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Scommettiamo?

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Mi punge vaghezza che a settembre le norme condivise con minore difficoltà saranno quelle che impongono ai giudici che indagano su un prete di avvisare il vescovo, e ai giudici che indagano su un vescovo di avvisare il cardinale segretario di stato(*). Volete scommettere una cena con me, che su quelle saranno tutti d'accordo? ----- (*)All’articolo 129 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni: (...) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: (...) 2-ter. Quando risulta indagato o imputato un Vescovo diocesano, prelato territoriale, coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un Ordinario di luogo equiparato a un Vescovo diocesano, abate di una abbazia territoriale o sacerdote che, durante la vacanza della sede, svolge l’ufficio di amministratore della diocesi, il pubblico ministero invia l’informazione al Cardinale Segretario di Stato. 2-quater. Quando risulta indagato o imputato un sacerdote secolare o appartenente ad un Istituto di vita consacrata o ad una società di vita apostolica, il pubblico ministero invia l’informazione all’Ordinario diocesano nella cui circoscrizione territoriale ha sede la procura della Repubblica competente”.

OpenDNS: il nostro contributo (diverso dal silenzio) contro il decreto Alfano

29 Commenti »

Gli autori di questo blog, come preannunciato, hanno scelto una forma di iniziativa diversa dallo sciopero per contrapporsi al decreto Alfano: pur avendo il massimo rispetto per chi vi prenderà parte, e pur condivendone gli obiettivi, abbiamo considerato che la reazione più appropriata all'introduzione di una norma liberticida come quella che sta per vedere la luce non sia il silenzio, bensì la strada dell'informazione civile.

Proprio in quest'ottica, iniziamo da oggi a dare alcuni consigli per contrastare gli effetti di una legge che, almeno fino a quando non verrà bollata come incostituzionale, restringerà la nostra libertà d'azione.
Oggi illustrerò l'utilizzo degli Open DNS, cercando di semplificarlo il più possibile per renderlo "commestibile" anche a chi avesse poca dimestichezza con l'informatica.
Potete immaginare i DNS (Domain Name System) come degli enormi database: quando digitiamo l'indirizzo di un sito, la nostra richiesta viene inviata al database del nostro provider che, pescando nei suoi archivi, lo converte in un indirizzo IP indispensabile per collegarsi al sito in questione. Considerando che la maggior parte dei siti internet sono ospitati da server esteri, il passo più semplice per oscurare un sito non è quindi chiedere al server estero di cancellarne il contenuto, ma rivolgersi ai vari provider italiani (Telecom, Vodafone, ecc..) chiedendo che venga rimosso il solo collegamento verso il sito in questione.
Il risultato sarà quindi che dopo aver digitato l'indirizzo del sito oscurato verremo indirizzati verso la classica pagina bianca contenente l'avviso che il sito cercato non esiste o non è raggiungibile.
Proprio per ovviare a questo problema, da alcuni anni è sorto Open DNS, un servizio che, tramite server decentrati, offre liberamente i propri DNS allo scopo di creare un servizio di risoluzione di nomi in indirizzi internet (DNS) che non sia controllato da governi o enti militari, al fine di evitare censure, vincoli e controlli sul traffico internet e sui suoi contenuti.
Per semplificare ulteriormente potremmo dire che, impostando sulla vostra connessione i protocolli di OpenDNS, le vostre richieste non arriveranno più sul database del gestore di servizi che state utilizzando, ma verranno dirottate verso il database di OpenDNS: la cosa vi permetterà quindi di raggiungere in modo automatico e senza vincoli qualsiasi sito venga oscurato, utilizzando questo metodo ormai ampiamente diffuso.
Come impostare gli Open DNS?
1) Andate su pannello di controllo, scegliete connessioni di rete, cliccate con il tasto destro del mouse sulla vostra attuale connessione attiva e scegliete la voce proprietà.
2) Scorrete fino in fondo la lista contenuta nella sezione La connessione utilizza i componenti seguenti e fate doppio click sulla voce Protocollo internet.
3) Selezionate l'opzione Usa i seguenti indirizzi server DNS, ed inserite 208.67.222.222 nel campo Server DNS predefinito e 208.67.220.220 in Server DNS alternativo, come da figura sotto.
Date l'ok e avrete impostato in modo molto semplice i nuovi protocolli. A questo punto sarete liberi di navigare così come avete sempre fatto, bypassando eventuali censure in modo del tutto legale. Ulteriori informazioni e guide sono reperibili sul sito ufficiale di OpenDNS.
P.S.
Ricordo che, se l'uso di questi protocolli è del tutto legale, visitare siti oscurati per cause evidentemente legittime (vedi pedopornografia e simili) non lo è: in questo caso lasciate perdere OpenDNS e rivolgetevi ad un buon terapeuta.

Perché non parteciperò allo sciopero dei blogger

13 Commenti »

Non parteciperò allo sciopero indetto dai blogger per il 14 luglio contro le norme illiberali contenute nel decreto Alfano, anche se nutro il massimo rispetto (e in molti casi una stima sincera) per coloro che vi prenderanno parte, sono solidale con loro e ne condivido gli obiettivi.

Sta di fatto, però, che il metodo non mi convince: astenermi dal fare nel momento della difficoltà mi riesce tanto difficile da risultarmi, alla resa dei conti, impossibile.
Se è vero -ed è vero, purtroppo- che stanno per introdurre una normativa degna dei peggiori regimi illiberali allo scopo di indurci al silenzio, ritengo più utile guadagnare un giorno piuttosto che perderlo.
Ragion per cui il 14 luglio, anziché starmene zitto, scriverò quello che vorrò scrivere, continuando ad utilizzare fino in fondo questo spazio finché posso farlo.
Anche perché, detto tra noi, se proprio devo beccarmi un "chissenefrega" da qualcuno (per inciso, io me ne strafotto allegramente di quello che scrive Facci da molto prima che lui avesse cognizione di cosa sia un blog, e lo dico tra parentesi perché reputo il suo intervento di rilevanza così minuta da non valere neanche lo sforzo di un post), preferisco meritarmelo per quello che ho scritto, piuttosto che per quello che ho tenuto per me.

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