Visualizzazione post con etichetta ragione. Mostra tutti i post

Il Madoff di Arcella

8 Commenti »

Che si parli di questo

oppure di quest'altro
il discorso cambia poco.
Lo so, lo so: adesso salterà fuori qualcuno (magari un po' incazzato, ché essere incazzati su questo blog negli ultimi giorni pare sia di moda, faccia figo, insomma conferisca al titolare dell'ira un certo charme, oltre a dare una forza insperata, peraltro non riscontrabile nel contenuto ma appunto soltanto nella forma, alle sue argomentazioni) a precisare che si tratta di due casi diversi, e che non si può paragonare uno che vende titoli a un altro che chiede soldi per sortilegi, filtri d'amore e stronzate simili.
Sta di fatto, però, che paragonare, mettere a confronto, trovare qualcosa in comune tra due fatti diversi è un'attività accattivante, senz'altro rivelatrice di qualcosa (che quel qualcosa, poi, sia più o meno importante, è un altro discorso) e soprattutto assai poco rassicurante: e si sa che da secoli è il bisogno di rassicurazione, non il desiderio di comprensione, che spinge molti individui a prepararsi una serie di caselline accuratamente circoscritte nelle quali infilare una per una le immagini e le situazioni nelle quali gli capita di imbattersi, in modo da poterle percepire immancabilmente come altro da sé e relegarle in un batter d'occhio nel mucchio delle cose che non fanno paura (brutta bestia, la paura, nevvero? Quando si ha paura si finisce perfino per pensare, il che, ne converrete, è la cosa poco rassicurante per antonomasia).
Finita la divagazione (che peraltro dovevo a qualche dispensatore di urla scomposte senza costrutto che ultimamente si è affaccendato a commentare da queste parti), torniamo al post.
Cambia poco, dicevo.
A quanto mi risulta, infatti, il buon Madoff prometteva rendimenti da capogiro, rispetto ai quali qualsiasi persona ragionevole avrebbe dovuto comportarsi esattamente come avrebbe fatto nel caso del (figlio del) mago di Arcella: dubitare (perdonate il breve ritorno nella divagazione, ma anche dubitare è poco rassicurante, e cosa volete farci se un rompicoglioni come me, anche in questo caso, non può esimersi dall'operare un paragone?).
Se questi truffatori da quattro soldi (anche Madoff, non solo il figlio del mago) avessero a che fare con persone che hanno la brutta abitudine di coltivare il dubbio, ci risparmieremmo un sacco di fastidi: tra i quali quello, assai penoso per la verità, di trovarci con qualche migliaio di persone sul lastrico intente ad inveire contro il rubagalline che li ha rapinati contando sulla loro coglioneria, e in qualche caso sulla loro voglia di approfittare, purchessia, di un vantaggio che pure non riuscivano a giustificare razionalmente in alcun modo.
Credere senza pensare: questo mi pare il guaio dei nostri tempi, alla faccia di tutti quelli che pretendono di riscontrarlo invece nella tendenza opposta, denominata alternativamente "pensiero debole", "scientismo", "fiducia cieca nella ragione" e chissà che altro.
La verità, amici, è che di questi tempi si pensa poco, e corrispondentemente si tende a credere troppo.
Contro ogni evidenza, oppure (che è peggio) facendo dell'evidenza una curiosa giustificazione del nostro (spesso irrefrenabile) stimolo a chiudere gli occhi.

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Sponsor

Random Post