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L'Italia è una scuola di delinquenza

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Se c'è una cosa che i nostri governanti sanno fare bene è insegnare alle persone a diventare delinquenti.
Sono scuole di delinquenza le carceri, nella quali si entra per un reato piccolo così e invece di essere rieducati alla vita civile si esce pronti per il crimine in grande stile.
E' una scuola di delinquenza il proibizionismo sulle droghe, che conferisce lo status di fuorilegge a individui che non avrebbero alcuna ragione per esserlo.
E'una scuola di delinquenza l'atteggiamento ipocrita sulla prostituzione, che impacchetta le donne e le consegna dritte dritte nelle mani degli sfruttatori.
E' una scuola di delinquenza la normativa sull'immigrazione, che appiccica addosso a migliaia di esseri umani la qualifica di furfanti in ragione del semplice fatto che sono stranieri.
Sono scuole di delinquenza le ordinanze che i nostri sindaci hanno sparpagliato in giro per il paese, a norma delle quali vengono trasformati in banditi perfino quelli che osano bere una birra all'aperto, che si azzardano a sedersi in troppi su una panchina, che si permettono di fare due chiacchiere in un parco formando un capannello.
Finirà che a forza di sfornare divieti a manetta tutto sarà proibito, lo status di criminale coinciderà perfettamente con il concetto di esistenza in vita e sarà possibile mettere dentro chiunque alla semplice condizione che riesca ancora a respirare: saremo tutti delinquenti, finalmente, e una volta usciti di prigione avremo le nozioni e i contatti giusti per dedicarci a una vasta gamma di attività redditizie, gratificanti e ricche di stimoli.
Dite la verità: non è fantastico vivere in un paese nel quale lo stato si prende la briga di insegnarti un mestiere?

Punirne cento per educarne uno

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Siamo alle solite: per colpa di quattro imbecilli che si prendono a coltellate, a tutti gli altri verrà impedito di andarsene in giro al fresco e bersi una birra con gli amici alle tre di notte; è esattamente lo stesso meccanismo dello stadio, nel quale a decine di migliaia di persone viene proibito di portarsi dietro un succo di frutta nel brick perché tre scemi potrebbero avere l'alzata d'ingegno di lanciarlo sulla testa del guardalinee.
Si tratta, nei fatti, di un curioso principio di responsabilità collettiva, in base al quale un numero indefinito di persone viene chiamato a pagare per gli sbagli di pochi idioti: un po' come succede a scuola, quando la maestra non ha la minima voglia di star lì ad indagare su chi siano i responsabili del casino che si sente da fuori e allora mette in castigo tutta la classe, così risolve il problema alla radice e non ci pensa più.
Io, che non mi sono mai sognato di accoltellare nessuno, continuo a pensare che starmene fino all'alba a chiacchierare in mezzo alla strada con una birra in mano sia un mio diritto, nella misura in cui qualcuno abbia voglia di tenere aperto il bar fino a quell'ora per vendermela: e che punire tutti per educare quattro scemi sia davvero troppo facile.
Metteteli dentro, e lasciate in pace chi si gode la città senza rompere i coglioni a nessuno.

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