webb ci avesse visto giusto magari non avrebbe vinto lo stesso.
Ma non è questo, evidentemente, il punto.
Il punto è che mentre tutti gli spettatori che erano davanti alla televisione (13 milioni e rotti solo in Italia) hanno potuto vedere e rivedere fino alla nausea il (nettissimo) tocco di Fabregas che era sfuggito all'arbitro, a quest'ultimo non è stata concessa la stessa possibilità: e che quand'anche gli fosse stata concessa, il regolamento gli avrebbe impedito di tornare sulla propria decisione originaria; contro ogni logica, si direbbe, eppure tant'è.
Il punto, quello vero, è che mentre gli interessi economici che ruotano intorno al calcio si sono ingigantiti fino ad assumere dimensioni letteralmente abnormi le regole sono rimaste quelle di cinquant'anni fa, quando la "moviola" consisteva in un pezzo di pellicola laboriosamente incollato a mano e la parola "rallenty" indicava un filmato sfuocato visionabile a scatti tipo scatola magica.
Così, nell'epoca in cui un cittadino qualsiasi accende il computer perfino per decidere dove andare a mangiare la pizza, due fidanzati che vivono uno in Australia e l'altro in Svezia si possono vedere su Skype con un paio di webcam da poche decine di euro e la telemedicina consente perfino di operare un malato a centinaia di chilometri di distanza, il mirabolante mondo del calcio continua placidamente a rifiutare qualsiasi innovazione tecnologica come se si trattasse dell'opera di Satana, assegnando i propri titoli (e, ciò che più conta, i propri soldi) sulla base di criteri che potevano essere validi -ma neanche del tutto- al massimo negli anni '70.
A me, francamente, pare una cosa ridicola.

Triste e senza cuore

4 Commenti »

Non voglio fare la solita, ma l'Italia sembra esattamente il paese: triste e senza cuore.
Sms di Virginia, ore 20:05.

Italia-Slovacchia 2-3

9 Commenti »

La cosa incredibile è che abbiamo rischiato di pareggiare la partita giocando a pallone per non più di un quarto d'ora: Pirlo e Quagliarella, che hanno avuto l'unico merito di fare i calciatori normali, sono riusciti ad accendere la partita manco fossero stati Pelè e Garrincha.
Ma a quel punto era tardi perfino per battere la Slovacchia, contro la quale una squadra qualsiasi di serie A avrebbe passeggiato (per la Nuova Zelanda, by the way, sarebbe stata sufficiente una buona squadra di B, e noi non siamo riusciti a vincerci lo stesso).
A parte la menzione speciale per un Civoli sublime ("Iaquinta largo centralmente" era da Nobel), l'unica consolazione è stata quella di aver evitato il sorteggio: fossimo passati agli ottavi con la monetina, chi lo sentiva Bossi?

E alla Slovacchia?

6 Commenti »

Bossi fa retromarcia
Grazie a Alessandro Barchiesi per la vignetta.

E invece il più brutto?

20 Commenti »

Visto che il Sun e il Corriere della Sera hanno organizzato un sondaggio per decidere chi sia il calciatore più bello dei campionati del mondo di calcio, e siccome io non volevo essere da meno, ho pensato di ripetere l'esperimento invitandovi a scegliere quello più brutto.
Nel precisare che si fa per scherzare (hai visto mai che qualcuno dovesse aversene a male?) vi invito a votare, votare, votare.
Chissà che qualcuno dei nostri non ci regali la bella soddisfazione di vincere...

Italia-Paraguay 1-1

15 Commenti »

In estrema sintesi, io l'ho vista così: Marchisio è un trequartista come io sono un pugile, Camoranesi non riesce neanche a farsi espellere nonostante evidentemente ci tenga molto, Pepe si dimena come un tarantolato ma non dà l'idea di essere stato informato che si tratta di una partita di pallone, Zambrotta e Criscito non sono del tutto pervenuti, Iaquinta è volenteroso e ha pure un paio di spunti, ma in compenso Gilardino pare una figurina, Montolivo sembra sempre girare intorno a non so cosa, De Rossi ha una barba da duro e cerca di metterci il suo con scarso costrutto, Cannavaro è tanto impettito quanto pronto per gli emiri, Di Natale entra in campo con la faccia da Schillaci del '90 e poi sparisce.
Becchiamo un gol di testa su cross dalla tre quarti in due contro uno che se succede a quelli della squadra di mio figlio che ha undici anni il mister gli fa il culo, e poi pareggiamo su un liscio del portiere che manco in eccellenza: il tutto senza un lampo, un'idea, una mezza apertura degna di nota, un passaggio smarcante.
Una cosa farraginosa, noiosa e faticosa da guardare, con gli unici due o tre che potrebbero cambiare la vicenda facendola assomigliare vagamente a una partita di calcio manco in panca, ma proprio a casa: il tutto condito dal tono trionfalistico di Bagni che non si sa bene quale partita gli abbiano fatto vedere.
Intendiamoci, magari va a finire che li vinciamo, i mondiali: ma fatemi il piacere, il calcio è un'altra cosa.

La sagra dell'ipocrisia

32 Commenti »

Mentre Cannavaro e Buffon, per rispondere a Calderoli che aveva proposto di ridurre i loro ingaggi in nazionale, annunciano che ne devolveranno una parte alla fondazione per le celebrazioni dell'Unità d'Italia (con tanto di congratulazioni della Meloni: "Da italiani hanno già vinto", manco fossero stati fucilati dagli austro-ungarici), Francesco Flachi, 35 anni compiuti ad aprile, viene trovato positivo alla cocaina e squalificato per dodici anni (pena esemplare, hanno detto, ma così è troppo facile: provatevi a farlo con un ventenne e state a vedere che succede) e il Torino si ritrova a giocare il ritorno della finale dei play off per tornare in serie A senza il suo cannoniere Rolando Bianchi, reo di essersi lasciato scappare una bestemmia durante una medicazione nella partita di andata (per la gioia di chi si scandalizza se uno se la prende col padreterno, ma applaude con bovina soddisfazione se riesce a dare una gomitata in faccia a un avversario senza farsi vedere).
Vi sfido: trovatemi un ambiente più ipocrita di quello del calcio e vi invito a cena.

La calamita Mou

5 Commenti »

Io non lo so, se tutte le chiacchiere sul passaggio di Mourihno al Real Madrid siano normali, ma probabilmente non importa: quello che conta è che ancora una volta, tanto per cambiare, tutti parlano dell'allenatore dell'Inter e nessuno fa un fiato sulla squadra.
Da appassionato di calcio, non credo che il portoghese sia un fenomeno dal punto di vista tecnico-tattico: ho visto decine di squadre giocare meglio dell'Inter, e in certi casi (lasciando da una parte le perdenti ma irresistibili, e a tratti poetiche, suggestioni zemaniane di quindici anni fa) quelle squadre vincevano anche, oltre a divertire chi le guardava.
Però bisogna ammettere una cosa: Mou è un fuoriclasse senza precedenti nell'arte di proteggere la squadra da qualsiasi critica, condizionamento, pressione; una calamita umana in piena regola, capace come nessun altro di attirare tutta l'attenzione su di sé e lasciar respirare quelli che dovranno andare in campo.
Forse no, il fatto che proprio in questi giorni Mourinho cavalchi alla grande le voci di un suo possibile passaggio al Real Madrid non è per niente normale: e probabilmente è proprio per questo, che lui è un fenomeno.

Vergogna alla rovescia

15 Commenti »

Ignazio La Russa dopo Lazio-Inter:

È pacifico che l'Inter sia più forte di una Lazio, che oltretutto è virtualmente salva.
Ignazio La Russa dopo Inter-Siena:
Vergogna al Siena però: ha giocato per la Roma.
Insomma, le squadre che si impegnano pur essendo matematicamente retrocesse debbono vergognarsi, quelle che passeggiano perché tanto sono già salve no.
Mi sorge il sospetto il mio concetto di vergogna e quello del ministro siano un tantino diversi.

In buona compagnia

21 Commenti »

L'altro giorno, da tifoso della Lazio, non ho avuto alcuna difficoltà ad ammettere di aver fatto -mio malgrado- la figura del rosicone e dello sfigato.
Stasera prendo atto di non essere il solo.

Meriteremmo che lo vincessero lo stesso

33 Commenti »

ohno
Pur essendo abbonato in Tribuna Tevere ieri sera non sono andato allo stadio, perché proprio non mi andava giù l'idea di essere circondato da una marea di tifosi che avrebbero tifato contro la propria (la mia) squadra.
Badate: da buon laziale, l'idea che la Roma possa vincere lo scudetto, con annesso tutto l'inferno di festeggiamenti e prese per il culo da sopportare nelle settimane successive, atterrisce anche me; però, personalmente, avrei preferito poter rispondere agli sfottò dei romanisti a testa alta, costringendoli a riconoscermi il dovuto rispetto e rivendicando di aver regalato loro il campionato dopo una partita leale e coraggiosa contro l'Inter, piuttosto che dover abbassare lo sguardo passando per rosicone e interpretando il ruolo di quello che si è tagliato i coglioni per fare un dispetto alla moglie.
Ci fosse una giustizia, meriteremmo che alla fine i romanisti vincessero ugualmente lo scudetto e quindi potessero sfotterci due volte.
Così impariamo a fare gli sfigati.

Temi di ampio respiro

16 Commenti »

La prima dichiarazione di Renzo Bossi da consigliere regionale, come vedete, è roba di profilo molto alto.
Oltre che assai adatta al chissenefrega.

Mi sa che è il caso di piantarla qua

13 Commenti »

Fermo restando che il nostro amico Francesco Totti avrebbe potuto evitare di aizzare ulteriormente gli animi nel momento culminante di una situazione già critica, credo che sia il caso di spendere due paroline sul contesto: perché, ne converrete con me, se dopo un'alzata d'ingegno del genere c'è un numero significativo di individui che non si limitano a farsi uscire dalla bocca un paio di sonori vaffanculo e andarsene a casa, ma decidono che è il caso di picchiare il vicino di posto o di dare fuoco a tutte le macchine che gli capitano a tiro, allora il problema (ed è un problema bello grosso) sta soprattutto altrove.
Insomma, il pupone non ha certo brillato per senso di responsabilità (anche se pare che ci sia chi si è comportato assai peggio, considerato il ruolo che dovrebbe avere), e tra l'altro mi ha fatto pure (sportivamente) incazzare di brutto: resta il fatto, tuttavia, che se uno se ne va allo stadio e prima di uscire si ficca in tasca in tasca un serramanico perché non si sa mai, le provocazioni che arrivano dal campo lasciano il tempo che trovano.
Badate, lo dico da tifoso: un tifoso della Lazio che pur avendo l'abbonamento in Tribuna Tevere aveva deciso già da qualche giorno che se ne starebbe rimasto a casa, perché dopo una trentina d'anni di frequentazione degli stadi impari ad annusare l'aria e a capire per tempo quando è il caso di non andare a cercar rogna.
Il fatto è che questo sport, ancora una volta, si è dimostrato infrequentabile: e che probabilmente è arrivato il momento che si decida (davvero) di smettere di frequentarlo, perché prendere parte (sia pure solo emotivamente) ad una forma di spettacolo i cui spettatori si scannano spesso e volentieri come animali in un clima da guerriglia urbana mi pare un'indecenza bella e buona.
Bisogna smettere di occuparsi di questa stronzata, punto e basta.

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